Avanzo commerciale

Esportazioni medicinali Ue 2024: record di 313,4 miliardi di euro

Nel 2024, le esportazioni di medicinali dell’UE raggiungono un record di €313,4 miliardi, con la Germania in testa come principale esportatore extra-UE. L’articolo analizza anche le importazioni, i principali partner commerciali e le sfide legate alla catena di approvvigionamento

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore) e Ieva Kniukštienė (Delfi, Lituania)

4' di lettura

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Per i paesi dell’Ue il 2024 è stato l’anno della crescita per l’import ed export dei medicinali. Anche se a farla da padrone sono state proprio le esportazioni Ue di medicinali e prodotti farmaceutici . Nel 2024 l’aumento rispetto al 2023 è stato del 13,5% rispetto al raggiungendo i 313,4 miliardi di euro. Allo stesso tempo si è registrato un incremento “molto modesto”, pari allo 0,5% delle importazioni, pari a 119,7 miliardi di euro. L’avanzo commerciale registrato ha raggiunto il valore di 193,6 miliardi di euro e quello che è stato considerato un livello record. Il dato emerge dal rapporto Eurostat relativo al 2024.

Lo scorso anno, la Germania è stata il più grande esportatore extra Ue di prodotti medicinali e farmaceutici dell’Ue con 67,9 miliardi di euro, seguita dall’Irlanda con 56,6 miliardi di euro e dal Belgio con 41,4 miliardi di euro.

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I maggiori importatori extra-Ue sono stati la Germania con 23,0 miliardi di euro, il Belgio con 21,3 miliardi di euro e i Paesi Bassi con 14,7 miliardi di euro.

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Esportazioni negli Usa

C’è poi il capitolo destinazioni. Quella principale è stata nella direzione Stati Uniti con il 38,2% di tutte le esportazioni al di fuori dell’UE e del valore di 119,8 miliardi di euro. A seguire la Svizzera con il 16,4% e un valore di 51,3 miliardi di euro. Poi il Regno Unito con il 5,8% e un valore di 18,2 miliardi di euro.

La maggior parte delle importazioni verso l’UE proveniva dagli Stati Uniti (38,3%; 45,9 miliardi di euro), dalla Svizzera (32,6%; 39,1 miliardi di euro) e dal Regno Unito (7,3%; 8,7 miliardi di euro). Quattro paesi hanno registrato quote superiori al 20% per i prodotti medicinali e farmaceutici nelle loro esportazioni extra-UE totali. Si tratta della Slovenia (69%), Irlanda (42%), Danimarca e Belgio (entrambi il 25%).

Le importazioni

Germania (23 miliardi di euro), Belgio (21 miliardi di euro), Paesi Bassi (15 miliardi di euro) e Italia (14 miliardi di euro) sono stati i maggiori importatori di prodotti medicinali e farmaceutici da paesi al di fuori dell’UE, nel 2024. Nello stesso periodo la Slovenia (17%), il Belgio (12%) e Malta (11%) hanno registrato le quote più alte di prodotti medicinali e farmaceutici nelle loro importazioni totali extra-UE. L’Irlanda (49 miliardi di euro) e la Germania (45 miliardi di euro) hanno avuto le maggiori eccedenze commerciali extra-UE per i prodotti medicinali e farmaceutici nel 2024. Solo Romania, Slovacchia, Malta, Estonia e Repubblica Ceca avevano deficit commerciali.

Il quadro Italiano

Quanto all’Italia, i consuntivi 2024, come sottolineano da Farmindustria, «confermano il grande contributo alla crescita».

Nello specifico, l’Italia ha registrato un export per 53,8 miliardi di euro «pari a oltre il 90% della produzione, stimata a 56,1 miliardi di euro». L’Italia, rimarcano i rappresentanti di Farmindustria, viene considerato hub europeo per produzione «tra i principali paesi in termini di produzione farmaceutica e 7° mercato mondiale farmaceutico». Nel 2024 gli occupati sono stati 71 mila con una crescita di 1,5%, principalmente concentrata nelle funzioni di R&S e produzione (+3%). Gli altri dati parlano di «+21,2 mld € di saldo estero di farmaci e vaccini, primo settore per surplus». «Farmaci e vaccini - argomentano da Farmindustria - rappresentano il 18% del saldo estero complessivo dell’industria manifatturiera in Italia». Non è tutto. Tra gli altri dati ci sono +11,2 miliardi di euro di di saldo estero positivo del totale del settore. «La percentuale farmaceutica sul totale dell’export manifatturiero è passata da 3,5% nel 2004 a 9,1% nel 2024 - argomentano ancora -. Negli ultimi 5 anni l’export farmaceutico è cresciuto del 65% rispetto al 26% degli altri settori e ha determinato sostanzialmente il 100% della crescita della produzione farmaceutica». Inoltre, «negli ultimi 5 anni l’export dell’Italia è cresciuto più di quello negli altri Paesi europei (+65% rispetto a +57%)».

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Lituania: il fragile equilibrio tra importazione e produzione di farmaci

Secondo gli ultimi dati ufficiali del Servizio di Controllo dei Medicinali lituano (SMCA), oltre il 90% dei medicinali distribuiti sul mercato nazionale è importato. Solo una quota marginale – inferiore al 10% – è prodotta localmente, principalmente da aziende come Valentis e Aconitum, attive nella produzione di integratori e farmaci generici. I principali paesi partner per l’importazione sono Germania, Polonia, Lettonia e, sempre più spesso, India, dove avviene la produzione fisica, mentre registrazione e serializzazione vengono gestite da titolari UE, inclusi operatori lituani. Questo sistema ibrido rende difficile classificare in modo netto l’origine di molti medicinali.

Le scelte di importazione non sono centralizzate dallo Stato ma dipendono dai titolari dell’AIC (autorizzazione all’immissione in commercio), che decidono in base a parametri economici e strutturali: prezzo di mercato, dimensione della popolazione, sistema di rimborso, costi logistici e disponibilità di alternative terapeutiche. Questo approccio, se da un lato garantisce flessibilità, espone però il mercato a rischi legati a interruzioni nella catena di fornitura.

Nel 2024, circa 120 segnalazioni di interruzioni nella fornitura di medicinali sono state registrate dal SMCA, la maggior parte legate a problemi produttivi o aumenti imprevisti della domanda. Le autorità lituane hanno messo in atto misure rapide: autorizzazione all’uso temporaneo di confezioni in lingua straniera provenienti da altri Paesi SEE, possibilità per le strutture sanitarie di approvvigionarsi direttamente all’estero, utilizzo di farmaci “nome commerciale” non registrati, e procedure accelerate per la registrazione di equivalenti. Particolare attenzione è data ai medicinali rimborsati: in caso di indisponibilità insostituibile, viene immediatamente avviata una revisione della lista prezzi per introdurre un farmaco analogo. Al momento, non sono segnalate carenze gravi in categorie terapeutiche critiche.

* Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”.

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