Europa

Ucraina, Zelensky: accordo con Usa per missili ogni mese, ma non bastano

Le quantità previste non sono però sufficienti a coprire le necessità di Kiev

Una foto diffusa dal Servizio statale di emergenza ucraino mostra il luogo in cui, nella notte dell’8 agosto 2026, si è verificato un attacco russo contro un edificio privato nel villaggio di Pukhivka, nei pressi di Kiev.  EPA/SERVIZIO STATALE DI EMERGENZA DELL’UCRAINA  EPA

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L’Ucraina ha raggiunto intese con gli Stati uniti per ricevere ogni mese missili di difesa aerea di fabbricazione statunitense, ma le quantità previste non sono sufficienti a coprire le necessità di Kiev. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Belgrado, durante una conferenza stampa con il presidente serbo Aleksandar Vucic.

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“Chi dispone di missili e sistemi antibalistici? Il produttore, in primo luogo gli Stati uniti. Possono aiutarci? Ci stiamo lavorando. Ci forniranno missili ogni mese? Sì, abbiamo accordi. Sono sufficienti? No”, ha affermato Zelensky.

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L’Aeronautica ucraina ha riconosciuto di non essere riuscita ad abbattere nessuno dei missili lanciati contro il Paese nelle notti di martedì e venerdì. Zelensky aveva recentemente spiegato che le forze armate non sono in grado di intercettare alcuni missili balistici a causa della carenza di munizioni per i sistemi di difesa aerea.

Allerta nella notte

L’allerta aere nella capitale ucraina è cominciata durante la notte. Poi ha fatto seguito l’ennesimo attacco missilistico della Russia su aree residenziali. Nel corso degli attacchi russi sono morte tre persone, tra cui un bambino, alla periferia di Kiev. Sono stati segnalati danni in tre punti della località di Brovary, a nord-est della capitale, dove la caduta di detriti ha colpito alcuni edifici, compresi immobili residenziali, come riferito su Telegram dal capo dell’amministrazione militare regionale, Tymour Tkatchenko. «Tre persone sono rimaste uccise, tra cui un bambino. Altre tre sono rimaste ferite, anch’esse tra cui un bambino». L’attacco, da quanto riferito dalle autorità ucraine, è stato condotto con missili balistici.

Zelensky: dal prossimo inverno nessuna centrale sarà intatta

 

In occasione dell’incontro con il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, a Belgrado, «abbiamo discusso delle sfide che ci attendono in vista del prossimo inverno, quando, a causa degli attacchi russi, praticamente nessuna centrale termoelettrica in Ucraina sarà rimasta intatta e il nemico è intenzionato a rendere insopportabile la vita della popolazione». Lo ha scritto su X il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, aggiungendo che «qualunque cosa accada, alle persone deve essere data ogni possibilità di vivere, e per questo la nostra cooperazione nel settore energetico è di grande importanza. Ringrazio il presidente per il dialogo costruttivo e per il nuovo pacchetto di aiuti umanitari a favore dell’Ucraina, in particolare nei settori della sanità e dell’energia». Inoltre «abbiamo discusso delle relazioni con l’Unione europea. Saremo lieti se il percorso della Serbia verso l’adesione all’Ue accelererà. È importante che ogni Paese europeo riceva un segnale chiaro: l’Europa ha bisogno di ciascuno di loro e nessuno può essere lasciato indietro», ha aggiunto.

Musk nega Starlink all’Ucraina

Kiev deve fare i conti non solo con il pericolo militare e gli attacchi continui di Mosca, ma ora anche con le minacce di Elon Musk. Il miliardario Usa non avrebbe accettato di consentire alle forze ucraine di utilizzare Starlink per guidare attacchi contro obiettivi militari in territorio russo e continuerebbe a sostenere che sia arrivato il momento di raggiungere un accordo per porre fine al conflitto. Lo riferisce The Atlantic, citando fonti vicine all’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov.

Secondo la ricostruzione della rivista statunitense, Fedorov sta cercando attraverso canali informali di convincere il proprietario di SpaceX ad autorizzare le forze armate ucraine a utilizzare la rete satellitare Starlink per colpire in Russia, in particolare i sistemi di lancio dei missili impiegati da Mosca contro l’Ucraina. Ma «al momento non c’è una decisione positiva», ha dichiarato una delle fonti citate da The Atlantic. La questione è emersa già a fine di luglio, quando sempre The Atlantic ha riferito che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al presidente americano Donald Trump di intervenire personalmente presso Musk. Zelensky avrebbe avanzato la richiesta durante l’incontro con Trump alla Casa Bianca, spiegando che un ampliamento delle possibilità di impiego del sistema satellitare permetterebbe all’Ucraina di utilizzare i droni per colpire i lanciatori russi di missili prima che questi possano effettuare attacchi.

Lo stesso Zelensky è da venerdì sera in Serbia per la sua prima visita ufficiale nel Paese balcanico, considerato tradizionale alleato della Russia. Il presidente ucraino incontra oggi l’omologo Aleksandar Vucic, per discutere di cooperazione in vari settori e del percorso dei rispettivi paesi verso l’adesione all’Unione Europea.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy arriva a Belgrado, in Serbia, il 7 agosto 2026. Ufficio stampa presidenziale ucraino/Foto fornita tramite REUTERS.

Kiev colpisce due raffinerie in Russia

Sull’altro versante, droni lanciati da Kiev hanno colpito nella notte scorsa una raffineria di petrolio nell’oblast di Samara e un’altra nel Krasnodar Krai, nel sud della Russia. Lo riferiscono i media ucraini. Entrambe le raffinerie hanno preso fuoco e il fumo e le fiamme sono state segnalate dai residenti della zona che hanno postato i video sui social. Gli incendi sono ancora in fase di spegnimento. L’attacco dei droni è stato confermato dal governatore di Samara Vyacheslav Fedorishchev.

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Mosca: colpite due navi cargo con armi al largo di Odessa

Mosca sostiene anche che le forze russe hanno colpito con droni due navi cargo che, secondo Mosca, trasportavano armi ed equipaggiamenti militari destinati ai porti ucraini. Lo ha reso noto oggi il ministero russo della Difesa con una nota ufficiale. Per quanto non siano disponibili conferme indipendenti, la rivendicazione russa arriva nel contesto di una forte escalation di attacchi russi sull’Ucraina e in particolare sul Mar Nero. L’obiettivo è interdire l’accesso al mare al Paese, con conseguenze pesanti su commercio e anche rifornimenti militari.

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