Estate

Turismo, qualche consiglio su dove mangiare nelle città più visitate

Tra le tante proposte dei nostri centri urbani alcune chicche da non perdere se ci si trova da quelle parti

di Camilla Rocca

7' di lettura

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Nell’ultimo Rapporto Ristorazione 2025 di FIPE-Confcommercio appare in grande evidenza come l’aumento dei consumi fuori casa spinti dal turismo, soprattutto quello straniero, stia impattando sui bilanci dei ristoranti. E il segmento che ha maggiormente beneficiato è nelle grandi città d’arte italiane: un dato che non è solo “estivo” ma che si allarga a tutto l’anno. Sempre secondo FIPE il turismo estero ha generato circa 16 milioni di presenze in più nel 2024 (+2,5% sul totale vacanze), compensando la perdita di presenze italiane e confermando un saldo positivo generale. Città per città vediamo l’impatto che il turismo ha avuto sulla ristorazione nell’ultimo anno e segnaliamo due ristoranti da visitare, soprattutto per apprezzare la vera cucina locale.

Torino, una “regione” gastronomica

Ristorante del Cambio a Torino

Per parlare della spesa media in ristorazione a Torino non possiamo ignorare l’intera Regione Piemonte che con i suoi 6,5 miliardi di euro nel 2024, ha rappresentato una parte significativa della spesa turistica regionale, un vero e proprio sistema enogastronomico che porta un turismo interessato proprio al food.

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Il Ristorante Del Cambio di Torino è una delle istituzioni gastronomiche più prestigiose della città, simbolo della tradizione culinaria piemontese e luogo di incontro per intellettuali e aristocratici sin dalla sua apertura nel 1757 . Situato in Piazza Carignano, di fronte al Teatro Carignano, il locale ha ospitato figure storiche come Camillo Benso di Cavour e Giacomo Casanova. Oggi, sotto la guida dello chef Diego Giglio, il ristorante propone una cucina che celebra la tradizione locale, reinterpretandola con tecniche moderne e ingredienti di alta qualità . Il menù offre piatti iconici come il vitello tonnato e gli agnolotti del plin, presentati in chiave contemporanea per offrire un’esperienza gastronomica unic

Scatto è il ristorante ideato dai fratelli Christian e Manuel Costardi, situato sempre in posizione centralissima, all’interno del polo espositivo delle Gallerie d’Italia in partnership con Intesa Sanpaolo e il prestigioso Caffè San Carlo Le strade Comunicaffè. È un progetto che unisce gastronomia, fotografia e teatro, in cui la cucina diventa spettacolo: lo spazio è pensato come una “macchina fotografica” con materiali riflettenti che mettono la luce al centro, valorizzando la cucina a vista e creando un ambiente sofisticato e immersivo

Milano e il turismo tutto l’anno

Da Giacomo a Milano

Nel 2024, i turisti stranieri hanno generato a Milano 1,85 miliardi di euro di spesa, collocandola al secondo posto in Italia dopo Roma, che ne ha registrati 3,63 miliardi. Inoltre, Milano spicca per una bassa stagionalità turistica: la sua distribuzione mensile della spesa è tra le più stabili, con un indice di stagionalità di solo 22,5%, indicando flussi regolari tutto l’anno. A livello regionale, nei primi otto mesi del 2024 la Lombardia, trainata da Milano, ha registrato oltre 13 milioni di arrivi e 37 milioni di presenze turistiche, con un incremento dell’11% sull’anno precedente (Turismo, nei primi 8 mesi del 2024 13 milioni di arrivi in Lombardia - Il Sole 24 ORE).

Speciale Osteria, nel quartiere Isola di Milano, è una nuova apertura che è omaggio alla cucina tradizionale lombarda e italiana, reinterpretata con cura e autenticità. L’ambiente, tra cementine d’epoca, travi a vista e dettagli vintage, richiama le osterie di una volta, mentre il menù celebra i grandi classici — dal risotto alla milanese con ossobuco alla cotoletta con l’osso, fino ai mondeghili e alle paste fatte in casa. Un luogo che unisce calore domestico e qualità gastronomica, dove la semplicità diventa davvero speciale.

Il Ristorante Da Giacomo, è perfetto per chi visita il Duomo di Milano. Nato nel 1958 e diventato un’istituzione meneghina, mantiene intatta l’atmosfera elegante con boiserie, pavimenti in marmo e dettagli rétro proprio sopra il Museo del Novecento. La cucina è votata alla tradizione italiana con particolare attenzione al pesce, proposto in preparazioni semplici: è il punto d’incontro ideale tra storia, stile e gusto, molto apprezzato anche dal pubblico internazionale in visita.

Venezia, la ristorazione si basa sul turismo

Il Quadrino a Venezia

Possiamo dire che Venezia senza turisti, per quanto l’overturism abbia raggiunto livelli mai visti, non possa vivere senza. Secondo la Regione Veneto la spesa media giornaliera è di 167 euro, una delle più elevate in Italia.Con oltre 5,5 miliardi di euro di transazioni nei ristoranti italiani lo scorso anno, rappresentando oltre il 26% del totale delle transazioni internazionali registrate nel Paese.

Per i cicchetti tipici della tradizione e piatti locali, affacciato sulla splendida Piazza San Marco, il Quadrino è il bistrot del gruppo Alajmo. L’ambiente è elegante e accogliente, con affreschi ottocenteschi restaurati da Philippe Starck, che conferiscono un’atmosfera unica e suggestiva con in sala lo charme del direttore Marco Cicchelli.

Cucina tradizionale veneta attraverso un approccio contemporaneo e stagionale. Il menù cambia utilizzando ingredienti biologici e locali provenienti da piccoli produttori e pescatori della laguna veneta. In cucina Salvatore Sodano, un giovane talento campano che guida la cucina dal 2022. Dopo esperienze in ristoranti stellati come Oliver Glowig a Roma e Claridge’s a Londra, ha portato al Local ingredienti freschi provenienti da produttori locali, come i pescatori di Sant’Erasmo e Pellestrina, e propone piatti che combinano tecniche moderne con la tadizione.

Bologna, un’impennata di esperienze food

Da Silvio a Bologna

Bologna, pur non essendo una meta “classica”, ha registrato un’impennata del turismo negli ultimi anni: nel 2019 si contavano 2,4 milioni di arrivi, +118 % rispetto al 2014, con quasi la metà rappresentata da turisti stranieri. Anche qui si riflette un effetto diretto sulla richiesta di ristorazione, specialmente per cibi locali e l’esperienza urbana enogastronomica, di cui Bologna “la grassa” non manca.

Un ristorante ultra tradizionale, Da Silvio trovate un avventore unico, il signor Cavalieri, famoso per la sua cucina tradizionale bolognese. Da provare le famose tagliatelle al ragù, cotoletta alla bolognese e trippa, in un ambiente che conserva l’atmosfera degli anni ’70. Il servizio è attento e cordiale, un’esperienza autentica per i visitatori .

I Portici accoglie gli ospiti in un’atmosfera di raffinata eleganza tra affreschi liberty e dettagli che raccontano la storia dell’antico Teatro Eden. Qui, la cucina dello chef Nicola Annunziata, stellato Michelin, trasforma ingredienti locali in emozioni gastronomiche, in un viaggio sensoriale dove tradizione e innovazione si fondono armoniosamente.

Firenze, anche qui i turisti spostano l’economia

Segno by Empireo a Firenze

Firenze è una delle mete più iconiche al mondo: le presenze turistiche – tra strutture alberghiere e extra-alberghiere – superano i 10 milioni l’anno. La maggior parte è costituita da visitatori stranieri (oltre il 70%), con provenienze principalmente da Stati Uniti (20%), Germania (13%), Giappone (8%), Regno Unito (7,8%), Francia (5,7%) e Spagna (5%). Questa forte componente straniera contribuisce in modo significativo ai consumi fuori casa legati alla ristorazione.

Nel cuore di Firenze, tra Ponte Vecchio e Piazza della Signoria, la Degusteria Italiana è un piccolo scrigno gourmet con appena sedici coperti. Affreschi a grottesca che sono gemelli a quelli dei vicini Uffizi, muri a volta e una cantina fornitissima creano un’atmosfera intima. In cucina lo chef Fabio Nistri propone piatti che rileggono la tradizione italiana con audacia, dal tartufo alla selvaggina, accompagnati da una selezione di etichette d’eccellenza.

Sulle rive dell’Arno, da una parte Ponte Vecchio e dall’altra il centro città, Segno by Empireo è un ristorante dove l’ospitalità contemporanea abbraccia il dialogo tra tradizione e innovazione, supportato da una preziosa ed elaborata carta cocktail, all’interno di Plaza Hotel Lucchesi. Guidato dallo chef Tommaso Calonaci — talento formato da Davide Oldani — capace di trasformare ingredienti semplici, soprattutto vegetali, in piatti che raccontano storie e risvegliano emozioni. L’ambiente, ornato di specchi veneziani, vetri di Murano, scalinate ricamate e lampadari raffinati, fa da perfetta cornice a una proposta gastronomica che punta sull’immediatezza del gusto.

Roma, al primo posto come turismo e ristorazione

Rinoceros a Roma

Rhinoceros- Le restau de la Galerie

Nel 2024, Roma ha stabilito un nuovo record turistico con 51,4 milioni di presenze e 22,2 milioni di arrivi, segnando un incremento del +4,5 % nelle presenze e del +5,63 % negli arrivi rispetto all’anno precedente secondo gli ultimi dati del Comune di Roma. Questo flusso turistico straordinario alimenta in modo significativo la domanda per i pubblici esercizi — dai ristoranti ai bar — distribuendo l’effetto sul bilancio del settore durante tutto l’anno.

Vista mozzafiato che abbraccia Roma, Rhinoceros Rooftop è il ristorante panoramico situato al sesto piano di Palazzo Fendi e con vista sui Fori Imperiali. La cucina è affidata allo chef Giuseppe Di Iorio, noto per la sua stella Michelin al ristorante Aroma. Il menù celebra la tradizione culinaria romana, con piatti rivisitati. All’ultimo piano il lounge bar offre anche una mixology creativa, con cocktail ispirati al tema del rinoceronte.

Il Marchese, ristorante e cocktail bar ispirato al celebre film Il Marchese del Grillo, si distingue per un ambiente raffinato con interni caratterizzati da lampadari in ottone, pavimenti in cementine bianche e nere e un bancone bar in marmo di Carrara con piatti tipici della tradizione romana rivisitati in chiave contemporanea. Tra le specialità, spiccano la Carbonara del Marchese e l’Amatriciana, preparate sotto gli occhi degli ospiti grazie alla cucina a vista e una vasta selezione di liquori, con oltre 600 etichette di amari .

Napoli in grande crescita

Ducasse a Napoli

Nel 2023, Napoli ha registrato 3,633 milioni di presenze, guadagnando la 12ª posizione tra i comuni italiani più visitati ilsole24ore.com. Questo trend in crescita è indicativo di uno sviluppo turistico significativo nel Sud Italia, con effetti diretti sulle attività della ristorazione urbana.

Un esempio di questa rinascita è l’apertura del primo ristorante in Italia firmato da Alain Ducasse, lo chef con il più alto numero di stelle Michelin al mondo. Al nono piano dell’Hotel Romeo, affacciato sul Golfo e sul Vesuvio, il locale unisce l’eleganza architettonica firmata Kenzo Tange con una cucina che racconta evoluzione e radici della sua cucina. Lo chef Alessandro Lucassino, discepolo di Ducasse, guida la brigata: la filosofia è chiara — “cuisine de la naturalité”, un approccio che esalta la freschezza degli ingredienti campani con cotture rapide e sapori netti.

Nel cuore pulsante di Napoli, di fronte al maestoso Maschio Angioino, è nata una formula gastronomica unica: Sea Front Pasta Bar di Di Martino, un nuovo progetto che celebra la pasta di Gragnano IGP in una veste moderna e coinvolgente. Lo chef Pierpaolo Giorgio, coadiuvato dallo stellato Peppe Guida, propone un menu inventivo composto da 15 piatti, abbinati a due menù degustazione che spaziano dalla tradizione a creazioni più audaci. Da La Devozione, ovvero spaghetti al pomodoro serviti con forchetta dorata, a interpretazioni coraggiose come orzo con zucchine alla scapece o mezzi canneroni in zuppa di pomodoro contadino.

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