Un uomo pulisce un cartellone pubblicitario raffigurante il nuovo leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Mojtaba Khamenei (a destra), e il defunto leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ruhollah Khomeini (a sinistra), alla periferia di Srinagar, nel Kashmir (India), il 24 marzo 2026. I membri della comunità sciita locale hanno continuato a raccogliere fondi e aiuti umanitari per le persone in Iran colpite dal conflitto in corso che coinvolge l'Iran, Israele e gli Stati Uniti. Reuters e altre recenti notizie descrivono Mojtaba Khamenei come colui che ha assunto formalmente il ruolo di leader supremo questo mese.  EPA/FAROOQ KHAN EPA

24 marzo 2026

Iran, dal Qatar stop al gas per forza maggiore, Italia inclusa. Usa, consenso per Trump crolla al 36%

Secondo il New York Times Mohammed bin Salman fa pressioni su Trump perchè la guerra continui. Una nave cinese paga pedaggio “informale” a Teheran e passa a Hormuz

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24 marzo 2026Aggiornamento fissato

QatarEnergy dichiara la forza maggiore sui contratti di gnl, anche per Italia

Dopo gli attacchi missilistici dell’Iran, Qatar Energy, la compagnia petrolifera statale dell’emirato del Golfo, ha dichiarato lo stato di forza maggiore sui contratti di fornitura di gas naturale liquefatto (Gnl) con Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. Lo riferisce Sky News Arabia. La dichiarazione di stato di forza maggiore consente di sospendere o rinviare le forniture senza incorrere in penali. La decisione arriva in un momento di forti tensioni internazionali, con la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran e le tensioni nel Golfo a pesare sui flussi energetici globali. La mossa era stata anticipata come possibilità qualche giorno fa dal ceo del gruppo, Saad al-Kaabi.

24 marzo 2026

«Usa puntano a tregua di un mese per accordo in 15 punti»

L’inviato Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, con il consenso del presidente Donald Trump, stanno lavorando ad un meccanismo in base al quale verrà dichiarato un cessate il fuoco di un mese durante il quale le parti discuteranno l’accordo in 15 punti proposto da Washington, molto simile a quanto accaduto a Gaza e in Libano. Lo rivela l’emittente israeliana Channel 12, citando tre fonti a conoscenza dei dettagli.

Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell’Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell’accordo che gli Usa hanno proposto all’Iran, secondo quanto svelato dall’emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni.

24 marzo 2026

Media Iran: attacco Usa-Israele vicino alla centrale nucleare di Bushehr

L’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha dichiarato che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato la zona circostante la centrale nucleare iraniana di Bushehr martedì sera. Lo riporta l’agenzia statale Irna. Secondo le prime informazioni, l’attacco non avrebbe causato danni tecnici né vittime.

24 marzo 2026

«Consenso per Trump crolla al 36%, il più basso del secondo mandato»

Il tasso di approvazione di Donald Trump è sceso in una settimana al livello più basso da quando è ritornato alla Casa Bianca, principalmente a causa dell’ impennata dei prezzi della benzina e da una diffusa disapprovazione per la guerra contro l’Iran. E’ quanto emerge da un sondaggio Reuters/Ipsos condotto in quattro giorni e conclusosi ieri. L’inchiesta ha rilevato che solo il 36% degli americani approva l’operato di Trump, in calo rispetto al 40% registrato dallo stesso sondaggio la settimana prima. Bocciato anche sulla gestione economica, approvata solo dal 29%, un dato peggiore di quello di Joe Biden.

24 marzo 2026

«Il Pentagono vuole schierare altri 3.000 soldati in Medio Oriente»

Il Pentagono prevede di dispiegare 3.000 soldati della divisione di elite dell’esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale l’ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dei paracadutisti dell’82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.

24 marzo 2026

Trump: «Questa guerra è già vinta»

«L’Iran ci ha fatto un regalo e il regalo è arrivato oggi. È stato un regalo importante, del valore di una grossa somma di denaro. Mi ha fatto capire che stiamo negoziando con le persone giuste. È stato un regalo legato al petrolio e al gas». Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, senza aggiungere ulteriori dettagli.

«Questa guerra è già vinta. Solo le fake news vogliono farla apparire ancora in corso», ha continuato Trump.

24 marzo 2026

Trump: «Stiamo vagando liberi su Teheran»

Il presidente americano è convinto che in Iran i vari leader «abbiano difficoltà a comunicare tra di loro». Lo ha detto Donald Trump durante la cerimonia dedicata al giuramento di Markwayne Mullin a segretario alla Sicurezza interna.

«Potete dire una cosa che sta andando bene» in Iran, ha chiesto il leader Usa aggiungendo: «Se leggete i giornali pensate che ci sia un testa a testa ma stiamo vagando liberi su Teheran, facciamo quello che vogliamo. Come sapete, oggi avremmo avuto il privilegio di colpire un impianto di generazione elettrica, uno dei più grandi al mondo, un colpo nel posto giusto lo distrugge, ma abbiamo evitato perchè stiamo negoziando». Alla domanda se manderà l’inviato speciale Steve Witkoff a negoziare direttamente con l’Iran, ha risposto: «Stiamo negoziando. Lo stanno facendo insieme Marco [Rubio, il segretario di Stato], JD [Vance, il vicepresidente]. Sull’altro lato [iraniano], ve lo dico: vogliono fare un accordo. Chi non lo farebbe se foste là».

24 marzo 2026

Trump: «Stiamo negoziando, coinvolti anche Rubio e Vance»

«Stiamo già negoziando. Se ne stanno occupando insieme a Marco Rubio e Jd Vance». Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda se avesse intenzione di inviare Jared Kushner e Steve Witkoff a condurre negoziati diretti con gli iraniani.

Quella in corso in Iran non è «una guerra», ma «un’operazione militare», ha precisato Trump, tracciando una distinzione tra le due espressioni. «La chiamano guerra, ma per me è un’operazione militare», ha detto il presidente parlando nello Studio Ovale. In precedenza, Trump aveva anche usato il termine «escursione».

24 marzo 2026

Trump insiste: «Iran ha accettato che non avrà mai l’arma nucleare»

Donald Trump ha ribadito che l’Iran ha accettato che non avrà mai l’arma nucleare. Il presidente ha quindi osservato che questa volta l’Iran «sta dicendo cose sensate». «La Nato dovrebbe essere più coinvolta» nella guerra contro l’Iran, ha insistito Donald Trump in un evento alla Casa Bianca.

24 marzo 2026

Ft, mezzo miliardo di scommesse su ribasso petrolio a Wall Street

Circa 580 milioni di dollari sono stati scommessi lunedì sulla volatilità del greggio, da settimane al centro delle turbolenze in Medio Oriente, soltanto 15 minuti prima del post su Truth del presidente americano Donald Trump sui colloqui in corso con l’Iran per porre fine alla guerra: un annuncio sufficiente a far crollare i prezzi del petrolio grazie al rinvio del minacciato attacco americano contro le infrastrutture energetiche di Teheran. Una ricostruzione del Financial Times, in base ai dati di Bloomberg, ha tracciato uno scenario di guadagni sospetti dei trader dopo che tra le 6:49 e le 6:50 locali (11:49 e 11:50 in Italia) sono passati di mano un numero di 6.200 contratti future su Brent e West Texas Intermediate (Wti), con scambi maturati prima del post di Trump delle 7:04, nel quale il tycoon ha messo nero su bianco che vi erano state «conversazioni produttive» con Teheran. Nello stesso frangente, appena 27 secondi prima delle 6:50, sono aumentati i volumi di scambio su Brent e il Wti. I future legati all’indice azionario S&P 500 hanno registrato un rialzo dei prezzi pochi istanti dopo gli scambi sul petrolio e anche i relativi volumi sono aumentati durante la stessa fascia oraria.

Al momento, non è noto se dietro gli scambi di lunedì vi fosse un unico soggetto o addirittura una pluralità di entità in azione. Il post di Trump su Truth ha innescato un’ondata di vendite nei mercati globali dell’energia, generando al contempo guadagni per i future sull’S&P 500 e sui titoli azionari europei. Sempre lunedì, intorno, alle 18:00 locali (23:00 in Italia), i future sul Wti sono stati scambiati a circa 89,50 dollari, in calo sui 98 dollari registrati prima del post di Trump. A fine giornata, l’indice S&P 500 ha guadagnato l’1,05%. Sempre lunedì, Mohammad-Bagher Ghalibaf, il presidente del Parlamento iraniano, ha smentito su X negoziati di qualsiasi natura tra Washington e Teheran: una precisazione che non ha modificato i corsi dei mercati. Difficile, quindi, dare un’interpretazione chiara agli eventi e alle consistenti scommesse che hanno centrato il trend ribassista: fiuto e abilità oppure buona conoscenza delle ’dinamiche politiche’, cioé insider trading.

I sospetti ci sono con gli esempi di manipolazione dei mercati più recenti legati al ’prediction market’ che trova il bacino primario in Polymarket. Un utente anonimo ha guadagnato ad esempio quasi un milione di dollari su quest’ultima piattaforma con decine di scommesse precise sulla guerra all’Iran, ha riportato la Cnn: lo ha fatto al tasso di accuratezza del 93% su temi quali la data esatta in cui si sarebbero verificati gli attacchi aerei di Usa e Israele nel 2024, nel 2025 e nel 2026. Kush Desai, portavoce della Casa Bianca, ha chiarito con il quotidiano della City che l’amministrazione Usa «non tollera» che alcun suo funzionario «si arricchisca illegalmente sfruttando informazioni riservate, e qualsiasi insinuazione che i funzionari siano coinvolti in tali attività senza prove è infondata e denota una condotta irresponsabile».

24 marzo 2026

Trump: «Stiamo parlando con la gente giusta vogliono fare un accordo»

In Iran «stiamo parlando con la gente giusta» e «vogliono fare un accordo». Lo ha detto il presidente Donald Trump parlando nello Studio Ovale in occasione del giuramento di Markwayne Mullin come nuovo segretario alla Sicurezza interna.

24 marzo 2026

Idf: «Colpito principale impianto produzione esplosivi Iran»

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito il principale impianto iraniano per la produzione di esplosivi. Secondo l’Idf, l’Iran «ha sviluppato e prodotto materiali esplosivi per vari tipi di armi» all’interno della struttura. «Questo sito era già stato preso di mira durante l’Operazione Leone Nascente. Negli ultimi mesi, sono state individuate attività da parte del regime iraniano volte a ripristinare le proprie capacità di produzione all’interno del sito».

24 marzo 2026

Usa, sondaggio: tasso di approvazione di Trump scende al 36%

Il tasso di approvazione del presidente Donald Trump tra i cittadini statunitensi è sceso al 36%, il minimo storico del suo secondo mandato: è quanto risulta da un sondaggio della Reuters/Ipsos.

A pesare è soprattutto il costo della vita: la gestione economica della Casa Bianca viene promossa da appena un quarto degli intervistati, mentre solo il 35% approva le operazioni belliche lanciate contro l’Iran.

Il sondaggio è stato condotto on-line su un campione di 1.272 persone, con un margine di errore di circa tre punti percentuali.

In questa illustrazione scattata il 23 marzo 2026 si vedono bandiere statunitensi e iraniane e barili di petrolio stampati in 3D. REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione

24 marzo 2026

Axios: «Netanyahu scettico, teme accordo con Iran sotto le attese»

Gli Stati Uniti hanno condiviso con Israele il loro piano in 15 punti per mettere fine alla guerra in Iran e hanno spiegato che Teheran ha accettato molti punti. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il premier israeliano Benjamin Netanyahu teme che Donald Trump possa stringere un accordo con risultati ben al di sotto degli obiettivi di Israele e che includa significative concessioni. Un’altra fonte ha riferito che i leader israeliani sono scettici sul fatto che l’Iran abbia effettivamente offerto le concessioni che gli Stati Uniti hanno rivendicato.

24 marzo 2026

Jerusalem Post: «Mossad avvertì governo Israele che cambio regime avrebbe richiesto un anno»

Alla vigilia della guerra, il direttore del Mossad David Barnea aveva avvertito il governo israeliano che il cambio di regime in Iran avrebbe probabilmente richiesto un anno. Lo riporta il Jerusalem Post, spiegando che nella sua previsione il capo dei servizi israeliani aveva preso in considerazione diversi scenari e periodi di tempo, come ad esempio diversi mesi, ma un anno risultò essere la stima più probabile.

24 marzo 2026

Axios: colloqui di pace ad alto livello possibili già giovedì

Gli Stati Uniti e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo la possibilità di tenere colloqui di pace ad alto livello con l’Iran. Lo scrive Axios, secondo cui potrebbero essere organizzati già per giovedì. È ancora attesa la risposta di Teheran.

24 marzo 2026

Vali Nasr (politologo): nomina Zolghadr dimostra che Mojtaba ha controllo

Mohammad Bagher Zolghadr «è l’uomo di Mojtaba Khamenei» e la sua nomina a capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran «dimostra che Mojtaba ha il controllo»: questo il commento su X di Vali Nasr, il politologo iraniano-americano, docente di Affari Internazionali e Studi sul Medio Oriente alla Johns Hopkins SAIS di Washington.

La nomina di Zolghadr, ha aggiunto, «conferma inoltre che l’unica cosa che Israele ha ottenuto con la decapitazione (dei vertici iraniani, ndr) è stata quella di trasferire il potere a Teheran alla fazione più intransigente dei Guardiani della Rivoluzione» da cui proviene.

FOTO D'ARCHIVIO - Il vice comandante della Guardia Rivoluzionaria iraniana, il generale di brigata Mohammad Bagher Zolghadr, in questa foto senza data. Nel marzo 2026 l'Iran ha nominato Zolghadr nuovo segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, in sostituzione del defunto Ali Larijani. (Foto AP, d'archivio)

24 marzo 2026

Berlino: «Guerra in Iran è contraria al diritto internazionale»

Le dichiarazioni del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.

24 marzo 2026

Israele: donna di 30 anni uccisa da razzo Hezbollah

Una donna di circa 30 anni è rimasta uccisa dall’impatto di un razzo presso l’incrocio di Mahanayim, nel nord di Israele, secondo quanto riferito dai soccorritori.

Il Magen David Adom, equivalente israeliano della Croce rossa, ha dichiarato che i suoi medici hanno constatato il decesso della donna sul posto e hanno prestato soccorso ad altre due persone rimaste leggermente ferite dalle schegge.

24 marzo 2026

Il Pentagono vuole schierare altri 3.000 soldati in Medio Oriente

Il Pentagono prevede di dispiegare 3.000 soldati della divisione di elite dell’esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale l’ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dell’82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.

Lo ha riferito anche il giornalista di Axios, Barak Ravid - tramite il suo profilo X - citando un funzionario statunitense. La misura, evidenzia Ravid, segna un significativo rafforzamento delle truppe nella regione in vista di una possibile operazione di terra contro Teheran. La 82esima Divisione Aviotrasportata è un’unità dell’esercito Usa specializzata in risposte rapide e operazioni di combattimento che può essere schierata in tempi molto brevi su ordini del comando.

24 marzo 2026

Comandante esercito Teheran: «Risponderemo a guerra Usa Israele fino a vittoria completa»

Il comandante delle forze militari regolari iraniane, il generale Ali Abdollahi Aliabadi, asserisce che Teheran continuerà a rispondere alla guerra lanciata da Israele e Stati Uniti «fino alla vittoria completa», pur non precisando a cosa equivalga. Il generale parla degli Stati Uniti come di un Paese «vuoto» che è stato «smascherato di fronte al mondo», con Donald Trump che cerca ora «di scappare dalla guerra» a cui ha dato inizio.

24 marzo 2026

Gerusalemme, celebrazione ristretta per inizio Giubileo francescano

Si è svolta a Gerusalemme l’apertura ufficiale del Giubileo francescano in Terra Santa. La funzione, si legge sul sito della Custodia di Terra Santa, si è svolta «in forma raccolta» presso la chiesa di San Salvatore a Gerusalemme «alla presenza di un numero ristretto di frati». Un’esigenza di sicurezza dettata dal contesto della guerra.

Alla celebrazione hanno preso parte alcune presenze significative della Chiesa locale e della Famiglia francescana: il nuovo Nunzio Apostolico, mons. Giorgio Lingua appena giunto in Terra Santa; il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, frate minore, che ha condiviso con i presenti una meditazione. Presente anche una piccola delegazione dei Frati Minori Cappuccini della fraternità di Gerusalemme e fra Francesco Ravaioli frate minore conventuale, unico rappresentante della comunità dei Conventuali, attualmente impegnato in un’esperienza pastorale nella diocesi di Gerusalemme.

24 marzo 2026

Erdogan: «Tutto il mondo sta pagando per la guerra di Netanyahu»

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che il conflitto che coinvolge Israele, Usa e Iran è una «guerra illegale» del premier israeliano Benjamin Netanyahu e che tutto il mondo ne sta pagando il prezzo. «Gli ultimi 25 giorni hanno dimostrato che, sebbene questa sia la guerra di Israele, il mondo ne sta pagando il prezzo. È la guerra di Netanyahu per il potere, ma a subirne le conseguenze sono 8 miliardi di persone», ha detto Erdogan, riferisce Anadolu, auspicando che il conflitto possa concludersi presto attraverso un processo negoziale, «prima che si verifichino danni all’economia globale, che richiederanno anni per essere riparati». In un discorso televisivo dopo una riunione di gabinetto ad Ankara, il leader turco ha aggiunto che «non si deve permettere che la posizione intransigente, massimalista e radicale di Israele saboti le soluzioni diplomatiche».

24 marzo 2026

Victor Fadlun: «La comunità ebraica a Roma vive blindata»

La dichiarazione del presidente della comunità ebraica di Roma.

24 marzo 2026

Shoigu (Russia): «Nessuna prospettiva in vista oggi per fine guerra in Medio Oriente»

«Non sono visibili a oggi prospettive per terminare il conflitto armato su larga scala in Medio Oriente», ha dichiarato il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo Sergei Shoigu, a margine del suo incontro con il premier vietnamita, Pham Minh Chinh. «Sforzi durati anni per risolvere la situazione del programma nucleare iraniano sono stati ridotti a zero. Non ci sono segnali che Washington e Tel Aviv intendano porre fine alla loro avventura militare. Al contrario ascoltiamo dichiarazioni dei belligeranti sulla loro disponibilità a proseuire le ostilità fino a che non avranno raggiunto i loro obiettivi. Ma nessuno, loro stessi inclusi, sa dire quali siano».

24 marzo 2026

Hezbollah condanna decisione governo libanese di espellere ambasciatore iraniano

Hezbollah ha condannato la decisione senza precedenti delle autorità libanesi di espellere l’ambasciatore dell’Iran, e ha chiesto loro di ritirarla immediatamente. «Hezbollah invita il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro a chiedere al Ministro degli Affari Esteri di ritirare immediatamente questa decisione che ha conseguenze pericolose», ha affermato il gruppo filo-iraniano in un comunicato. Beirut, che accusa le Guardie Rivoluzionarie iraniane di dirigere le operazioni di Hezbollah contro Israele, ha dichiarato l’ambasciatore persona non grata e gli ha concesso fino a domenica per lasciare il paese.

24 marzo 2026

Reuters: colosso indiano Reliance acquista 5 mln barili greggio

Il colosso indiano Reliance Industries ha acquistato 5 milioni di barili di greggio iraniano, pochi giorni dopo che gli Stati Uniti hanno revocato in via temporanea le sanzioni sul petrolio iraniano già in mare. Lo riporta l’agenzia Reuters citando tre fonti a conoscenza della vicenda, secondo cui il carico è stato acquistato dalla National Iranian Oil Company.

L’accordo segna il primo acquisto di petrolio iraniano da parte dell’India dal maggio 2019, quando Nuova Delhi interruppe le importazioni dall’Iran a seguito della reintroduzione delle sanzioni Usa dopo il ritiro di Washington dall’accordo sul nucleare del 2015.

24 marzo 2026

Trump rilancia post Sharif su Pakistan possibile sede colloqui

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilanciato su Truth Social il messaggio pubblicato su X dal premier pakistano, Shehbaz Sharif, secondo cui Islamabad sarebbe «pronta» a ospitare colloqui per mettere fine alle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran. Se Washington e Teheran vorranno, ha spiegato Sharif, il Pakistan «è pronto, e onorato, a essere la sede per facilitare colloqui significativi e risolutivi per una definizione complessiva del conflitto in corso».

24 marzo 2026

Staff Vance smentisce tensioni con Netanyahu su violenze coloni

L’ufficio del vice presidente degli Stati Uniti, Jd Vance, ha smentito la notizia, riportata da alcuni media in lingua ebraica, secondo cui il numero due dell’Amministrazione Trump avrebbe avuto nei giorni scorsi un colloquio teso con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, rimproverandolo per la gestione delle violenze dei coloni in Cisgiordania. «Questa notizia è completamente falsa. Le discussioni del vice presidente negli ultimi giorni con il primo ministro hanno riguardato esclusivamente l’operazione Epic Fury. L’argomento citato nell’articolo non è stato nemmeno discusso», ha dichiarato su X la portavoce di Vance, Taylor Van Kirk. Il pezzo di Israel Hayom, smentito dalla portavoce, era uno dei diversi articoli dei media ebraici che negli ultimi giorni avevano ipotizzato frustrazione a Washington per gli attacchi quasi quotidiani dei coloni, finora rimasti largamente impuniti.

24 marzo 2026

Cnn: contatti Usa-Teheran ma ancora non c’è negoziato

Una fonte iraniana ha riferito alla Cnn che vi sono stati dei «contatti» tra gli Stati Uniti e Teheran e che l’Iran è disposto ad ascoltare proposte «sostenibili» per porre fine alla guerra. «Negli ultimi giorni vi sono stati dei contatti tra gli Stati Uniti e l’Iran, avviati da Washington, ma nulla che abbia raggiunto il livello di veri e propri negoziati», ha affermato la fonte. «Sono stati ricevuti messaggi tramite vari intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra», ha aggiunto. «Le proposte attualmente al vaglio non mirano semplicemente a ottenere un cessate il fuoco, bensì a raggiungere un accordo concreto per porre fine al conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran», ha detto ancora la fonte, senza scendere nei dettagli.

Martedì 24 marzo 2026, alcuni missili iraniani di produzione nazionale sono esposti nell'ambito di una mostra permanente in un'area ricreativa a nord di Teheran, in Iran. (Foto AP/Vahid Salemi)

24 marzo 2026

Pasdaran: respinta nave portacontainer nello Stretto di Hormuz

«La nave portacontainer Selen è stata respinta dalla Marina dei Guardiani della rivoluzione a causa del mancato rispetto dei protocolli legali e della mancanza di autorizzazione al transito nello Stretto di Hormuz»: lo ha scritto su X il comandante della Marina dei pasdaran, ammiraglio Alireza Tangsiri.

In questa illustrazione scattata il 23 marzo 2026 si vedono una mappa dello Stretto di Hormuz e un modellino stampato in 3D raffigurante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione

24 marzo 2026

Gb valuta invio di nave per bonificare dalle mine lo Stretto di Hormuz

Il Regno Unito sta valutando l’invio di una nave nello Stretto di Hormuz per contrastare la minaccia delle mine navali da parte dell’Iran. Lo riferiscono funzionari della Difesa britannica al Times, secondo cui il piano prevede l’impiego di una unità militare della Royal Navy o di un’imbarcazione commerciale noleggiata da utilizzare per il trasporto di droni progettati per la ricerca e la distruzione degli ordigni. L’operazione si inserirebbe in una missione multinazionale con la partecipazione di Francia, Usa e altri Paesi imprecisati.

Non viene chiarito dal Times se l’operazione sia prevista per la fine delle ostilità in Medio Oriente che contrappongono gli Usa e Israele all’Iran o anche prima. Nei giorni scorsi con la cosiddetta dichiarazione di Londra, che aveva visto l’Italia fra i primi sei Paesi ad aderire, 22 Stati si erano detti pronti a intervenire a garanzia dell’energia del Golfo e quindi del transito navale nello Stretto di Hormuz ma solo quando le armi avranno taciuto. «Disponiamo di capacità all’avanguardia mondiale nella caccia autonoma alle mine, oltre alle grandi prestazioni dei nostri cacciatorpediniere Type 45 e allo sviluppo del concetto di marina ibrida, che ci offre l’opportunità di proteggere lo Stretto senza mettere in pericolo il nostro personale», ha dichiarato un funzionario britannico al Times, aprendo alla possibilità che in un secondo momento più navi di Londra partecipino all’operazione in coordinamento con le flotte di altri Paesi.

24 marzo 2026

Idf: membro forza Quds ucciso in attacco Marina Israele a Beirut

Un attacco della Marina israeliana a Beirut nella giornata di lunedì ha ucciso un membro della Forza Quds, il braccio extraterritoriale del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica dell’Iran. Lo ha annunciato l’esercito dello stato ebraico.

Le Idf (Forze di Difesa israeliane) hanno affermato che Muhammad Ali Kourani stava «portando avanti attacchi terroristici diretti da funzionari dell’intelligence iraniana».

L’attacco è stato effettuato dalla Marina a seguito di informazioni fornite dall’agenzia di sicurezza Shin Bet, ha aggiunto l’esercito dello stato israeliano.

24 marzo 2026

Beirut: oltre 1.070 morti da inizio attacchi israeliani in Libano

Almeno 1.072 persone sono state uccise e altre 2.966 ferite dall’inizio dell’offensiva israeliana in Libano, il 2 marzo. Lo riferisce il Ministero della Salute libanese.

Un bambino in una scuola trasformata in rifugio per famiglie sfollate, sullo sfondo dell'escalation delle ostilità tra Israele e Hezbollah, mentre prosegue il conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, a Dekwaneh, in Libano, il 24 marzo 2026. REUTERS/Yara Nardi TPX IMMAGINI DEL GIORNO

24 marzo 2026

Oxfam: «In Libano come a Gaza, Israele usa la sete come arma di guerra»

«In quattro giorni Israele ha bombardato otto infrastrutture idriche nella valle della Bekaa. Oltre un milione di sfollati sono senza acqua e beni essenziali». Lo denuncia Oxfam, la cui risposta umanitaria prosegue nonostante gli attacchi. «In alcune aree del Libano, come già accaduto a Gaza, le forze israeliane stanno usando la sete come arma di guerra. Nelle ultime settimane stiamo infatti assistendo alla distruzione di infrastrutture idriche e igienico-sanitarie fondamentali, incluse quelle che erano in fase di ripristino dopo l’offensiva del 2024. Il piano militare replica quanto applicato nel corso del genocidio commesso nella Striscia», dice l’organizzazione umanitaria. Questa strategia, che mira a privare la popolazione di beni essenziali come l’acqua, è vietata dalle Convenzioni di Ginevra e costituisce un crimine di guerra», afferma Paolo Pezzati, nostro portavoce per le crisi umanitarie. «In appena quattro giorni, Israele ha bombardato almeno otto infrastrutture idriche da cui dipendevano oltre 7.000 persone, solo nella valle della Bekaa».

24 marzo 2026

Pezeshkian (Iran): «Risveglio popolazioni contro crimini Usa e Israele»

«Oggi assistiamo al risveglio dei popoli di molti Paesi del mondo. I popoli del Pakistan, della Turchia, dell’Iraq, del Libano, dell’Egitto e dei Paesi arabi esprimono a gran voce il loro sdegno nei confronti dell’America, di Israele e dei loro crimini. I cuori dei popoli liberi del mondo non sono dalla parte dei sionisti. La stabilità nella regione è possibile solo con il sostegno e il rispetto della volontà delle nazioni». Così su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.

24 marzo 2026

Trader guadagna 1 milione con scommesse sull’Iran su Polymarket

Un trader ha guadagnato quasi un milione di dollari dal 2024 effettuando scommesse sulla piattaforma Polymarket sull’Iran. Secondo l’analisi di Cnn, il trader ha previsto con esattezza il conflitto fra Israele e Iran nell’ottobre del 2024, gli attacchi americani al nucleare iraniano nel 2025 e quelli congiunti di Tel Aviv e Washington contro l’Iran di febbraio. L’esattezza delle sue scommesse mette in evidenza il rischio di possibile insider trading sulle piattaforme come Polymarket, che consentono agli utenti di scommettere su tutto, dallo sport alle elezioni.

24 marzo 2026

Ghalibaf critica speculazioni su petrolio: «Non si può stampare la benzina»

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha criticato le manovre speculative sui mercati del petrolio, sottolineando che campagne mediatiche e tentativi di influenzare i contratti futuri non producono carburante reale. «Siamo consapevoli di ciò che accade nel mercato del petrolio cartaceo, comprese le società assunte per influenzare i futures. Vediamo se riescono a trasformarlo in carburante vero alla pompa - o magari a stampare molecole di benzina», ha scritto Ghalibaf in un post in inglese sui social, con chiaro tono ironico.

24 marzo 2026

Idf uccide un quindicenne durante un raid nel sud del Libano

Un adolescente è stato ucciso e una persona è rimasta ferita durante un’operazione israeliana nel sud del Libano. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’agenzia di stampa nazionale israeliana, che cita il Centro operativo per le emergenze sanitarie, ha dichiarato che le forze israeliane sono entrate all’alba nella città di Halta, nel distretto di Hasbaya, e hanno rapito un residente. Secondo il comunicato, l’operazione è stata condotta sotto un intenso fuoco nemico, provocando la morte di un ragazzo di 15 anni e il ferimento di un’altra persona.

24 marzo 2026

Guerra con l’Iran non si ferma, la Raf continua ad abbattere droni

S’intensifica il coinvolgimento britannico nelle operazioni che il governo di Keir Starmer insiste a definire «difensive» a protezione degli alleati del Golfo toccati dalla risposta dell’Iran agli attacchi di Israele e Usa. Lo confermano dati diffusi oggi a Londra secondo i quali la Raf ha abbattuto la notte scorsa 14 doni iraniani lanciati nuovamente contro la base occidentale di Erbil, nel Kurdistan iracheno, il numero più elevato in 4 settimane. Un’attività che testimonia come le ostilità con Teheran non sembrino per ora rallentare a dispetto degli spiragli negoziali evocati nelle scorse ore dal presidente americano Donald Trump. Secondo il ministero della Difesa del Regno, l’abbattimento dei droni indirizzati verso Erbil ha visto impegnato in particolare il sistema difensivo aereo denominato Rapid Sentry. Mentre Downing Street ha da parte sua confermato quanto riferito ieri in Parlamento dal ministro John Healey su un bilancio totale di 900 ore circa di volo assicurate dalle forze di difesa aerea britannica dall’inizio della guerra a tutela «dei partner» arabi mediorientali, oltre che di Cipro dove ha sede la base Raf di Akrotiri.

24 marzo 2026

Teheran, attaccati aerei in fase di rifornimento ad aeroporto Ben Gurion

L’esercito iraniano afferma di aver condotto attacchi con droni contro infrastrutture presso l’aeroporto Ben Gurion di Israele e nell’area di Haifa. Al Jazeera riferisce che l’esercito ha affermato di aver attaccato aerei in fase di rifornimento all’aeroporto fin dalle prime ore del mattino utilizzando droni, e ha aggiunto di aver preso di mira anche siti industriali militari e aerospaziali vicino all’aeroporto, nonché ad Haifa.

24 marzo 2026

Giappone smentisce un impegno navale in Medio Oriente

Il governo giapponese ha smentito le dichiarazioni dell’ambasciatore Usa all’Onu Mike Waltz, secondo cui Tokyo si sarebbe impegnata a inviare unità della Marina militare di Autodifesa (Msdf) in Medio Oriente nel contesto del conflitto in Iran. «Il Giappone non ha assunto impegni specifici»,ha affermato il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi durante una conferenza stampa. Waltz era intervenuto poche ore prima ad un programma televisivo dichiarando che i partner di Washington, incluso il Giappone, offriranno supporto per la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall’Iran. «Abbiamo appena avuto l’impegno della premier giapponese Sanae Takaichi a impiegare unità della sua marina», aveva affermato Waltz dopo il vertice di giovedì scorso della leader conservatrice e il presidente Usa Donald Trump. Le smentite giapponesi - confermate lunedì anche dal capo di Gabinetto Minoru Kihara - evidenziano una divergenza di interpretazioni tra gli alleati sulle effettive aspettative dell’amministrazione Trump verso Tokyo. Domenica scorsa anche il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi aveva precisato che un eventuale impiego della Msdf per operazioni di sminamento nello stretto potrebbe essere prese in considerazione «solo in caso di cessate il fuoco completo nel conflitto», ricordando che nel 1991 unità giapponesi furono effettivamente impiegate per sminamento nel Golfo Persico dopo l’armistizio della Guerra del Golfo. Le capacità di sminamento della marina giapponese sono considerate tra le più avanzate al mondo.

24 marzo 2026

Nyt, bin Salman ha chiesto a Trump di eliminare il regime di Teheran

Il principe ereditario Mohammed bin Salman, leader de facto dell’Arabia Saudita, ha fatto pressione su Donald Trump affinché prosegua la guerra contro l’Iran. Lo riporta il New York Times, sottolineando che, a giudizio di bin Salman, la campagna militare congiunta Usa-Israele contro Teheran rappresenti un’«opportunità storica» per rimodellare il Medio Oriente. Secondo le fonti del quotidiano, nel corso di una serie di colloqui avvenuti nell’ultima settimana, bin Salman ha fatto intendere al presidente Usa che uno scenario auspicabile sarebbe la distruzione del governo iraniano. Il principe saudita, hanno aggiunto le fonti a conoscenza delle discussioni, ha sostenuto che l’Iran rappresenta una minaccia a lungo termine per la regione del Golfo, eliminabile esclusivamente rimuovendo l’attuale governo.

24 marzo 2026

Hormuz: portacontainer cinese prima imbarcazione a pagare pedaggio iraniano

Le navi bloccate nel Golfo Persico stanno iniziano ad accettare di pagare un pedaggio informale imposto dall’Iran per attraversare lo Stretto di Hormuz. Tra queste, una portacontainer riconducibile a proprietà cinese è diventata la prima con legami diretti alla Cina continentale a pagare per transitare lungo un «corridoio sicuro» vicino all’isola di Larak. Il suo transito è stato gestito da un intermediario marittimo cinese, che avrebbe curato anche il pagamento alle autorità iraniane, secondo fonti vicine al dossier. Il sistema resta gestito caso per caso, mentre alcuni governi, tra cui l’India, starebbero negoziando accordi più strutturati con Teheran. Secondo altre fonti, citate da Bloomberg, le richieste di pedaggio arriverebbero fino a circa 2 milioni di dollari a nave e sarebbero state finora avanzate «in modo del tutto casuale», confermando che sono già state accettate da alcune imbarcazioni, anche se non è chiaro il meccanismo dei pagamenti. Per i produttori del Golfo, «anche un pedaggio informale è inaccettabile», affermano le fonti, in quanto solleva questioni di sovranità e un precedente rischioso.

Secondo il sito di notizie finanziarie cinese Caixin, la nave battente bandiera panamense Newvoyager è la prima nave portacontainer di proprietà cinese ad aver attraversato il corridoio. La nave, di proprietà di una compagnia di navigazione della provincia cinese di Anhui, ha trasmesso via radio la propria dicitura «Armatore cinese» durante la traversata avvenuta ieri. I dati mostrano che la nave è salpata dalle acque iraniane domenica e ha lasciato lo stretto nella giornata di ieri.

24 marzo 2026

Cina: ministro Esteri Wang Yi a colloquio con omologo iraniano Araghchi

Il ministro degli Affari esteri cinese, Wang Yi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. È quanto si è appreso da fonti di stampa.

24 marzo 2026

l’Iran chiederà significative concessioni agli Usa in caso di negoziati

La posizione negoziale dell’Iran si è irrigidita nettamente dall’inizio della guerra, con le Guardie Rivoluzionarie che esercitano una crescente influenza sul processo decisionale, e chiederà significative concessioni agli Stati Uniti se gli sforzi di mediazione porteranno a negoziati seri: lo rivelano a Reuters tre fonti di alto livello a Teheran, come riporta sul suo portale. In qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti, l’Iran non chiederebbe solo la fine della guerra, ma anche concessioni che probabilmente rappresentano delle linee rosse per il presidente americano Donald Trump: garanzie contro future azioni militari, risarcimenti per le perdite subite in tempo di guerra e il controllo formale dello Stretto di Hormuz, hanno affermato le fonti. L’Iran si rifiuterebbe inoltre di negoziare qualsiasi limitazione al suo programma di missili balistici, hanno affermato le fonti, una questione che era stata una linea rossa per Teheran durante i colloqui in corso quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato il loro attacco il mese scorso.

24 marzo 2026

Filippine dichiarano stato di emergenza energetica nazionale

Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha dichiarato lo stato di emergenza energetica nazionale per far fronte all’impatto della guerra in Medio Oriente, che secondo la sua amministrazione rappresenta «un pericolo imminente di una drastica riduzione dell’approvvigionamento energetico». In base alla dichiarazione, che inizialmente dovrebbe avere una durata di un anno, Marcos guiderà un comitato di emergenza incaricato di monitorare e garantire la disponibilità e la distribuzione ordinata di carburante, cibo, medicinali, prodotti agricoli e altri beni di prima necessità. Alle autorità è stato ordinato di intervenire contro l’accaparramento, la speculazione e la manipolazione delle forniture di prodotti petroliferi. Il Dipartimento per i Lavoratori Migranti, nel frattempo, è stato invitato a prepararsi per un possibile salvataggio ed evacuazione di filippini in Medio Oriente. Oltre 2 milioni di filippini vivono e lavorano in Medio Oriente, di cui circa 31.000 in Israele e 1.000 in Iran, ma la maggior parte ha scelto di rimanere nella regione.

24 marzo 2026

Bahrein, soldato Emirati ucciso in attacco Teheran

Il ministero della Difesa del Bahrein ha affermato che un soldato emiratino è stato ucciso nel Paese in un attacco iraniano. L’uomo è stato ucciso mentre rispondeva agli attacchi iraniani insieme alle forze bahreinite. Secondo quanto riferito, diversi membri delle forze bahreinite ed emiratine sarebbero rimasti feriti.

24 marzo 2026

Mezzaluna rossa: colpiti 82.417 siti civili da inizio guerra

Sono 82.417 i siti civili danneggiati in tutto l’Iran dall’inizio degli attacchi israelo-americani, il 28 febbraio scorso. Lo ha detto oggi il presidente della Mezzaluna rossa iraniana, precisando sull’account X dell’organizzazione che tra questi figurano 281 ospedali, cliniche e farmacie.

24 marzo 2026

Wsj, dietro la svolta di Trump incontri tra intermediari

Una serie di incontri tra intermediari ha aperto la strada alla svolta di Donald Trump sull’Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si sono riuniti prima dell’alba di giovedì a Riad per colloqui volti a trovare una via d’uscita diplomatica alla guerra. I servizi di intelligence egiziani, riporta il quotidiano, sono riusciti ad aprire un canale con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran e hanno avanzato una proposta per sospendere le ostilità per cinque giorni, al fine di costruire fiducia per un cessate il fuoco. Due giorni dopo l’ultimatum lanciato all’Iran, Trump ha cambiato linea, abbracciando la diplomazia con Teheran e sospendendo gli attacchi minacciati. Una svolta, secondo le fonti consultate dal Wsj, arrivata dopo una serie di colloqui a porte chiuse attraverso mediatori mediorientali che hanno dato speranza che fosse possibile un accordo per risolvere il conflitto. Nonché una decisione che riflette anche un crescente desiderio di Trump e di alcuni suoi consiglieri di porre fine alla guerra.

24 marzo 2026

Mojtaba Khamenei ha abbonamento a X nonostante sanzioni Usa

Il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è abbonato al servizio Premium di X con il suo account in lingua inglese nonostante il social di Elon Musk abbia una politica contraria agli individui sanzionati (il figlio dell’ex leader Ali Khamenei è sanzionato dal Tesoro Usa dal 2019). Non è chiaro come il gruppo controllato dall’uomo più ricco al mondo metta in atto le sue norme interne, secondo le quali «non è possibile acquistare X Premium se sei una persona con cui X non è autorizzata ad avere rapporti secondo le leggi statunitensi e qualsiasi altra legge applicabile sulle sanzioni economiche e la conformità commerciale».

La spunta blu riservata agli abbonati alla versione Premium e Premium + di X è presente su quell’account ma è stata rimossa da quello in farsi dopo un’analisi su vari funzionari e agenzie iraniane condotta dal Tech Transparency Project (TTP), un hub di ricerca che monitora l’influenza delle piattaforme tecnologiche sulla politica e non solo. Il 12 febbraio scorso TTP aveva diffuso un rapporto sostenendo che «siccome X richiede un abbonamento a pagamento per ottenere il servizio premium, è probabile che abbia ricevuto ricavi da questi individui e gruppi iraniani. Una potenziale violazione delle sanzioni economiche statunitensi».

L’account con la spunta blu di Mojtaba Khamenei mostra come sede l’Iran e come data di creazione il mese in corso. Inoltre, conta 175.500 follower contro gli 86.000 della versione in farsi. No comment fino ad ora di X e del Tesoro.

24 marzo 2026

Modi (India): «Trump mi ha chiamato, apertura Hormuz è fondamentale»

Il premier indiano Narendra Modi ha riferito di aver «ricevuto una telefonata dal presidente Trump», con il quale ha «avuto un utile scambio di opinioni sulla situazione in Medioriente». «L’India sostiene la de-escalation e il ripristino della pace al più presto», ha scritto su X. «Garantire che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto, sicuro e accessibile è fondamentale per il mondo intero. Abbiamo concordato di rimanere in contatto riguardo agli sforzi per la pace e la stabilità», ha aggiunto.

24 marzo 2026

Francia: Israele eviti operazioni per impadronirsi sud Libano

Il ministro degli Esteri francese ha invitato Israele «ad astenersi» dal condurre operazioni per impadronirsi della zona a sud del Libano, pur salutando la «decisione coraggiosa» del Paese di espellere l’ambasciatore dell’Iran in carica a Beirut.

«Esortiamo le autorità israeliane ad astenersi da tali operazioni di terra che avrebbero gravi conseguenze umanitarie e aggraverebbero la situazione già drammatica del Paese», ha dichiarato Jean-Noel Barrot durante un’intervista con la France Presse.

«Voglio salutare le dichiarazioni e le azioni del governo libanese (...) che proprio questa mattina ha preso una decisione coraggiosa decidendo di rimandare l’ambasciatore dell’Iran perché, decidendo di unirsi alla guerra, Hezbollah, per sostenere l’Iran, ha trascinato il Paese, che si stava riprendendo, lentamente ma sicuramente dalle crisi precedenti, in un conflitto», ha aggiunto.

24 marzo 2026

Frammento missile su comunità beduina in deserto Negev, ferita famiglia

Quattro persone sono rimaste ferite dopo che un frammento di un missile intercettato ha colpito una casa mobile di una comunità beduina nel deserto del Negev, nel sud di Israele. Lo riferiscono i servizi di soccorso citati da Times of Israel, secondo cui un uomo sulla quarantina è in condizioni moderate, mentre altre tre persone, tra cui due neonati e una donna sulla quarantina, hanno riportato ferite lievi.

24 marzo 2026

Premier Pakistan: «Pronti a ospitare colloqui di pace»

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad è disposta ad ospitare i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, dopo le crescenti speculazioni sul fatto che il Paese possa fungere da mediatore. «Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per perseguire il dialogo volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, nell’interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre», ha scritto su X. «Previo consenso degli Usa e dell’Iran, il Pakistan è pronto e onorato di ospitare i colloqui».

24 marzo 2026

Media: «Iran teme che le trattative possano essere una trappola»

L’Iran teme che le trattative per mettere fine al conflitto possano essere una trappola e puntare a uccidere Mohammad-Bagher Ghalibaf, il presidente del parlamento iraniano. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l’annuncio di Donald Trump di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche sia solo un tentativo di far calare i prezzi del petrolio prima di riprendere i raid.

24 marzo 2026

Iran, Qatar: guerra deve finire per via diplomatica

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha dichiarato che “la guerra deve finire per via diplomatica”, aggiungendo che “le parti devono sedersi al tavolo dei negoziati il prima possibile”. In merito alle notizie riguardanti l’avvio di colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar ha sottolineato che “non vi sono sforzi da parte del Qatar per mediare tra le parti”.

24 marzo 2026

Ita Airways estende al 30/4 stop voli da e per Dubai e Tel Aviv, stop voli da e per Riad fino al 31/3

Alla luce della situazione di instabilità in Medio Oriente, Ita Airways ha esteso fino al 30 aprile la sospensione dei voli da e per Dubai e Tel Aviv (incluso il volo AZ809 del primo maggio). La Compagnia ha inoltre sospeso i voli da e per Riyadh fino al 31 marzo. Lo rende noto Ita Airways sul proprio sito. I passeggeri, spiega la compagnia aerea italiana, possono richiedere la riprotezione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto.

24 marzo 2026

Doha, «guerra ha esteso sicurezza Paesi Golfo oltre punto rottura, rivedere quadro regionale»

La guerra in Medio Oriente ha esteso il sistema di sicurezza dei Paesi del Golfo oltre il punto di rottura. “Il risultato più importante di questa guerra è il collasso del sistema di sicurezza nella regione del Golfo”, ha ammesso il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari. “I Paesi del Golfo, che operano a stretto contatto e in parallelo per la propria sicurezza, hanno bisogno di una rivalutazione post bellica su cosa implichi un quadro di sicurezza regionale”, ha aggiunto.

24 marzo 2026

Iran: Wsj, costi assicurativi per navi nel Golfo a livelli mai visti da decenni

I costi per assicurare le navi nel Golfo Persico stanno aumentando fortemente, a livelli che non si vedevano da decenni a causa del rischio di attacchi iraniani. Gli assicuratori stanno applicando premi compresi tra il 5% e il 10% del valore della nave per coprire il rischio di guerra, molte volte superiori al tasso standard dello 0,25% in tempo di pace, sostiene Philip Smaje, responsabile del settore trasporti e logistica presso il broker Aon secondo quanto riferisce il ’Wall Street Journal’. I tassi sono più alti per le navi legate agli Stati Uniti o a Israele, ha aggiunto. “È il rating di rischio di guerra più alto che abbia mai visto negli ultimi 25 anni”, sottolinea David Smith, responsabile del settore marittimo presso il broker McGill and Partners. Le assicurazioni restano disponibili sul mercato londinese per qualsiasi nave disposta ad affrontare il rischio dello Stretto di Hormuz, che è di fatto bloccata dall’Iran. “Il motivo per cui le navi non si muovono non è la mancanza di assicurazione”, sottolinea Neil Roberts, responsabile del settore marittimo e aeronautico presso la Lloyd’s Market Association, che rappresenta gli assicuratori sul mercato. “È una questione di rischio per la sicurezza dell’equipaggio e della nave”. Il piano del presidente Trump di vendere assicurazioni alle navi nel Golfo, che potrebbe contribuire ad alleggerire i premi, deve ancora essere attuato. I funzionari si stanno affrettando a stabilire quali navi e quali carichi saranno coperti, e a quali condizioni. “Ciò che farebbe davvero scendere i premi è una riapertura riuscita dello Stretto”, sostiene Smith di McGill.

24 marzo 2026

Iran: Steinmeier, «guerra contro Teheran contraria al diritto internazionale»

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha criticato la guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, definendola “a mio avviso contraria al diritto internazionale”. “La nostra politica estera non diventa più convincente non definendo tali le violazioni del diritto internazionale”, ha affermato Steinmeier in occasione del 75° anniversario della riapertura del ministero degli Esteri a Berlino. “Questa guerra è illegale secondo il diritto internazionale, non ci sono dubbi al riguardo”, ha aggiunto Steinmeier per il quale “non c’è dubbio in ogni caso che la giustificazione di un attacco imminente agli Stati Uniti non regga”. Questa guerra è “un errore politicamente disastroso e - ciò che mi frustra di più - una guerra evitabile e inutile, se il suo obiettivo era davvero quello di fermare l’Iran nel suo percorso verso lo sviluppo della bomba atomica”, ha detto ancora il presidente.“Non siamo mai stati così lontani dall’acquisizione di armi nucleari da parte dell’Iran come dopo la conclusione dell’accordo il 14 luglio 2015”, ha proseguito il presidente federale. “Tuttavia, nel secondo anno del suo primo mandato, il presidente Trump si è ritirato da questo accordo. E nel suo secondo mandato, ora sta facendo una guerra,” ha aggiunto.

24 marzo 2026

Rubio parteciperà venerdì al G7 in Francia

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrerà venerdì in Francia i suoi omologhi del G7 per discutere della guerra in Iran: lo ha annunciato il Dipartimento di Stato. Rubio, nel suo primo viaggio all’estero da quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio, parteciperà ai colloqui dei ministri degli Esteri del G7 a Cernay-la-Ville, vicino a Versailles, alla periferia di Parigi. Rubio parlerà con i suoi omologhi della “guerra tra Russia e Ucraina, della situazione in Medio Oriente e delle minacce alla pace e alla stabilità in tutto il mondo”, ha detto il portavoce del Dipartimento Tommy Pigott.

24 marzo 2026

Iran: comando militare Teheran, avanti fino a vittoria completa

Il portavoce del comando militare iraniano, generale di divisione Ali Abdollahi Aliabadi del quartier generale centrale di Khatam-al Anbiya, ha dichiarato che le forze armate combatteranno “fino alla vittoria completa”. “Le potenti forze armate iraniane sono orgogliose, vittoriose e ferme nella difesa dell’integrità dell’Iran, e questo cammino continuerà fino alla vittoria completa”, le sue parole riportate dalla televisione di Stato iraniana. Il generale non ha specificato cosa significherebbe una “vittoria completa”, ma sembrava probabile che l’esercito iraniano stesse cercando di mettere in guardia nel fare concessioni in eventuali negoziati con gli Stati Uniti.

24 marzo 2026

Israele, assumiamo controllo della zona di sicurezza nel sud Libano

Israele annuncia che assumerà il “controllo” della cosiddetta “zona di sicurezza” fino al fiume Litani in Libano, circa 30km dal confine. Lo riferisce il Guardian che cita il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. “Tutti e cinque i ponti sul Litani sono stati fatti saltare in aria, e l’Idf controllerà il resto dei ponti e la zona di sicurezza fino al Litani”, aveva detto in precedenza Katz, avvertendo che “centinaia di migliaia di residenti” libanesi non potranno tornare a sud del fiume “finché non sarà garantita la sicurezza” nel nord di Israele.

24 marzo 2026

Iran: nominato successore Larijani, è Zolghadr

Nominato il successore di Ali Lairjani, ucciso una settimana fa in un attacco israeliano. Lo riferisce l’agenzia di stampa Mehr, secondo cui il nuovo segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano è Mohammad Bagher Zolghadr, finora segretario del Consiglio per il Discernimento, la cui nomina è stata approvata dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei.

24 marzo 2026

Iran: Katz, «Israele controllerà il sud del Libano fino al fiume Litani»

- Israele controllerà una “zona di sicurezza” estesa fino al fiume Litani e centinaia di migliaia di residenti del Libano meridionale non rientreranno “fino a quando la sicurezza non sarà garantita nel nord di Israele”. Ad assicurarlo nel corso di una valutazione della situazione militare è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, garantendo che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) “continueranno a operare in Libano con tutta la loro forza contro Hezbollah”. Tutti e cinque i ponti “utilizzati da Hezbollah” sul fiume Litani sono stati fatti saltare in aria e “le IDF controlleranno i ponti rimanenti e la zona di sicurezza fino al Litani”, ha aggiunto. Domenica Katz aveva annunciato che lui e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu avevano ordinato alle IDF di “distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani per impedire il passaggio di militanti e armi di Hezbollah verso sud”. Katz ha quindi accusato il governo libanese, che “si era impegnato a disarmare Hezbollah” di “non aver fatto nulla”. Le case nel Libano meridionale fungono da “avamposti terroristici”, ha aggiunto, paragonandole a Rafah e Beit Hanoun a Gaza. Le IDF stanno conquistando una “linea di difesa in prima linea” all’interno del territorio libanese e distruggendo “infrastrutture terroristiche”, ha concluso il ministro citato da ’Haaretz’ e il Times of Israel’.

Per approfondire/ Hormuz, materie prime: perché la vera crisi inizia ad aprile

24 marzo 2026

Media Iran, 466 persone arrestate per «attività online contro sicurezza»

La polizia iraniana ha arrestato 466 persone accusate di attività online volte a minare la sicurezza nazionale. Lo riporta Sky News citando i media iraniani. Gli arresti rappresentano una delle più grandi operazioni di sicurezza dall’inizio della guerra tra Israele e gli Stati Uniti. I media iraniani hanno riportato oltre 1.000 arresti nell’ultimo mese, collegati a individui accusati di aver filmato luoghi sensibili, condiviso contenuti antigovernativi online o “collaborato con il nemico”. Secondo un comunicato della polizia, gli arresti sono avvenuti a seguito di attività di intelligence e monitoraggio tecnico svolte nei giorni scorsi, secondo le quali gli individui sarebbero collegati a reti “nemiche” che cercano di creare instabilità interna.

24 marzo 2026

Media, «Trump vuole l’accordo con l’Iran, per Israele improbabile»

Donald Trump sembra determinato a raggiungere un accordo con l’Iran volto a porre fine alle ostilità in Medio Oriente ma funzionari israeliani, che hanno parlato a Reuters a condizione di anonimato, hanno affermato di ritenere improbabile che l’Iran accetti le richieste degli Stati Uniti in un eventuale nuovo ciclo di negoziati, interrotti il ;;28 febbraio con l’inizio della guerra israelo-americana contro l’Iran. Lo scrive Reuters sul suo sito. È probabile che le richieste statunitensi includano limitazioni ai programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran.

24 marzo 2026

Iran, Peskov: escalation non si allarghi al Mar Caspio

La Russia è totalmente avversa ad un’estensione della zona di escalation del conflitto iraniano alla regione del Mar Caspio, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. La Russia “reagirebbe in modo estremamente negativo”, ha detto Peskov ai giornalisti quando gli è stato chiesto come avrebbe reagito la Russia all’escalation del conflitto nella regione del Mar Caspio.

24 marzo 2026

Iran: Idf, distrutti a Beirut edifici utilizzati come centri comando Hezbollah

Durante la notte, l’aeronautica militare israeliana ha distrutto un edificio a più piani e ha colpito altre strutture a Beirut utilizzate da Hezbollah come centri di comando. Lo riferisce l’Idf, spiegando che i raid nella capitale libanese hanno preso di mira i quartier generali di Hezbollah, tra cui uno appartenente alla forza d’élite Radwan e un altro della divisione di intelligence dell’organizzazione. Un altro attacco notturno nella città di at-Tiri, nel sud del Libano, ha preso di mira un centro di comando di Hezbollah che era stato insediato all’interno di uno studio della stazione radio Al-Nour. L’esercito israeliano afferma che il quartier generale è stato colpito mentre gli agenti di Hezbollah erano operativi sul posto.

24 marzo 2026

Iran, Pentagono potrebbe inviare truppe per prendere isola di Kharg

I vertici militari statunitensi stanno valutando il possibile dispiegamento di una brigata da combattimento della 82ma Divisione aviotrasportata dell’Esercito, insieme ad alcuni elementi del quartier generale della divisione, per sostenere le operazioni americane contro l’Iran e soprattutto per prendere il controllo dell’isola di Kharg, secondo fonti della Difesa. Lo scrive oggi il New York Times.

Le stesse fonti descrivono i movimenti come pianificazione prudenziale, sottolineando che finora non è stato impartito alcun ordine né dal Pentagono né dal Comando centrale statunitense.

Le forze da combattimento verrebbero tratte dalla “Immediate Response Force” della 82ma Divisione aviotrasportata, una brigata di circa 3mila soldati in grado di essere dispiegata in qualsiasi parte del mondo entro 18 ore. Secondo il Nyt, queste truppe potrebbero essere impiegate per prendere il controllo dell’isola di Kharg, il principale hub iraniano per l’export petrolifero.

Un’altra opzione presa in considerazione, qualora il presidente statunitense Donald Trump autorizzasse un’operazione per occupare l’isola, sarebbe un attacco condotto da circa 2.500 militari della 31ma Unità di spedizione dei Marines, attualmente in trasferimento verso la regione.

24 marzo 2026

Wsj, Arabia Saudita ed Emirati verso coinvolgimento diretto in conflitto

Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si avvicinano a grandi passi verso un coinvolgimento diretto nel conflitto con l’Iran, dopo i ripetuti attacchi contro infrastrutture energetiche e centri urbani del Golfo. Lo riporta il Wall Street Journal, citando la decisione di Riad di consentire alle forze statunitensi l’uso delle proprie basi, un segnale di cambio di postura rispetto alla linea iniziale di non partecipazione. Il principe ereditario Mohammed bin Salman sarebbe ora determinato a ristabilire la deterrenza e vicino alla decisione di unirsi alle operazioni militari, facendo ritenere imminente un ingresso saudita nel conflitto. “La pazienza dell’Arabia Saudita di fronte agli attacchi iraniani non è illimitata”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan. Parallelamente, gli Emirati stanno aumentando la pressione su Teheran anche sul piano economico, prendendo di mira asset e interessi iraniani e valutando un possibile coinvolgimento militare, mentre si oppongono privatamente a un cessate il fuoco che lasci intatta parte della capacità militare iraniana.

24 marzo 2026

Media Iran, ieri raid Usa-Israele contro infrastrutture energetiche

L’Iran sostiene che attacchi statunitensi-israeliani avrebbero preso di mira ieri strutture legate al settore energetico nella provincia iraniana di Isfahan e nella città sud-occidentale di Khorramshahr “poche ore” dopo l’annuncio di Trump di rinviare per 5 giorni i raid sull’energia. Lo riportano i media iraniani, citati da Anadolu. A Isfahan, sono stati colpiti un edificio dell’amministrazione del gas naturale e una stazione di riduzione della pressione del gas, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars. A Khorramshahr, è stato preso di mira un gasdotto appartenente a una centrale elettrica. Non sono segnalati feriti.

24 marzo 2026

Iran: Kurdistan iracheno accusa Teheran, «missili su Peshmerga, 6 morti e 30 feriti»

Il ministero dei Peshmerga della regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell’Iraq, conferma un bilancio che parla di sei morti e 30 feriti accusando l’Iran per sei attacchi con missili balistici a Soran, nella provincia di Erbil. Lo riferisce in un aggiornamento l’emittente curda Rudaw.

24 marzo 2026

Costa, ’la guerra degli Usa in Iran ha ignorato la sicurezza europea’

“Non possiamo ignorare che, per la prima volta in assoluto, gli Usa hanno scatenato una guerra in Medio Oriente, nel nostro vicinato, senza fornire alcuna informazione preventiva ai propri alleati europei né alla Nato. E, di fatto, stanno portando avanti questa azione senza curarsi delle ripercussioni sull’economia globale, sull’economia europea e sulla nostra sicurezza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa a SciencesPo School of International Affairs. “Stiamo pagando le conseguenze, stiamo subendo un forte shock economico causato da questa guerra”, ha aggiunto.

Macchina incendiata dopo un raid iraniano nel centro di Israele REUTERS/Tomer Appelbaum

24 marzo 2026

Iran: media Teheran, colpite infrastrutture gas a Isfahan e Khorramshahr

Un attacco congiunto attribuito a Stati Uniti e Israele ha colpito infrastrutture del gas nelle città iraniane di Isfahan e Khorramshahr. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars, secondo cui a Isfahan sono stati presi di mira un edificio amministrativo del gas e una stazione di decompressione, con danni alle strutture e ad abitazioni vicine. A Khorramshahr, l’attacco avrebbe interessato un gasdotto collegato a una centrale elettrica; il governatore locale ha riferito che un ordigno è caduto all’esterno dell’impianto senza causare vittime. Gli attacchi, se confermati, contrasterebbero con quanto dichiarato dal presidente statunitense Donald Trump, che aveva indicato una sospensione delle operazioni contro infrastrutture energetiche.

24 marzo 2026

Iran: al-Jazeera, «udite esplosioni a Baghdad»

Esplosioni sono state udite a Baghdad. Lo riferiscono i giornalisti di al-Jazeera nella capitale irachena.

24 marzo 2026

Dopo attacchi Iran Israele bombarda Teheran

Dopo l’attacco missilistico iraniano, con almeno un missile con una testata da 100 chilogrammi di esplosivo che ha causato almeno 6 feriti e ingenti danni nel cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell’Iran occidentale. Lo riferiscono i media israeliani.

24 marzo 2026

Iran, telefonata tra presidente Emirati e Rutte

Il presidente degli Emirati arabi uniti Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan ha avuto oggi una telefonata con il segretario generale della Nato Mark Rutte per discutere dell’escalation militare in corso nella regione, delle sue implicazioni per la sicurezza regionale e internazionale e delle ripercussioni sulla navigazione internazionale e sull’economia globale. Nel colloquio è stata affrontata anche la prosecuzione degli attacchi iraniani contro gli Emirati e altri Paesi della regione, compresi attacchi contro civili, infrastrutture civili e strutture vitali.

24 marzo 2026

Iran: raid contro Fmp in Iraq, uccisi comandante e altri 14 combattenti

Il raid nell’ovest dell’Iraq contro le Forze di mobilitazione popolare, oltre ad aver ucciso un comandante responsabile della provincia di Anbar, ha provocato la morte di altri 14 combattenti. Lo ha reso noto lo stesso gruppo che riunisce diverse milizie filoiraniane, attribuendo la responsabilità dell’attacco agli Stati Uniti.

24 marzo 2026

Iran: missile su Tel Aviv, 6 feriti

Sei persone sono rimaste lievemente ferite a seguito dell’impatto di un missile balistico lanciato dall’Iran contro Tel Aviv. Lo riferiscono i servizi di soccorso israeliani. Secondo la polizia, il missile aveva una testata con cento chili di esplosivo e ha causato danni a diversi edfici e auto.

24 marzo 2026

Trump parla di colloqui di pace, ma l’Iran nega

Donald Trump afferma che l’Iran «fa sul serio» nei colloqui di pace, ma i funzionari iraniani negano che siano in corso negoziati.

24 marzo 2026

«Usa valutano presidente del Parlamento iraniano come potenziale leader»

L’amministrazione Trump valuta “con discrezione” il presidente del Parlamento iraniano come potenziale partner e persino futuro leader sostenuto dagli Stati Uniti dopo un accordo. Mohammad Bagher Ghalibaf, 64 anni, ha ripetutamente minacciato gli Usa e i loro alleati di ritorsioni, ma è considerato, almeno da alcuni esponenti all’interno della Casa Bianca, un partner praticabile, in grado di guidare l’Iran e negoziare con gli Usa nella prossima fase del conflitto. Lo riferiscono due funzionari dell’amministrazione Trump a Politico. “È un candidato promettente. Ma dobbiamo valutarli attentamente e non possiamo avere fretta”, ha detto un funzionario precisando che non è stata ancora presa alcuna decisione.

24 marzo 2026

Iran: Arabia Saudita abbatte almeno 19 droni in regione petrolifera

Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha dichiarato martedì di aver abbattuto almeno 19 droni nella Provincia Orientale del Regno, ricca di giacimenti petroliferi.

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24 marzo 2026

Il petrolio risale, Brent di nuovo sopra i 100 dollari al barile

- Il prezzo del petrolio Brent è risalito sopra i 100 dollari al barile, all’indomani di un crollo superiore al 10% in seguito alla decisione di Donald Trump di rinviare nuovi attacchi contro l’Iran, dopo aver definito “ottimi” i colloqui con Teheran. Il Brent è salito del 2,9% a 102,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha registrato un balzo del 3,5% a 91,20 dollari.

24 marzo 2026

Iran lancia nuova ondata di missili contro Israele, colpito un edificio

Stamattina l’Iran ha lanciato un’altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme. “L’Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati”, ha scritto su Telegram l’emittente statale della Repubblica islamica dell’Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che “i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane”. I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L’esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.

24 marzo 2026

Iran, Turchia e Germania discutono di sforzi diplomatici

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto una conversazione telefonica con il collega tedesco Johann Wadephul per discutere degli sforzi diplomatici volti a porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Le parti hanno scambiato opinioni sui contatti finalizzati a mettere fine alla guerra”, ha dichiarato una fonte. Nel colloquio i due ministri hanno esaminato le iniziative diplomatiche e i contatti in corso per arrivare a una cessazione dei combattimenti in Medio Oriente.

24 marzo 2026

Hormuz, Iran: misure per far passare navi paesi non aggressori

L’Iran ha affermato di avere adottato misure per consentire il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz alle navi non appartenenti né collegate a Stati uniti e Israele. Lo ha reso noto l’ufficio del presidente Masoud Pezeshkian, riferendo di una telefonata avuta ieri con il primo ministro pachistano Shahbaz Sharif.

“In ogni caso, l’Iran ha adottato misure per garantire la sicurezza della navigazione e del transito delle navi attraverso questa via d’acqua e predisporrà il coordinamento necessario per il passaggio delle navi che non appartengono agli aggressori, non sono affiliate a loro e non partecipano all’aggressione”, ha dichiarato Pezeshkian.

24 marzo 2026

Iran: raid israeliano a sud di Beirut, 2 morti

E’ di due morti il bilancio del nuovo raid israeliano a sud di Beirut. Lo ha reso noto il ministero della Sanità libanese, secondo cui “il raid del nemico israeliano sulla città di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato, in un bilancio preliminare, il martirio di due cittadini e il ferimento di altri cinque”. Bshamoun si trova al di fuori delle roccaforti tradizionali di Hezbollah

24 marzo 2026

Iran, Arabia saudita ed Emirati potrebbero unirsi ad attacchi

Arabia saudita ed Emirati arabi uniti si starebbero avvicinando a un possibile coinvolgimento diretto nel conflitto contro l’Iran dopo gli attacchi alle loro infrastrutture energetiche. Lo ha riferito il Wall Street Journal.

Il quotidiano scrive che i due Paesi hanno irrigidito la loro posizione dopo i ripetuti attacchi iraniani, che avrebbero colpito duramente le rispettive economie.

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