10 marzo 2026
Hormuz, il giallo della petroliera scortata fa crollare il greggio. Trump: se Teheran ha messo mine le rimuova
Al decimo giorno di guerra e dopo oltre 1.300 morti in Iran, il Pentagono annuncia la «più intensa» serie di attacchi sul Paese degli ayatollah. Anche Netanyahu sembra contraddire l’annuncio della fine imminente delle ostilità fatto ieri da Trump: «Stiamo spezzando le ossa all’Iran, ma non abbiamo ancora finito». Tanto che il regime di Teheran avverte il presidente americano: «Stai attento a non essere eliminato tu». Continuano i raid nel Golfo e di Israele in Libano, Ankara schiera i Patriot. Starmer sente Merz e Meloni: al via un’operazione per difendere le navi nello Stretto di Hormuz. Domani le comunicazioni della premier in Parlamento: verso due risoluzioni. Monito di Mattarella: «Non permettere una regressione autoritaria. Attenti a forme fraudolentemente rappresentative. No alla pretesa di chi vuole agire fuori dagli organismi sovranazionali»
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Sintesi per punti
10 marzo 2026
Iran: Idf, colpiti centri comando a Teheran e Tabriz
Secondo quanto affermato dall’esercito, nel corso di un’ondata di attacchi avvenuti questa mattina, l’aeronautica militare israeliana ha colpito diversi quartieri generali chiave del regime iraniano a Teheran e Tabriz. Lo riporta il Times of Israel. Tra gli obiettivi figurerebbero un quartier generale delle forze speciali iraniane; un complesso deli Pasdaran; un quartier generale di un’unità di sicurezza responsabile del lancio di missili balistici; un quartier generale dell’agenzia di polizia di sicurezza iraniana; e un complesso Basij. Le forze armate israeliane affermano che gli attacchi fanno parte di una nuova fase della guerra volta ad “intensificare il colpo alle basi del regime terroristico iraniano e alle sue fondamenta”.
10 marzo 2026
Trump, se l’Iran ha messo mine a Hormuz le rimuova o conseguenze mai viste
“Se l’Iran ha messo mine nello Stretto di Hormuz, di cui non abbiamo segnalazioni, le rimuova immediatamente” altrimenti “le conseguenze militari daranno a livelli mai visti prima. Se le rimuove, invece, sarebbe un passo nella giusta direzione”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.

Il presidente Donald Trump interviene alla Conferenza dei membri repubblicani, lunedì 9 marzo 2026, al Trump National Doral Miami a Doral, in Florida. (AP Photo/Mark Schiefelbein)
10 marzo 2026
Axios, Usa hanno chiesto a Israele di fermare attacchi a impianti petroliferi iraniani
Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta Axios, citando tre fonti a conoscenza della questione. Washington, scrive Axios, ha inviato il messaggio a un alto livello politico e al capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir. L’Amministrazione Trump ha fornito tre motivazioni per la richiesta, tra cui l’obiettivo di cooperare con il settore petrolifero iraniano dopo la guerra (come Trump ha fatto con il Venezuela); il timore che gli attacchi possano danneggiare la popolazione iraniana; e il timore che possano innescare massicci attacchi di ritorsione iraniani contro le infrastrutture energetiche in tutti gli stati del Golfo.
Per Approfondire
La petroliera Callisto è ancorata mentre il traffico nello Stretto di Hormuz è ridotto, nel contesto del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, a Muscat, Oman
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10 marzo 2026
Presidente Parlamento iraniano: “Non vogliamo cessate fuoco, aggressore va punito”
“Certamente, non cerchiamo un cessate il fuoco”. E’ quanto ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione. “Noi crediamo che l’aggressore vada punito e debba imparare una lezione che lo distoglierà dal voler attacccare di nuovo l’Iran”, ha poi aggiunto.
10 marzo 2026
Iran, nuove esplosioni udite a Manama, Bahrein
Delle esplosioni sono state udite questa sera nella capitale del Bahrein, Manama. Lo riporta l’Afp. Dall’inizio del conflitto, il Bahrein è stato preso di mira da ondate di droni e missili iraniani, che finora hanno ucciso due persone nel Paese, secondo le autorità.
10 marzo 2026
Iran, missili e droni colpiranno qualunque nave Usa nello stretto di Hormuz
Il comandante navale del Corpo delle Guardie rivoluzionarie dell’Iran (Irgc) ha avvertito che qualunque nave militare statunitense o dei suoi alleati che attraversi lo stretto di Hormuz verrà colpita. “L’affermazione di una petroliera che attraversa lo Stretto di Hormuz con una scorta militare statunitense è completamente falsa. Qualsiasi passaggio della flotta statunitense e dei suoi alleati sarà bloccato da missili iraniani e droni kamikaze”, ha dichiarato il capo della Marina dell’Irgc, Alireza Tangsiri, secondo quanto riporta Al Jazeera.
La nave portarinfuse Galaxy Globe e la petroliera Luojiashan sono ancorate mentre l'Iran promette di chiudere lo Stretto di Hormuz, nel contesto del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, a Muscat, Oman, il 9 marzo 2026. REUTERS/Benoit Tessier TPX IMMAGINI DEL GIORNO
10 marzo 2026
Casa Bianca: Usa non hanno scortato petroliera a Hormuz
Gli Stati Uniti non hanno scortato alcuna petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dopo che il segretario dell’Energia ha pubblicato su X e poi rimosso un post in cui diceva che la Marina americana aveva scortato con «successo» una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.
10 marzo 2026
Usa a Israele: stop agli attacchi alle infrastutture energetiche
Gli Stati Uniti chiedono a Israele di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell’Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti secondo le quali è la prima volta che l’amministrazione Trump cerca di controllare Israele da quando è iniziata la guerra.
10 marzo 2026
Cnn: 140 americani feriti nell’operazione Epic Fury
Nell’operazione Epic Fury in Iran sono rimasti feriti circa 140 americani. Lo riporta Cnn citando un portavoce del Pentagono.
10 marzo 2026
Casa Bianca: «Distrutte 50 navi iraniane. Aumento del petrolio temporaneo»
Gli Stati Uniti hanno distrutto 50 navi iraniane. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, ribadendo che il recente aumento dei prezzi del petrolio è «temporaneo. Dopo l’operazione in Iran, i prezzi caleranno. Donald Trump e la sua squadra stanno seguendo da vicino i mercati», ha messo in evidenza
10 marzo 2026
Intelligence Usa: «Iran verso dispiegamento di mine nello Stretto di Hormuz»
L’intelligence americana ha iniziato a vedere indicazioni che l’Iran sta adottando misure per dispiegare mine nella rotta marittima dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Cbs.
10 marzo 2026
Il ruolo che l’Europa può giocare sul fronte Iran

È ancora presto per prevedere quale cambio di regime emergerà in Iran quando cesserà il clamore delle armi. L’Europa potrebbe però già da oggi far sentire la propria voce sul terreno che le appartiene, non quello militare ma quello delle immigrazioni guidate, degli scambi scientifici e culturali con una società civile che va aiutata a rinascere dopo la lunga parentesi (speriamo) di oscurantismo teocratico.
Nel campo scientifico, in cui le potenzialità di collaborazione con quel Paese sono da tempo sottostimate il commissario Ue competente potrebbe chiedere alle maggiori istituzioni di ricerca come il Max Plank tedesco, il francese Cnrs e l’italiano Cnr (magari estendendo l’invito al britannico Uk Research and Innovation) di predisporre rapidamente appositi bandi per attrarre docenti e ricercatori iraniani a programmi di ricerca già avviati ed eventualmente da promuovere nei prossimi anni. I bandi dovrebbero prevedere procedure al massimo semplificate anche alla luce dei requisiti politico-diplomatici.
10 marzo 2026
Tonfo del greggio dopo l’annuncio Usa sulla petroliera scortata
L’annuncio del ministro dell’Energia americano Chris Wright sull’attraversamento dello Stretto di Hormuz ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell’arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X. Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall’after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.
10 marzo 2026
Bozza maggioranza: Iran destabilizzante, salvaguardare frontiere Ue
“Lavorare con i principali partner europei, internazionali e regionali alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente”, “continuare a condannare fermamente la violenta repressione delle proteste civili in Iran e la flagrante violazione dei diritti umani da parte del regime islamista”, “condannare altresì il ruolo destabilizzante dell’Iran in tutta la regione, esprimendo il suo pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà”.
È quanto si legge in una bozza di risoluzione della maggioranza in vista delle comunicazioni di domani della premier Giorgia Meloni in Parlamento. Un altro impegno è “ribadire l’importanza di salvaguardare l’integrità e la sicurezza delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell’Unione europea, e ad assicurare che esse siano efficacemente protette nel rispetto del diritto dell’Unione e del diritto internazionale”.
La maggioranza, dunque, punta a “sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali, il ruolo fondamentale delle operazioni marittime difensive Aspidese Atalanta, essenziali per la protezione delle rotte marittime critiche e per la prevenzione di interruzioni nelle catene di approvvigionamento vitali per l’Italia e per l’Unione europea; e a farsi promotore, in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, di un eventuale adattamento e rafforzamento di tali missioni, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse, contribuendo così al miglioramento della sicurezza marittima e della stabilità regionale”.
Per approfondire: AI nella guerra in Iran, Anthropic fa causa al Pentagono
10 marzo 2026
Media: ministro Energia Usa cancella post sulla nave scortata a Hormuz
Il ministro dell’Energia americano Chris Wright sembra aver cancellato il post su X in cui annunciava che la Marina statunitense aveva scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano i media americani.
10 marzo 2026
Media: esercito siriano accusa Hezbollah, ci ha attaccato
L’esercito siriano ha accusato Hezbollah di aver lanciato proiettili verso le sue posizioni nei pressi della città di confine di Serghaya. Lo riferisce Times of Israel citando l’agenzia di stampa statale Sana. “Si stanno studiando le opzioni appropriate per fare ciò che è necessario, l’esercito non tollererà alcuna aggressione contro la Siria”, ha affermato l’esercito siriano in una dichiarazione. Il presidente libanese Joseph Aoun ha detto di aver parlato con il presidente siriano ad interim Ahmad al-Sharaa e di aver concordato sulla necessità che i Paesi si coordinino “per controllare confini e prevenire violazioni”.
10 marzo 2026
Usa hanno scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz
Una nave della Marina americana ha scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz “con successo”. Lo afferma il segretario all’Enerigua Chris Wright. “Il presidente mantiene la stabilità energetica globale durante le operazioni militari in Iran”, ha aggiunto.
10 marzo 2026
Iran, media: avvertite tre forti esplosioni a Teheran
Tre forti esplosioni sono state avvertite stasera a Teheran. Lo hanno riferito i giornalisti dell’Afp, secondo cui al momento non sono noti gli obiettivi che sarebbero stati colpiti.
10 marzo 2026
Onu: rischi da dinamica ’occhio per occhio’ in Medio Oriente
L’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Volker Turk ha espresso allarme per l’“apparente dinamica dell’occhio per occhio” tra le parti in conflitto in Medio Oriente, che secondo lui mette in pericolo civili e infrastrutture nella regione. “Questa apparente dinamica dell’occhio per occhio che colpisce le infrastrutture critiche e ha ripercussioni estremamente significative sulla popolazione civile, non farà che accrescere i rischi per la popolazione civile in generale, con conseguenze potenzialmente disastrose per l’intera regione”, ha dichiarato in un comunicato.
10 marzo 2026
Witkoff: Russia non ha condiviso intelligence con l’Iran
La Russia non condivide con l’Iran alcuna informazione di intelligence: lo ha affermato l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, intervistato dalla Cnbc all’indomani del colloquio telefonico fra Donald Trump e Vladimir Putin sui conflitti in corso in Iran e Ucraina. “Posso dirvi che ieri, durante la chiamata con il Presidente, i russi hanno affermato di non aver condiviso nulla” con Teheran, ha dichiarato.
10 marzo 2026
Witkoff, io e Kushner potremmo essere in Israele la prossima settimana
L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha dichiarato che lui e Jared Kushner potrebbero visitare Israele la prossima settimana, precisando tuttavia che la decisione non è ancora definitiva. Witkoff ha affermato che la visita ha lo scopo di coordinarsi con Israele sulla questione dell’Iran.

L'inviato speciale della Casa Bianca in Medio Oriente Steve Witkoff ascolta il presidente Donald Trump durante una conferenza stampa, lunedì 9 marzo 2026, al Trump National Doral Miami a Doral, in Florida. (AP Photo/Mark Schiefelbein)
10 marzo 2026
Teheran, attaccato un centro militare di Israele ad Haifa
L’esercito iraniano ha affermato di aver colpito in Israele un centro militare e un altro dedicato all’intelligence, nell’undicesimo giorno della guerra che sta infiammando il Medio Oriente. In un comunicato, l’esercito ha dichiarato di aver “attaccato, utilizzando droni distruttivi, un centro militare a Haifa” e un “centro di ricezione delle informazioni dei satelliti spia”. Il sito militare preso di mira “svolge un ruolo chiave nella produzione di armamenti e riveste un’importanza strategica fondamentale per il rafforzamento delle capacità di combattimento del nemico”, aggiunge il comunicato, diffuso dall’agenzia Tasnim.
Per Approfondire
10 marzo 2026
Confitarma a Crosetto, rafforzare presenza navale italiana in stretto Hormuz
La nota ricorda che per l’Italia il tema è particolarmente rilevante, visto che attraverso lo stretto “nel 2025 il nostro Paese ha importato dai Paesi del Golfo Persico circa 14,3 milioni di tonnellate di prodotti energetici, pari a oltre il 13% delle importazioni energetiche complessive, volumi che arrivano interamente via mare”. “La sicurezza della navigazione e dei marittimi – sottolinea il presidente di Confitarma Mario Zanetti - rappresentano priorità assolute per il nostro Paese; in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche, come quella che stiamo osservando nell’area del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, è fondamentale garantire il libero svolgimento del traffico mercantile internazionale”.
10 marzo 2026
Aula Senato conferma calendario, domani Meloni su Medio Oriente e Consiglio Ue
L’Aula del Senato ha respinto la proposta delle opposizioni di avere ’doppie’ comunicazioni del premier Giorgia Meloni, la prima domani sull’Iran e la seconda il 18 marzo in vista del consiglio Ue. Contrari 84 , 53 i sì. Resta così confermato il calendario approvato a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo, con il premier attesa domani alle 9.30 in Senato per riferire sulla crisi in Medio Oriente e in vista del consiglio Ue del 19 e 20 marzo.
10 marzo 2026
Netanyahu: «Stiamo spezzando le ossa all’Iran ma non abbiamo ancora finito»
10 marzo 2026
Larijiani a Trump: «Fai attenzione a non essere eliminato tu»
“Fai attenzione a non essere cancellato tu”. Così Alì Larijiani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, con un post su X, ha respinto al mittente le minacce del presidente americano Donald Trump di colpire l’Iran venti volte più forte. “Il popolo dell’Ashura in Iran non ha paura delle vostre vuote minacce”, ha scritto in particolare Larijiani, “nemmeno persone più grandi di te potrebbero eliminare la nazione iraniana. Fai attenzione a non essere cancellato tu”, ha ammonito il leader iraniano rivolgendosi a Trump.
“Hormuz - si legge in un post pubblicato su X dal segretario del Consiglio supremo di sicurezza in diverse lingue - sarà uno Stretto di pace e prosperità per tutti oppure uno Stretto di sconfitta e sofferenza per i guerrafondai”.
10 marzo 2026
Londra: «Uk-Italia-Germania lavorano a opzioni per proteggere navi a Hormuz»
«Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell’Iran». È quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d’Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street. È stata inoltre sottolineata «l’importanza vitale della libertà di navigazione» e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni.
10 marzo 2026
Telefonata tra Lavrov e Araghchi sull’escalation in Medio Oriente
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo russo Serghei Lavrov hanno avuto una conversazione telefonica «per discutere della forte escalation e del grave deterioramento della situazione in Medio Oriente», secondo quanto riportato da Mehr. Durante i colloqui, Lavrov ha sottolineato la posizione di principio della Russia sulla necessità di una rapida de-escalation e ha espresso la disponibilità di Mosca a facilitare questo processo. «È proseguito lo scambio di opinioni sulla situazione in evoluzione in Medio Oriente, che si è drasticamente deteriorata a causa dell’aggressione non provocata degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran», sottolinea in un comunicato sul suo canale Telegram il ministero degli Esteri russo. «Lavrov - si aggiunge nella nota - ha nuovamente espresso una posizione di principio a favore di una rapida de-escalation e del ritorno della situazione nell’ambito di una soluzione politico-diplomatica, cui la parte russa è sempre pronta a contribuire, tenendo debitamente conto degli interessi di sicurezza dell’Iran e dei suoi vicini nella regione».

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov parla durante una conferenza stampa congiunta con il secondo ministro degli Esteri del Brunei Erywan Yusof dopo i colloqui tenutisi presso la residenza di Zinaida Morozova a Mosca, martedì 3 marzo 2026. (Pavel Bednyakov, Pool)
10 marzo 2026
Madrid annuncia la chiusura temporanea dell’ambasciata a Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha confermato oggi la chiusura temporanea dell’ambasciata a Teheran a fronte dell’escalation degli attacchi nella regione, poiché «non ci sono le minime condizioni di sicurezza per il personale per continuare a lavorare sul terreno» in Iran. Lo ha detto il capo della diplomazia nella conferenza stampa successiva all’odierno cdm, confermando la posizione della Spagna, contraria alla guerra, per la difesa del diritto internazionale, con l’appello alla de-escalation del conflitto e il ritorno ai negoziati per la pace. Albares ha anche informato che dei circa 31.000 spagnoli che si trovavano in Medio Oriente prima dell’inizio degli attacchi israelo-statunitensi all’Iran e alla risposta del regime degli Ayatollah, «già sono stati evacuati 5.685 cittadini, che hanno potuto fare ritorno in Spagna», con voli militari e commerciali. E con tre nuovi voli in arrivo oggi dagli Emirati Arabi e dal Qatar, si raggiungerà il numero di 6000 spagnoli rimpatriati. «Non lasceremo nessuno indietro», ha assicurato in ministro, ribadendo che sarà «rimpatriato fino all’ultimo spagnolo che lo voglia».
10 marzo 2026
Pichetto Fratin: «Oggi a G7 conta disponibilità riserve, Italia ben messa»
Nella riunione di ieri tra i Paesi del G7 «è stato posto il tema» dell’utilizzo delle riserve strategiche di petrolio per far fronte alla situazione innescata dalla guerra in Medio Oriente e «nella riunione di oggi faremo la conta rispetto alla disponibilità di riserve». «L’italia è uno dei Paesi con le più alte riserve ma la valutazione riguarda la messa in comune delle riserve perché ci sono dei paesi in difficoltà». Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del summit sull’energia nucleare.
La posizione dell’Italia - ha ricordato il ministro - «è quella portata ieri dal ministro Giorgetti nella riunione dei ministri finanziari: arrivare prima possibile a una condizione di pace da una parte e, dall’altra, fare una valutazione più stretta dell’emergenza sul fronte energetico». Ieri il ministro dell’Economia ha sostenuto la necessità per l’Europa di adottare misure straordinarie per evitare che l’impennata dei prezzi dell’energia si trasferisca a quelli dei beni di consumo.
10 marzo 2026
Iran: ad Aramco, da guerra «rischi catastrofici per mercati petrolifero»
La guerra in Medioriente può avere conseguenze potenzialmente “catastrofiche” per i mercati petroliferi. E’ l’allarme lanciato dell’ad del colosso petrolifero Saudi Aramco, Amin Nasser, durante una conference call in occasione della pubblicazione dei risultati finanziari del 2025. Se “si prolungheranno le disfuzioni” causate dalle attvità belliche nel Golfo, ha sottolineato “le conseguenze saranno catastrofiche per i mercati petroliferi globali”. “È assolutamente cruciale - ha aggiunto - che il trasporto marittimo riprenda nello Stretto di Hormuz” attraverso il quale transita circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio.
10 marzo 2026
Iran: ministro Petrolio Iraq, «cerchiamo vie alternative per export»
L’Iraq sta cercando vie alternative per esportare il suo petrolio dopo la chiusura degli Stretti di Hormuz e dopo la sospensione del transito di greggio attraverso l’Iraqi-Turkish pipeline, nel Kurdistan. In una dichiarazione all’Afp, il portavoce del ministero del Petrolio di Baghdad, Saheb Bazoun, ha detto, senza entrare in dettaglio: “Come per molti altri paesi della regione, la produzione e la commercializzazione del petrolio sono state gravemente colpite, non lasciando al governo altra scelta se non quella di cercare altre vie per le nostre vendite”. Il bilancio federale iracheno dipende al 90% dai proventi delle entrate petrolifere.
10 marzo 2026
Iran: Caine, «colpiti oltre 5mila obiettivi, affondate 50 navi»
- Gli Stati Uniti hanno colpito oltre 5mila obiettivi nel corso della guerra in Iran iniziata 11 giorni fa. A dichiararlo è stato il capo degli Stati maggiori riuniti degli Stati Uniti, il generale dell’aeronautica Dan Caine, fornendo un aggiornamento operativo sull’offensiva contro l’Iran. Gli Stati Uniti - ha affermato - hanno affondato più di 50 navi iraniane, rispetto alle oltre 30 di giovedì scorso, “utilizzando una combinazione di artiglieria, caccia, bombardieri e missili lanciati dal mare”. Caine ha ribadito che gli Stati Uniti hanno compiuto “progressi significativi” nella riduzione del numero di attacchi missilistici e con droni dall’Iran, con gli attacchi con missili balistici in calo del 90% e gli attacchi con droni in calo dell’83% dal primo giorno di guerra, il 28 febbraio.
10 marzo 2026
Iran, Mojtaba Khamenei ferito? No comment di Hegseth
Gli Stati Uniti non si pronunciano sulle condizioni del nuovo leader supremo dell’Iran, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato ferito, ma gli mandano a dire di dare retta al presidente Donald Trump. Durante una conferenza stampa, il segretario americano alla Difesa Pete Hegseth ha spiegato che per Mojtaba Khamenei “sarebbe saggio ascoltare le parole del nostro presidente e non perseguire armi nucleari. Quanto al suo status, e’ qualcosa su cui non posso fare commenti al momento”.
10 marzo 2026
Iran: Hegseth, «Oggi i raid più intensi»
Oggi sarà il «giorno piu’ intenso di attacchi» contro l’Iran. Lo ha detto Pete Hegseth, il segretario americano alla Difesa, durante una conferenza stampa al Pentagono. Secondo lui Teheran ha «una capacità sempre più bassa di rispondere, che e’ quello a cui puntiamo», dimostrazione di una degradazione delle capacita’ di difesa e “dell’efficacia” delle azioni Usa.
10 marzo 2026
Hegseth, «avanti fino a completa sconfitta nemico»
Avanti fino alla “sconfitta completa del nemico”. Lo ribadisce il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, in una conferenza stampa all’11mo giorno di guerra e dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che il conflitto finirà “presto”. Gli iraniani stanno “correndo verso una bomba nucleare”, ha sostenuto il numero uno del Pentagono, e Trump “non lo permetterà mai”. Secondo Hegseth, i mullah sanno che il loro esercito viene “sistematicamente degradato” e che l’Iran “è solo e sta perdendo malamente”. Al contrario, dice, l’America sta “vincendo” e sta perseguendo i suoi obiettivi per distruggere i suoi missili, la sua marina e “impedire permanentemente all’Iran di avere armi nucleari per sempre”. “Non desisteremo finché il nemico non sarà totalmente e completamente sconfitto”, scandisce.
10 marzo 2026
Trump, potrei essere disposto a parlare con l’Iran
Donald Trump ha dichiarato a Fox News che è possibile che sia disposto a parlare con l’Iran ma che ciò dipenderà dalle condizioni: lo ha affermato martedì la rete di notizie via cavo. Trump ha detto a Fox di aver sentito che Teheran voleva fortemente parlare, ripreso da Reuters sul sito. Il presidente Usa ha inoltre ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei: “Non credo che possa vivere in pace»
10 marzo 2026
Saudi Aramco: ripristinerà 70% normali esportazioni petrolio entro pochi giorni
Saudi Aramco, la più grande compagnia petrolifera al mondo, ha dichiarato che sarà in grado di esportare circa il 70% delle sue normali spedizioni di greggio entro pochi giorni, mentre si affretta a ripristinare le vendite interrotte dalla guerra tra Stati Uniti e Iran sui mercati globali. Amin Nasser, amministratore delegato di Saudi Aramco, ha dichiarato durante una conference call sui risultati finanziari, come riporta il Financial Times, che la società sta lavorando per incrementare rapidamente le esportazioni dal suo porto di Yanbu sul Mar Rosso, che consentirà a circa 5 milioni di barili al giorno di raggiungere il mercato globale senza attraversare lo Stretto di Hormuz. L’Arabia Saudita esporta normalmente circa 7 milioni di barili al giorno, di cui solo una piccola parte dal Mar Rosso, mentre la maggior parte del suo greggio parte dalla costa orientale verso il Golfo. Ma le minacce dell’Iran alle spedizioni hanno in gran parte chiuso lo Stretto di Hormuz, tagliando fuori la maggior parte del suo petrolio dai mercati globali. In totale, circa il 20% delle forniture globali di petrolio è stato colpito, con Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti che hanno tutti ridotto la produzione in varia misura
10 marzo 2026
Nyt, «Trump non ha idea di come finire la guerra»
“Trump non ha idea di come porre fine alla guerra con l’Iran”: è il titolo di un editoriale sul New York Times dell’autorevole columnist Thomas L. Friedman, vincitore di tre premi Pulitzer e profondo conoscitore del Medio Oriente. Per Friedman “è ovvio che Trump e Netanyahu hanno iniziato questa guerra senza avere in mente un obiettivo finale chiaro”. “Netanyahu, sospetto, sarebbe probabilmente felice di trasformare l’Iran in un’altra grande Gaza e di continuare a ’tagliare l’erba’ o a minacciare periodicamente, come era così incline a fare a Gaza”, scrive l’editorialista. Da parte sua, prosegue Friedman, “Trump ha fatto un gran parlare del ’morning after’ in Iran, dicendo cose davvero ridicole e spesso contraddittorie che rivelano un comandante in capo che si inventa tutto di sana pianta. Un giorno è un cambio di regime, un giorno no; un giorno non gli importa del futuro dell’Iran, il giorno dopo avrà voce in capitolo nella scelta del prossimo leader del Paese; un giorno è aperto ai negoziati, il giorno dopo chiede la ’resa incondizionata’”. “La cosa saggia da fare ora è fermarsi e vedere come si evolverà la situazione in quello che io chiamo ’il mattino dopo il mattino dopo’”, suggerisce Friedman, che scommetterebbe “su un dibattito esplosivo e su lotte intestine tra l’élite al potere a Teheran. ”Certo - ammette Friedman - nessuno può garantire che questa politica del mattino dopo il mattino dopo si concluda con un cambiamento nel regime o del regime. Ma ha le stesse probabilità di bombardare Teheran e Beirut fino a ridurle in macerie e sperare che ne scaturisca una rivolta popolare”. “Bombardare l’Iran all’infinito - conclude - distruggere sempre più infrastrutture militari e civili e sperare semplicemente che gli iraniani in cerca di democrazia si uniscano - con a malapena una connessione internet per comunicare e dove muoversi ovunque sulle strade può essere mortalmente pericoloso - e rovescino da soli questo regime assassino e radicato... beh, mostratemi dove è mai successo una cosa del genere nella storia. La mia ipotesi è che questo regime crollerà solo dall’alto, e questo sarà un processo che inizierà solo dopo un cessate il fuoco
10 marzo 2026
Iran, oltre 1.300 morti da inizio guerra
Secondo funzionari del governo iraniano, il numero di persone uccise in Iran dall’inizio della guerra ha raggiunto quota 1.332. Lo riferisce la Bbc. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani afferma che tra loro ci sono 206 donne e bambini e che decine di centri sanitari sono stati presi di mira dagli attacchi.
10 marzo 2026
Macron convoca un nuovo consiglio di difesa all’Eliseo
Il presidente francese, Emmanuel Macron, di ritorno a Parigi dalla missione a Cipro e sulla portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo Orientale, ha convocato per questa sera un nuovo consiglio di difesa sulla guerra in Medio Oriente: è quanto afferma l’Eliseo
10 marzo 2026
Israele annuncia nuova ondata di attacchi contro l’Iran
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. Lo hanno fatto attraverso un comunicato diffuso dai loro canali online.
10 marzo 2026
Libano, FT: Israele pronta a prolungare guerra contro Hezbollah
Israele si starebbe preparando per una campagna estesa contro il gruppo militante libanese Hezbollah, che probabilmente continuerà anche dopo la fine della guerra contro l’Iran, riferiscono alcune fonti al quotidiano britannico Financial Times.
Secondo quanto riportato dal FT, le persone informate sulla pianificazione hanno affermato che l’offensiva israeliana contro Hezbollah, lanciata dopo che il gruppo sostenuto dall’Iran ha lanciato razzi nel nord di Israele la scorsa settimana, durerà almeno quanto l’assalto contro l’Iran e potrebbe persino continuare dopo un eventuale cessate il fuoco con Teheran
10 marzo 2026
Cina: Trump non interferisca, guida suprema la decide Teheran
La Cina ha richiamato al principio di non interferenza negli affari interni degli Stati commentando le dichiarazioni del presidente degli Stati uniti Donald Trump sulla possibile sostituzione della nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, parlando durante un briefing, ha affermato che la scelta della guida suprema spetta esclusivamente all’Iran secondo le proprie procedure costituzionali. “L’elezione di una nuova guida suprema è una decisione presa dall’Iran in base alla sua Costituzione e la non interferenza negli affari interni è un principio fondamentale delle relazioni internazionali”, ha dichiarato.
Le parole del portavoce arrivano dopo che Trump, in un’intervista all’emittente Cbs, ha affermato di avere in mente una possibile alternativa a Mojtaba Khamenei senza però fornire ulteriori dettagli.
10 marzo 2026
Wsj, consiglieri Trump lo esortano a cercare piano uscita da conflitto
Alcuni dei consiglieri di Donald Trump stanno esortando privatamente il presidente degli Stati Uniti a cercare un piano di uscita per il conflitto in Iran e argomentare che l’esercito americano ha raggiunto in gran parte i suoi obiettivi. Lo riporta il Wall Street Journal spiegano che, nonostante molti della base conservatrice di Trump supportino ancora l’operazione, alcuni consiglieri hanno espresso privatamente preoccupazioni sul fatto che una guerra più lunga potrebbe ridurre progressivamente tale sostegno. Trump, scrive il Wsj, è stato aggiornato su alcuni sondaggi riguardanti la guerra che mostrano come la maggioranza degli americani si opponga al conflitto. Alcuni consiglieri di Trump hanno, poi, osservato con preoccupazione l’aumento del prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile. Alcuni funzionari dell’amministrazione hanno detto che finché Teheran continuerà ad attaccare paesi regionali e Israele vorrà colpire obiettivi iraniani, sarà improbabile che gli Stati Uniti possano ritirarsi facilmente dalla guerra. Secondo un alto funzionario, Trump non smetterà di combattere finché non potrà dichiarare una vittoria soddisfacente.
Un aereo da combattimento Usa nella base Fairford della RAf in Gran Bretagna REUTERS/Toby Melville
10 marzo 2026
Unhcr, oltre 100.000 nuovi sfollati in Libano in 24 ore
L’Unhcr afferma che in Libano ci sono oltre 100.000 nuovi sfollati a causa della guerra in 24 ore
10 marzo 2026
Iran promette di bloccare petrolio da Medio Oriente «fino a nuovo avviso»
L’Iran smentisce le dichiarazioni ottimistiche di ieri di Trump sulla durata della guerra e promette che nemmeno una goccia di petrolio lascerà il Medio Oriente ’fino a nuovo avviso’. La Repubblica Islamica ha dichiarato che i negoziati con Washington ’non sono più all’ordine del giorno’ nel conflitto che ha travolto l’intera regione dal 28 febbraio e che lunedì ha gettato i mercati globali nel panico. “Le forze armate iraniane non consentiranno l’esportazione di un solo litro di petrolio dalla regione al campo nemico e ai suoi partner fino a nuovo avviso”, ha dichiarato Ali Mohammad Naini, portavoce del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Il regime iraniano nega così a Washington il diritto di decidere unilateralmente l’andamento del conflitto rivendicando di poter esercitare pienamente il suo controllo sullo Stretto di Hormuz, altamente strategico, attraverso il quale passa un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto (Gnl).
10 marzo 2026
Italia-Germania-Belgio convocano videocall su energia e semplificazione
Italia, Germania e Belgio, a quanto si apprende da più fonti europee, hanno convocato per la giornata di oggi una riunione tra leader in videocall per fare il punto su semplificazione e energia, anche alla luce della nuova crisi dei prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente. La riunione, il cui orario non è ancora stato reso noto, segue lo stesso schema inaugurato da Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever in occasione della riunione convocata a margine del summit Ue sulla competitività dello scorso 12 febbraio. Il numero totale dei Paesi partecipanti alla riunione di oggi non è per ora stato comunicato.
10 marzo 2026
Costa, «la libertà per gli iraniani non si ottiene con le bombe»
“L’Ue è al fianco del popolo iraniano. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un’ulteriore escalation. Un percorso del genere minaccia il Medio Oriente, l’Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue. (
10 marzo 2026
Bloomberg, i paesi del Golfo riducono la produzione giornaliera di petrolio
I paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L’Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l’Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione
10 marzo 2026
Iran: Costa, «Russia unica vincitrice»
La guerra contro l’Iran finora vede “un solo vincitore”, la Russia di Vladimir Putin. Lo sottolinea il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, parlando alla conferenza degli ambasciatori Ue a Bruxelles. Per Costa, “dobbiamo evitare un’ulteriore escalation. Un simile percorso” del conflitto in Iran “minaccia il Medio Oriente, l’Europa e non solo loro. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico, come dimostra il blocco dello Stretto di Hormuz. Finora, c’è un solo vincitore in questa guerra: la Russia”. Mosca, prosegue Costa, “mina costantemente la posizione dell’Ucraina violando il diritto internazionale. Ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina con l’aumento dei prezzi dell’energia. Trae profitto dallo spostamento di capacità militari che altrimenti avrebbero potuto essere inviate a sostegno dell’Ucraina. E trae vantaggio dalla ridotta attenzione al fronte ucraino, mentre il conflitto in Medio Oriente assume un ruolo centrale”, conclude.
10 marzo 2026
Iran: G7 Energia convocato d’urgenza a Parigi, presente Pichetto Fratin
A margine del Vertice sull’Energia nucleare in corso a Parigi, è stato convocato d’urgenza per oggi un G7 Energia al quale parteciperà per l’Italia il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Si cercherà di “fare progressi” sulla questione dei prezzi del petrolio, nel contesto della guerra in Medio Oriente che sta sconvolgendo i prezzi dell’energia, ha spiegato la portavoce del governo Maud Bregeon su France 2.
10 marzo 2026
Netanyahu, «stiamo spezzando le ossa all’Iran ma non abbiamo ancora finito»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta “spezzando le ossa” al potere iraniano dall’inizio dell’offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che “non ha ancora finito”. “Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro”, ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, ieri in tarda serata. “Non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa - e non abbiamo ancora finito”, ha aggiunto.
10 marzo 2026
La Turchia schiera i Patriot, «in consultazione con Nato»
La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del Paese, nell’ambito degli sforzi coordinati con la Nato per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. Lo riporta Anadolu. In una dichiarazione, il ministero della Difesa Nazionale ha affermato “alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sono state adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri confini e del nostro spazio aereo e siamo in consultazione con la Nato e i nostri alleati
10 marzo 2026
Idf, nuovo attacco missilistico dall’Iran contro Israele
Dopo una pausa di 10 ore, l’Idf ha rilevato un nuovo attacco missilistico balistico dall’Iran contro il centro di Israele. Si prevede che le sirene suoneranno nel centro di Israele nei prossimi minuti. Lo riferiscono i media di Tel Aviv.
10 marzo 2026
Iran, Netanyahu: fine del regime dipende dal popolo iraniano
La caduta del regime in Iran è nelle mani del popolo iraniano. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una visita, avvenuta nella tarda serata di ieri, al Centro Nazionale per le Operazioni di Emergenza Sanitaria.
“La nostra aspirazione è quella di indurre il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia - ha spiegato Netanyahu -. In ultima analisi, dipende da loro. Ma non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa, e il nostro braccio è ancora teso”.
“Se avremo successo insieme al popolo iraniano, porremo fine a tutto questo in modo permanente”, ha aggiunto.
10 marzo 2026
Idf, raid imminenti su Tiro e Sidone in Libano
L’Idf ha emesso un ordine di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. “Le Idf colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah”, afferma il portavoce, il colonnello Avichay Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dagli edifici
10 marzo 2026
Ambasciata Usa a Beirut invita connazionali a lasciare il Libano
L’ambasciata statunitense a Beirut esorta i suoi cittadini a trovare un “rifugio” se non intendono lasciare il Libano. Lo riferisce la Bbc. In un avviso di sicurezza emesso stamani, l’ambasciata afferma che i cittadini statunitensi “dovrebbero seriamente considerare” di lasciare il Paese con i voli della Middle East Airlines in partenza dall’aeroporto Rafic Hariri di Beirut, se ritengono che sia sicuro farlo.
10 marzo 2026
Nuova ondata attacchi Iran nel Golfo, missili su base Usa in Iraq
L’Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Riad ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno poi annunciato di aver “colpito” la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con “5 missili”.
10 marzo 2026
Israele, 191 feriti in ultime 24 ore a causa di conflitto
Nelle ultime 24 ore 191 israeliani feriti sono state ricoverate negli ospedali a causa del conflitto con l’Iran. Lo riferisce il ministero della Salute israeliano, sottolineando che la cifra include sia civili sia soldati. Tra le persone curate negli ospedali, una è in condizioni critiche, tre sono in condizioni gravi, due sono in condizioni moderate e 172 sono in buone condizioni. Il ministero afferma che dall’inizio della guerra con l’Iran, 2.339 persone sono state portate in ospedale, di cui 95 sono attualmente ancora ricoverate.
10 marzo 2026
Iran, nuovo attacco con missili e droni a Emirati arabi uniti
Gli Emirati arabi uniti stanno affrontando un nuovo attacco con droni e missili provenienti dall’Iran. Lo ha annunciato il ministero della Difesa emiratino, precisando che “le difese aeree degli Emirati arabi uniti stanno attualmente rispondendo a minacce di missili e droni provenienti dall’Iran”.
10 marzo 2026
Iran: media, «attacchi israeliani nel sud e nell’est del Libano»
Attacchi israeliani hanno colpito il Libano meridionale e orientale durante la notte. Lo riporta l’agenzia libanese National News Agency (NNA), precisando che “gli aerei da guerra nemici hanno lanciato attacchi durante la notte sulle città di Almajadel, Shaqra e Srifa” e aggiungendo che attacchi hanno avuto luogo anche nella valle della Bekaa.
10 marzo 2026
Teheran, «negoziati con Usa non all’ordine del giorno, attacchi finché necessario»
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi finché sarà necessario e ha escluso i colloqui dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che la guerra con l’Iran finirà “molto presto”. Abbas Araghchi ha dichiarato all’emittente statunitense PBS News che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all’ordine del giorno.
10 marzo 2026
Usa, «colpiti oltre 5.000 obiettivi iraniani»
Gli Stati Uniti hanno colpito più di 5.000 obiettivi durante i primi 10 giorni di guerra contro l’Iran. Tra gli obiettivi centrati figurano più di 50 navi iraniane, ha riferito il Comando Centrale militare Usa (Centcom), a capo delle forze americane nella regione. Tra gli altri target, ha spiegato una nota, ci sono sistemi di difesa aerea, siti di missili balistici, produzione di missili e droni, e comunicazioni militari.
10 marzo 2026
Trump, per guida Iran mi piacerebbe qualcuno interno, formula Venezuela
“Sono deluso” dalla nomina della nuova guida suprema iraniana. Lo ha detto Donald Trump. A chi gli chiedeva della sua idea per la guida del paese, il presidente ha risposto: “Mi piace l’idea di qualcuno all’interno, funziona bene. Lo abbiamo fatto in Venezuela: è una formula che funziona bene”
10 marzo 2026
Trump, «rinunceremo ad alcune sanzioni per le turbolenze sul petrolio»
- Il presidente americano Donald Trump ha detto che rinuncerà ad alcune sanzioni sul petrolio a causa delle turbolenze dei mercati legate al suo attacco insieme a Israele contro l’Iran. “Stiamo anche rinunciando ad alcune sanzioni legate al petrolio per ridurre i prezzi”, ha detto Trump in conferenza stampa, dopo i colloqui avuti con il presidente russo Vladimir Putin. Trump ha parlato di quotazioni del greggio “gonfiate artificialmente” in scia alla condotta dell’Iran. Mentre, citando il presidente cinese Xi Jinping, il tycoon ha aggiunto che “rimuoveremo le sanzioni finché la situazione non si risolverà”.
Video footage appears to show a U.S. Tomahawk hitting near a girls' school in Minab, in southern Iran, according to experts consulted by Reuters pic.twitter.com/UZbFOt2pJY
— Reuters (@Reuters) March 10, 2026
10 marzo 2026
Trump, «Iran colpito 20 volte più forte se fermasse flussi petrolio»
Se “fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz”, l’Iran verrebbe colpito dagli Usa “venti volte più forte” di quanto fatto finora. E’ il monito del presidente Donald Trump, in aggiunta a quello lanciato nel pomeriggio. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati “obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l’Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato”
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