Usa 2024, Trump eletto 47° presidente. «Sarà l’età dell’oro, l’America sarà di nuovo grande, fermerò le guerre»
Il leader repubblicano ha conquistato gli Stati cruciali considerati in bilico, del Sud e del Midwest. Anche la Pennsylvania, vero terreno di battaglia della campagna. E nel primo discorso da (ri)eletto presidente ha rilanciato il “Maga movement”
di Marco Valsania (Philadelphia) e Luca Veronese (New York)
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«Abbiamo fatto la storia, è la più grande vittoria politica di tutti i tempi. Rimetteremo a posto il Paese, aggiusteremo i confini. E faremo l’America di nuovo grande». Donald Trump è stato eletto 47° presidente degli Stati Uniti d’America e l’entusiasmo in Florida davanti ai suoi sostenitori è inarrestabile. Il leader repubblicano ha vinto nettamente: ha conquistato tutti gli Stati cruciali, considerati in bilico, del Sud e del Midwest. Anche la Pennsylvania, vero terreno di battaglia della campagna, decisiva anche in queste elezioni. E anche l’Arizona e forse il Nevada potrebbero aver dato il successo all’ex presidente. Nel suo discorso della vittoria Trump ha citato Elon Musk, definendolo un “supergenio” e ringraziandolo per il suo sostegno. Ha promesso che combatterà «tutti i giorni per voi fino all’ultimo respiro» e «sarà l’età dell’oro dell’America», e ha fatto un riferimento alla situazione internazionale: «Dicono che inizierò delle guerre, ma non lo farò, vi metterò fine».
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Elettori contro Biden e Harris
Determinante nelle motivazioni di voto - secondo gli esperti - il disagio economico espresso da molti elettori, il giudizio che il Paese vada nella direzione sbagliata. E che sia «tutta colpa dei democratici», come ha ripetuto Trump per tutta la campagna.
Il testa a testa indicato per settimane dai sondaggi c’è stato, ma la sfida, per quanto aperta fino all’ultimo, si è risolta in tutti gli Stati chiave con la vittoria di Trump. In Pennsylvania, appunto, ma anche in Michigan e nel Wisconsin, dove appariva chiaramente favorito. Così come in Georgia e nella North Carolina, i primi due stati swing a esprimersi per lui. È crollato il muro blu dei democratici, mentre le previsioni della vigilia hanno ancora una volta sottovalutato la forza del populismo di Trump.
L’esultanza di Musk
«Game, set and match», gioco, set e partita: così, già nella notte, prima dei dati definitivi, Elon Musk, il principale finanziatore e animatore della campagna repubblicana aveva sintetizzato sui social il successo di Trump. Tra i democratici si stava già diffondendo il timore di aver sbagliato i conti, di nuovo, contro la capacità di comunicare di un avversario, evidente ma imprevedibile.









