USA

Harris: «Accetto risultato, impegno per transizione pacifica poteri». Xi si congratula con Trump

Le reazioni nel mondo, le congratulazioni «non ufficiali» di Putin

di Luca Veronese (da New York), Marco Valsania (da Philadelphia), Silvia Martelli e Angelica Migliorisi

Kamala Harris: "Ho detto a Trump che lo aiuteremo in una transizione pacifica"
  • Card. Parolin: auguri a Trump, superi polarizzazioni

    «Facciamo gli auguri» al nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, «gli auguriamo tanta saggezza perché questa è la virtù principale dei governanti secondo la Bibbia. Io credo che deve lavorare soprattutto per essere Presidente di tutto il paese quindi superare la polarizzazione che si è verificata, che si è avvertita in maniera molto molto netta in questo tempo e poi ci auguriamo che possa davvero essere un elemento di distensione e di pacificazione negli attuali conflitti che stanno sanguinando il mondo. Ha detto che farà terminare le guerre. Speriamo, speriamo. Certo, neppure lui ha la bacchetta magica». Così il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin rivolgendosi al nuovo presidente Usa.

  • Xi a Trump: Cina e Usa vadano d’accordo nella nuova era

    Il presidente cinese Xi Jinping si è congratulato con Donald Trump per la rielezione a presidente Usa, auspicando che i due Paesi trovino la strada giusta «per andare d’accordo nella nuova era» e per gestire «in modo adeguato le divergenze». Xi Jinping, nel resoconto riportato dalla Cctv sul messaggio presidenziale, ha sottolineato che «la storia ci mostra che Cina e Stati Uniti possono trarre vantaggi dalla cooperazione e perdere dal confronto». Una relazione sino-americana «stabile, sana e sostenibile è in linea con gli interessi comuni di entrambi i Paesi e con le aspettative della comunità internazionale», ha aggiunto Xi.

  • Sanders contro partito democratico, sconfitta non è sorpresa

    Il senatore indipendente Bernie Sanders attacca il partito democratico per la sconfitta di Kamala Harris. “Non dovrebbe essere una grande sorpresa che un partito democratico che ha abbandonato la classe media scopra di essere abbandonato dalla classe operaia. Mentre la leadership democratica difende lo status quo, il popolo americano è arrabbiato e vuole il cambiamento. E ha ragione”, ha detto Sanders. “Gli interessi finanziari e i consulenti ben pagati che controllano il partito impareranno qualche lezione da questa disastrosa campagna?”, ha aggiunto.

  • Harris: «Accetto la sconfitta ma non la fine della lotta per la nostra libertà»

    “Accetto la sconfitta ma la lotta per la libertà e per l’America non finisce qui”. La guerriera gioiosa ha perso la battaglia più importante della sua vita, distrutto i sogni suoi e di milioni di americani e provocato un “bagno di sangue” elettorale democratico attraverso tutta l’America, ma non ha perso la grinta. Dopo una notte in silenzio - scrive la giornalista dell’Ansa Benedetta Guerrera -, Kamala Harris ha chiamato il suo rivale Donald Trump per congratularsi, concedergli la vittoria e discutere di una “transizione pacifica” del potere (a parti invertite, per usare un eufemismo, non sarebbe stato così scontato). E poi è andata tra la sua gente alla Howard University che l’attendeva da ore e l’accolta con amore. “So che avete sentimenti contrastanti. Ma dobbiamo accettare il risultato del voto”, ha detto la vice presidente sottolineando che questo fa la differenza tra “democrazia e tirannide”, con una neanche troppo velata frecciata all’atteggiamento del presidente eletto Trump quattro anni fa. “Sono fiera della nostra campagna e di come l’abbiamo condotta, uniti dall’amore per il Paese, dall’entusiasmo e la gioia per il futuro dell’America”, ha dichiarato ancora la democratica. Eppure qualcosa chiaramente non ha funzionato se, per la seconda volta, i democratici non sono riusciti sfondare il soffitto di cristallo, nonostante l’impegno della candidata e del suo staff, la parata di celebrities e rockstar salite sui palchi della campagna e le donazioni milionarie. Intanto il fattore Joe Biden, l’anziano commander-in-chief che si è ostinato a ricandidarsi salvo poi ritirarsi a quattro mesi dalle elezioni dopo un dibattito disastroso, quando ormai la gara era forse già irrecuperabile. Tracotante lui e poco incisivi i big del partito che non lo ha silurato un anno fa, a partire da Barack e Michelle Obama fino a Nancy Pelosi. Alla vicepresidente non è restato che assumersi questa responsabilità e condurre la campagna più breve della storia. Certo l’errore più grande e, forse fatale, di Harris è stato quello di non prendere subito e in modo forte le distanza dal suo boss, se non timidamente nelle ultime settimane di campagna. Per gli esperti, avrebbe dovuto mostrare un taglio netto con la precedente amministrazione soprattutto sull’economia e la guerra a Gaza, due temi che le sono costati milioni e milioni di voti e Stati in bilico come la Pennsylvania e il Michigan. Sul Medio Oriente Harris si è giocata sia il sostegno degli arabo-americani, che non le hanno perdonato l’appoggio quasi incondizionato ad Israele, sia degli ebrei conservatori che hanno imputato al governo democratico un crescente antisemitsmo negli Stati Uniti dopo gli attacchi del 7 ottobre. Quanto all’economia, un analista ha sintetizzato che “gli americani votano con il portafoglio”, per spiegare che la sconfitta della democratica è stata principalmente causata da una congiuntura peggiore rispetto ai quattro anni di governo Trump e al costante aumento dei prezzi, complici naturalmente gli effetti della pandemia di Covid e due guerre, in Ucraina e a Gaza. Harris non solo ha ereditato da Biden un Paese in condizioni difficili ma ha anche pagato la crescente impopolarità del presidente, che le si è appiccicata addosso come una lettera scarlatta. Un altro fattore cruciale per la sconfitta della democratica è stata la battaglia dei sessi, gli uomini contro le donne. Harris, che con la scelta di Tim Walz sperava di attirare anche una parte di elettori più moderati, alla fine non è riuscita a convincere né i maschi bianchi, né i neri, né quelli latini. E questo è avvenuto soprattutto nelle grandi città come Filadelfia, Detroit e Milwaukee, dove nel 2020 Biden aveva conquistato il 90% del voto black. Ma anche le donne hanno tradito la candidata, almeno il 52% di quelle bianche. Nonostante la battaglia sui diritti riproduttivi, all’aborto hanno preferito alla vice presidente un uomo di 78 anni che ha contribuito a dare il via libera ai tanti divieti sull’interruzione di gravidanza nel Paese, è stato condannato per violenza sessuale ed ha alle spalle una serie di comportamenti molesti nei confronti delle donne. Tra le ragioni della debacle, qualche osservatore ha fatto anche notare una mancanza di spontaneità da parte della democratica che, ad esempio, raramente in questi mesi di campagna ha raccontato la storia della sua famiglia: il padre giamaicano e la madre indiana che sono emigrati negli Stati Uniti e sono riusciti a realizzare il loro sogno americano. Una storia di riscatto e speranza realizzata, non solo una parola, che Harris avrebbe potuto cavalcare di più per convincere gli americani a scegliere il suo sogno di un’America diversa da quella di Trump.

    US Vice President Democratic presidential candidate Kamala Harris waves at supporters as she walks off stage after speaking at Howard University in Washington, DC, on November 6, 2024. Donald Trump won a sweeping victory on November 6, 2024 in the US presidential election, defeating Kamala Harris to complete an astonishing political comeback that sent shock waves around the world. (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

  • Trump verso 312 grandi elettori, è al 51% nel voto popolar

    Quando manca ormai la ’chiamata’ di soli tre Stati, Donald Trump si appresta a vincere la corsa alla Casa Bianca con 312 grandi elettori su 538, dopo aver già superato la soglia magica dei 270. Al momento, secondo le proiezioni della Fox, il leader repubblicano conta 292 elettori contro i 226 di Kamala Harris. Ancora in palio ci sono i 3 gradi elettori dell’Alaska, gli 11 dell’Arizona e i 6 del Nevada: in tutti e tre questi Stati Trump è saldamente in testa. L’ex e futuro presidente ha incassato al momento quasi 72 milioni di voti popolari a livello nazionale (il 51%), contro i poco più di 67 milioni della sfidante democratica (47,5%).

  • Usa: Biden chiama Trump e lo invita alla Casa Bianca per incontro su transizione

    “Il presidente Biden ha espresso il suo impegno a garantire una transizione fluida e ha sottolineato l’importanza di lavorare per unire il Paese”, ha detto un funzionario della Casa Bianca, stando a quanto riporta Cnn. Inoltre, “ha invitato il presidente eletto Trump - ha aggiunto - a incontrarlo alla Casa Bianca. Lo staff coordinerà una data specifica nel prossimo futuro”.

  • Harris chiama Trump per congratularsi della vittoria

    Kamala Harris ha chiamato Donald Trump per congratularsi per la vittoria. Lo riferisce la campagna della democratica.

  • Trump e Macron, volontà di lavorare a pace e stabilità

    Emmanuel Macron e Donald Trump hanno espresso la loro “volontà di lavorare al ritorno della pace e della stabilità” di fronte alle “grandi crisi internazionali in corso”, nella loro prima telefonata dopo al vittoria del tycoon alle elezioni americane. Lo ha reso noto l’Eliseo. Nel corso dell’ “ottimo scambio di 25 minuti”, il presidente francese “ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’Europa e ha detto al presidente Trump di essere disponibile a continuare la conversazione e a lavorare insieme su questi dossier”, in particolare Ucraina e Medio Oriente, “quando avrà assunto l’incarico”. (

  • Le piattaforme di scommesse avevano centrato il pronostico su Trump

    A differenza dei sondaggisti le piattaforme di scommesse ci avevano azzeccato: «Abbiamo fatto la storia», ha proclamato su X Shayne Coplan, l’amministratore delegato di Polymarket, una delle società su cui gli utenti possono fare «scommesse»sull’esito di eventi futuri. In media cinque di queste piattaforme - oltre a Polymarket, anche Betfair, Kalshi, PredictIt e Smarkets — hanno mostrato Donald Trump in vantaggio in vista dell’Election Day, secondo l’aggregatore Election Betting Odds citato dal New York Times. I mercati delle previsioni - riporta il Times - avevano cominciato settimane fa a riflettere su una possibile vittoria di Trump nonostante che i sondaggi dessero la gara contro Kamala Harris un testa a testa.

  • Nyt: «Trump non è anomalia storica ma forza trasformativa»

    Donald J. Trump non è solo l’aberrazione storica che alcuni pensavano che fosse ma è una forza trasformativa che ridefinisce gli Stati Uniti contemporanei a sua immagine e somiglianza, scrive il New York Times dopo l’annuncio della vittoria del tycoon. Contrariamente a quello che ha dichiarato in un recente comizio elettorale Kamala Harris, «viene fuori che Trump è esattamente quello che siamo, quantomeno la maggior parte di noi», sottolinea il quotidiano. «La convinzione che Trump rappresenti una anomalia che sarebbe stata consegnata alle ceneri della storia è stata spazzata via ieri sera dalla corrente rossa che ha spazzato gli stati in bilico, e ha spazzato via l’idea che l’America aveva a lungo coltivato di sé, dalla sua elite al potere e da entrambi i partiti», è l’analisi del quotidiano americano. «Il disincanto populista per la direzione presa dal paese e il risentimento contro le elite si sono dimostrati più profondi di quanto molti in entrambi i partiti avevano riconosciuto».

  • Fonti Dem: «Biden ha una grossa responsabilità nella sconfitta di Harris»

    «Biden ha una grossa responabilità nella sconfitta» di Kamala Harris. Lo ha detto una fonte della campagna della vice presidente alla Cnn.

  • Netanyahu sente Trump: si parla anche dell’Iran

    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sente Donald Trump per congratularsi dopo la ri-elezione. Tra i temi oggetto della discussione anche la minaccia rappresentata dall’Iran.

  • Londra, due eco-attivisti anti Trump imbrattano l’ambasciata Usa

    Due attivisti del gruppo ambientalista radicale Just Stop Oil sono stati arrestati per aver cosparso con vernice di colore arancione il muro perimetrale dell’ambasciata Usa a Londra in un’azione di protesta contro la vittoria nelle elezioni presidenziali americane di Donald Trump. In un comunicato l’organizzazione ha affermato che «il mondo è scivolato ulteriormente verso il fascismo e la crisi climatica» e il ritorno di Trump alla Casa Bianca «mette a rischio la vita della gente comune» per il programma di massiccio sfruttamento dei combustibili fossili promesso dal presidente eletto oltre al dietrofront rispetto alla transizione green.

    La sede dell’Ambasciata Usa a Londra imbrattata dagli attivisti di Just Stop Oil (Afp)

  • George W. Bush si congratula con «The Donald»

    L’ex presidente George W. Bush si è congratulato con Donald Trump. Bush ha dichiarato che lui e sua moglie Laura «si uniscono ai nostri concittadini nel pregare per il successo dei nostri nuovi leader a tutti i livelli di governo». Alcuni ex alti funzionari repubblicani, tra cui il vicepresidente di Bush, Dick Cheney, avevano appoggiato Kamala Harris. Bush è rimasto neutrale.

    Il past president Usa George W. Bush tra la moglie Laura e la figlia Barbara arrive (Afp)

  • Kamala Harris parla alle 22: «Implorerà i suoi elettori di accettare il risultato»

    La vice presidente degli Stati Uniti Kamala Harris parlerà alle 16 ora di Washington, le 22 in Italia, alla Howard University dopo la sconfitta elettorale con Donald Trump. Lo afferma la Cnn citando una fonte ben informata. La stessa fonte ha confermato che Harris telefonerà a Trump per concedergli la vittoria. La vice presidente «implorerà i suoi sostenitori perché accettino il risultato delle elezioni» durante il discorso. Insieme a lei ci sarà Adam Frankel, che da tre anni scrive i discorsi della vice presidente, e altri consiglieri. Il discorso che Harris pronuncerà sta ancora prendendo forma, dicono gli assistenti, ma si prevede che ringrazi i suoi sostenitori e trasmetta un messaggio rivolto ai giovani elettori.

  • Elette le prime due senatrici afroamericane e la prima deputata transgender

    Nonostante la vittoria del duo più conservatore della storia degli Stati Uniti, il fronte progressista ottiene due storici traguardi. Il trionfo di Trump è la rivincita dei conservatori, ma le elezioni 2024 non sono completamente da dimenticare per i progressisti grazie a un doppio primato storico. Per la prima volta, infatti, due donne di colore siederanno al Senato americano nella stessa legislatura; mentre la Camera dei rappresentanti avrà la sua prima deputata dichiaratamente transgender. I due primati si intrecciano tra loro dato che la prima persona apertamente transgender eletta al Congresso Usa, Sarah McBride, ha conquistato il seggio dello Stato del Delaware che era stato lasciato libero da Lisa Blunt Rochester per correre al Senato. Assieme a Rochester, è stata eletta senatrice anche un’altra afroamericana, Angela Alsobrooks, candidata nello Stato del Maryland.

    Sarah McBride (Afp)

  • Venezuela, la leader dell’opposizione Machado esulta per Trump

    La leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado si è congratulata con grande entusiasmo con Donald Trump per la sua vittoria alle elezioni presidenziali statunitense e ha affermato di contare sul sostegno della prossima amministrazione degli Stati Uniti per «garantire una transizione senza indugi verso la democrazia» in Venezuela. «Il Venezuela sta vivendo giorni decisivi per milioni di cittadini e per la democrazia e la stabilità nella regione. Sappiamo di avere il sostegno dei popoli delle Americhe e dei loro governi democratici per garantire una transizione verso la democrazia senza indugio. E sappiamo anche che abbiamo sempre potuto contare su di te», ha concluso Machado.

    Maria Corina Machado (Epa)

  • La Cina si congratula con Trump: «Rispettiamo la scelta del popolo Usa»

    La Cina si è «congratulata con Trump per essere stato eletto presidente degli Stati Uniti». Lo ha detto il ministero degli Esteri cinese in una nota citata dal Global Times. «Rispettiamo la scelta del popolo americano», ha aggiunto il portavoce commentando l’esito delle elezioni presidenziali americane.

  • Cnn: «Musk ha guadagnato 13 miliardi dalla vittoria di Trump»

    Elon Musk ha donato 119 milioni di dollari per sostenere la campagna elettorale di Donald Trump ma la sua scommessa è stata subito ben ripagata dalla vittoria del tycoon, facendo schizzare i titolo di Tesla a Wall Street (+13%) con un guadagno di 13 miliardi di dollari, pari ad un ritorno dell’11.000% del suo contributo. Lo scrive la Cnn.

    REUTERS

  • Guterres, pronto a lavorare in modo costruttivo con Trump

    «Mi congratulo con il Presidente eletto Donald J. Trump e ribadisco la mia convinzione che la cooperazione tra gli Stati Uniti e le Nazioni Unite sia un pilastro essenziale delle relazioni internazionali» Lo ha affermato il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. «Le Nazioni Unite sono pronte a lavorare in modo costruttivo con l’amministrazione entrante per affrontare le drammatiche sfide che il nostro mondo si trova ad affrontare», ha aggiunto.

  • Kamala Harris chiamerà oggi Trump per ammettere la sconfitta

    Kamala Harris chiamerà Donad Trump oggi per ammettere ufficialmente la sconfitta. Lo scrive Nbc news citando due fonti vicine alla vice presidente. Anche Joe Biden parlerà con il presidente eletto, secondo un funzionario della Casa Bianca. Le tempistiche delle due telefonate sono ancora da definire. Harris parlerà nel pomeriggio anche ai suoi sostenitori e alla nazione. Lo riferisce Nbc News citando fonti vicine alla vicepresidente.

  • Vance, grazie a Trump e a popolo americano per fiducia

    JD Vance ha ringraziato su ’X’ «il presidente Donald Trump per avermi dato questa opportunità di servire il nostro Paese a questo livello». Nel post, Vance ha voluto anche dire ’«grazie alla mia bellissima moglie per aver reso possibile tutto questo» e «al popolo americano, per la sua fiducia. Non smetterò mai di lottare per tutti voi».

    November 6, 2024. REUTERS/Brian Snyder TPX IMAGES OF THE DAY

  • Trump cresce e vince a Springfield, città delle polemiche su immigrati haitiani

    Donald Trump ha ricevuto il 64% delle preferenze nella contea di Clark, in Ohio, di cui fa parte anche la città di Springfield. A sorprendere non è solo la vittoria del tycoon, ma anche la crescita rispetto al 2020, quando il candidato repubblicano si assestò sul 60%. Durante la campagna elettorale, avevano fatto discutere le parole del tycoon su presunti comportamenti degli immigrati haitiani della città, sostenendo che sarebbero soliti mangiare gli animali domestici dei locali. Le affermazioni non avevano nessun nesso con la realtà, ma riecheggiavano alcune voci girate sui social nelle settimane precedenti, più volte smentite dalle autorità locali. La popolazione haitiana di Springfield è cresciuta vertiginosamente negli ultimi anni, e la convivenza con i locali non si è rivelata semplice. Molti haitiani hanno beneficiato del Temporary Protected Status, che concede protezione temporanea a coloro che fuggono da crisi gravi, come disastri naturali o instabilità politica. Il terremoto devastante del 2010 e la crisi politica in corso nel Paese hanno incentivato molti a cercare migliori condizioni di vita negli Stati Uniti. Una volta ottenuto lo status legale, questi immigrati sono liberi di stabilirsi ovunque nel paese, e Springfield è diventata una destinazione popolare per il basso costo della vita, la disponibilità di lavoro, e il supporto della vasta comunità haitiana che aiuta l’inserimento dei nuovi membri.

  • Da Putin congratulazioni non ufficiali a Trump

    Vladimir Putin si sarebbe congratulato con Donald Trump, “in modo non ufficiale”, in attesa di un messaggio formale non ancora in programma, attraverso “conoscenze” al ministero degli esteri russo, e lo stesso avrebbero fatto altri esponenti dell’establishment politico russo, scrive il sito di notizie indipendenti Vyorstka, rilanciato da Moscow Times, citando fonti vicine al Cremlino. “C’è la speranza, prima di tutto, di una riduzione degli aiuti all’Ucraina. Trump è certamente molto più in grado di fare un accordo, uno migliore per noi, che non Harris”, precisano le fonti.

  • Talebani sperano in ’nuovo capitolo’ con Trump

    Il governo talebano, alla ricerca di legittimità internazionale, spera in politiche “realistiche” rispetto all’Afghanistan, “in un nuovo capitolo” dopo la vittoria attribuita a Donald Trump alle elezioni presidenziali americane. Su X il portavoce della ’diplomazia’ del governo talebano, Abdul Qahar Balkhi, diffonde una dichiarazione che contiene l’auspicio di “misure realistiche” per “progressi tangibili nelle relazioni” in modo che si possa “aprire un nuovo capitolo nelle relazioni”. Nella dichiarazione viene citato l’Accordo di Doha del febbraio 2020, all’epoca del primo mandato di Trump alla Casa Bianca. Quell’intesa portò l’anno successivo al ritiro delle forze internazionali dall’Afghanistan, ormai da oltre tre anni di nuovo in mano ai Talebani.

  • Rutte, Trump ha già dimostrato forte leadership nella Nato

    “Attraverso la NATO, gli Stati Uniti hanno 31 amici e alleati che aiutano a promuovere gli interessi degli Stati Uniti, moltiplicare il potere americano e mantenere gli americani al sicuro. Insieme, gli alleati della NATO rappresentano metà della potenza economica mondiale e metà della potenza militare mondiale”. Lo scrive il Segretario della Nato Mark Rutte in una nota.

    “Affrontiamo un numero crescente di sfide a livello globale, da una Russia più aggressiva, al terrorismo, alla competizione strategica con la Cina, così come al crescente allineamento di Cina, Russia, Corea del Nord e Iran”, aggiunge.

    “Lavorare insieme attraverso la NATO aiuta a scoraggiare l’aggressione, proteggere la nostra sicurezza collettiva e sostenere le nostre economie - prosegue -. Il presidente eletto Trump ha dimostrato una forte leadership degli Stati Uniti durante il suo primo mandato in carica, un mandato che ha cambiato le sorti della spesa per la difesa europea, migliorato la condivisione degli oneri transatlantici e rafforzato le capacità dell’Alleanza. Quando il presidente eletto Trump entrerà di nuovo in carica il 20 gennaio, sarà accolto da un’Alleanza più forte, più grande e più unita. Due terzi degli Alleati ora spendono almeno il 2% del loro PIL per la difesa, e la spesa e la produzione per la difesa sono su una traiettoria in avanti in tutta l’Alleanza. Dobbiamo continuare questi sforzi per preservare la pace e la prosperità in Nord America e in Europa”.

  • Mattarella a Trump: legame euroatlantico inscindibile

    «Le porgo cordiali auguri di successo nel suo nuovo mandato alla presidenza degli Stati Uniti d’America. I nostri Paesi sono uniti da inscindibili vincoli di amicizia e collaborazione, cementati dalla condivisione dei valori democratici e dalla comune adesione a un ordine internazionale fondato sulle regole». Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato a Donald Trump per la sua elezione alla presidenza degli Stati Uniti.

    I legami tra Usa e Italia «che includono l’imprescindibile dimensione euro-atlantica, sono di vitale importanza, ancor più nell’attuale contesto internazionale segnato da conflitti e focolai di instabilità. Nella ricerca di soluzioni efficaci alle gravi crisi del presente, Roma conferma la sua ferma volontà di lavorare d’intesa con Washington, bilateralmente e in tutti consessi multilaterali, oltre che nella cornice delle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea», scrive Mattarella. «A nome della Repubblica italiana le porgo i migliori auguri di benessere per la sua persona e di prosperità per l’amico popolo statunitense», conclude il Capo dello Stato.

    Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della celebrazione della "Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate" in Piazza San Marco, 4 novembre 2024. NPK ANSA / Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica

  • Premier Iraq si congratula con Trump: rafforzare i rapporti

    L’Iraq intende «rafforzare» i suoi rapporti con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani, congratulandosi con Donald Trump per la sua vittoria elettorale. «L’Iraq ribadisce il suo fermo impegno a rafforzare le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, fondate sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi», ha affermato Sudani in una nota. «Aspettiamo con ansia questa nuova fase come un inizio per approfondire la cooperazione in vari settori», ha aggiunto.

  • Abu Mazen: Trump sosterrà le aspirazioni dei palestinesi

    Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen si dice fiducioso che Donald Trump sosterrà «le aspirazioni legittime» dei palestinesi. Il presidente palestinese auspica di lavorare con Trump per «la pace e la sicurezza nella regione», insistendo «sull’impegno dei palestinesi per la libertà, l’autodeterminazione», in «linea con il diritto internazionale». «

    La nostra posizione sulla nuova Amministrazione americana dipenderà dalle sue posizioni e dal comportamento nei fatti nei confronti del nostro popolo palestinese e della sua giusta causa», precisa, invece, Hamas in una dichiarazione di cui dà notizia la tv satellitare al-Jazeera.

  • Mosca a Trump: nostri obiettivi in Ucraina non cambiano

    La Russia «lavorerà con la nuova amministrazione americana», ma «difendendo fermamente i suoi interessi nazionali e concentrandosi nel raggiungere tutti gli obiettivi dell’operazione militare speciale» in Ucraina. Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Mosca. «Le nostre condizioni non sono cambiate, e sono ben conosciute a Washington», ha aggiunto la diplomazia russa in una nota.

    Leggi anche / Elezioni Usa: da Mosca il tifo per Trump si fa prudente e condizionato (di Antonella Scott)

  • Milei: formidabile vittoria di Trump, può contare sull’Argentina

    «Congratulazioni per la tua formidabile vittoria elettorale. Ora, rendi l’America di nuovo grande. Sai che puoi contare sull’Argentina per portare a termine il tuo compito. Successo e benedizioni. Cordiali saluti, Javier Milei”. Così, in un post sul social X, il presidente argentino Milei si rivolto a Donald Trump, vincitore delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

  • Ue: convinti che gli Usa vogliano un’Ucraina forte e sovrana

    «Siamo convinti che gli Stati Uniti, proprio come l’Ue, abbiano un interesse fondamentale in un’Ucraina forte e sovrana». Lo ha detto un portavoce della Commissione europea rispondendo alle domande dei giornalisti sulla posizione di Donald Trump sulla fine della guerra. «La guerra può finire domani se i russi metteranno fine alla loro aggressione», ha sottolineato il portavoce, ribadendo a più riprese la volontà dell’Ue di «continuare a implementare le sue priorità nel supporto a Kiev, nei suoi sforzi per ripristinare la sua sovranità e per una pace giusta».

  • Al-Sisi si congratula con Trump e auspica «pace e stabilità in Medio Oriente»

    Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi si congratula con Donald Trump e auspica di poter «lavorare insieme per portare la pace, mantenere la sicurezza e la stabilità nella regione e rafforzare la partnership strategica tra Egitto e Stati Uniti e fra le popolazioni» di «due Paesi amici». «I nostri due Paesi hanno a lungo testimoniato cooperazione, portando avanti con successo interessi comuni», si legge in una dichiarazione diffusa dalla presidenza egiziana, con l’ «impegno a rafforzare ulteriormente questa partnership, in particolare nel mezzo delle attuali circostanze critiche per il mondo».

  • Anche Cnn attribuisce il Wisconsin e la Casa Bianca a Trump

    Anche Cnn ha messo il sigillo dell’ufficialità sulla vittoria di Donald Trump alle elezioni americane, proclamandolo 47esimo presidente degli Stati Uniti. Trump torna alla Casa Bianca dopo la vittoria del 2016 e dopo avere perso lo scontro con il democratico Joe Biden nel 2020. Mentre lo spoglio dei voti è ancora in corso e non in tutti gli Stati è stato dichiarato un vincitore, Trump si è aggiudicato 276 grandi elettori, superando la soglia di 270 che gli garantiva la vittoria. Al momento la vicepresidente democratica Kamala Harris è ferma a 219 grandi elettori. Cnn, che aveva già assegnato a Trump la vittoria in Pennsylvania e Georgia, due swing state dove nel 2020 il magnate repubblicano aveva perso, gli ha assegnato anche la vittoria in Wisconsin, che nel 2020 era stato teatro di una sconfitta. Fox News ore fa ha attribuito il Wiscosin e la vittoria a Trump, che subito dopo ha fatto il suo discorso della vittoria a Palm Beach.

  • Gli auguri di Crosetto a Trump: ora la Difesa tocca a noi

    «Più di un anno e mezzo fa dissi alla Nato ed in Ue, nelle sessioni Difesa, che avremmo dovuto prepararci al nuovo scenario che avrebbe aperto una possibile vittoria» di Donald Trump. «Quale? Dovremo dimostrare intanto di volere e di essere disposti a garantire noi per primi la nostra sicurezza e non attendere che ci pensino, a loro spese, i cittadini ed il Governo americani. Agli Usa, ancora per molti anni, dovremo affidare la capacità di deterrenza attraverso l’alleanza di cui siamo parte, la Nato, ma dovremo prenderci in carico la nostra parte di Difesa, nazionale, in primis, e collettiva». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in un post su X in cui fa gli auguri al nuovo presidente Usa.

  • Cremlino: gli Usa paese ostile, giudicheremo Trump dai fatti

    Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto di non sapere se Vladimir Putin si congratulerà con il presidente eletto Usa Donald Trump, ricordando che gli Stati Uniti sono «un Paese ostile, direttamente e indirettamente coinvolto in una guerra» contro la Russia. Peskov ha aggiunto che Mosca giudicherà la presidenza Trump in base a «passi concreti».

    «Gli Usa sono in grado di contribuire alla fine del conflitto in Ucraina, ma questo non può essere fatto dall’oggi al domani», ha precisato il portavoce del Cremlino. «Siccome proprio gli Usa sono il paese che butta costantemente benzina sul fuoco in questo conflitto e vi partecipa direttamente, essi sono in grado di cambiare la traiettoria della loro politica, ma se questo sarà fatto e in che modo lo sapremo solo dopo gennaio», ha detto ancora Peskov, citato dall’agenzia Interfax.

    Leggi anche / Trump sente Zelensky: «Metterò fine alla guerra»

  • Socialisti Ue: giorno buio, Trump autoritario e xenofobo

    «È un giorno buio. Conosciamo il progetto di Trump: autoritarismo, xenofobia e mancanza di opportunità. Ma non dimentichiamo i valori che ci sono stati insegnati, le società che vogliamo essere. Le forze democratiche e progressiste nell’Ue e negli Usa devono essere unite nella lotta per un futuro più giusto, sostenibile e inclusivo». Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue all’Eurocamera Iratxe Garcia Perez.

  • Scholz si congratula con Trump: continueremo a lavorare per prosperità e libertà

    Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si congratula con Donald Trump «per la sua elezioni a presidente degli Stati Uniti». «Per molto tempo - si legge in un post su X - Germania e Stati Uniti hanno lavorato insieme con successo promuovendo prosperità e libertà sulle due sponde dell’Atlantico. Continueremo a farlo per il bene dei nostri cittadini».

    «Sicuramente molte cose cambiano sotto un governo retto da Donald Trump, questo lo ha sempre detto in modo chiaro. I nostri messaggi sono chiari: per prima cosa la Germania resta un partner transatlantico affidabile. Sappiamo quale contributo dobbiamo garantire per questa partnership e lo garantiremo anche in futuro. E questo anche in relazione alla minaccia che la Russia rappresenta per tutti i partner Nato», ha affermato il cancelliere tedesco in una dichiarazione sulla elezione di Donald Trump negli Usa.

  • Sánchez: congratulazioni a Trump per la vittoria

    «Congratulazioni a Donald Trump per la sua vittoria e la sua elezione come 47esimo presidente degli Stati Uniti. Lavoreremo sulle nostre relazioni bilaterali strategiche e per una forte partnership transatlantica»: così su X il premier spagnolo, Pedro Sánchez, in un messaggio in inglese.

  • Emiro Qatar: con Trump per sicurezza e stabilità nella regione e nel mondo

    Congratulazioni a Donald Trump «per la vittoria alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti» arrivano anche dall’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che augura al tycoon «tutto il meglio durante il mandato», auspicando di «lavorare di nuovo insieme per rafforzare le nostre relazioni strategiche e la partnership» e per portare avanti «i nostri sforzi comuni nel promuovere sicurezza e stabilità sia nella regione che a livello globale».

  • Erdogan: mi congratulo con l’amico Trump per la vittoria

    «Mi congratulo con il mio amico Donald Trump». Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, commentando la vittoria del candidato repubblicano nelle elezioni americane. «Spero che le relazioni tra la Turchia e gli Usa si rafforzino e che le crisi e le guerre regionali e globali, in particolare la questione palestinese e la guerra tra Russia e Ucraina, giungano al termine, credo che saranno fatti maggiori sforzi per un mondo più giusto», ha scritto Erdogan in un messaggio su X, augurandosi che il risultato elettorale sia «benefico per il nostro popolo, amico e alleato degli Stati Uniti, e per tutta l’umanità».

    . EPA/IGOR KOVALENKO

  • Tajani: lavoreremo bene con l’amministrazione Trump

    L’elezione di Donald Trump «darà stabilità agli Usa, un nostro grande partner. Siamo al lavoro già da ora per rinforzare il legame solidissimo con gli Usa. Le relazioni transatlantiche sono la priorità del governo insieme ai rapporti con l’Ue. Lavoreremo con l’amministrazione Trump, credo che si potrà discutere di molte questioni, la Nato è una priorità». Così Antonio Tajani a Sky Tg24. «Io non vedo problemi per l’elezione di Trump, anzi credo che lui abbia una naturale simpatia per l’Italia» e «come abbiamo lavorato bene» con le precedenti amministrazioni «sono convinto che lavoreremo bene con la nuova amministrazione» del tycoon.

  • Von der Leyen a Trump: Usa e Ue più che semplici alleati

    «Mi congratulo vivamente con Donald Trump. L’Ue e gli Stati Uniti sono più che semplici alleati: siamo legati da un vero partenariato tra i nostri popoli, che unisce 800 milioni di cittadini. Allora lavoriamo insieme a un’agenda transatlantica forte che continui a dare risultati per loro». Lo afferma la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen su X.

  • Wilders: congratulazioni a Trump e agli Usa, nessuno ci ferma

    Tra i sovranisti europei esulta anche Geert Wilders per la vittoria di Donald Trump. «Congratulazioni presidente Trump, congratulazioni America. Nessuno ci ferma, combattiamo sempre e vinciamo le elezioni», scrive il leader del Pvv su X, in un messaggio a caratteri cubitali. «Congratulazioni a Donald Trump per la vittoria alle elezioni presidenziali. Gli Stati Uniti sono un alleato importante per i Paesi Bassi, sia a livello bilaterale che in contesti internazionali come la Nato. Attendo con ansia la nostra stretta collaborazione sugli interessi condivisi tra Stati Uniti e Paesi Bassi», è il messaggio, più istituzionale, del premier olandese Dick Schoof.

  • Modi a Trump: vittoria storica, lavoriamo insieme per pace e stabilità nel mondo

    Il premier indiano Narendra Modi si congratula con l’ «amico» Donald Trump per la sua «storica vittoria elettorale». In un post su X Modi auspica di «rinnovare la nostra collaborazione per rafforzare ulteriormente il partenariato globale e strategico» tra India e Stati Uniti. «Lavoriamo insieme per il bene delle nostre popolazioni e per promuovere pace, stabilità e prosperità a livello globale».

  • Zelensky si congratula con Trump: «Spero che con lui una pace giusta in Ucraina più vicina»

    A Donald Trump arrivano le congratulazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per la «sua impressionante vittoria elettorale». «Ricordo il nostro bell’incontro con il presidente Trump a settembre, quando abbiamo parlato nei dettagli del partenariato strategico tra Ucraina e Stati Uniti, del piano per la vittoria e dei modi per porre fine all’aggressione russa contro l’Ucraina - scrive Zelensky in un lungo post su X - Apprezzo l’impegno del presidente Trump per l’approccio “pace attraverso la forza” negli affari globali. Questo è esattamente il principio che può nei fatti avvicinare la pace giusta in Ucraina. Spero lo metteremo in pratica insieme».

  • Starmer si congratula con Trump: vittoria storica

    Il premier britannico, Keir Starme, si è congratulato con Donald Trump per la sua «storica vittoria elettorale» nelle presidenziali Usa, sottolineando di «non veder l’ora di lavorare» con lui. «In quanto stretti alleati, siamo fianco a fianco in difesa dei nostri valori condivisi di libertà, democrazia e spirito imprenditoriale», ha aggiunto il primo ministro laburista.

    Durante la campagna elettorale Treump e i repubblicani avevano accusato il partito laburista britannico di aver fatto campagna elettorale per Harris, circostanza che Sarmer aveva nettamente ridimensionato.

    *REUTERS/Russell Cheyne

  • Rutte a Trump, «Promuoviamo la pace con la forza della Nato»

    «Mi sono appena congratulato con Donald Trump per la sua elezione a Presidente degli Stati Uniti. La sua leadership sarà ancora una volta fondamentale per mantenere forte la nostra Alleanza. Non vedo l’ora di lavorare di nuovo con lui per promuovere la pace attraverso la forza della Nato». Lo scrive su X il segretario generale della Nato Mark Rutte.

  • Netanyahu: con Trump il più grande ritorno della storia

    Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, si è congratulato con Trump per il «più grande ritorno della storia». La vittoria di Trump segna «una forte ripresa della grande alleanza» con Israele, afferma il premier israeliano. «Cari Donald e Melania Trump, congratulazioni per il più grande ritorno della storia!», scrive su X il primo ministro di Israele. «È una vittoria enorme!», aggiunge, concludendo il messaggio a firma sua e della moglie. «In vera amicizia, i vostri, Benjamin e Sara Netanyahu».

  • Meloni: congratulazioni Trump, rafforzeremo legame Italia-Usa

    «A nome mio e del Governo italiano, le più sincere congratulazioni al Presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Italia e Stati Uniti sono Nazioni ”sorelle”, legate da un’alleanza incrollabile, valori comuni e una storica amicizia. È un legame strategico, che sono certa ora rafforzeremo ancora di più. Buon lavoro Presidente». Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni.

    Leggi anche / Le contromosse della premier Meloni con Trump verso la Casa Bianca (di Barbara Fiammeri)

  • Mosca: «Vince chi ama proprio Paese e non odia gli stranieri»

    «Vince chi vive di amore per il proprio Paese e non di odio verso gli stranieri». Lo scrive sul suo canale Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, riferendosi apparentemente all’esito delle presidenziali negli Usa, ma senza citarle esplicitamente.

    Epa

  • La Cina auspica la “coesistenza pacifica” con gli Usa

    Le elezioni presidenziali «sono affari interni degli Usa e rispettiamo la scelta del popolo americano. La nostra politica nei confronti degli Stati Uniti è coerente e continueremo a vedere e gestire le relazioni in conformità con i principi di rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione win-win», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, auspicando una «coesistenza pacifica» con Washington quando Donald Trump sembra viaggiare spedito verso il ritorno alla Casa Bianca.

  • Orban a Trump: «Una vittoria enorme, necessaria al mondo»

    «Il più grande ritorno nella storia politica degli Stati Uniti! Congratulazioni al presidente Donald Trump per la sua enorme vittoria. Una vittoria necessaria per il mondo!». Lo scrive su X il premier ungherese, Viktor Orban.

  • Macron: congratulazioni a Trump, pronti a lavorare insieme

    «Congratulazioni al presidente Donald Trump. Pronti a lavorare insieme come abbiamo per quattro anni. Con le sue convinzioni e con le mie. Con rispetto e ambizione. Per una maggiore pace e prosperità». Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron, dopo quella che appare come una ormai certa vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane (al momento tra i grandi media americani solo Fox News ha dichiarato Trump vincente).

  • Trump: è una magnifica vittoria. «Non inizierò guerre, le finirò»

    Donald Trump è salito sul palco al convention center di Palm Beach con la famiglia al completo. Ci sono Melania e tutti i figli, inclusa Ivanka Trump e il marito Jared Kushner. Dal pubblico si alza il coro “Usa Usa”: è una magnifica vittoria del popolo americano, renderemo di nuovo grande l’America, sono le prime parole del tycoon. «Vincere il voto popolare è bello. Abbiamo vinto il Senato, abbiamo scritto la storia», ha aggiunto Trump. «Ringrazio la mia bella moglie Melania, lavora duramente per aiutare le persone», ha messo in evidenza.

    Abbiamo costruito «il più grande movimento politico di tutti i tempi e aiuteremo il Paese a guarire», ha proseguito Trump, rivolto ai suoi sostenitori. «Dicono che inizierò delle guerre, ma non lo farò, vi metterò fine», ha poi aggiunto Trump parlando ai suoi sostenitori.

    «Voglio ringraziare il popolo americano per lo straordinario onore di essere eletto vostro presidente: lotterò per voi, per la vostra famiglia e per il vostro futuro ogni singolo giorno. Mi batterò per voi con ogni respiro del mio corpo. Non mi fermerò finché non avremo consegnato l’America forte, sicura e prospera che i nostri figli meritano e che voi meritate. Questa sarà davvero l’età dell’oro dell’America».

    «Mettiamo le divisioni del passato alle spalle, stiamo uniti», ha poi concluso Trump, ricordando come, dopo il fallito attentato contro di lui del 13 luglio scorso, c’e’ chi ha detto che «Dio mi ha salvato la vita per una ragione, salvare il Paese».

    Leggi anche / Trump: «È la più grande vittoria di sempre, l’America tornerà grande»

    AFP

  • Speaker della Camera si congratula con Trump

    Lo speaker della Camera Mike Johnson si è già congratulato con il «presidente eletto» Donald Trump.

    Lo Speaker della Camera Mike Johnson. (Photo by SAMUEL CORUM / AFP)

  • Proiezioni Cnn: 4 voti elettorali Nebraska a Trump, uno a Harris

    Kamala Harris si è aggiudicata un voto elettorale in Nebraska, mentre Donald Trump vincerà gli altri quattro voti elettorali in palio nello Stato. E’ quanto annuncia la Cnn nelle sue proiezioni. Il Nebraska assegna due dei suoi cinque voti elettorali al vincitore dello Stato e un voto elettorale al vincitore del voto popolare in ciascuno dei tre distretti congressuali nei quali è diviso lo Stato.

  • Nel giorno di Trump, Biden sceglie il bassissimo profilo

    Un passo di lato, anzi indietro. E un profilo bassissimo. Nelle ore dell’entusiasmo repubblicano per i risultati di Donald Trump, Joe Biden - che fino a pochi mesi fa era sicuro di vedere il suo nome stampato sulla scheda elettorale - ha scelto di defilarsi. Il presidente ha trascorso l’intera giornata alla Casa Bianca e non ha tenuto eventi pubblici. Nella serata americana ha chiamato i tre democratici del Delaware usciti vincitori dalle urne: la senatrice Lisa Blunt Rochester, il governatore Matt Meyer e il sindaco John C. Carney Jr., oltre al senatore Andy Kim del New Jersey e al governatore della North Carolina, Josh Stein. Non era previsto che Biden si unisse al ’watch party’ di Harris alla Howard University, a pochi chilometri dalla Casa Bianca, ma mentre arrivavano i risultati (negativi) che indicavano una strada sempre più in salita per la dem, l’umore alla Casa Bianca veniva definito “cupo” da una persona in contatto con i presenti. Tra coloro che hanno seguito i risultati con il presidente c’erano i suoi consiglieri di lunga data Steve Ricchetti e Mike Donilon e gli stretti collaboratori Annie Tomasini e Anthony Bernal. A ridosso del voto Biden si è defilato dalla campagna, quasi avesse avuto segnali premonitori di una sconfitta democratica. Il presidente ha forse più esperienza di serate elettorali di chiunque altro: è stato su una scheda elettorale del Senato degli Stati Uniti sette volte e su quella per la presidenza tre volte, due delle quali come vice. Negli ultimi giorni la stessa Jill ha partecipato a più eventi elettorali del marito.

     

    Leggi anche: Elezioni Usa, il 45% degli elettori ha espresso scontento per la propria situazione economica

  • Anche la Cnn assegna la Pennsylvania a Trump

    Dopo Fox news, anche la Cnn ha dato la Pennyslvania e i suoi 19 voti elettorali a Donald Trump, che arriva così a 265 voti elettorali, mentre l’emittente vicina alla destra repubblicana ha già dato la proiezione della sua vittoria alla Casa Bianca.

  • Trump è il 47esimo presidente degli Usa

    Sono già numerosi i primati di Donald Trump: sarà il primo a ricoprire due mandati presidenziali non consecutivi dopo il dem Stephen Grover Cleveland (a fine ’800), il primo con una condanna penale e il presidente più vecchio ad insediarsi, a 78 anni. La sua è una vera e propria impresa senza precedenti perché è riuscito a tornare alla Casa Bianca sfidando ogni regola del politicamente corretto, sopravvivendo a due impeachment, vari processi, due condanne penali e vari scandali. Dopo l’assalto al Capitol sembrava un leader politico finito, abbandonato anche dal suo partito, che invece è riuscito a riconquistare.

  • Trump vince in Wisconsin e ottiene la presidenza

    Donald Trump vince in Wisconsin, secondo le proiezioni di Fox. Il Wisconsin ha 10 grandi elettori. A questo punto il candidato repubblicano, secondo Fox, diventa il 47esimo presidente Usa. Secondo Fox il candidato repubblicano ha raggiunto finora 277 grandi elettori, sette in più dei 270 a cui era fissato il quorum per la Casa Bianca. Trump ha vinto in almeno due dei tre Stati del cosiddetto Blue wall, conquistando, appunto, i 10 grandi elettori del Wisconsin ed i 19 della Pennsylvania.

  • Fox: Harris vince in Minnesota, lo Stato di Walz

    Kamala Harris ha vinto il Minnesota, lo Stato del suo vice Tim Walz, secondo le proiezioni di Fox news.

  • Musk: «A Trump chiaro mandato del popolo, il futuro sarà fantastico»

    «Stasera il popolo americano ha dato a Donald Trump un mandato chiarissimo per il cambiamento». Lo ha dichiarato sul social X il ceo di Tesla e Space X Elon Musk, che in un altro tweet si è lasciato andare all’entusiasmo sostenendo che «il futuro sarà fantastico».

  • Fox: Trump vince in Pennsylvania

    Donald Trump ha vinto la Pennsylvania e i suoi 19 voti elettorali. E’ la proiezione di Fox news, secondo cui il candidato repubblicano sarebbe a tre voti dalla presidenza: al momento ne ha 267, per tornare alla Casa Bianca gliene servono 270. La Pennsylvania era considerata fondamentale per conquistare la presidenza.

  • Arizona, approvato referendum per difendere diritto aborto

    In Arizona è stato approvato il referendum per la difesa del diritto d’aborto. Secondo le proiezioni la proposition 139 - che assicura alle donne la possibilità di interrompere la gravidanza fino all’ultimo trimestre di gestazione - ha ottenuto una massiccia maggioranza del 63% degli elettori.

  • Chiudono i seggi in Alaska, concluse le elezioni negli Usa

    Con la chiusura dei seggi in Alaska, si sono concluse in tutti gli stati americani le elezioni per la Casa Bianca. Al momento, stando ai risultati attuali, “l’ago elettorale” del New York Times assegna a Donald Trump più del 95% di possibilità di vincere le elezioni presidenziali Usa. Secondo quanto riporta il giornale, il tycoon potrebbe ottenere 306 voti elettorali, mentre la soglia per conquistare la presidenza è di 270.

  • Campagna Harris: continuiamo a sperare, vicepresidente parla più tardi

    “Ci sono ancora voti da contare, abbiamo ancora Stati che non sono stati chiamati”, ha affermato  il co-presidente della campagna di Kamala Harris, Cedrid Richmond, secondo cui la campagna continuerà a lottare “per assicurare che ogni voto sia contato, che ogni voce sia espressa”.

  • Trump lascia Mar-a-Lago, parlerà ai suoi sostenitori

    Donald Trump ha lasciato a Mar-a-Lago in direzione del convention center di Palm Beach, dove è atteso parlare ai suoi sostenitori. Lo riportano i media americani.

  • Cnn: Trump vince anche in Georgia

    Lo Stato chiave assegna al repubblicano altri 16 grandi elettori.

  • Proiezioni Ap: Harris vince il ’punto blu’ Omaha

    Secondo le proiezioni dell’Associated Press, Kamala Harris ha vinto nel secondo distretto congressuale del Nebraska, a Omaha, soprannominato il “punto blu” perché è l’unica zona dello Stato dove storicamente c’è un forte radicamento del partito democratico.

  • Melania Trump mostra l’immagine del figlio Barron che vota

    “Ha votato per la prima volta - per suo padre”, ha scritto Melania Trump su X.

    Barron Trump ha compiuto 18 anni a marzo e in autunno ha iniziato il suo primo anno alla New York University.

  • Cala il gelo nel quartier generale di Harris a Washington

    L’umore è cambiato al quartier generale di Kamala Harris, con il silenzio che è calato tra la folla dopo la notizia della vittoria di Trump in North Carolina, uno degli Stati in bilico cruciali per la corsa alla Casa Bianca. Molti sostenitori della vicepresidente democratica - riporta il Guardian - stanno aggiornando i loro telefoni mentre alcuni gruppi sembrano intenzionati ad andarsene, perché non è ancora chiaro quando o se Harris parlerà alla folla della Howard Univesity.

    Quando la Cnn ha previsto che Donald Trump avrebbe vinto in North Carolina, c’è stata un’ondata di sospiri e le tv sono state disattivate mentre il dj ha messo ’California Love’ di 2Pac, nonostante nessuno avesse l’umore gusto per ballare.

  • Cnn: a Trump 230 voti elettorali, 182 per la Harris

    Donald Trump è a quota 230 voti elettorali contro i 182 di Kamala Harris, secondo il conteggio della Cnn, mentre per Fox News il candidato repubblicano è arrivato a 232 contro i 216 della vice presidente. Diventa presidente chi arriva a 270 voti.

  • Ap: Nancy Pelosi rieletta alla Camera

    L’ex speaker democratica Nancy Pelosi ha confermato il suo seggio alla Camera dei Rappresentanti, per l’11esimo distretto congressuale della California.

  • Kamala Harris vince le Hawaii

    Secondo Ap, la vicepresidente Kamala Harris ha vinto le Hawaii e i quattro voti elettorali dello Stato. Si tratta della decima elezione presidenziale consecutiva in cui le Hawaii hanno scelto il candidato del Partito Democratico. L’ultima volta che lo Stato ha scelto un repubblicano per la massima carica nazionale risale a 40 anni fa, quando Ronald Reagan si impose nel 1984.

    Le Hawaii sono uno Stato solidamente blu, con i Democratici che controllano tutte le cariche elettive statali e i due seggi della Camera degli Stati Uniti. I democratici controllano da tempo più di tre quarti dei seggi della Camera e del Senato dello Stato.

  • Senato, i repubblicani conquistano secondo seggio

    di Marco Valsania (da Philadelphia)

    I repubblicani hanno strappato un secondo seggio al Senato ai democratici, in Ohio. E un seggio di alto profilo: il democratico Sherrod Brown, populista progressista e veterano del Senato, è stato battuto da Bernie Moreno, imprenditore di concrssionari d’auto di origini colombiane. Questo dovrebbe bastare a garantire ai repubblicani la conquista della maggioranza alla Camera Alta perché non è considerato probabile che i democratici possano recuperare la sconfitta altrove.

  • Il 45% elettori spinti da scontento per economia

    Il 45% degli americani che hanno votato hanno espresso scontento per la propria situazione economica, affermando che è peggiorata con l’attuale amministrazione democratica. E’ quanto emerge dall’exit poll di Abcnews che registra come questo sia una delle percentuali più alte di scontento per l’economia registrato nelle recenti elezioni, più alto del 42% registrato nel 2008 quando si è votato nel mezzo della “Great Recession”.

    Il 72% degli elettori si è detto non soddisfatto se non addirittura arrabbiato per la direzione in cui sta andando il Paese, mentre appena il 26% si è detto soddisfatto o entusiasta. Allo stesso il poll, registra un 73% di elettori che ritengono che la democrazia sia minacciata.

  • Kamala Harris vince in Virginia

    La vicepresidente Kamala Harris ha vinto in Virginia, aggiungendo 13 voti elettorali al suo bilancio. La vittoria di Harris segna la terza volta che Donald Trump perde lo Stato dell’Old Dominion. Il candidato democratico alla presidenza ha vinto la Virginia in tutte le elezioni dal 2008. Lo rende noto l’Associated Press.

  • Kamala Harris vince in New Mexico

    Kamala Harris ha vinto il New Mexico, aggiungendo cinque voti elettorali al conteggio dei democratici. L’influenza del Partito Democratico nel New Mexico è cresciuta solo negli ultimi due decenni, con l’ex Presidente George W. Bush che è stato l’ultimo repubblicano a vincere lo Stato nel 2004. Harris non ha mai fatto alcuna tappa della campagna nello Stato, ma il sostegno nelle aree più popolose del New Mexico ha superato gli elettori nelle tasche conservatrici, mentre la governatrice al secondo mandato Michelle Lujan Grisham e i membri della delegazione congressuale dello Stato hanno fatto campagna per conto del vicepresidente.

  • Cnn: Trump per ora ha il 52% del voto popolare, Harris il 46,5%

    A questo punto della competizione elettorale, Donald Trump avrebbe conquistato il 52% del voto popolare (58.831826 di preferenze), contro il 46,5% di Kamala Harris. Lo riporta la Cnn.

  • Congresso, maggioranza ancora incerta

    di Marco Valsania (da Philadelphia)

    La prossima maggioranza al Congresso è ancora incerta, con numerose corse decisive per Camera e Senato tuttora aperte. I repubblicani hanno strappato un seggio al Senato, in West Virginia, avvicinandosi alla sua riconquista. Hanno bisogno solo di un altro successo, considerato probabile. Alla Camera, che già controllano ma con una risicata maggioranza di cinque seggi, hanno a loro volta finora guadagnato un deputato. In tutto una ventina di seggi sono competitivi su scala nazionale e potrebbero occorrere ancora ore per conoscere l’esito finale.

  • Ap: Trump vince in North Carolina

    Lo Stato in bilico assegna 16 grandi elettori.

  • Responsabile campagna Harris: ancora ore prima dei risultati del Blue wall

    Serviranno ancora ore per avere un dato più attendibile sugli Stati del cosiddetto ’Blue wall’ (Wisconsin, Michigan e Pennsylvania), ritenuti decisivi per le sorti di Kamala Harris. Lo ha indicato in un messaggio inoltrato allo staff della campagna Jen O’Malley Dillon, responsabile della campagna elettorale della candidata democratica, secondo la quale la corsa alla Casa Bianca non entrerà nel vivo prima della mattina americana quando, appunto, i dati degli Stati del Blue wall saranno più completi. “Dormiamo un po’ e prepariamoci a chiudere in bellezza domani”, ha scritto Dillon.

  • “Game, set and match”: Elon Musk esulta su X per Trump

    “Game, set and match”, gioco, set e partita: così Elon Musk, sostenitore di Donald Trump, esulta su X a questo punto dello scrutinio nelle elezioni Usa.

  • Fox: Harris vince in Maine

    Kamala Harris vince in Maine, secondo le proiezioni di Fox. Il Maine ha quattro grandi elettori.

  • Ap: Harris vince California e Stato di Washington

    Kamala Harris ha vinto la California e lo Stato di Washington, per un totale di 66 voti nel Collegio Elettorale.

  • Cnn: Trump vince in Idaho

    Donald Trump ha vinto l’Idaho come previsto, secondo le proiezioni della Cnn.

  • Ap: aumenta il vantaggio di Trump in Pennsylvania

    Aumenta il vantaggio di Donald Trump in Pennsylvania, il più importante degli Stati in bilico: secondo l’Ap, è al 51% contro il 48% di Kamala Harris, col 61% dei voti scrutinati.

  • Nbc: Trump vince in Iowa

    Donald Trump vince in Iowa, secondo le proiezioni dell’Nbc. Il candidato repubblicano conquista i sei voti elettorali dello stato del Midwest, che un sondaggio della vigilia condotto da Des Moines Register/Mediacom Iowa aveva a sorpresa assegnato a Kamala Harris.

  • Ap: Harris vince in Colorado

    Kamala Harris ha vinto in Colorado, conquistando i 10 voti elettorali dello Stato. L’ultimo candidato repubblicano a conquistare i voti elettorali del Colorado è stato George W. Bush nel 2004. Da allora, il Colorado ha appoggiato i candidati democratici alle presidenziali, con Joe Biden che ha vinto nettamente nel 2020.

  • Trump di poco avanti in Pennsylvania a metà spoglio

    Sorpasso di Donald Trump in Pennsylvania, dove guida con il 51% contro il 49% di Kamala Harris con il 51% dei voti scrutinati. Lo riferisce il New York Times.

  • I repubblicani ipotecano il Senato vincendo in Montana

    Il repubblicano Tim Sheehy si avvia a sconfiggere il senatore democratico Jon Tester in Montana, conquistando così il secondo seggio per il Grand old party alla Camera alta americana. Lo riporta Cbs. Con questo risultato, dopo la vittoria di Jin Justice in West Virginia, i repubblicani ipotecano la maggioranza al Senato se riusciranno a mantenere tutti i seggi che hanno.

  • Cnn: in Arizona è testa a testa tra Trump e Harris

    Testa e testa tra Donald Trump e Kamala Harris nello Stato in bilico dell’Arizona (11 grandi elettori): 49,6% a 49,6%, con il 36% dei voti scrutinati, riporta la Cnn.

  • Proiezioni Cnn: a Trump Utah e Montana

    Secondo le proiezioni della Cnn, Donald Trump vince nello Utah e in Montana, che hanno rispettivamente sei e quattro voti elettorali. Il candidato repubblicano sale così a 172 voti, contro gli 81 di Kamala Harris.

  • Alexandria Ocasio-Cortez (D) rieletta deputata nello stato di New York

    La democratica Alexandria Ocasio-Cortez è stata rieletta alla Camera degli Stati Uniti nel 14° distretto congressuale di New York.

  • La procuratrice che ha accusato Trump in Georgia rieletta

    Fani Willis, la procuratrice della Georgia che ha incriminato Donald Trump, è stata rieletta. Lo riporta l’Associated Press. Willis ha battuto la sfidante repubblicana Courtney Kramer.

  • Cnn: Harris sorpassa Trump in Wisconsin

    Kamala Harris sorpassa Donald Trump in Wisconsin, uno degli Stati in bilico del Midwest con 10 grandi elettori che la dem deve assolutamente vincere: secondo la Cnn, è al 51,9% contro il 46,4% del repubblicano, quando i voti scrutinati sono il 25%.

  • Cnn: Trump ha 154 grandi elettori, Harris 81

    Il candidato repubblicano, Donald Trump, è al momento in vantaggio sulla sfidante democratica, Kamala Harris, per quanto riguarda i grandi elettori per 154 a 81. Queste le stime della Cnn, secondo cui l’ex presidente è in testa anche nel voto popolare con il 52,1% e oltre 32,2 milioni di voti, mentre Harris è al 46,6% e sfiora i 29 milioni di voti.

  • Proiezioni Fox: Trump vince in Louisiana e Mississippi

    Donald Trump conquista anche Mississippi e Louisiana, secondo le previsioni di Fox News. Il primo stato vale sei voti elettorali, il secondo otto.

  • Fox: Harris vince il New Hampshire

    Kamala Harris vince come previsto in New Hampshire, secondo le proiezioni di Fox. Il New Hampshire ha quattro voti elettorali.

  • Cnn: Trump avanti nello Stato in bilico del Wisconsin

    Con il 10% dei voti scrutinati, Donald Trump è avanti 53% a 45% in Wisconsin, uno dei tre Stati in bilico del Midwest. Lo riferisce la Cnn.

  • Nyt: Trump ora ha circa il 65% di chance di vincere

    di Marco Valsania (da Philadelphia)

    L’ago elettorale del New York Times, un indicatore che cerca di calcolare le chance di vittoria nella corsa alla Casa Bianca, vede in vantaggio Donald Trump su Kamala Harris. Verso le 9:30 di sera ora americana, per la prima volta si è sbilanciato a dare le probabilità di successo del candidato repubblicano attorno al 65%, con una conquista stimata di 287 grandi elettori nel collegio elettorale rispetto al minimo di 270 richiesto per vincere. L’indicatore, in costante evoluzione, viene elaborato sulla base dei voti scrutinati e delle attese dei rimanenti risultati. Nel voto popolare Harris appare in solo leggero vantaggio di 0,5% punti percentuali.

  • Ap: Trump vince Nebraska, North Dakota e Wyoming

    Donald Trump ha vinto in Nebraska (aggiudicandosi tutti e 2 i voti elettorali dello Stato), North Dakota e Wyoming.

  • Ap: Trump vince in Louisiana e Ohio

    Donald Trump vince in Louisiana e Ohio, lo stato del suo vice JD Vance. Lo prevede l’Associated Press.

  • Cbs: Trump vince in Nord Dakota

    Donald Trump vince in Nord Dakota. Lo prevede Cbs.

  • AP: Harris vince a New York

    La vicepresidente Kamala Harris ha vinto la competizione presidenziale di New York, conquistando i 28 voti elettorali dello Stato. New York ha votato per i democratici in ogni competizione presidenziale da quando Ronald Reagan ha vinto le elezioni del 1984. L’ex presidente Donald Trump ha sempre perso nel suo Stato natale in ognuna delle sue tre corse alla Casa Bianca. Il bottino di voti elettorali di New York è il quarto più ricco, dopo California, Texas e Florida, ma ha un voto in meno rispetto a quattro anni fa a causa dei cambiamenti demografici.

  • Cnn: Trump vince in Texas, Wyoming e South Dakota

    Donald Trump ha vinto in Texas, Wyoming e South Dakota, come previsto. Lo riferisce la Cnn.

  • Cnn: Trump avanti in Texas, Ohio e North Carolina

    Mentre prosegue lo scrutinio delle schede elettorali, Donald Trump - secondo i dati reali forniti dalla Cnn - è in vantaggio in Texas, Ohio e North Carolina, mentre in Virginia è testa a testa con Kamala Harris. Questi Stati, tuttavia, non sono stati ancora assegnati dall’emittente.

    Leggi anche:

  • Trump guida la corsa con oltre 100 voti elettorali

    Donald Trump guida per il momento la corsa per la Casa Bianca con oltre 100 voti elettorali, mentre manca un quarto d’ora alla chiusura dei seggi in un altro round di stati, che mettono in palio 163 voti. Secondo il calcolo dell’Ap Trump ha 101 voti, contro 71 di Kamala Harris, mentre il conto della Cnn è di 105 a 27. Fox parla di 111 voti per il candidato repubblicano contro i 72 della candidata dem. Vince chi arriva a 270 dei 538 voti del Collegio elettorale.

    Leggi anche:

  • Proiezioni Ap: Harris vince in New Jersey, Illinois e Delaware

    Secondo le proiezioni dell’Associated Press, Kamala Harris ha vinto nel New Jersey (14 grandi elettori), Illinois (19) e Delaware (3 grandi elettori).

  • Nbc: Kamala Harris vince in Delaware

    Kamala Harris vince, come previsto, in Delaware. Lo riporta Nbc. Il Delaware ha 3 grandi elettori.

  • Con Trump nella notte elettorale anche Robert Kennedy

    Donald Trump sta seguendo i risultati elettorali insieme a Robert F. Kennedy Jr., il cui nome, anche in stati come il Wisconsin, è rimasto sulla scheda elettorale dopo il ritiro dalla corsa alla Casa Bianca e l’endorsement per il candidato repubblicano.

  • Proiezione Cnn: Trump vince in Arkansas

    Donald Trump conquista l’Arkansas e i suoi sei voti elettorali, secondo le proiezioni della Cnn.

  • Cnn: Harris in vantaggio in Michigan, Pennsylvania e North Carolina

    Kamala Harris è in vantaggio in Michigan, Pennsylvania e North Carolina, tre dei sette Stati chiave per la conquista della Casa Bianca. Lo riferisce la Cnn, sottolineando però che il numero di voti scrutinati è ancora troppo basso per fare delle previsioni sull’esito finale.

  • AP: Trump vince in Florida e South Carolina

    Donald Trump ha vinto in Florida e in South Carolina. In Florida il candidato repubblicano ha vinto per la terza elezione consecutiva, guadagnando i 30 voti elettorali dello Stato. La Florida, un tempo uno Stato cruciale, negli ultimi anni si è spostata verso il Partito Repubblicano. L’ultimo democratico a vincere in Florida è stato Barack Obama nel 2012. In South Carolina Trump si è aggiudicato nove voti elettorali.

  • Con i seggi chiusi in 26 Stati, Trump ha 90 elettori e Harris 27

    Con la chiusura dei seggi in 26 Stati Usa e nella capitale, Donald Trump guida finora con 90 elettori contro i 27 di Kamala Harris. L’ex presidente ha vinto 9 Stati, la rivale 7 Stati e il District of Columbia. Il quorum da raggiungere è di almeno 270 grandi elettori.

    Leggi anche: Perché a poche ore dal voto il «Trump trade» perde forza

  • Primi dati in Pennsylvania, Harris avanti

    Con il 5% dei voti scrutinati, Kamala Harris è avanti in Pennsylvania con il 77,6% contro il 21,5% di Donald Trump, secondo i dati diffusi dalla Cnn.

  • Proiezioni Cnn: Harris vince in Massachusetts, Maryland e District of Columbia

    Secondo le proiezioni della Cnn, Kamala Harris ha vinto nel Massachusetts, Maryland e District of Columbia.

  • Ap: Harris vince in Maryland e Connecticut

    Kamala Harris vince, come previsto, in Maryland e Connecticut. Lo prevede l’Associated Press.

  • Ap: Trump vince in Florida

    Donald Trump vince come previsto la Florida. Lo prevedono i media americani, inclusa l’Associated Press. La Florida ha 30 grandi elettori.

  • Cnn, Trump avanti in Georgia, Florida e Virginia

    Donald Trump è in vantaggio su Kamala Harris in Georgia, Florida e Virginia. Lo riporta la Cnn, in base ai voti finora scrutinati. In Georgia, uno degli Stati chiave, che assegna 16 voti elettorali, l’ex presidente è in testa col 51% dei consensi rispetto al 48,5% di Harris. In Florida, con 30 voti elettorali in palio, Trump conduce con il 53,2% rispetto al 45,9% della rivale. In Virginia, che assegna 13 voti elettorali, il tycoon è avanti col 58,5% rispetto al 40,5% di Harris.

  • Dopo Philadelphia, Trump denuncia brogli anche a Detroit

    Dopo la denuncia di brogli a Philadelphia, in Pennsylvania, smentita dalla polizia della città, Donald Trump ha denunciato brogli anche a Detroit, in Michigan, invocando attraverso il suo social network Truth l’intervento delle forze dell’ordine. “Philadelphia e Detroit! Serve pesante intervento delle forze dell’ordine lì!”, ha scritto l’ex presidente.

  • Proiezione Cnn, Harris vince in Vermont

    Secondo le proiezioni della Cnn, Kamala Harris ha vinto nel Vermont, Stato che assegna tre grandi elettori.

  • Cnn, Trump vince in Indiana

    Donald Trump ha vinto in Indiana come previsto, secondo le proiezioni della Cnn. Lo Stato porta al candidato repubblicano undici grandi elettori.

  • Exit poll Cnn, 46% elettori ha opinione positiva di Harris, 42% di Trump

    Circa il 46% degli elettori americani ha un’opinione positiva della vicepresidente Kamala Harris ma non dell’ex presidente Donald Trump, mentre una quota leggermente inferiore, circa il 42%, ha un’opinione positiva di Trump, ma non di Harris. E’ quanto rilevano gli exit poll effettuati dalla Cnn. Circa l’8% degli elettori a livello nazionale ha opinioni negative su entrambi i candidati.

  • Exit poll Cnn, 80% elettori ha scelto candidato prima di settembre

    Otto elettori su 10 hanno preso la loro decisione su chi votare alle presidenziali americane tra Kamala Harris e Donald Trump prima di settembre. E’ quanto emerge da un exit poll nazionale della Cnn, secondo cui meno del 10% ha fatto la scelta nell’ultima settimana. Il resto ha deciso tra settembre e ottobre.

  • Primi dati Usa 2024, Trump avanti in Indiana e Kentucky

    Donald Trump è avanti in Indiana e Kentucky come previsto. L’ex presidente, secondo i primi parziali diffusi dai media americani, ha il 66% in Indiana e il 65% in Kentucky.

  • Cnn, 30 mila voti anticipati da ricontare a Milwaukee

    Circa 30 mila voti anticipati devono essere ricontati a Milwaukee, in Wisconsin, la città dove i repubblicani hanno tenuto la loro convention. Lo riferisce la Cnn.

  • Obama, probabile che stasera non sapremo risultato

    Barack Obama invita gli americani ad avere pazienza prima di conoscere i risultati elettorali. “Nel 2020 ci sono voluti diversi giorni per contare ogni scheda, ed è molto probabile che non conosceremo l’esito nemmeno stasera”, ha scritto l’ex presidente su X.

  • Pompei (Deloitte), Wall Street vede Trump favorito

    “L’andamento buono della Borsa in chiusura” a Wall Street “si può riferire all’andamento delle scommesse dell’ultimo periodo che hanno dato più vincente Trump rispetto a Kamala Harris. È probabile che in prima battuta la Borsa possa avere un andamento positivo in caso di vittoria di Donald Trump, che ha fatto dichiarazioni di grande riduzione delle tasse alle imprese.

    Questo spiega molto”. Cosi Fabio Pompei, ceo Deloitte Italia, a LaPresse a margine all’evento organizzato da AmCham Italy, in collaborazione con il Consolato Generale Usa a Milano, dedicato alle prossime elezioni presidenziali americane, interpellato sullo scenario post voto In Usa e sulla chiusura a Wall Street

  • Ceo di JPMorgan invita ad unirsi al vincitore delle elezioni

    Il ceo di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, invita gli americani a unirsi al vincitore delle elezioni presidenziali del 2024. «Il nostro Paese sta concludendo una delle elezioni più combattute e divisive della nostra storia recente», ha affermato Dimon in una dichiarazione. «Presto sarà il momento per tutti noi di unirci al nostro presidente eletto e tutti i nostri leader nazionali. Dobbiamo iniziare il lavoro per unire la nostra nazione e concentrarci sulle urgenti questioni economiche e globali che abbiamo di fronte». Dimon, considerato un democrtaico moderato, non ha sostenuto un candidato nella corsa presidenziale. E, nonostante le tante voci su di lui, avrebbe affermato che le possibilità che si unisca a una futura amministrazione sono prossime allo zero.

  • Usa: exit poll Cnn, 43% elettori insoddisfatti del Paese, 29% arrabbiati

    E’ una strada in salita per Kamala Harris quella fotografata dai primi exit poll della Cnn che rilevano una pesante bocciatura per l’Amministrazione uscente. In base alle rilevazioni dell’emittente, il 43% degli elettori si sono detti “insoddisfatti” della direzione del Paese, con il 29% di “arrabbiati”, appena il 19% di “soddisfatti” e un 7% di “entusiasti”. Per il 61% degli intervistati, i giorni migliori per l’America sono “nel futuro”, e per il 34% “nel passato”. A conferma del pesante giudizio sull’Amministrazione uscente, il 58% degli intervistati ha detto di “disapprovare” l’operato del presidente Joe Biden, rispetto al 41% di “approvazione”.

  • Trump, voci di brogli massicci a Philadelphia intervenga polizia

    “Si parla molto di brogli massicci a Philadelphia. Intervenga la polizia!”. Lo ha scritto Donald Trump sul suo account Truth Social, dopo avere affermato in mattinata che “finora” le elezioni erano state “corrette”. Il dipartimento di polizia di Filadelfia ha dichiarato alla Cnn di non essere a conoscenza di ipotesi di brogli o di problemi con il voto, come sottolineato da Trump in un post sul social Truth. Ma poi Trump ha rincarato la dose, citando anche il Michigan: “Ingenti forze di polizia a Filadelfia e Detroit!”, ha scritto il tycoon in un post senza motivare la sua dichiarazione.

  • Sondaggio Cnn, per americani in cima la democrazia col 35%

    Con il 35%, e’ la democrazia la questione più importante per gli americani, secondo un altro exit poll della Cnn, che ha intervistato un campione di elettori all’uscita dai seggi. Seguono l’economia al 31%, l’aborto al 14%, mentre l’immigrazione è solo al quarto posto con l’11%. La politica estera ultima col 4%.

  • Usa: figlio Bolsonaro segue il voto nel quartier generale di Trump

    Il deputato Eduardo Bolsonaro, figlio dell’ex presidente del Brasile Jair, si è recato negli Stati Uniti per monitorare lo spoglio dei voti alle elezioni americane. È stato invitato dalla famiglia dell’ex presidente Donald Trump apresso il quartier generale repubblicano a Palm Beach, in Florida. Lo riporta la Bbc. Jair Bolsonaro avrebbe voluto recarsi negli Stati Uniti per seguire il voto ma gli è stato revocato il passaporto nell’ambito dell’inchiesta sul presunto tentativo di colpo di stato dell’8 gennaio del 2023. L’auspicio dell’ex presidente è che un’eventuale vittoria di Trump possa portare alle revoca dei visti ai giudici della Corte suprema brasiliana.

  • Nyt, Musk sarà con Trump nella notte elettorale

    Elon Musk farà parte del ristretto gruppo di persone che seguirà l’andamento della notte elettorale americana insieme a Donald Trump nella villa dell’ex presidente a Mar-a-Lago in Florida. Lo scrive il New York Times. Secondo la Cnn del gruppo dovrebbe fare parte anche Robert F. Kennedy, Jr.

  • Usa: i voti anticipati sono stati 86 milioni, nel 2020 furono 101 milioni

    Sono stati 85,9 milioni gli elettori Us ache si sono avvalsi delle modalità di ’early voting’, il voto anticipato, per posta o di persona. È quanto certificano i dati dell’Election Lab dell’Università della Florida aggiornati a martedì pomeriggio. Nelle Presidenziali 2020, complice anche la Pandemia, i voti anticipati furono circa 101 milioni, su un totale di 158 milioni.

  • Trump nega accredito a giornalisti

    Ai giornalisti di numerose testate è stato negato l’accesso all’evento di veglia elettorale dell’ex presidente Donald Trump a West Palm Beach, in Florida, come ritorsione per la loro copertura “risibile” della campagna elettorale del candidato repubblicano alla Casa Bianca. I giornalisti di Politico, Axios, Puck, Voice of America e Mother Jones sono tra coloro a cui sono state negate le credenziali. Ad alcuni, come Politico, era stato precedentemente concesso l’accesso all’evento di stasera, ma in seguito sono state ritirate le credenziali. Anche la corrispondente politica di Puck, Tara Palmeri, avrebbe dovuto trasmettere dall’evento come parte dello speciale elettorale di Amazon condotto da Brian Williams. Ma quando Palmeri ha pubblicato un pezzo sull’“ansia” all’interno della campagna di Trump, le sue credenziali sono state negate. “So che vi avevo detto che avrei seguito la festa per la notte delle elezioni di Trump da Palm Beach, ma a quanto pare ho fatto incazzare il responsabile della campagna di Trump con i miei reportage e hanno deciso di negare le mie credenziali”, ha detto Palmeri nel podcast “Somebody’s Gotta Win”.

  • Kamala Harris visita quartier generale dei Democratici

    Kamala Harris si trova al quartier generale del Democratic National Committee a Washington. E’ la sua prima apparizione pubblica in questo Election Day. La vicepresidente, circondata dallo staff e dai volontari, sta effettuando alcune telefonate a potenziali elettori.

    REUTERS/Evelyn Hockstein

  • Usa: polizia Capitol Hill ferma uomo con torcia e pistola lanciarazzi

    La polizia ha fermato un uomo che stava cercando di entrare a Capitol Hill con una torcia e una pistola lanciarazzi. La polizia di Capitol Hill ha dichiarato che l’uomo è stato fermato martedì durante un controllo di sicurezza al Capitol Visitor Center. Secondo le autorità, l’uomo puzzava di carburante e aveva con sé una torcia e una pistola lanciarazzi. I funzionari hanno cancellato le visite pubbliche a Capitol Hill per il resto della giornata. La polizia dice che sta ancora indagando. L’arresto arriva mentre le autorità sono in stato di massima allerta per i problemi di sicurezza nella capitale e hanno aumentato le pattuglie nelle aree del centro e vicino alla Casa Bianca in prossimità del giorno delle elezioni. Quasi quattro anni fa, una folla di sostenitori di Donald Trump attaccò il Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021.

  • Voto a distanza per astronauti Nasa

    Gli astronauti della Nasa Butch Wilmore, Suni Williams e Don Pettit hanno condiviso su Instagram una loro foto dallo spazio nell’Election day, indossando calzini patriottici con la scritta ’’dorgogliosi i essere americani’’. I tre hanno votato in anticipo dalla Stazione Spaziale Internazionale, come ha reso noto l’ufficio del cancelliere della contea di Harris in Texas. Gli astronautifanno parte degli oltre 1,2 milioni di persone che hanno votato in anticipo nella contea di Harris. “E’ un dovere molto importante che abbiamo come cittadini e non vedo l’ora di poter votare dallo spazio, il che è davvero fantastico”, aveva detto Williams ai giornalisti durante una conferenza stampa del 13 settembre dalla stazione spaziale. Le schede elettorali espresse nello spazio vengono trasmesse sulla Terra attraverso il Near Space Network della Nasa, una costellazione di satelliti nello spazio che comunicano con le antenne sul nostro pianeta.

    Da sinistra, gli astronauti Butch Wilmore, Suni Williams, Nick Hague e Don Pettit mostrano i loro calzini a tema bandiera americana a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel giorno delle elezioni, martedì 5 novembre 2024. (NASA via AP)

  • Tim Walz e la famiglia sono arrivati a Washington

    Tim Walz e la famiglia sono arrivati a Washington, dove tra qualche ora si riunirà con Kamala Harris. Il governatore del Minnesota e candidato alla vice presidenza è arrivato nella capitale americana con la moglie Gwen e i due figli, Hope e Gus.

  • Ft, campagna presidenziale da 3,5 mld dlr, la più cara della storia

    Kamala Harris e Donald Trump hanno speso cumulativamente 3,5 miliardi di dollari per quella che risulta la campagna presidenziale più costosa della storia, a fronte di una raccolta totale di quasi 4,2 miliardi di dollari. La sola candidata democratica, con il Comitato nazionale democratico e gli altri gruppi e veicoli di raccolta affiliati fondi come i Super Pac, che possono raccogliere somme illimitate da privati, ha raccolto più di 2,3 miliardi di dollari e speso 1,9 miliardi di dollari. I fronte pro Trump, con il comitato nazionale repubblicano, ha raccolto poco più di 1,8 miliardi di dollari e speso 1,6 miliardi.

    Secondo un’analisi del Financial Times sui documenti finanziari della campagna, circa la metà di tutte le spese sostenute durante la corsa presidenziale sono state destinate a pubblicità e media. La maggior parte di questa spesa è stata destinata ai sette Stati in bilico che probabilmente decideranno le elezioni. Solo i gruppi di Harris hanno sborsato più di 1 miliardo di dollari in pubblicità sui media tradizionali e sui social. Complessivamente, le due campagne e i gruppi esterni hanno speso quasi 1,5 miliardi di dollari in pubblicità nei sette stati critici, secondo il gruppo di monitoraggio pubblicitario AdImpact, scrive Ft. Solo nello Stato della Pennsylvania, dove sono in palio 19 voti del Collegio elettorale, sono stati spesi oltre 400 milioni di dollari, più dei 358 milioni spesi in tutti i 43 Stati non in bilico.

    Per approfondire, puoi iscriverti ad America24, la newsletter settimanale del Sole 24 Ore che racconta da vicino gli Stati Uniti con foto e statistiche, commenti, consigli di lettura e reportage.

  • Autorità Georgia, falsi allarmi bomba ai seggi provenienti da Russia

    I falsi allarmi bomba ad alcuni seggi della Georgia erano originati dalla Russia e hanno rallentato brevemente le operazioni di voto in un paio di località. Lo ha riferito il segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, nel corso di una conferenza stampa. “Sembra che stiano tramando qualcosa”, ha detto Raffensperger. “Non vogliono che le elezioni siano tranquille, corrette e accurate”, ha aggiunto, spiegando che ad essere colpite dalle minacce sono state tra le cinque e le sette circoscrizioni.

    Un elettore vota il giorno delle elezioni a College Park, in Georgia. (Photo by Elijah Nouvelage / AFP)

  • L’appello di Harris alla radio, “uscite e votate”

    Kamala Harris ha rivolto un appello agli americani a ’’uscire e votare’’ nell’Election Day, in particolare negli stati in bilico. ’’Dobbiamo farlo. Oggi è il giorno del voto e la gente deve uscire e votare’’, ha detto la vice presidente all’emittente radiofonica di Atlanta Wvee-Fm.

  • Leader insediamenti israeliani in Cisgiordania pregano per vittoria Trump

    In due distinti eventi in Cisgiordania, gli elettori repubblicani e i leader locali hanno pregato per la vittoria di Trump alle elezioni presidenziali statunitensi. Presso la Grotta dei Patriarchi a Hebron, il presidente del Consiglio di Har Hebron, Eliram Azulay, il presidente del Consiglio di Efrat, Dovi Shefler, e Marc Zell, presidente dei Repubblicani d’Oltremare Israele, erano tra i fedeli che si sono riuniti per la preghiera mattutina, a cui sono state aggiunte speciali benedizioni in onore del giorno delle elezioni.

  • Walz, “abbiamo elezioni più giuste, libere e sicure”

    “Abbiamo le elezioni più giuste, più libere e più sicure. Abbiamo una stampa libera che modera le elezioni e si assicura che le cose siano fatte bene”. Lo ha dichiarato il candidato democratico alla vicepresidenza Tim Walz rivolgendosi agli elettori della Pennsylvania, uno Stato chiave in vista delle elezioni. “Quindi rimanete calmi. Non mollate”, il suo invito. Walz ha anche dato qualche consiglio a chi si sente in ansia per le elezioni e ha detto che secondo lui il miglior rimedio è passare all’azione, come “venire a una cosa del genere”. Il candidato vicepresidente ha concluso il suo intervento dicendo: “Questo Stato sa bene come vincere. Che ne dite se la Pennsylvania vince per l’America?”.

    Tim Walz a Detroit il 4 novembre. (AP Photo/Charlie Neibergall) Associated Press / LaPresse Only italy and Spain

  • Boom per il titolo Trump Media, +15%

    Nell’attesa dei risultati elettorali, il titolo di Trump Media & Technology Group Corp, proprietaria di Truth, la piattaforma social di Donald Trump, ha subito un’impennata, guadagnando il 15%. Il titolo è stato sostenuto negli ultimi mesi dagli investitori che hanno utilizzato le azioni per scommettere su una vittoria di Trump. Il titolo, ricorda il Wall Street Journal, è stato sostenuto negli ultimi mesi dagli investitori che hanno utilizzato le azioni per scommettere su una vittoria di Trump. Se l’ex presidente perderà le elezioni, si prevede che il prezzo delle azioni crollerà, perché molti trader valutano il titolo in base al marchio Trump e al suo successo politico, non all’attività nascente di Truth Social. La società è attualmente valutata circa 7,8 miliardi di dollari. Trump ha una quota di circa il 60%.

  • Presidente Messico, buoni rapporti con chiunque sarà nuovo presidente

    La presidente Messico Claudia Sheinbaum ha annunciato che il suo Paese manterrà “buoni rapporti’’ con chiunque sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Nel corso di una conferenza stampa, la presidente ha spiegato che “quando si saprà chi è il vincitore occorreranno incontri, scambi ad alto livello per far conoscere ciò che è stato fatto in Messico sia in termini di lotta al narcotraffico, sia per evitare che il fentanil arrivi negli Stati Uniti Stati Uniti, così come in termini di migrazione”.

  • Trump, se elezioni giuste sarò il primo a riconoscere sconfitta

    “Se perdo un’elezione, se è un’elezione giusta, sarei il primo a riconoscerlo”. Così Donald Trump nello scambio di battute con i giornalisti, nel seggio di Palm Beach, in Florida, dove di è recato stamani a votare. “Finora, penso che siano state giuste. Ci sono stati molti casi giudiziari, entrambe le parti sono state assistite da avvocati: sono coinvolti migliaia di avvocati, migliaia. E parte di ciò è dovuto al fatto che abbiamo un processo troppo complicato”, ha detto ancora l’ex presidente.

    Sostenitori dell’ex presidente degli Stati Uniti e candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump si riuniscono vicino al suo resort Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, nel giorno delle elezioni. (Photo by Giorgio Viera / AFP)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti