TheFork investe sullo sviluppo dei pagamenti digitali via app
Le transazioni saranno più immediate anche negli esercizi senza prenotazione online. Il ceo Ambeskovic: il business ha superato il livello del 2019 e l’obiettivo è crescere di 3,5 volte entro il 2025
di Emiliano Sgambato
3' di lettura
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«Con un qr code e la nostra app sarà possibile pagare il conto e uscire dal ristorante senza chiamare il cameriere o passare dalla cassa. Dopo aver semplificato la prenotazione e la scelta del ristorante l’obiettivo ora è velocizzare un altro momento dell’esperienza gastronomica, nel rispetto della nostra mission che vuole rendere il più appagante possibile il tempo passato in un locale».
Lo sviluppo e la semplificazione dei pagamenti digitali è uno dei pilastri che permetterà a TheFork di continuare a crescere. Ne è convinto il ceo Almir Ambeskovic, che ha illustrato la sua strategia in occasione dei 15 anni della piattaforma controllata da Tripadvisor, festeggiati a Parigi con una cena sulla Senna che ha messo insieme piatti di chef del calibro di Alain Ducasse, Martin Berasategui, i fratelli Cerea, Helene Darroze e Jessica Prealpato (tutti presenti all’evento), per un totale di ben 46 stelle Michelin (anche per rimarcare la partnership con la famosa guida francese che secondo il ceo sta portando risultati molto positivi).
TheFork Pay è un servizio già operativo dal 2020, ma è stato implementato e ora sarà possibile pagare attraverso la app anche se questa non è stata usata per la prenotazione (in 200 ristoranti entro fine giugno, mille entro la fine dell’anno nei Paesi dove è già attivo TheFork Pay). «Si potrà usare anche nei bar e dove in genere non si prenota: tutto quello che si può mangiare e bere si potrà pagare con TheFork, e senza il costo delle commissioni per gli esercenti, che in Italia sono tra le più care d’Europa», spiega Ambeskovic. Una possibilità che permetterà di profilare maggiormente i clienti e offrire un’esperienza sempre più personalizzata.
«In futuro si potrà anche decidere di far variare i prezzi dei menu in base alla domanda come oggi succede per voli e hotel, e non solo attraverso sconti in alcuni giorni o periodi –aggiunge il ceo –. Inoltre pensiamo di poter implementare anche pagamenti rateizzati o servizi di finanziamento per i ristoratori, forti del fatto che nessuno meglio di noi conosce le loro potenzialità».
Un altro strumento su cui punta la piattaforma sono le gift card: «Stanno funzionando bene, vengono spesso usate come benefit o legate ad abbonamenti e acquisti. Il loro valore percepito è maggiore di quello dei contanti perché è legato a una esperienza di gusto. E tutto il valore delle card va ai ristoratori, è uno strumento a loro sostegno» continua Ambeskovic. Anche perché TheFork è legato a doppio filo con il business dei ristoranti, che devono sempre più vedersela con le grandi catene, più strutturate per resistere a momenti di crisi come quello causato dal lockdown.









