Il Green Book 2025

Tari, il Sud paga per i rifiuti 87 euro in più del Nord Italia

Secondo il rapporto, nel Mezzogiorno la spesa per famiglia raggiunge i 377 euro. Serve un adeguato assetto impiantistico per centrare i target Ue su riciclo e smaltimento in discarica

di Celestina Dominelli

3' di lettura

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Nonostante, nel 2023, la percentuale di avvio al riciclo sia salita al 51% (2 punti percentuali in più dell’anno prima), l’Italia è ancora lontana dallo sfidante target Ue che impone di raggiungere l’asticella del 65% entro il 2035. E resta forte il divario con il resto d’Europa anche sul fronte dello smaltimento in discarica con il 16% dei rifiuti che nella penisola viene ancora smaltito attraverso questa modalità a fronte di un obiettivo Ue del 10% entro il 2035. Ergo: per centrare i valori fissati a livello europeo l’Italia dovrà dotarsi di un adeguato sistema impiantistico, anche per poter dimezzare nei prossimi 15 anni il conferimento in discarica.

Il Green Book 2025

È questa la fotografia scattata dal Green Book 2025, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti in Italia, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, realizzato quest’anno in collaborazione con Ispra e con la partecipazione di Cewep (Confederazione europea dei termovalorizzatori) e Airu (Associazione Italiana Riscaldamento Urbano) e presentato oggi a Napoli nel corso di un evento che sarà aperto dagli interventi di Filippo Brandolini, presidente di Utilitalia, e di Mario Rosario Mazzola, presidente della Fondazione Utilitatis.

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Tari a più velocità: ecco dove si paga di più

Come di consueto, il Green Book 2025 traccia poi una disamina puntuale della spesa sostenuta dai cittadini per il servizio ed evidenzia come al Sud la carenza di impianti determini un incremento significativo dei costi di trasporto e, di conseguenza, del costo complessivo del servizio. Con conseguenti forti differenze territoriali tra le macroaree: 290 euro per famiglia al Nord contro i 354 euro del Centro e i 377 euro del Sud. Si tratta di un gap di prezzo tra Sud e Nord di 87 euro, al quale non corrisponde una maggiore qualità del servizio.

Le regioni settentrionali, infatti, che tendono ad avere percentuali mediamente più alte di raccolta differenziata rispetto a quelle centro-meridionali, hanno anche un livello di spesa per il servizio più basso. Non a caso, se si esamina la relazione tra raccolta differenziata e spesa media del servizio per macroarea di un’utenza domestica relativa a un componente in 60 metri quadrati, si osserva che al Nord dove si registra una percentuale di raccolta differenziata del 64%, la spesa annua del 2023 è stata pari a 130 euro per nucleo, sostanzialmente più bassa di quella del Centro (165 euro pro capite) e del Sud (176 euro) che registrano, rispettivamente, il 54% e il 49% di raccolta differenziata.

Brandolini: sui termovalorizzatori progressi anche se parziali

Insomma, serve una netta sterzata dal punto di vista impiantistico, anche per far fronte agli incrementi sia della produzione nazionale di rifiuti urbani (pari a 29,3 milioni di tonnellate nel 2023, lo 0,7% in più dell’anno precedente) sia della percentuale di raccolta differenziata (che ha raggiunto il 67% nel 2023, +1,4 punti rispetto all’anno precedente, con una crescita in tutte le macroaree del Paese). «Gli impianti di riciclo e recupero energetico - spiega il numero uno di Utilitalia, Filippo Brandolini, al Sole 24 Ore - sono indispensabili per promuovere la gestione dei rifiuti in un’ottica di economia circolare. Il Pnrr ha favorito lo sviluppo dell’impiantistica di riciclo, anche innovativa, puntando altresì a riequilibrare le differenze tra Nord e Sud. Inoltre - prosegue - sono fondamentali i termovalorizzatori, che permettono di trattare i materiali non riciclabili e di recuperare energia, senza ostacolare la raccolta differenziata, ma anzi integrandola in un sistema sostenibile ed efficiente».

Brandolini sottolinea poi come, su questo versante, si stiano registrando «dei progressi anche se parziali». L’aggiudicazione della gara dell’impianto di Roma e l’avvio delle gare per la progettazione dei due impianti previsti in Sicilia «costituiscono decisi passi in avanti per contribuire a colmare il deficit impiantistico che caratterizza il Centro-Sud».

Il capitolo degli impianti

Lato impianti, il Green Book 2025 mette in evidenza come nel 2023 siano state trattate negli impianti di termovalorizzazione 5,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (+4% rispetto al 2022), il 73% delle quali al Nord. Mentre i 36 impianti di incenerimento operativi sono localizzati prevalentemente nelle regioni del Settentrione: in particolare, in Lombardia e in Emilia-Romagna sono stati trattati il 74% dei rifiuti inceneriti nel Nord e il 54% del totale nazionale.

Mazzola: cruciale il ruolo di Arera

Quanto al Mezzogiorno, in attesa delle realizzazioni per l’organico contenute nel Pnrr, si continua a registrare un deficit impiantistico sia per quanto riguarda il trattamento dell’organico sia per gli impianti di recupero energetico dei rifiuti non riciclabili. Con le ricadute sui costi di cui si è già detto e con la necessità, come sottolinea Mario Rosario Mazzola, presidente della Fondazione Utilitatis, «che l’attività regolatoria di Arera tracci la strada per fornire trasparenza nei costi, certezza nella remunerazione degli investimenti e un servizio di maggiore qualità e più omogeneo sul territorio nazionale».

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