Rifiuti

Termovalorizzatore di Roma, sì finale ad Acea: cantieri entro l’estate

In porto l’aggiudicazione definitiva per realizzare l’impianto di Santa Palomba. Firmato dal Comune il contratto di concessione

di Manuela Perrone

3' di lettura

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L’assegnazione è arrivata. Ieri Roma Capitale ha reso noto di aver aggiudicato in via definitiva al raggruppamento di imprese guidato da Acea Ambiente con Suez Italy, Kanadevia Inova (ex Hitachi Zosen), Vianini Lavori e Rmb la realizzazione del termovalorizzatore nell’area industriale di Santa Palomba, al confine con Pomezia. Il disco verde, salutato con soddisfazione dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, si è acceso dopo la validazione tecnica del progetto da parte della società di certificazione incaricata.

Siglato il contratto di concessione per 33 anni

L’amministrazione capitolina e RenewRome, la società che gestirà l’impianto per i prossimi 33 anni (composta da Acea Ambiente con una quota del 57%, da Suez al 30%, da Kanadevia Inova al 9,9%, da Vianini Lavori al 3% e da Rmb allo 0,1%) e che è guidata da Barbara Maccioni nel ruolo di amministratrice, hanno firmato il contratto di concessione.

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A stretto giro partirà il procedimento autorizzatorio unico regionale

Dopo molte attese e qualche inciampo, a cominciare dai ricorsi alla magistratura finora tutti respinti - un filone che non pare destinato ad esaurirsi, con i Comuni di Pomezia, Ardea, Marino e Ariccia che hanno annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Corte di Giustizia europea -, l’iter entra dunque nel vivo. A breve sarà avviato il procedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) che sarà gestito dalla struttura commissariale, perché al sindaco della Capitale, in qualità di commissario straordinario per il Giubileo, è stato attribuito anche il potere di adozione del piano di gestione dei rifiuti della città e di approvazione dei progetti di nuovi impianti.

I cantieri apriranno entro l’estate

L’apertura dei cantieri è prevista entro l’estate e, se sarà rispettata la tabella di marcia, il termovalorizzatore potrebbe essere pronto già entro la fine del 2027. Secondo il progetto, che era stato illustrato il 14 ottobre da Gualtieri assieme a Palermo, l’impianto - parte integrante del Piano rifiuti varato nel 2023, che prevede anche di raggiungere il 70% di differenziata entro il 2035 - sarà in grado di trattare fino a 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e non riciclabili ogni anno, sarà alimentato da conferimenti trasferiti via rotaia e contemplerà un parco dell’economia circolare, un’area attrezzata con spazi per la ricerca e il coworking, una serra, un giardino pubblico e una torre panoramica alta oltre 70 metri.

Quattro impianti ausiliari e impatto ambientale ridotto al minimo

Insieme alla struttura principale, saranno costruiti quattro impianti ausiliari per il recupero delle ceneri pesanti, la produzione fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento e un sistema sperimentale per la cattura della Co₂. La promessa, anticipata a ottobre, è quella di un termovalorizzatore in grado di garantire un impatto ambientale contenutissimo: le emissioni saranno nettamente inferiori ai limiti fissati dalle direttive europee e dalle Best Available Techniques (Bat) e all’inquinamento provocato dal traffico di una strada. L’impianto produrrà energia termica ed elettrica (65 MW complessivi) sufficiente ad alimentare circa 200mila famiglie e permetterà il recupero di circa 10mila tonnellate di acciaio, 2mila di alluminio e 1.600 di rame ogni anno.

Investimento da un miliardo, risparmi da circa 40 milioni annui

In campo c’è un investimento da un miliardo, con risparmi secchi per i minori oneri di conferimento e trasporto stimati dal Campidoglio pari a circa 40 milioni annui. Dagli attuali 220 euro a tonnellata, infatti, la tariffa è scesa a 185 euro già nella proposta sottomessa (l’unica offerta sul tavolo, pervenuta a maggio) e si è ridotta a 178,5 in quella di aggiudicazione.

Palermo (Acea): «Sarà l’infrastruttura più all’avanguardia d’Europa»

«Siamo soddisfatti per aver ottenuto il via libera alla realizzazione del termovalorizzatore di Roma, passaggio fondamentale per l’avanzamento di un progetto fortemente innovativo», commenta l’ad Palermo. «Il termovalorizzatore di Santa Palomba - continua l’Ad di Acea - sarà l’infrastruttura più all’avanguardia d’Europa. Acea, capofila della società di progetto RenewRome, conferma così il proprio impegno a supporto della Capitale, in un settore importante come la valorizzazione dei rifiuti».

Gualtieri: «Passo avanti decisivo per gestione dei rifiuti autonoma»

«Con questa aggiudicazione - sottolinea Gualtieri - compiamo un passo in avanti decisivo per realizzare una gestione del ciclo dei rifiuti autonoma, moderna e sostenibile che Roma attendeva da troppo tempo. Il termovalorizzatore, insieme alla nuova rete di impianti per il riciclo della frazione organica e di carta e plastica, consente di superare un sistema inefficiente e inquinante basato su discariche e su trasferimenti costosi verso impianti lontani». Le tecnologie all’avanguardia permetteranno di «ridurre di oltre il 90% l’impatto ambientale del ciclo dei rifiuti di Roma». L’amministrazione è anche convinta che l’intervento rappresenti una straordinaria opportunità di rigenerazione urbana per l’area industriale di Santa Palomba.

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