Crans-Montana, procura svizzera respinge costituzione parte civile dell’Italia. Farnesina: pronti a ricorso
Secondo i magistrati svizzeri, “né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa”
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La Procura di Sion , nel cantone svizzero del Vallese, ha respinto la richiesta dell’Italia di costituzione di parte civile nell’inchiesta sul rogo di Crans Montana, in cui sono morti 6 ragazzi italiani e 14 sono rimasti feriti. La decisione - secondo quanto emerge dal dossier dell’inchiesta, depositato oggi - è stata comunicata il 29 luglio scorso all’avvocato ginevrino Romain Jordan che rappresenta il governo italiano.
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Secondo i magistrati svizzeri, “né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa”.
Farnesina: “Ricorso contro la decisione svizzera su Crans Montana”
L’Italia ha già presentato ricorso contro l’ordinanza di fine luglioche ha rigettato la richiesta italiana di costituzione di parte civile. Tramite l’avvocato svizzero che tutela gli interessi italiani, si legge in una nota della Farnesina, è stato presentato un ricorso dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice svizzero del tribunale che non sono condivise e che sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, pertanto si insiste perchè sia ammessa la costituzione di parte civile
Lo scorso 30 luglio il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva incontrato Francesco Riva, il presidente dell’Associazione ’Oltre Crans Montana 1° gennaio 2026 – famiglie italiane dei sopravvissuti’ e padre di uno dei ragazzi rimasti feriti nell’incendio del bar ’Le Constellation’ nella notte di Capodanno. L’Associazione è stata costituita il 7 luglio scorso per rappresentare la maggioranza delle famiglie italiane coinvolte nella tragedia e diventare un interlocutore nella tutela dei sopravvissuti e nell’accertamento della verità. Il ministro, in quell’occasione, aveva espresso apprezzamento per la nascita dell’Associazione e ricordato la vicinanza di tutto il Governo italiano alle famiglie coinvolte nell’incidente nonché l’impegno a fare piena luce sull’accaduto, confermando il continuo sostegno alla cooperazione tra la magistratura italiana e svizzera. Sempre in quell’occaisone Tajani aveva confermato che le istituzioni italiane continueranno a sostenere le famiglie dei giovani italiani coinvolti nell’incendio e aveva indicato di aver dato indicazioni precise al nuovo Ambasciatore italiano a Berna Luca Sabatucci di continuare a ribadire alle autorità svizzere la forte aspettativa che vengano accertate nel più breve tempo possibile tutte le responsabilità civili e penali per la tragedia.
Incendio con 41 vittime, 115 i feriti
La strage di Crans-Montana avvenne la notte di Capodanno del 2026 all’interno del bar Le Constellation, situato nel centro della omonima località sciistica , in Svizzera. L’uso improprio di candele pirotecniche nel locale seminterrato dette fuoco al rivestimento fonoassorbente del soffitto, innescando rapidamente un incendio di grandi dimensioni che causò la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115, in gran parte giovani e giovanissimi.. Sono in corso delle indagini per accertare le responsabilità, che vedono come principali imputati i coniugi proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, accusati di non aver rispettato le norme antincendio e di affollamento all’interno del locale.






