Cronaca

Crans Montana, Jessica Moretti: «Nessuno ci chiese prove di evacuazione». Parenti delle vittime: «Avete ucciso i nostri figli»

I coniugi Moretti contestati all’arrivo davanti alla procura di Sion. Oggi Jessica Moretti verrà ascoltata davanti alle parti civili

Crans Montana, familiari delle vittime aggrediscono i Moretti all'arrivo all'interrogatorio

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«Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei famigliari. E’ per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c’era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi». Lo ha detto, in lacrime, Jessica Moretti, rivolgendosi ai legali delle parti civili, durante l’interrogatorio di oggi, ancora scossa dopo l’aggressione di alcune famiglie delle vittime che stavano attendendo lei e suo marito di fronte all’aula dell’udienza.

A un avvocato delle famiglie delle vittime che le ha chiesto perché si fosse subito precipitata all’esterno del locale, negli istanti immediatamente successivi all’inizio dell’incendio, la proprietaria del Constellation ha risposto che «non si può andare contro un incendio. E la mia priorità era dare l’allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso».

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La titolare del discobar di Crans-Montana, dove sono morte 41 persone, ha raccontato nell’interrogatorio di oggi un dettaglio riguardante la carenza di misure preventive nel locale, ossia che «non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle». Inoltre, l’imprenditrice ha sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.

I parenti delle vittime: «Avete ucciso i nostri figli»

All’arrivo dei coniugi di fronte all’edificio della procura, diversi parenti delle vittime si sono precipitati verso i due gridando: «Avete ucciso i nostri figli». Secondo il quotidiano svizzero Blick, la coppia è riuscita a entrare nel palazzo solo sotto la protezione della polizia e in seguito i parenti hanno lasciato l’area. In un video pubblicato sul sito di Blick si sente la voce di una donna che urla: «Pagherete caro, assassini». Anche una voce maschile sullo sfondo chiede ai coniugi Moretti di prendersi le proprie responsabilità, mentre un’altra donna urla: «Non bastano i soldi, le vite dei bambini non si comprano. Pagate, assumetevi la responsabilità».

Jacques Moretti: «Mi scuso con le famiglie»

Ieri Jacques Moretti è stato ascoltato dai magistrati e si è scusato con i parenti delle vittime, attaccando il comune di Crans Montana. «L’impianto di ventilazione del locale non è mai stato controllato», ha dichiarato durante l’audizione. Dalle carte è emerso che il bar non risultava tra le priorità delle verifiche di sicurezza delle autorità comunali. Nelle foto scattate nel locale dopo la strage si vedono gli ambienti angusti divorati dalle fiamme, la schiuma per insonorizzare sul tetto completamente bruciata come la piccola scala, unica via di uscita.

Coniugi Moretti incontrano madre di due vittime

A margine dell’interrogatorio di ieri, Jessica e Jacques Moretti hanno incontrato la madre di due ragazze ancora ricoverate dopo l’incendio. Il colloquio, improvvisato su richiesta della donna, è durato una ventina di minuti e si è svolto nel campus Energypolis a Sion, dove si è tenuta l’audizione di Jacques Moretti. «La mia cliente ha voluto parlare in privato con il signor e la signora Moretti. Non vi dirò quindi cosa si sono detti», ha spiegato nel primo pomeriggio l’avvocato Sébastien Fanti. «È stato un momento intenso, umanamente raro e molto importante per permettere alle persone di vedersi e scambiarsi opinioni su ciò che è successo».

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