Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
di Mario Cianflone e Simonluca Pini
6' di lettura
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Stellantis festeggia il primo anno di vita. Il mega gruppo automobilistico, quarto al mondo, che origina dalla fusione tra FCA e Psa e ingloba 14 marchi spegne la sua prima candelina e si prepara a svelare, il prossimo primo marzo, il suo piano industriale per fare chiarezza su obiettivi globali e regionali, modelli di nuova generazione, marchi e soprattutto affrontare il nodo del ruolo delle fabbriche nei vari paesi e, soprattutto, in Italia.
Il numero uno del gruppo, Carlos Tavares, ha più volte dichiarato nei mesi scorsi che i costi di produzione negli impianti del nostro paese sono significativamente più alto per unità assemblata, a volte il doppio, rispetto alle fabbriche di altri paesi europei, nonostante un costo del lavoro più basso.
Ora l'amministratore di Stellantis ha dichiarato ad alcune testate europee tra cui il Corriere della Sera: «Se applichiamo all’Italia le buone pratiche che esistono nel nostro gruppo, l’Italia stessa avrà un buon potenziale. Un problema particolare che la riguarda è il prezzo fuori misura dell’energia», spiega. E ancora: per risolvere il problema di costi «ci vuole tempo, ne riparleremo a fine 2022. Qualsiasi approccio brutale sarebbe stato inopportuno, bisogna prima analizzare e capire». Costi italiani e Gigafactory per le batterie a Termoli – che Tavares continua a rassicurare «resta la prima candidata» – sono i due temi che hanno generato anche la netta reazione dei sindacati, che chiedono chiarezza al gruppo e al governo.
E sul fronte dell'elettrificazione, un punto dove Stellantis, soprattutto dal lato dei francesi e tedeschi (Peugeot, Citroën, Ds e Opel) è allineata ai concorrenti (Volkswagen in primis) l'amministratore delegato si è detto ancora una volta scettico sui tempi imposti per la transizione energetica. «L’elettrificazione è una tecnologia scelta dai politici, non dall’industria. C’erano modi più economici e veloci di ridurre le emissioni, vedremo tra qualche anno quali produttori saranno sopravvissuti e quali no». Inoltre, secondo Tavares, gli incentivi dovrebbero essere mantenuti almeno fino al 2025 ma ritiene che «i governi non potranno continuare a sovvenzionare la vendita di veicoli elettrici ai livelli attuali. Quindi torniamo al rischio sociale. È la brutalità del cambiamento che crea i rischi sociali».
Tornando invece al primo anno di vita, Stellantis ha già annunciato due piani per le nuove piattaforme unitarie STLA che riguardano architetture dell'autotelaio, powertrain, software e elettronica. Il quarto gruppo mondiale dell'auto ha infatti in programma di investire oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 per effettuare la sua trasformazione nell’ambito del software e dell'elettrificazione per i 4 marchi. Le iniziative sul fronte software ribadiscono il piano di sviluppo sull’elettrificazione presentato all’Ev Day di luglio 2021, con l’intento di raggiungere oltre il 70% di vendite in Europa e oltre il 40% di vendite negli Stati Uniti costituite da veicoli a basse emissioni (Lev) entro il 2030. Con la spinta sul software, Stellantis e si inserisce nella scia di Volkswagen, Daimler Bmw e Renault che hanno da tempo annunciato iniziative, piani di investimento e strutture dedicate, come quella della Regie (Software Republique) o di Vw (la società Cariad) allo sviluppo del software che è ormai, come ha insegnato Tesla, l’elemento chiave e strategico dell’industria dell’auto elettrificata e a guida fortemente automatizzata. Stellantis prevede tre nuove piattaforme tecnologiche nel 2024: STLA Brain, sistema centrale digitale di controllo vettura, STLA