“Sixteen Moments of My Life”, omaggio di Albert Serra a Ingrid Caven
A Locarno il nuovo documentario del regista catalano, autore del bellissimo “Pomeriggi di solitudine”
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Quando c’è il nome di Albert Serra nel cartellone di un grande festival è sempre un evento importante. Autore di un cinema estremamente intellettuale, brillante e filosofico, Serra torna a Locarno dove tredici anni fa aveva dato una vera e propria svolta alla sua carriera con la vittoria del Pardo d’oro grazie a “Història de la meva mort”, film in cui lo scontro tra Casanova e Dracula diventava metafora del passaggio dal razionalismo illuminista al romanticismo.
Chiedilo al Sole
Da quel momento in avanti Serra è stato quasi sempre inserito nel cartellone del Festival di Cannes – da “La mort de Louis XIV” a “Pacifiction”, giusto per citare un paio di titoli – fino ad arrivare al 2024 con la presentazione a San Sebastian e poi in numerose kermesse internazionali del bellissimo “Pomeriggi di solitudine”, un documentario in cui la cinepresa seguiva le azioni del celebre torero Andrés Roca Rey.
Al Locarno Film Festival di quest’anno, fuori concorso, Serra ha presentato “Sixteen Moments of Life”, un film che ha alcune cose in comune proprio con la pellicola precedente e non soltanto perché si tratta di un documentario.
Al centro c’è l’attrice e cantante Ingrid Caven che canta 16 momenti della sua vita in un irripetibile concerto al Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi.
Musa (e moglie, dal 1970 al 1972) di Rainer Werner Fassbinder, Ingrid Caven è stata uno dei volti simbolo del Nuovo Cinema Tedesco degli anni Settanta e ha preso parte nel 2018 a “Suspiria” di Luca Guadagnino, film che guarda moltissimo proprio al cinema di Fassbinder.








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