“Ketticè”, in concorso a Locarno il secondo film di Giovanni Tortorici
In lizza per il Pardo d’oro l’opera seconda del regista italiano che aveva stupito con il suo esordio “Diciannove”
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Uno dei film più attesi del concorso del Locarno Film Festival è diretto da un regista italiano classe 1996: “Ketticè” di Giovanni Tortorici non è un film che segnaliamo in questo modo per questioni patriottiche, anzi, ma perché è l’opera seconda di un autore che aveva sorpreso moltissimo con il suo esordio “Diciannove” del 2024.
Chiedilo al Sole
Dopo aver lavorato come assistente per la miniserie “We Are Who We Are” di Luca Guadagnino del 2020, Tortorici è passato alla regia anche grazie allo stesso Guadagnino, produttore sia di “Diciannove”, sia di “Ketticè”.
Nel film precedente Tortorici si concentrava su un giovane universitario, inquieto e incerto su quali potessero essere realmente il suo futuro e il suo posto nel mondo. “Ketticè” è una sorta di prequel simbolico, dato che i temi sono abbastanza simili ma si spostano all’interno del mondo degli studenti delle superiori.
Ambientato a Palermo, nel 2012, il film ha come protagonista Giulio, un sedicenne apatico e insoddisfatto, che vive le sue giornate senza slancio: nessun entusiasmo per la scuola, nessuna prospettiva per il futuro. L’incontro con Ketty, coetanea più risoluta, gli offre una fuga dalla monotonia. I due stringono un’amicizia esclusiva, un rifugio condiviso alla ricerca della libertà, lontano dallo sguardo giudicante del mondo adulto.
Prendendo spunto da sue esperienze personali (non sembra un caso che il regista avesse esattamente la stessa età del protagonista, nell’anno in cui il film è ambientato), Tortorici racconta il complesso periodo dell’adolescenza, senza lesinare una certa critica nei confronti dell’istituzione famigliare e di una scuola che finisce per rischiare di tarpare le ali ai giovani piuttosto che insegnare loro adeguatamente.










