Omnibus digitale

Sistemi di AI ad alto rischio, obblighi rinviati al 2027

Fra le modifiche, approvate dal Parlamento Ue, anche il no alle sovrapposizioni normative per le macchine e il divieto di app di nudificazione

di Camilla Colombo

epa12918351 Una veduta dell'emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia, il 28 aprile 2026. L'attuale sessione plenaria si svolge dal 27 al 30 aprile 2026.  EPA/RONALD WITTEK EPA

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Continua il percorso dell’Unione Europea verso una semplificazione delle norme e delle regole relative all’intelligenza artificiale. La normativa, approvata ieri in via definitiva dal Parlamento europeo, fa parte del settimo pacchetto di semplificazione proposto dalla Commissione europea il 19 novembre 2025, il cosiddetto Omnibus digitale sull’AI (Omnibus VII), per aiutare le imprese nell’implementazione della legge sull’intelligenza artificiale (2024/16899). In particolare, le modifiche riguardano il rinvio di alcuni obblighi per i sistemi di AI ad alto rischio; l’eliminazione delle sovrapposizioni normative per la sicurezza delle macchine; il divieto degli strumenti di “nudificazione” e creazione di materiale sessuale sui minori, generati dall’intelligenza artificiale.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il rinvio

Le misure di rinvio e riduzione degli obblighi per i sistemi che usano l’AI, adottate con 423 voti a favore, 57 contrari e 174 astenuti, alleggeriscono la burocrazia prevista per le imprese e dilatano i tempi di adozione, per garantire che siano prima predisposti gli standard e le misure di sostegno necessari, ma mantengono le disposizioni principali e l’approccio basato sul rischio che hanno caratterizzato l’AI Act.

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Gli obblighi per i sistemi ad alto rischio si applicheranno:

  • dal 2 dicembre 2027 per i sistemi di AI indipendenti ad alto rischio;
  • dal 2 agosto 2028 per i sistemi di AI integrati come componenti di sicurezza e disciplinati dalla normativa settoriale Ue sulla sicurezza e la vigilanza del mercato.

La legge rinvia, inoltre, al 2 dicembre 2026 l’applicazione degli obblighi di marcatura ed etichettatura dei contenuti generati dall’AI, in modo chiaro e leggibile, per aumentare la trasparenza.

Divieto di “nudificazione”

Sempre entro il 2 dicembre prossimo, le imprese dovranno adeguarsi alla legge che vieta i sistemi di AI che generano materiale di abuso sessuale su minori o creano immagini, video e audio che raffigurano le parti intime di una persona identificabile o attività sessualmente esplicite senza il suo consenso. I fornitori non potranno immettere questi sistemi sul mercato dell’Unione, salvo che siano dotati di adeguate salvaguardie tecniche per impedirne la creazione. Il divieto si applica anche agli utilizzatori.

Alleggerimento normativo e burocratico

Le altre modifiche alla legge sull’AI partono dall’eliminazione delle sovrapposizioni normative per le macchine che usano l’intelligenza artificiale, chiarendo che i produttori dovranno rispettare solo la normativa settoriale in materia di sicurezza, all’estensione alle piccole imprese a media capitalizzazione (Smc) delle esenzioni previste per le Pmi da alcune norme, per sostenerne la crescita. Nel mezzo, c’è anche una revisione della definizione di “componente di sicurezza”, per cui i prodotti con funzioni di AI che si limitano ad assistere gli utenti o a ottimizzare le prestazioni non saranno automaticamente soggetti agli obblighi previsti per i sistemi ad alto rischio, se il loro guasto o malfunzionamento non comporta rischi per la salute o la sicurezza. Ma anche la possibilità di trattare dati personali quando strettamente necessario per individuare e correggere distorsioni, con adeguate garanzie sia nei sistemi ad alto rischio sia in quelli non ad alto rischio. Infine, una semplificazione dell’applicazione delle norme per alcuni sistemi di AI per finalità generali attraverso l’Ufficio europeo per l’intelligenza artificiale.

Prima di poter entrare in vigore, la legge dovrà essere formalmente adottata dal Consiglio. La maggior parte delle disposizioni della legge sull’Ai Act, che non sono state modificate da questo iter legislativo, inizierà ad applicarsi dal 2 agosto.

Le reazioni

Durante il dibattito in plenaria, la correlatrice per la commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori, Arba Kokalari, è stata molto chiara sulle motivazioni che hanno spinto il Parlamento ad adottare queste modifiche. «Con queste misure stiamo mettendo in pausa l’attuazione della legge sull’AI e riducendo gli oneri burocratici per imprenditori e ingegneri. Deve essere più semplice creare le imprese tecnologiche del futuro e consentire loro di restare in Europa. Stiamo, inoltre, eliminando la duplicazione delle norme per le macchine basate sull’AI e riducendo gli obblighi di rendicontazione per aiutare le imprese».

Il correlatore per la commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Michael McNamara, si è focalizzato, invece, sul divieto di app di “nudificazione”: «Queste applicazioni colpiscono persone reali, in larga maggioranza donne, con l’obiettivo di umiliarle, degradarle e oggettificarle. Sono orgoglioso che questo Parlamento si sia battuto per il divieto, che entrerà in vigore prima della fine di quest’anno».

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