Dal Consiglio Ue primo via libera ai portafogli digitali per le imprese
Gli European business wallets sono progettati per digitalizzare e semplificare gli scambi in tutta l’Ue sia tra aziende sia con le Pa
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I punti chiave
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Ieri, 9 giugno, il Consiglio Europeo ha adottato la propria posizione sulla proposta di istituire portafogli aziendali europei (European business wallets), uno strumento digitale progettato per semplificare e mettere in sicurezza le interazioni aziendali in tutta l’Unione Europea sia tra imprese sia con le amministrazioni pubbliche.
Basandosi sul quadro eIDAS2, i portafogli aziendali europei permetteranno alle imprese di digitalizzare molte operazioni che attualmente richiedono una gestione in presenza in modo da consentire, tramite una soluzione europea armonizzata, comunicazioni sicure e lo scambio di documenti transfrontaliero per le imprese che operano in diversi Stati membri.
Adozione entro il 2026
L’adozione della posizione del Consiglio dimostra l’impegno degli Stati membri a raggiungere un accordo finale su questa legislazione entro la fine del 2026, come richiesto dai leader dell’Ue nelle conclusioni del Consiglio europeo di marzo 2026. L’adozione dei portafogli aziendali europei è in linea con la roadmap «Un’Europa, un mercato», che mira a trasformare l’Ue in un vero mercato unico senza soluzione di continuità. Le aziende che utilizzano un portafoglio aziendale europeo saranno in grado di:
- verificare l’identità degli altri e dimostrare la propria digitalmente;
- creare, archiviare e condividere documenti attendibili istantaneamente, comprese licenze, permessi e certificati verificati;
- firmare, timbrare e sigillare documenti elettronicamente;
- delegare l’autorità legale ai rappresentanti;
- comunicare in modo sicuro con altre imprese o amministrazioni pubbliche attraverso un canale digitale efficiente.
Obiettivi e chiarimenti
Le disposizioni chiave della posizione del Consiglio si concentrano su:
- interoperabilità: il Consiglio sottolinea che i portafogli aziendali europei dovrebbero integrare piuttosto che sostituire i sistemi nazionali B2B e B2G esistenti;
- equivalenza: sebbene le azioni digitali tramite i portafogli aziendali europei siano ampiamente riconosciute come legalmente equivalenti ai processi tradizionali basati su carta, il Consiglio specifica che i requisiti amministrativi e procedurali nazionali rimangono applicabili;
- procura/mandati legali: gli Stati membri precisano che il sistema di autorizzazione stabilito nella proposta non è inteso a influenzare alcuna procura o mandato legale previsto dalla normativa nazionale o dell’Unione;
- fornitori EBW: per migliorare la cybersicurezza, il Consiglio ha innalzato la soglia per l’autorizzazione dei fornitori europei di portafogli aziendali. Gli Stati membri hanno introdotto l’obbligo per la Commissione di adottare atti di esecuzione che rendano chiari i dettagli della documentazione da presentare da parte dei potenziali fornitori europei di portafogli aziendali. In caso di non conformità sistemica dei fornitori europei di portafogli aziendali, il Consiglio ha anche garantito un maggiore coinvolgimento dell’organo di vigilanza nazionale;
- tempistiche: agli organi di vigilanza nazionali incaricati di esaminare le domande dei fornitori è stato concesso un termine più lungo (fino a 60 giorni invece dei 30 giorni inizialmente proposti). Inoltre, tutte le scadenze sono state raggruppate e razionalizzate nella proposta per maggiore chiarezza.
Ora che il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale, possono avviarsi anche le negoziazioni con il Parlamento europeo nell’ambito della procedura legislativa ordinaria non appena quest’ultimo avrà adottato la sua posizione.







