Digitalizzazione

Cie a vita per gli over 70 e tessera elettorale digitale: cosa cambia con il Dl Pnrr

Il processo di semplificazione include anche l’acquisizione d’ufficio dell’Isee nella Piattaforma digitale nazionale dati

di Camilla Colombo e Camilla Curcio

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Alleggerire la burocrazia facendo leva sulla digitalizzazione. È questo uno degli obiettivi chiave del Dl Pnrr (Dl 19/2026) che, approvato alla Camera con 145 voti favorevoli, 4 astenuti e 62 contrari, arriverà la prossima settimana in Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile. Lo snellimento degli oneri a carico dei cittadini (soprattutto i più fragili), dunque, non è soltanto uno slogan e prende forma in una serie di misure concrete: dalla carta d’identità elettronica senza scadenza per gli over 70 alla tessera elettorale digitale, fino all’acquisizione diretta - da parte delle amministrazioni pubbliche - dei dati relativi all’Isee tramite la Piattaforma digitale nazionale dati. Ma proviamo a capire nel dettaglio cosa cambierà.

Cie “a vita” per gli over 70

Novità attesa da tempo o, perlomeno, da quando il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, nel novembre 2025, aveva annunciato l’intenzione del Governo di abolire il rinnovo periodico per i cittadini ultrasettantenni, la misura prevede - come si legge all’articolo 6, comma 2 del decreto - che la carta d’identità elettronica, rilasciata a soggetti che abbiano compiuto o superato il settantesimo anno di età al momento della domanda, abbia una validità illimitata. C’è, però, un requisito: la disposizione, infatti, varrà soltanto per documenti emessi dal 30 luglio 2026 in poi. Tutte le carte d’identità rilasciate prima di questo termine, invece, continueranno ad avere durata decennale e dovranno essere rinnovate in base alle regole canoniche finora in vigore e in linea con gli standard di sicurezza previsti dalla legislazione europea.

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Per il resto, cambia poco: la Cie “a vita” potrà continuare a essere utilizzata anche per l’espatrio o come strumento di autenticazione ai servizi online della Pubblica amministrazione (in alternativa allo Spid). E, soprattutto, resta ferma la facoltà dell’interessato di chiederne eventualmente il rinnovo dopo dieci anni per esigenze legate al certificato di autenticazione digitale, utile per fruire dei servizi online erogati da enti pubblici e privati.

Nella gestione dell’iter di rinnovo, dunque, i singoli Comuni dovranno adottare come riferimento le nuove disposizioni normative e, quanto ai casi particolari (ad esempio, un soggetto over 70 residente a Milano ma che, per fare una serie di cure, è costretto a spostarsi stabilmente a Palermo per un anno), non subentrano eccezioni: potrà richiedere la Cie illimitata negli uffici comunali della città in cui momentaneamente si trova e sarà loro discrezione comunicare al Comune di residenza l’avvenuta pratica.

Da qui ai prossimi mesi le amministrazioni comunali potrebbero predisporre Open day e servizi appositi per gestire le procedure di rilascio della Cie (al di là della novità per gli ultrasettantenni, dal 3 agosto in poi ci sarà per tutti l’obbligo di carta d’identità elettronica). Ci sono Comuni che lo stanno già facendo, coinvolgendo nella chiama per prenotare gli slot tutti i cittadini senza differenza d’età. E altre realtà, come ad esempio il Comune di Milano, che hanno potenziato questo servizio soprattutto per gli over 70, contattandoli telefonicamente. Si tratta, in ogni caso, di iniziative a discrezione locale, gestite in rapporto al volume di richieste e vincolate anche alla disponibilità degli uffici in termini di risorse umane da impiegare.

La modernizzazione della macchina punta a mettere a segno due importanti risultati: semplificare gli adempimenti, riducendo le incombenze a carico dei cittadini anziani (che in Italia, secondo dati Istat riferiti alla popolazione residente al 1° gennaio 2025, sono 10.831.525) e dei Comuni, e agevolare una razionalizzazione delle risorse amministrative, così da ridurre il carico di lavoro degli uffici, il volume di appuntamenti e prenotazioni e, soprattutto, i tempi d’attesa per il rilascio della carta d’identità elettronica.

Tessera elettorale digitale

Il processo di digitalizzazione portato avanti dal Dl Pnrr coinvolge, come detto, anche il sistema elettorale, in particolare all’articolo 6, comma 3, dove si prevede che la tessera elettorale possa essere rilasciata in modalità digitale, sulla base dei dati integrati nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). A sostegno di questa misura anche una dotazione finanziaria, introdotta nel comma 3-bis, che autorizza la spesa di 400mila euro per il 2026, di 800mila per il 2027 e di 400mila per il 2028 in favore del ministero dell’Interno per il potenziamento del Sistema informativo elettorale (Siel). L’investimento è finalizzato allo svolgimento di attività di raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi alle consultazioni elettorali e referendarie tramite lo sviluppo, la manutenzione evolutiva, adeguativa e correttiva del Siel. A tal proposito, è bene ricordare che è stato istituito un Fondo, nello stato di previsione del ministero dell’Interno, destinato al potenziamento delle prestazioni dei servizi erogati dal Siel. Al Fondo è assegnata una dotazione pari a 800mila euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027.

Come anticipato, quindi, la tessera elettorale personale potrà essere rilasciata, oltre che dal proprio Comune, anche in modalità digitale: uno o più decreti del ministro dell’Interno, definendo le caratteristiche tecniche della tessera elettorale digitale, potranno valutarne la sua eventuale confluenza nell’IT-Wallet. Gli stessi decreti dovranno anche disciplinare le modalità di utilizzo digitale o la possibilità di impiegare la copia analogica solo nel seggio d’iscrizione dell’elettore. L’obiettivo, infatti, è prevenire il rischio del cosiddetto “doppio voto” escludendo dalla possibilità d’impiego della copia analogica le categorie di elettori ammesse a votare in un seggio diverso da quello di appartenenza.

Dati Isee tramite Pdnd

Sempre in un’ottica di digitalizzazione e di semplificazione delle procedure a carico del cittadino, ecco, infine, l’introduzione del comma 1 dell’articolo 6 del Dl Pnrr: scuole, università, Comuni e altre amministrazioni pubbliche, che possono concedere prestazioni agevolate, hanno la facoltà di acquisire d’ufficio i dati relativi all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare presenti – in base agli inserimenti operati dall’Inps – nella Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd). L’acquisizione di ufficio è limitata ai dati strettamente necessari alla concessione della prestazione agevolata ma permetterà un bel risparmio di tempo perché non sarà più necessaria la presentazione all’ente o all’amministrazione dell’Isee.

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