Abusi dello chef Redzepi: si dimette dopo aver perso gli sponsor
Lo chef si è scusato per il dolore recato in passato e ha promesso di essere cambiato
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A poche ore dall’apertura, prevista l’11 marzo a Los Angeles, del pop-up del Noma - il ristorante di Copenaghen più volte considerato il migliore al mondo e ora travolto dalle accuse di soprusi rivolte al suo chef e fondatore René Redzepi, due dei principali sponsor, American Express e Blackbird, si ritirano dal progetto. E il celebre chef rassegna le dimissioni.
Le dimissioni
Considerato uno dei migliori cuochi del mondo, inventore della cosiddetta “nuova cucina nordica”, lo chef ha annunciato la decisione con una storia su Instagram, in cui parla commosso ai dipendenti riuniti in sala prima dell’apertura. «Dopo oltre due decenni passati a costruire e guidare questo ristorante, ho deciso di fare un passo indietro e lasciare che i nostri straordinari leader accompagnino il locale nel suo prossimo capitolo», ha detto il danese, che ha ammesso di avere avuto comportamenti sbagliati in passato, ma promette di essere cambiato.
Redzepi si è dimesso anche dal consiglio di amministrazione di Mad, un’organizzazione no-profit da lui fondata nel 2011, che sul suo sito web dichiara di concentrarsi sull’assistenza a chi è alle prime armi nel settore della ristorazione.
Lo scandalo e gli sponsor
Alla base della rinuncia degli sponsor c’è l’inchiesta del New York Times che riporta accuse di abusi e comportamenti aggressivi avvenuti in passato nei confronti dei dipendenti del Noma di Copenaghen, oggi chiuso, da parte dello chef. Accuse che hanno fatto il giro del mondo nei giorni scorsi.
American Express aveva riservato sei serate per i suoi clienti Platinum negli Stati Uniti, mentre Blackbird aveva acquistato biglietti per circa 100mila dollari distribuiti lungo tutta l’apertura, prevista per 16 settimane, a 1.500 dollari a coperto, andati sold out in 60 secondi.







