Ristoranti virtuali: cosa prevede la normativa
Il fenomeno delle ghost e dark kitchen vengono fatte rientrare nel più generico “take-away”
di Maria Teresa Manuelli
4' di lettura
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Ghost e dark kitchen in Italia sono un fenomeno nuovo, al punto che ancora non esiste una classificazione specifica per questa tipologia di ristorazione. Secondo quanto previsto dalla normativa vengono fatte rientrare nel più generico “take-away”.
Quali sono le regole in Italia
Nel caso si voglia aprire un “ghost restaurant” o “ristorante virtuale” l'iter è davvero semplice per chi già possiede un locale a norma, tradizionale. In questo caso basta creare la nuova “insegna virtuale”, decidere il proprio menù e affiliarsi a una qualche piattaforma di food delivery.
Chi invece decide di avviare una nuova attività di “dark kitchen” cioè una cucina dove preparare i cibi solo per le consegne online, senza un vero ristorante tradizionale alle spalle, deve partire da zero. Per la Camera di Commercio è da collocarsi nella categoria 56.10.2 (Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto; - preparazione di pasti da portar via “take-away” - attività degli esercizi di rosticcerie, friggitorie, pizzerie a taglio eccetera che non dispongono di posti a sedere).
In sintesi è necessaria una Scia sanitaria per i requisiti dei locali come previsto dal Regolamento CE n. 852/2004 e il superamento di un corso - anche online - HACCP per la trattazione degli alimenti.
Scegliere gli spazi giusti
«L’incremento degli ordini online e la relativa difficoltà di gestione sono due aspetti che rendono essenziale la realizzazione di un'area dedicata esclusivamente alla preparazione dei cibi da asporto. Ecco come nasce il fenomeno delle dark kitchen, che noi in Glovo chiamiamo anche Cook Room, ovvero spazi equipaggiati con cucine professionali dotate di ogni utensile e fornitura necessaria agli chef, che preparano esclusivamente piatti take away pronti da consegnare direttamente ai rider», spiega Elisa Pagliarani, General Manager di Glovo Italia.
Glovo ha già avviato in Spagna e in Sudamerica un paio di progetti pilota e presto testerà anche la piazza di Milano. All’interno delle cook room, sono previste diverse postazioni separate l'una dall'altra dove gli chef preparano i propri piatti secondo regole precise, rimanendo conformi alle norme di igiene.







