Cibo e architettura

Quisimangia, il ristorante di Mutti è all’insegna della sostenibilità

Progetto green affidato a Cra Carlo Ratti Associati e servizio catering a cura di VCook, società del tristellato Cerea. Per ora il ristorante è riservato ai dipendenti, in futuro sarà aperto alla comunità

di Emiliano Sgambato

La cucina di Quisimangia, il nuovo ristorante azienda di Mutti

2' di lettura

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Inaugurato «Quisimangia», il nuovo ristorante aziendale del Gruppo Mutti, frutto di un progetto che ha l’obiettivo di rispecchiare i «valori fondanti di qualità e sostenibilità» che ispirano l’azienda di Parma presente in 100 Paesi e che nel 2023 ha fatturato 665 milioni di euro grazie a 525mila tonnellate di pomodoro trasformate.

Il progetto è stato avviato nel 2022 e ideato dallo studio internaizonale di design e architettura Cra - Carlo Ratti Associati e fin dall’inizio è stato concepito come uno spazio in cui concretizzare, attraverso un servizio di catering d’eccellenza, affidato a VCook, società della famiglia Cerea del ristorante Da Vittorio di Brusaporto (tre stelle Michelin), «la filosofia gastronomica rispettosa dell’ambiente che da sempre caratterizza Mutti e che trova applicazione già nella sua linea di referenze, dai sughi alle zuppe fresche», comunicano dall’azienda.

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Esterno del ristorante Mutti Quisimangia, integrato con l’ambiente circostante

Integrando elementi di sostenibilità e circolarità, l’edificio infatti riutilizza i pomodori scartati dalla produzione di Mutti che, riciclati, sono stati impiegati nella creazione della resina di cui sono composti i pavimenti interni, mentre il risparmio energetico è stato massimizzato dall’implementazione di nuove tecnologie di controllo ambientale. Attorno al Quisimangia, inoltre, su una superficie ampia più di un ettaro, sorgerà un giardino dedicato esclusivamente a piante e prodotti di origine regionale, curato dall’architetto Paolo Pejrone, specializzato in progettazione paesaggistica.

Dopo una prima fase in cui sarà aperto esclusivamente ai dipendenti di Mutti dell’headquarter di Montechiarugolo, l’obiettivo è aprire il ristorante alla comunità, generando ulteriore indotto economico per il territorio e confermando Parma come meta gastronomica d’eccellenza all’interno della Food Valley.

Riciclo e sostenibilità alla base del nuovo ristorante Quisimangia di Mutti

«Quando abbiamo cominciato a riflettere sulla possibilità di costruire un ristorante aziendale sapevamo che non avremmo voluto abdicare, in nessun modo, a quello che per noi di Mutti è più importante dicantenn tutto: la qualità, intesa qui nella sua accezione più ampia - ha commentato Francesco Mutti, ad dell’azienda -. Volevamo dare alle nostre persone un luogo dove la filosofia aziendale potesse percepirsi, e dove vedere realizzata la nostra visione di un mondo in cui il benessere e la sostenibilità ambientale sono due facce della stessa medaglia, e in entrambe il buon cibo ha un ruolo centrale. Carlo Ratti, insieme al suo team, ha saputo interpretare alla perfezione i valori fondanti di Mutti per creare un edificio che ci rispecchia in tutto».

Da sinistra, Carlo Ratti, Francesco Mutti e Bobo Cerea

«Siamo partiti da un gesto piuttosto semplice e primordiale: ricavare terra dalla terra - ha spiegato Carlo Ratti - alzando una zolla per costruire un nuovo spazio. Il progetto, infatti, porta avanti la nostra ricerca di fondere il mondo naturale e quello artificiale: abbiamo pensato a uno spazio dinamico e aperto, in cui le persone non sono solo sotto la zolla e immersi nel verde, ma anche in un luogo in cui incontrarsi».

Il progetto si inserisce in continuità con il masterplan già avviato da Cra e Italo Rota Studio nel 2016 per l’azienda, il cui primo tassello era stato The Greenary, la struttura abitativa costruita intorno a un albero e che dal 2021 è la residenza di Francesco Mutti.

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