Ocm vino

Progetti per la promozione del vino all’estero: arrivano iter e regole più semplici per aiutare le imprese

Il ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare a breve pubblicherà il nuovo bando sulla promozione: 100 milioni di fondi accessibili con una procedura online e che ora prevedono varianti di progetto

di Giorgio dell'Orefice

3' di lettura

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Una forte iniezione di semplificazione per la promozione all’estero del vino italiano. Una prima risposta alle turbolenze dei mercati internazionali viene dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare che a breve pubblicherà il nuovo bando sulla promozione messo a punto dalla direzione promozione e comunicazione guidata da Teresa Nicolazzi e dal capodipartimento Marco Lupo. Una misura che si propone di rispondere alla minaccia dei dazi su quello che è il principale mercato per il vino italia, gli Stati Uniti, con una forte semplificazione procedurale.

Va ricordato che ogni anno l’Ocm vino stanzia per i progetti di promozione del vino italiano (da cofinanziare al 50%) sui mercati dei paesi terzi circa 100 milioni di euro. Una fiche finanziaria quindi da sempre di grande importanza ma ancora più strategica in un frangente di turbolenze commerciali globali.

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La prima e forse più importante novità sarà la possibilità di presentazione dei progetti interamente online mediante il Sian (Sistema informativo agricolo nazionale). Una novità che è frutto di un accordo con tutte le regioni con la sola eccezione di Regione Toscana e Provincia autonoma di Bolzano e che consentirà di evitare di presentarsi materialmente al ministero di via XX Settembre con faldoni di carte, espletando ogni adempimento via internet. La modalità informatica inoltre si prevede ridurrà in maniera sensibile anche le tempistiche di valutazione delle domande.

Altra importante novità è la cancellazione della regola dei “tre preventivi” per ogni voce di spesa per i progetti di promozione destinati a Usa, Canada, Cina, Uk e Svizzera. Occorre però che le spese previste ricadano nelle 76 voci di spesa preindividuate dal Masaf.
Per gli altri paesi resterà in vigore la regola dei “tre preventivi” anche se si sta lavorando per estendere la semplificazione a un maggior numero di sbocchi oltre i primi cinque.

Altra novità di rilievo è la possibilità di spostare attività e relativi costi tra paesi purché vengano mantenuti intatti gli obiettivi e i criteri di ammissibilità che hanno determinato la posizione in graduatoria del progetto. Lo spostamento può avvenire in un novero definito di casi come l’ipotesi in cui sia possibile ottenere risparmi di spesa nelle attività, in caso di realizzazione degli obiettivi del progetto con un budget inferiore, nel caso in cui nel paese terzo oggetto dell’attività promozionale l’importazione e la distribuzione dei vini sia gestita da un monopolio di stato e in cui prescrizioni della stessa autorità rendano necessario riprogrammare le attività.

Altra semplificazione di rilievo riguarda la possibilità di una presentazione agevolata di varianti al progetto che pesino meno del 20% del costo programmato. In questo caso è prevista una approvazione semplificata entro 15 giorni delle varianti.

Arriva anche la cancellazione del “budget minimo Paese”. Finora infatti era prevista una soglia minima di investimento per ciascun paese terzo coinvolto (che era di 200mila euro per progetti nazionali e di 50mila per quelli regionali in caso di investimento in più di un paese terzo). Adesso resterà solo la soglia minima di 500mila euro per progetti nazionali che di solito coinvolgono un gruppo di imprese.

Infine vanno ricordati il raddoppio del limite di spesa per le pubbliche relazioni (che passa dal 5 al 10% del costo del progetto) e l’ammissibilità delle spese per la personalizzazione delle bottiglie per specifici eventi.

«Se oggi è ancora possibile promuovere il vino – ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida – è grazie a Nazioni come l’Italia, che si sono battute per non demonizzarlo. Il vino non è un nemico: fa parte della nostra cultura da millenni. È l’abuso a nuocere, non il consumo consapevole. Questa misura è fondamentale per sostenere le imprese del settore e migliorare i risultati, già significativi, raggiunti nel 2024».

«Unione italiana vini apprezza l’intenso lavoro di confronto e interlocuzione tra filiera e ministero, in particolare del capo dipartimento Marco Lupo e di Teresa Nicolazzi, direttrice generale della direzione Bilancio e Affari generali con delega alla Promozione – commenta il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti –. Ne risultano importanti semplificazioni normative, gestionali e operative che renderanno l’accesso alla misura più efficace e snello, pur nei limiti del Decreto Ministeriale e del regolamento Ue vigenti. Il rispetto del perimetro normativo attuale ha consentito un intervento tempestivo e scongiurato il ricorso a iter istituzionali complessi che avrebbero ritardato la pubblicazione del bando».

«La filiera – hanno commentato le organizzazioni del comparto (Alleanza coop, Assoenologi, Cia, Confagricoltura Copagri, Federdoc, Federvini e Uiv – esprime il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dal ministero riconoscendo i miglioramenti apportati dall’Avviso che rispondono all’esigenza di maggiore semplificazione e chiarezza operativa. Siamo convinti che la prossima campagna di promozione possa contribuire al consolidamento dell’immagine e del valore del vino italiano nel mondo».

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