Clima

El Niño: previsione di un’ondata di calore globale e impatti climatici fino al prossimo inverno

Il fenomeno ciclico El Niño, in arrivo tra maggio e luglio, potrebbe causare temperature record e fenomeni meteorologici estremi in diverse regioni del mondo.

di Lorenzo Pace

(Adobe Stock)

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Il fenomeno El Niño sta per tornare e con sé, in alcune zone del mondo, eventi meteorologici estremi, dalle ondate di calore alle alluvioni.

La sua influenza comunque sarà globale, con un aumento delle temperature diffuso e che potrebbe durare anche fino all’inverno.

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Cosa è El Niño

El Niño è un fenomeno climatico che si sviluppa nell’Oceano Pacifico tropicale.

A spiegarlo è Antonello Pasini, fisico climatologo del Cnr e direttore scientifico dell’Osservatorio meteorologico Milano Duomo.

Si tratta di un evento ciclico, che si alterna con una fase fredda (La Niña) e che avviene ogni 2 o 7 anni.

L’ultima volta, infatti, si è registrato tra il 2023 e il 2024, anni in cui sono state raggiunte temperature record, sopra la soglia critica di 1,5 gradi (individuata con l’Accordo di Parigi) rispetto ai livelli pre-industriali.

Ma come funziona? Le temperature superficiali del mare subiscono un aumento di almeno 0,5 °C per oltre 5 mesi, provocando reazioni meteorologiche diverse in tutto il mondo.

Ondate di calore e alluvioni

In Australia, ad esempio, le conseguenze sono «dirette». Significa ondate di calore e siccità.

Stesso discorso per il Sud America, in Paesi come il Perù, dove arriveranno «alluvioni e piogge intense».

In questo senso, effetti diretti in Europa saranno più difficili da vedere. Quel che certamente arriverà è un aumento delle temperature.

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Ma quanto? Come detto, è un evento ciclico che si è verificato anche pochi anni fa. Tuttavia, il suo impatto non è sempre uguale: «Dipende dalla forza - spiega Pasini - e ci sono proiezioni che dimostrano che dovrebbe essere abbastanza forte».

Soltanto segnali, al momento: dato che comincerà a svilupparsi davvero tra maggio e giugno/luglio, può essere prematuro parlare di un’ondata eccezionalmente calda già adesso.

Di una cosa, però, Pasini è quasi certo: «Probabilmente si supererà ancora quella soglia critica dell’Accordo di Parigi. Possiamo aspettarci una media globale record».

Questo, ovviamente, è dovuto anche al fattore dell’influsso umano in crescita nel corso degli anni. Le emissioni, inoltre, contribuiranno ad estendere la potenza del fenomeno nei mesi successivi.

Non solo l’estate

Non è detto, infatti, che tutto ciò si verifichi in estate.

«Stiamo entrando adesso nel nuovo ciclo - sottolinea il climatologo - ma El Niño forte si avrà in estate, in autunno e forse potrebbe durare anche fino al primo semestre dell’anno prossimo».

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