Proteine vegetali

Plant based, raddoppio del fatturato per le alternative al formaggio di Dreamfarm

La strategia di crescita dell’azienda specializzata su prodotti a base di mandorla punta sull’ampliamento della distribuzione e l’espansione internazionale

di Maria Teresa Manuelli

Cannoli riempiti con un prodotto plant based di Dreamfarm

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Dreamfarm ha chiuso il 2025 con un fatturato di 1,8 milioni di euro, più che raddoppiando i risultati dell’anno precedente quando si era fermata a quota 800mila euro. La società benefit fondata a Sala Baganza (Parma) da Mattia Sandei e Maddalena Zanoni, con l’amministratore delegato Giovanni Menozzi, si conferma protagonista della crescita del plant-based in Italia.

Nel cuore della Food Valley, l’azienda ha sviluppato un approccio innovativo al settore delle alternative vegetali ai formaggi, partendo dalla mandorla attraverso un processo di fermentazione naturale coperto da brevetto europeo. «Siamo stati il principale player che ha contribuito alla crescita della categoria, cresciuta di circa due milioni. Di questi, oltre un milione è dovuto a noi», spiega Menozzi. Un risultato significativo che posiziona Dreamfarm al quarto posto nella categoria, ma al primo per contributo alla crescita del 2025.

Loading...

«I dati NielsenIQ, infatti – sottolinea Menozzi – confermano l’andamento positivo del mercato: la categoria delle alternative vegetali al formaggio ha raggiunto i 16 milioni di euro a retail nei canali Iper + Super, in crescita rispetto agli oltre 13 milioni dell’anno precedente». Il successo di Dreamfarm si fonda su una strategia multicanale che ha visto l’ampliamento significativo della distribuzione in Italia. Dal 2024, quando era presente in Esselunga e alcune cooperative Conad, l’azienda ha aggiunto nel 2025 Alì, Iperal, Conad Nord-Ovest, Coop Alleanza e il Gruppo Megamark, rafforzando così la presenza nel Centro-Sud.

La gamma prodotti conta oggi sei referenze per il retail: mozzarella nel suo liquido di governo, stracciatella, ricotta, spalmabili in due gusti, mozzarella e ciliegine. «Il prodotto per cui siamo più conosciuti, di cui abbiamo anche un brevetto europeo, è l’alternativa alla mozzarella», precisa l’amministratore delegato. A queste si aggiunge una mozzarella in formato filone dedicata al food service, canale che rappresenta circa il 10% del fatturato contro il 90% del retail.

La capacità produttiva attuale supera le 150 tonnellate annuali, con ampi margini di crescita grazie a un unico turno produttivo e una sola linea attiva delle due disponibili nello stabilimento. Sul fronte internazionale, Dreamfarm è presente in alcune delle principali catene europee come Albert Heijn in Olanda, Delhaize in Belgio e Monoprix in Francia, quest’ultima con un’espansione prevista a marzo da pochi negozi a 300 punti vendita.

«Da quando è partita l’azienda abbiamo cercato di stare lontani dal controsenso di molti prodotti vegani, ovvero avere valori nutrizionali peggiori di quelli animali», sottolinea Menozzi, evidenziando l’obiettivo di attrarre non solo vegani, ma anche flexitariani, intolleranti al lattosio e consumatori attenti alla salute. La differenziazione competitiva si basa «su scelte ingredientistiche e nutrizionali precise. A differenza dei prodotti disponibili sul mercato, spesso a base di olio di cocco e amidi modificati, la mozzarella Dreamfarm si distingue per un Nutri-Score A, con soli 0,9 grammi di grassi saturi per 100 grammi e un contenuto superiore di fibre».

Per il 2026, gli obiettivi sono ambiziosi. Sul mercato italiano la priorità è completare la distribuzione raggiungendo insegne come Despar e Dimar, mentre sul fronte del food service l’azienda punta a sviluppare formati dedicati, tra cui monoporzioni e prodotti frozen, facilitando l’adozione da parte dei ristoratori. «Lo scopo è sempre cercare di raddoppiare di anno in anno. Per il 2026 vorremmo avvicinarci il più possibile almeno ai quattro milioni di euro», dichiara Menozzi.

Il team è cresciuto a 15 persone, a supporto dello sviluppo commerciale, produttivo e di innovazione. L’azienda continuerà a investire nei mercati europei già presidiati, consolidando il posizionamento internazionale del brand. Parallelamente, sono in fase di studio nuove referenze, oltre al mondo delle alternative vegetali al cheese.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti