Guerra Russia-Ucraina

Patriot e Samp: ecco perché Kiev vuole le difese antiaeree Usa e italo-francesi

I due sistemi sono per l’Ucraina fondamentali per proteggere gli obiettivi sensibili dai temibili missili ipersonici russi

di Andrea Marini

Borrell al G7: diamo i Patriot a Kiev, non possiamo contare solo sugli Usa

3' di lettura

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Patriot americani e il Samp/T, il sistema di difesa aerea franco-italiano: è quanto reclama Kiev per proteggersi dal diluvio di fuoco russo che arriva dal cielo. I due sistemi missilistici sono per l’Ucraina fondamentali per proteggere gli obiettivi sensibili (in primis le città) dagli attacchi dei missili russi, soprattutto temibili missili balistici aviolanciati ipersonici Kinžal (”pugnale” in russo).

I Patriot

I Patriot americani, diventati famosi nella guerra in Irak, sono fondamentali non solo per contrastare le campagne terroristiche russe, portate avanti con missili “standard”, che bersagliano infrastrutture energetiche e centri abitati, ma anche per ridurre l’impatto delle forze aeree nemiche lungo la linea del fronte. Gli avanzati sistemi occidentali si sono rivelati capaci di abbattere anche il famigerato missile Kinžal. Il sistema radar di scoperta e inseguimento è la parte più importante dell’attrezzatura Patriot, perché in grado di resistere a contromisure elettroniche nemiche, individuare i bersagli a più di 100 chilometri di distanza e inseguire simultaneamente fino a 100 bersagli. Per ogni singola batteria di lancio vanno dispiegati almeno 90 soldati.

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Le disponibilità

I Patriot che potrebbero essere schierati in Ucraina «sono almeno 100», ha dichiarato giorni fa il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, un dato fatto proprio anche dal capo della diplomazia Ue, Josep Borrell. Ma il segretario generale della Nato, Jens Stontelberg, è intervenuto per sottolineare che il numero di batterie in Europa è «un’informazione top secret» e che in ogni caso «sono significativamente» meno di 100.

Il ruolo degli Usa

Il numero uno dell’Alleanza atlantica Stontelberg ha ricordato che sono gli Usa ad avere più sistemi di tutti: 300 le batterie operative capaci di lanciare 1.200 missili, alcune rischierate in Medio Oriente dopo l’inizio del conflitto tra Hamas e Israele. Washington “ha responsabilità globali”, ha detto Stoltenberg, come volesse indicare a Kiev a quale porta bussare.

Chi ce li ha

Sono 16 i Paesi ad avere in dotazione i Patriot, oltre agli Usa ovviamente. In Europa il numero maggiore di sistemi si contano in Germania, che ne ha 12, con oltre ottanta batterie di lancio. Gli altri Paesi nell’elenco americano sono la Grecia, i Paesi Bassi (3 sistemi modernizzati recentemente), la Spagna (6 batterie, a cui se ne aggiungono altre 4 ordinate a ottobre con 24 lanciatori), la Svezia (4), la Romania (7 ordinati, 4 già operativi), la Polonia (6 batterie ma il sistema ancora non è operativo). A questi si aggiungono: Giappone, Corea del Sud, Israele, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Emirati, Taiwan, Baharein. E a sorpresa anche la Svizzera: la prima consegna è prevista a partire dal 2026.

I costi

Il costo dei Patriot si aggira sul miliardo di dollari, 400 milioni per il sistema e quasi 700 per i missili, spina nel fianco del sistema dal punto di vista economico. Lo scorso gennaio, l’agenzia della Nato che si occupa di armamenti ha annunciato il supporto a Germania, Paesi Bassi, Spagna e Romania per l’acquisto di 1.000 missili: il prezzo, scontato, è di 5,5 miliardi di dollari.

Il Samp/T

Il Samp/T è stato invece sviluppato «a partire dai primi anni 2000 nell’ambito del programma italo-francese Fsaf (Famiglia di Sistemi Superficie Aria)», si legge sul sito dell’Esercito italiano. «L’attuale versione del Samp/T ha capacità di avanguardia nel contrasto delle minacce aeree e dei missili balistici tattici a corto raggio». L’Italia ha in dotazione 5 batterie, una tra l’altro schierata in Turchia dal 2016 al 2019 contro missili balistici tattici provenienti dal territorio siriano. La Francia, che li chiama “Mamba”, ne ha 7. Nel giugno dello scorso anno la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron hanno annunciato la consegna a Kiev di una batteria, da allora operativa in Ucraina.

Contro i razzi russi ipersonici

Come i Patriot, anche il franco-italiano Samp/T Mamba può contrastare il missile ipersonico Kinzhal. Tuttavia i due sistemi antimissile raggiungono solo un’altitudine compresa tra 30 e 35 km, mentre il missile ha, come l’Iskander-M (altro sistema missilistico tattico ipersonico russo a corto raggio), una traiettoria semi-balistica che lo fa evolvere, per gran parte del suo volo, tra i 50 e i 60 km di altitudine. L’intercettazione quindi è possibile solo nella sua fase discendente, quando il missile passa sotto un’altitudine di 35 km. È quindi necessario che la batteria antiaerea sia posizionata in prossimità del bersaglio preso di mira dal missile, dell’ordine di qualche decina di chilometri al massimo. Servono quindi più sistemi difensivi per proteggere gli obiettivi sensibili.

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