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Pasta, operazione trasparenza sui messaggi pubblicitari

Iniziativa del Gruppo Pastai di Unione Italiana Food che adottano un Disciplinare sui claim di comunicazione, «a tutela dei consumatori e a garanzia della qualità della pasta italiana»

di E.Sg.

2' di lettura

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I pastai di Unione Italiana Food ribadiscono il proprio impegno per la produzione di pasta di qualità e nella trasparenza verso i consumatori adottando un Disciplinare per la autoregolamentazione dei claim volontari utilizzati nella comunicazione pubblicitaria della pasta.

Si tratta di un percorso volontario approvato all’unanimità dai produttori di pasta di Unione Italiana Food, con l’obiettivo di «garantire una comunicazione sulla pasta imparziale, trasparente e rigorosa». Il documento infatti fornisce indicazioni sui claim utilizzati nella comunicazione pubblicitaria della pasta, «per assicurare che il contenuto dei messaggi sia non solo conforme alla vigente normativa europea, nazionale ed autodisciplinare in materia di corretta e leale comunicazione pubblicitaria, ma anche alla normativa in tema di claim etici che stabiliscono un’implicazione sociale sul consumo di un prodotto, o una correlazione tra l’acquisto di un prodotto e la sua positiva ricaduta sociale».

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«Nel 1967 con la Legge di Purezza i produttori italiani di pasta hanno fissato i parametri che, ancora oggi, permettono a Spaghetti & Co. di essere i migliori al mondo, determinando gli standard qualitativi e i criteri ai quali ci si deve attenere per la loro produzione: l’obbligo di impiegare esclusivamente grano duro nel rispetto di precisi parametri analitici, quali umidità, proteine ed acidità e definendo puntualmente le denominazioni di vendita del prodotto, in base a precisi parametri di riferimento», ricordano da Unionfood.

Il percorso continua oggi prendendo in considerazione parametri come le caratteristiche organolettiche e nutrizionali della pasta e delle materie prime impiegate ai diversi metodi di produzione, fino ai formati funzionali ai condimenti e alle ricette: «Ogni claim pubblicitario utilizzato per promuovere la pasta deve sempre ispirarsi ai principi di onestà, veridicità e correttezza con affermazioni verificabili, non ingannevoli - continua la nota di Unione Italiana Food - che garantiscano un valore aggiunto ancora presente al momento dell’acquisto e del consumo, basate su dati scientifici pertinenti o certificazioni di autorità pubbliche e coerenti con la normativa applicabile. I consumatori, infatti, devono poter compiere la propria scelta commerciale in maniera libera e consapevole».

Le categorie di messaggi su cui si è concentrata l’attenzione del disciplinare sono:

- Ingredienti (grano duro, semola o acqua): caratteristiche della materia prima utilizzata come origine o antichità e specie varietale

- Prodotto (pasta): tenuta in cottura, tenacità, colore

- Processo produttivo: macinazione, decorticazione e lavorazione del grano così come fasi, processi e tecniche di produzione della pasta

- Definizione di “Artigianalità” riferita alla pasta

- Sostenibilità/circolarità del processo produttivo, dal campo alla tavola

- Riciclabilità e sostenibilità degli imballaggi

- Sicurezza alimentare in merito all’assenza di uno o più contaminanti o fitofarmaci

- Proprietà nutrizionali come ad esempio “fonte di fibra”;

- Riduzione di rischio di una malattia

Con l’obiettivo di assicurare terzietà, competenza e scientificità alle scelte che la categoria assume il settore ha demandato la valutazione della conformità del Disciplinare ad Enti Terzi autorevoli (Eta).

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