Spaghetti o penne? Insieme sono il 78% della pasta mangiata dagli italiani
Analisi del gruppo Pastai di Unione italiana food: solo dalla 3° posizione cominciano a delinearsi le preferenze regionali, con formati di pasta iconici utilizzati per le ricette della tradizione: ecco quali
di E.Sg.
3' di lettura
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Spaghetti, spaghettini e spaghettoni. Penne pennette e mezzepenne, lisce o rigate. Le sotto-varianti sono tante, ma i due formati principe della pasta italiana restano loro, e coprono il 78% degli acquisti degli italiani, che ne consumano 23 kg a testa ogni anno (mentre le industrie ne producono 3,6 milioni di tonnellate per un fatturato che sfiora i 7 miliardi di euro).
A fronte di oltre 500 formati di pasta prodotti, sorprende che scegliamo quasi sempre gli stessi. Lo rivela un’elaborazione di Unione Italiana Food su dati Niq che ha fotografato le preferenze in fatto di formati di pasta nel nostro Paese.
A partire dalla 3° posizione cominciano a delinearsi le preferenze regionali, con formati di pasta iconici utilizzati per le ricette della tradizione. «Al Nord (ovest ed est) vincono i fusilli – dicono da Unionfood– mentre nel centro sono le paste corte come le mezze maniche a farla da padrone e al sud la preferenza va alla pasta per brodi e minestre, con la “pasta mista” ad occupare la maggior parte della sezione. Viceversa, al 4° posto, al Nord (ovest ed est) e al Sud vince la pasta corta contro i fusilli che conquistano il Centro e infine, in 5° posizione, la pasta per brodi e minestre predomina al Nord mentre al Centro e al Sud vincono i tigatoni/tortiglioni/maccheroni».
I pastai di Unione Italiana Food in vista del Natale propongono una guida all’abbinamento: «Alcuni abbinamenti vengono da soli o, meglio, sono figli di tradizione e consuetudini secolari (spaghetti aglio olio e peperoncino, trofie con il pesto, tagliatelle con il ragù, siti con la salsa genovese), altre sono coppie più aperte (come la carbonara che, sempre più spesso, abbandona la pasta lunga preferendo rigatoni e mezze maniche). Ma come orientarsi con gli abbinamenti più quotidiani o creativi?» Sono quattro, secondo i pastai i parametri da tenere d’occhio:
1.In che modo la forma della pasta incontra il condimento? Le spire del fusillo o le righe di una penna catturano il sugo, lo spaghetto lo avvolge, una lumachina lo accoglie e così via. Un solo elemento, anche piccolo, cambia tutto: la curvatura di un formato, una variazione nel suo spessore tra rigo e valle, un profumo nel sugo, tempi e modi di cottura (classica, ripassata in padella o risottata, reidratata), perfino il modo di servirla nel piatto o lo strumento con cui la mangiamo: forchetta o cucchiaio? ,








