Dop economy

Parmigiano Reggiano, giro d’affari oltre i 3 miliardi. Investimenti sul turismo gastronomico

Il Consorzio di tutela che quest’anno compie 90 anni: crescita del 5% sul 2022, vendite a volume a +8,4%, export +5,7%. Superato il picco di produzione. Visite nei caseifici aumentate del 10% a 74mila: si punta a quota 500mila

di Emiliano Sgambato

Parmigiano Reggiano, Bertinelli "In Francia oltre il 20% di export"

4' di lettura

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Il Parmigiano Reggiano archivia il 2023 con un giro d’affari al consumo che per la prima volta raggiunge i 3,05 miliardi di euro (contro i 2,9 miliardi del 2022, per un aumento del 5%). Sono i dati del report del Consorzio di tutela che registra risultati positivi per le vendite a volume (+8,4%), sostenute sia dall’export (+5,7%) sia dal mercato italiano (+10,9%). La produzione è invece risultata stabile rispetto al 2022, attestandosi intorno ai 4 milioni di forme.

Superato il picco della produzione 2021

Si è trattato di «un anno di grandi sfide» – sottolineano dalla Dop – perché è stato collocato sul mercato il picco di produzione del 2021 (4,1 milioni di forme) nonostante il contesto di incertezza economica e di calo dei consumi causato dall’inflazione. Questo è stato possibile anche «dalla convenienza relativa del Parmigiano Reggiano nei canali retail e ingrosso, dovuta a un calo delle quotazioni del prodotto stagionato e al contemporaneo aumento dei prezzi dei prodotti concorrenti», ha commentato il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli. Che però ritiene che oggi si sia arrivati a un periodo di stabilizzazione e consolidamento dell’offerta (o almeno questo auspicano gli obiettivi di produzione stabiliti dal Consorzio) in uno scenario di equilibrio che potrà garantire la giusta remunerazione per tutta la filiera.

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Più nel dettaglio, la tendenza ha riguardato anche il mercato del “fresco”: per «il Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore la media annuale delle quotazioni all’origine, pari a 10,12 €/kg, ha registrato nel 2023 un lieve calo del 5% rispetto alla media del 2022 (10,65 €/kg) – si legge in una nota –. La produzione è risultata stabile rispetto al 2022: 4,014 milioni di forme vs 4,002 milioni nel 2022 (+0,3%). Tale stabilizzazione costituisce un punto di forza per guidare il comparto verso condizioni di equilibrio negli anni di commercializzazione 2024 e 2025».

I 90 anni del Consorzio e le nuove sfide

«Nel 2024 il Consorzio compie 90 anni – ha dichiarato Bertinelli – ma ci sentiamo più energici e proiettati al futuro che mai. Stiamo attraversando un momento di forte cambiamento, in cui si profilano con chiarezza le inevitabili rivoluzioni del futuro: il tema della sostenibilità; la gestione dei costi di produzione in uno scenario di incertezze mondiali; la tutela nella dimensione globale dei mercati e degli accordi di libero scambio; le nuove sensibilità dei consumatori. Questi aspetti, centrali per il futuro della Dop e delle imprese della filiera, si manifesteranno in ambiti che dovranno essere governati o presidiati dal Consorzio, fondato il 27 luglio 1934 proprio sul principio della potenza dell’azione collettiva rispetto a quella dei singoli. Insieme fronteggeremo le sfide future».

La grande distribuzione rimane il primo canale di sbocco (65%), seguita dall’industria (17,1%), mentre non riesce ad accelerare la crescita nei consumi il fuori casa (horeca) che rimane ferma all’8,2%. Forte l’aumento della quota delle vendite dirette (+10%) anche se queste rappresentano ancora solo il 5% del totale.

L’importanza strategica dell’export

Le esportazioni pesano per il 43%, con una crescita del 5,7%. «Risultati particolarmente positivi in Spagna (+7,8%), Francia (+6,9%), Stati Uniti, primo mercato estero per la Dop (+7,7%) e Australia (+21,8%). Uniche note negative sono quelle registrate in Canada (-6,5%) e Giappone (-8,2%), rispettivamente per problemi legati alle quote e al cambio», continuano dal Consorzio, che sottolinea i quasi 32 milioni investiti nel 2023 in azioni di marketing, comunicazione e sviluppo, per «evolvere da Dop a marca».

«Nel prossimo futuro, il Consorzio dovrà sempre più investire sulla crescita nei mercati esteri, che rappresentano il futuro della nostra Dop. Ciò impone – ha aggiunto Bertinelli – una partnership sempre più forte tra i produttori e quei commercianti che dispongono di una rete vendite e della forza per affrontare i mercati internazionali. È evidente come, in questo scenario, gli Usa svolgano un ruolo fondamentale; motivo per cui siamo particolarmente preoccupati dal risultato delle elezioni di novembre, in cui rischia di prevalere una politica di protezionismo».

Turismo gastronomico e identità

In particolare si è deciso di puntare con forza sul turismo gastronomico che rappresenta un trend in crescita: le visite nei caseifici – considerate «un veicolo potente per spiegare i valori e le distintività del Parmigiano Reggiano» – lo scorso anno sono state 170mila, in aumento del 10% sul 2022. Di questi, 44.600 visitatori (+19% sul 2022, di cui la metà provenienti dall’estero) hanno prenotato tramite il portale dedicato sul sito del Consorzio. Solamente durante i due weekend dedicati all’evento “Caseifici aperti” (il prossimo appuntamento è fissato per il 20 e il 21 aprile) i partecipanti sono stati 24.500 (+20%).

«Il Parmigiano è molto più di un pezzo di formaggio – spiega Bertinelli – contiene una ricchezza culturale e di valori che i consumatori ritrovano nel rapporto tra loro e tutta la filiera di produzione. Per questo il tema esperienziale è centrale nella nostra strategia. Un turista che ha toccato con mano la realtà della nostra Dop diventa un consumatore fedele e un influencer naturale».

«Grazie al nuovo ruolo riconosciuto ai Consorzi con la riforma europea delle Dop – ha aggiunto Riccardo Deserti, direttore generale del Consorzio – vogliamo rafforzare il ruolo di veicolo per il turismo gastronomico nelle nostre terre e accrescere la capacità ricettiva dei caseifici. Le 170mila visite del 2023 sono un risultato importante, ma la domanda potenziale è ben maggiore, dobbiamo però essere più pronti ad accogliere. Per questo abbiamo deciso di dare un contributo per gli investimenti in questo senso, abbiamo creato un programma di formazione ad hoc e ora dalla nostra piattaforma sarà anche possibile effettuare pagamenti». L’obiettivo è arrivare a 500mila visite in 4 o 5 anni.  


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