Americhe

Papa Francesco: l’amore per lo sport genuino e il legame con il San Lorenzo

Per i colori blu e rosso batteva il cuore da socio-tifoso del Papa, di cui possedeva la tessera numero 88.235. Francesco non ha mai nascosto la sua passione per lo sport

di Marco Bellinazzo

Foto di repertorio rilasciata dal servizio stampa della squadra di calcio del San Lorenzo che ritrae la carta d’identità del cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio. (Prensa Club San Lorenzo / AFP)

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Era una squadra di quartiere il San Lorenzo, una delle tante che si sfidavano per strada nelle partite delle cosiddette “canike”, agli inizi del secolo scorso (dove anche un Jorge Bergoglio ragazzino tirava calci a una pelota de trapo, un pallone di stracci negli anni ’40). Un’abitudine diventata sempre più pericolosa con la crescente urbanizzazione, tanto che un giorno uno dei Los Forzosos de Almagro - così si facevano chiamare i calciatori del Boedo di Buenos Aires - fu investito da un tram durante un match. Fu allora che un prete salesiano don Lorenzo Massa decise di ospitare le partite nell’oratorio della sua parrocchia in Calle México. In cambio i ragazzi si impegnarono a seguire la messa ogni domenica. In suo onore e del quartiere il 1º aprile 1908 nacque così il San Lorenzo, un club che campionato dopo campionato è diventato uno dei cinque “grandi d’Argentina” per vittorie e prestigio.

E proprio per i colori blu e rosso batteva da sempre il cuore da socio-tifoso di Papa Francesco, di cui possedeva la tessera numero 88.235.

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Forse non caso, all’inizio del suo pontificato il San Lorenzo ha scritto le pagine più belle della sua storia calcistica. Nel 2014 infatti la squadra del Papa ha vinto per la prima volta la Coppa Libertadores, l’equivalente sudamericano della Champions League, battendo in finale il Nacional Asunción, e pochi mesi dopo nel Mondiale per club si è arrendeva soltanto al Real Madrid in finale.

Appena dopo la sua elezione nel 2013 Papa Francesco aveva scritto una lettera per ringraziare il San Lorenzo per il sostegno ricevuto e aveva voluto ricordare l’origine della sua passione sportiva con queste parole: «A 10 anni seguii la gloriosa campagna del ’46. Quel gol di Pontoni!», rievocando la rete segnata dall’attaccante, detto il Chancha, che aveva regalato al San Lorenzo il suo terzo titolo argentino.

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Ma a parte il San Lorenzo, Papa Francesco non ha mai nascosto la sua passione per lo sport. E nell’ottobre 2016, dopo i Giochi di Rio, all’apertura del convegno mondiale sullo sport al servizio dell’umanità, nell’Aula Paolo VI, aveva voluto esprimerla con questa riflessione, quanto mai contemporanea: «La sfida sarà mantenere la genuinità dello sport, di proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale. Sarebbe triste, per lo sport e per l’umanità, se la gente non riuscisse più a confidare nella verità dei risultati sportivi, o se il cinismo e il disincanto prendessero il sopravvento sull’entusiasmo e sulla partecipazione gioiosa e disinteressata. È importante lottare per il risultato, ma giocare bene, con lealtà lo è ancora di più».

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