L’addio a Papa Francesco. Il testamento: «La mia sofferenza offerta al Signore per la pace e la fratellanza dei popoli»
Il mondo in lutto. Mattarella: «Avverto un grave vuoto, Papa era un riferimento». La premier Meloni: «Ci lascia un grande uomo e un grande pastore»
di Andrea Carli
10' di lettura
I punti chiave
- Il testamento del Papa era pronto da giugno 2022
- L’annuncio della notizia
- Mercoledì messa a Gerusalemme presso chiesa Santo Sepolcro
- Mattarella: avverto un grave vuoto, Papa era un riferimento
- Meloni: «Tutti ricorderanno Francesco come Papa della gente»
- Von der Leyen, eredità Francesco guiderà a mondo più giusto
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Addio a Bergoglio, il Papa argentino, gesuita, che ha rivoluzionato la Chiesa e che ha assunto il nome di Francesco ispirandosi a San Francesco d’Assisi, simbolo di povertà. L’annuncio della morte di Francesco è stato dato nella mattinata di lunedì 21 aprile nella Cappella di Casa Santa Marta dal camerlengo, il cardinale Kevin Farrell. Accanto a lui il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il Sostituto mons. Edgar Pena Parra e il Maestro delle Cerimonie mons. Diego Ravelli.
Il Papa è morto di ictus cerebri, coma e collasso cardiocircolatorio irreversibile, secondo quanto si legge nel certificato medico. Francesco era affetto «da pregresso episodio di insufficienza respiratoria acuta in polmonite bilaterale multimicrobica, bronchiectasie multiple, ipertensione arteriosa, diabete tipo II». L’accertamento della morte «è stato effettuato attraverso registrazione elettrocardiotanatografica».
Il testamento del Papa era pronto da giugno 2022
La sala stampa ha diffuso il testamento del Papa che era pronto dal 29 giugno 2022, «sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna», scriveva già allora Papa Francesco.
«Chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore», indica il Papa nel testamento. «Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale». Il sepolcro «deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus».
Le volontà si chiudono con una invocazione affinché «il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me. La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli».


