Aiuti alle aziende

Nuove imprese, non solo credito

Cresce il numero di banche digitali e fintech che offrono servizi online per supportare chi avvia realtà imprenditoriali

di Marco Barlassina

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E se il problema dell’imprenditoria giovanile in Italia non fosse tanto la scarsità di incentivi quanto l’eccesso di disincentivi e complicazioni? Secondo una ricerca realizzata dall’ING People Insight Lab su un campione di titolari di partita Iva, più della metà degli italiani, quando pensa di mettersi in proprio, considera la burocrazia uno dei principali ostacoli.

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Non stupisce quindi che, anche tra chi ha compiuto il salto psicologico e imprenditore lo è diventato davvero, sia diffusa l’esigenza di supporto per fare fronte alle numerose incombenze amministrative. Si moltiplicano così anche le offerte bancarie che affiancano al conto corrente servizi di supporto alle attività quotidiane di freelance, piccoli imprenditori, startupper e professionisti. Non solo attraverso condizioni economiche ad hoc, quanto con la previsione di servizi digitali pensati per semplificare aspetti specifici come la fatturazione, l’organizzazione amministrativa o la conformità normativa. Le opzioni sono numerose e possono arrivare a prevedere anche servizi collaterali, come sconti sugli spazi di co-working o sull’organizzazione di viaggi aziendali.

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Un’offerta che si adatta alle imprese da poco costituite ma anche al loro percorso evolutivo, perché spesso i neo-imprenditori iniziano con un’unica esigenza, come l’accettazione dei pagamenti o la gestione delle spese e nel tempo tali esigenze si espandono fino a includere pagamenti internazionali, spese del team, tesoreria e gestione del capitale circolante.

A muoversi con più convinzione su questo terreno sono le banche digitali e le fintech, che proprio del pubblico giovane fanno il loro target principale, oppure le banche nate online e che solo di recente hanno iniziato a prevedere l’apertura di un certo numero di sportelli sul territorio.

L’offerta

L’antesignano di questo tipo di conti in Italia è Hype Business, lanciato dal brand di Banca Sella già nel 2022 per rivolgersi a ditte individuali, liberi professionisti e titolari di partita Iva. La soluzione prevede tra le altre cose la funzione “Tax manager”, che permette alle Partite Iva a regime forfettario di stimare imposte e contributi in anticipo e di accantonare in uno specifico salvadanaio senza vincolo le somme necessarie per gestire le scadenze fiscali. Oppure ancora il servizio “Radar”, che aggrega diversi conti (sia personali sia business) in un’unica dashboard consultabile via app per avere visibilità e controllo delle finanze. Ma strumenti intelligenti di budgeting per la gestione del denaro e strumenti avanzati di monitoraggio delle spese fanno parte anche dell’offerta della banca digitale N26, suddivisa in Business Metal, Go, Smart e Standard.

Per Qonto, soluzione di gestione finanziaria che affianca oltre 600mila Pmi e professionisti in otto Paesi (è attiva in Italia dal 2019), tutti i piani prevedono la fatturazione elettronica (creazione, invio tramite SDI e tracciamento pagamenti), l’accesso dedicato per il commercialista (profilo in sola lettura per estratti conto e giustificativi), l’integrazione con software gestionali e il controllo centralizzato per la gestione delle spese del team.

Un altro esempio è quello di Tot, piattaforma fintech italiana fondata da Doris Messina (ceo) e Bruno Reggiani (coo), che tra le molte funzioni mette anche a disposizione un ecosistema di partner selezionati per rispondere alle esigenze di chi avvia un’impresa, prevedendo sconti o benefit: da LexDo.it, attiva nella costituzione societaria digitale, alle partnership con coworking per accesso agevolato, passando per Google Workspace, DocuSign, Subbyx, Uber for Business o FedEx.

L’offerta di Revolut, da poco diventata la quinta banca per numero di clienti in Italia (oltre cinque milioni), si sviluppa su due prodotti distinti: Revolut Pro, rivolto a liberi professionisti, ditte individuali e persone che gestiscono attività secondarie, e Revolut Business, che si rivolge alle aziende registrate, dalle startup alle grandi imprese. Nel primo rientrano strumenti di accettazione dei pagamenti come link di pagamento, codici QR e Tap-to-Pay e strumenti di gestione aziendale di base, nel secondo strumenti per buste paga e pagamento delle fatture, funzionalità multivaluta e prodotti di tesoreria.

A fine maggio, Ing Italia, la branch italiana del gruppo bancario olandese Ing, ha ulteriormente arricchito Arancio Business (lanciato a inizio 2026), una proposta di servizi digitali dedicata ai titolari di Partita Iva nelle categorie lavoratori autonomi, liberi professionisti e ditte individuali. Al fianco di un conto corrente a prezzo dinamico (ogni mese viene applicato il piano più vantaggioso per il cliente, con il canone e il costo delle principali operazioni che vengono calcolati in maniera retroattiva in base alle operazioni effettuate nel mese), prevede un softPos, su richiesta, che trasforma lo smartphone in un terminale di pagamento contactless senza costi fissi, ma anche la possibilità di avere un Pos fisico, sconti per la prenotazione di viaggi e spazi di co-working, fino all’accesso scontato ai servizi di Fiscozen, per gli aspetti fiscali e amministrativi legati all’apertura e alla gestione della Partita Iva.

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