Banche e Fintech

La Bce interviene per limitare la crescita di Revolut in Europa

Da Bruxelles un richiamo al rispetto delle regole, vista la facilità dei nuovi prodotti in Europa lanciati dalla banca digitale

di Biagio Simonetta

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La Banca centrale europea è intervenuta per limitare temporaneamente l’espansione di Revolut in Europa, chiedendo alla fintech britannica di rafforzare i propri sistemi di controllo interno prima di procedere con il lancio di nuovi prodotti finanziari. Lo riporta il Financial Times, spiegando che il tutto è avvenuto nel corso del 2025.

Secondo il quotidiano britannico, la BCE ha imposto una serie di restrizioni riservate all’istituto, esprimendo preoccupazione per la rapidità con cui la società introduceva nuovi servizi e per l’adeguatezza dei processi interni chiamati a valutarne rischi e conformità normativa. Le misure hanno riguardato la banca europea del gruppo, che opera attraverso una licenza ottenuta in Lituania. In particolare, Revolut avrebbe dovuto sospendere il lancio di alcuni nuovi prodotti nello spazio economico europeo fino alla correzione delle carenze individuate dai supervisori. La BCE avrebbe inoltre richiesto una revisione indipendente delle funzioni di gestione del rischio, compliance e controllo legale.

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L’intervento rappresenta uno dei più significativi episodi di vigilanza nei confronti di una delle fintech cresciute più rapidamente negli ultimi anni. Revolut conta oggi circa 75 milioni di clienti nel mondo e ha registrato nel 2025 un utile ante imposte di circa 1,7 miliardi di sterline, consolidando la propria posizione tra i maggiori operatori finanziari digitali europei.

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Al centro delle preoccupazioni dei regolatori vi sarebbe il modello organizzativo promosso dal fondatore e amministratore delegato, Nik Storonsky. In passato il manager aveva descritto i dipendenti dell’azienda come “self-guided missiles”, una definizione utilizzata per indicare team dotati di ampia autonomia decisionale e capaci di sviluppare e lanciare prodotti con grande rapidità.

Proprio questa velocità di esecuzione, che ha contribuito alla crescita della società, sarebbe entrata in tensione con le esigenze di controllo richieste a un gruppo bancario ormai di dimensioni sistemiche. Secondo il Financial Times, l’azione della BCE riflette la convinzione che la crescita di una banca debba procedere di pari passo con il rafforzamento delle strutture di governance, gestione del rischio e conformità normativa.

La vicenda evidenzia anche il cambiamento di status vissuto da Revolut negli ultimi anni. Nata come startup focalizzata sui pagamenti digitali, l’azienda sta progressivamente assumendo il profilo di una banca internazionale a tutti gli effetti, con una presenza crescente nei servizi di credito, investimento e risparmio. Una trasformazione che la espone a livelli di vigilanza sempre più simili a quelli applicati agli istituti tradizionali.

Da parte sua, Revolut ha dichiarato di aver collaborato con le autorità di vigilanza e di aver già implementato le misure richieste. Le restrizioni sarebbero state successivamente rimosse dopo il completamento degli interventi richiesti dai supervisori.

«Siamo in un dialogo continuo e costruttivo con le nostre autorità di vigilanza, inclusa la Banca Centrale Europea, nell’ambito della normale attività operativa di una banca pienamente autorizzata», ha detto un portavoce al Sole24ORE.

«Revolut è impegnata a mantenere i più elevati standard di governance e gestione del rischio. In linea con le aspettative delle autorità di vigilanza, rafforziamo regolarmente il nostro sistema di controlli interni e i nostri processi operativi».

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