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Novel food, a giugno linee guida della Ue sugli alimenti sintetici

Saranno più dettagliate e si soffermeranno sui requisiti scientifici, in particolare su quegli aspetti risultati carenti nelle applicazioni pervenute fino a oggi, come aspetti nutrizionali o allergici, hanno detto dall’Efsa.

di Silvia Marzialetti

Carni sostenibili: nè sintetica nè coltivata, è carne artificiale

2' di lettura

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Saranno pronte entro giugno le nuove linee guida sui novel foods allargate anche alle colture cellulari, come richiesto dalla commissaria Ue per la Sicurezza alimentare, Stella Kyriakides.
Lo ha rivelato Wolfgang Gelbmann, senior scientific officer del Novel foods team dell’Efsa. A chiedere l’aggiornamento delle linee guida era stata in prima battuta la Commissione Ue lo scorso giugno, posizione ribadita dalla stessa Kyriakides in occasione di uno degli ultimi Agrifish, che ha visto 12 Paesi (capofila l’Italia) allineati nell’esprimere preoccupazione per un tipo di produzione di cui non si conoscono ancora implicazioni sociali, ambientali ed etiche.

«Queste linee guida saranno più dettagliate e descrittive, si soffermeranno sui requisiti scientifici, in particolare su quegli aspetti risultati carenti nelle applicazioni pervenute fino a oggi, come aspetti nutrizionali o allergici» ha spiegato Gelbmann. «Negli ultimi anni – racconta – le richieste sono diventate più varie: proteine alternative, nuove fonti di nutrienti, ingredienti provenienti da fermentazioni di precisione e alimenti prodotti mediante nuovi processi di produzione».

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Il regolamento europeo sui Novel Foods entrato in vigore nel 2018 attribuisce all’Efsa la valutazione del rischio: un giudizio che vincolerà le decisioni su condizioni d’uso e di commercializzazione del prodotto, inclusa l’etichettatura. Incassato il via libera di Parma, la palla passa nelle mani dei decisori Ue, che sono responsabili delle autorizzazioni.

«Sebbene finora abbiamo ricevuto solo una domanda relativa a un ingrediente alimentare derivato da colture cellulari – assicura Gelbmann – le linee guida copriranno anche questo nuovo metodo di produzione».

Infatti mentre in Italia imperversa il dibattitto sulla carne derivata da coltura cellulare (la cosiddetta carne sintetica), l’Authority di Parma rivela di aver ricevuto (e autorizzato) a oggi una sola domanda di autorizzazione. E non si tratta di carne, ma di un ingrediente di mela derivato dalle cellule della mela.
Lo ha richiesto e ottenuto l’azienda svizzera Mibelle Group Biochemistry, che progetta e sviluppa principi attivi unici e di alta qualità per la cosmesi, basati su composti di derivazione naturale e che recentemente ha allargato il proprio know how anche all’industria alimentare, degli integratori e della nutraceutica.

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