Nei Paesi dell’Ue un’azienda su tre utilizza la pubblicità online
Le aziende europee maturano verso una pubblicità digitale più strategica e mirata nel 2024, i casi di Italia, Spagna e Lituania
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Lola García-Ajofrín (El Confidencial, Spagna), Ieva Kniukštienė (Delfi, Lituania)
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Il vecchio manifesto o cartellone a bordo strada non basta più. Così come l’inserzione sui giornali. Le aziende guardano alla rete. E almeno un’impresa su tre, nei Paesi dell’Ue, nel 2024 ha deciso di promuovere, con inserzioni a pagamento, la propria attività online. A descrivere questo scenario è un rapporto di Eurostat che analizza quanto avviene e come si comportano diversi Paesi dell’Ue.
«Tra i 20 paesi dell’UE con dati disponibili per il 2024, la pubblicità su Internet è stata utilizzata da più di 3 imprese su 5 a Malta con una percentuale del 60,4% e da quasi la metà delle imprese in Finlandia con il 49,8%, e Cipro 49,4% - scrive Eurostat -. Allo stesso tempo, ha riguardato meno del 25% delle imprese in Romania, la percentuale è del 22,8%, Polonia con il 23,2% e Portogallo con il 23,6%.
Le nuove sfide tra spot e app
La nuova sfida della pubblicità viaggia in rete, con una serie di strumenti che spaziano dalle inserzioni su siti molto visitati, alle app. «Il metodo più popolare è l’uso delle informazioni dalle visualizzazioni dei contenuti da parte degli utenti su pagine web o parole chiave dalle loro query, che è noto come pubblicità contestuale - si legge nel rapporto -. Questo metodo è utilizzato dal 76,8% delle imprese dell’UE che pagano per gli annunci su Internet».
Localizzare i potenziali clienti
Una delle altre attività riguarda la localizzazione dei potenziali clienti, che sono i destinatari degli spot pubblicitari. Nel 44,3% dei casi, chi ha fatto ricorso alla pubblicità online, ha utilizzato le informazioni geografiche ottenute da indirizzi Ip o da dettagli di rete. Una scelta adottata sopratutto, come sottolineano gli esperti, «quando si vogliono dirottare gli utenti verso un luogo fisico». «Non avrebbe molto senso - sottolinea Alberto, responsabile azienda di marketing - promuovere online la serata di un ristorante a mille chilometri di distanza. In questo caso è sempre meglio fare una campagna pubblicitaria mirata».
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