«Le ricerche online sono sempre più conversazionali»
Melissa Ferretti Peretti Vp e Country manager Google Italy: «Grazie alla pubblicità digitale “su misura”, sette Pmi su dieci riescono a competere con le grandi aziende»
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«Il passaggio dalla pubblicità tradizionale a quella personalizzata, quindi a quella online, ha rappresentato un cambio di paradigma. Da un modello dispersivo basato su un megafono puntato sulla folla per proporre soluzioni indistinte si è approdati a uno strumento personalizzato per i consumatori e per le imprese. Così la pubblicità risulta più efficace e più accessibile anche per le piccole e medie realtà che in Italia rappresentano l’80% dei posti di lavoro». Così Melissa Ferretti Peretti, VP e Country Manager di Google in Italia.
Il giro di boa con la fruizione dei messaggi pubblicitari più mirati è al centro della ricerca di Public First commissionata da Google. Dai dati emerge come per il 71% delle Pmi italiane ed europee l’adv online consente di poter competere con le grandi aziende. Intanto il 62% ha dichiarato che la pubblicità digitale è stata utile per intercettare nuovi clienti e ben l’80% ha affermato come l’aumento complessivo delle entrate aziendali possa essere direttamente attribuito all’adozione di campagne pubblicitarie personalizzate.
«Gli annunci di questo tipo accelerano la crescita economica, facilitano la competitività e contribuiscono alla costruzione di un panorama digitale più inclusivo. In fondo la pubblicità online ha democratizzato l’accesso alla pubblicità, permettendo di connettersi in modo più efficace col proprio pubblico», precisa Ferretti Peretti.
Come sta evolvendo la «data economy» tra accesso alle informazioni e tutela della privacy?
Noi come consumatori in media interagiamo con circa 130 touch point su mobile ogni giorno. Per trovare quello che stiamo cercando abbiamo accesso a una quantità di informazioni mostruose. Quindi la pubblicità online è un modo per districarsi all’interno di questo labirinto. Ovviamente la privacy è sentita dalle persone. Per noi si affronta dando maggiore possibilità di scegliere esperienze personalizzate.
A che punto siamo con la migrazione verso l’utilizzo di dati di prima parte?
Noi stiamo lavorando con le aziende perché imparino a utilizzare sempre meglio i loro dati proprietari. Stiamo mettendo a disposizione strumenti basati sull’intelligenza artificiale.








