Il vibrante caos contemporaneo e creativo di Phnom Penh
Nei Killing Fields di Choeung Ek per ricordare
Prima di ripartire, bisognerebbe sempre recare un tributo ai Killing Fields, i siti appena fuori il perimetro della capitale, dove si trovavano i centri di repressione, ora convertiti in spazi di pace e riflessione, in cui avvennero le terrificanti violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime dei Khmer rossi tra il 1971 e il 1979. Consistono precisamente nell’ex prigione M-13 dove avveniva la fase iniziale della repressione, nel Museo del genocidio di Tuol Sleng che fungeva da prigione e nell Centro del genocidio di Choeung Ek, la famigerata sede delle esecuzioni, tutti trasformati in memoriali dopo la caduta del regime. Il Museo di Tuol Sleng permette di consultare i suoi ampi archivi e le collezioni di oggetti relativi a questo periodo, documentati principalmente dalle Camere straordinarie delle corti della Cambogia. Sono tutelati dall’Unesco che vuole sia così ricordato il sistema di sicurezza istituito a livello nazionale per reprimere gli oppositori politici e imporre così una società agraria senza classi basata sulla collettivizzazione agricola. Affinché queste atrocità non vengano mai più a ripetersi.

