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Dalla cucina del Bai Sor alla Pagoda d’argento

La cucina del Bai Sor

Il giorno successivo, dopo avere trascorso la notte magari nel flamboyan Chef Nak Homestay immerso nella foresta a soli 40’ dal centro, coricandosi sopra letti in legno a baldacchino al centro di stanze arredate con tessuti tradizionali, oppure nell’avveniristico edificio in vetro e acciaio dell’Hotel Rosewood che si trova all’apice della Vattanac Capital Tower  alta 187 metri e composta da ben 39 piani, giunge il momento imprescindibile di farsi portare dinanzi alla Wat Preah Keo Morakot ovvero la Pagoda d’Argento. Si tratta di una parte del complesso del Palazzo Reale che merita una visita ad hoc perché, laddove il sovrano Norodom Sihanouk risiedette dopo aver preso i voti monastici nel 1947, e l’attuale sovrano celebra in prima persona cerimonie buddiste, ci si imbatte nella grandiosa statua principale del Buddha avvolta in uno smeraldo di inestimabile valore: a stupire maggiormente, però, provvedono piuttosto le 5.329 piastrelle in argento autentico che ne ricoprono il pavimento. Anche Post Office Square è interessante come meta successiva per lo stile coloniale francese dei locali più in voga come Bai Sor dove lo chef rinomato Tim Pheak si diletta nel preparare piatti che raccontano la diversità regionale usando perfino forni in terracotta. La carne è, invece, protagonista indiscussa nella cucina di Khmer Funk, mentre Kinin rappresenta una meta ideale per il brunch grazie alla sua architettura aggraziata dove gli alberi e gli arredi in legno trasmettono calma e gentilezza.

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