La presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Senato durante le comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo del 26 e 27 giugno, Roma, Martedì 24 Giugno 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

24 giugno 2025

Meloni: fiduciosi nella tregua in Iran. Caos è crescente ma non è generato da Trump

L’aula del Senato ha approvato la risoluzione proposta dal centrodestra sulle comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio europeo. Approvata pure la mozione proposta da Azione su cui il governo aveva espresso parere favorevole ma condizionato alle riformulazioni su alcuni passaggi. Bocciate di fatto (anche se non sono state messe ai voti) le quattro risoluzioni, distinte, delle opposizioni (Pd, M5s, Avs e Italia viva)

di Redazione Roma
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24 giugno 2025Aggiornamento fissato

Meloni: fiduciosi nella tregua, avanti per cessate il fuoco a Gaza

«Lo scenario di stamane andava nella direzione che auspicavamo, ora si è nuovamente complicata la situazione» in quanto «da parte iraniana è stata violata la tregua. Israele potrebbe rispondere con una risposta che si spera commisurata e simmetrica. Dopo la violazione l’Iran» però ha confermato la volontà della tregua e questo «si potrebbe leggere come una divisione nello scenario iraniano di cui tener conto». «La situazione è ancora molto complessa ma siamo ancora fiduciosi del fatto che si possa andare avanti con una tregua e che si possa tornare alle negoziazioni». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in replica dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo al Senato.

«Se l’Iran rinunciasse al programma militare a fini militari libererebbe la regione da una palese minaccia per Israele e non solo». A quel punto «mancherebbe solo il cessate il fuoco a Gaza e un percorso serio verso una soluzione due popoli due Stati» ha aggiunto Meloni. «L’Italia sta lavorando molto a questo obiettivo come si è visto anche dal comunicato dei leader del G7, non scontato, su proposta italiana. All’indomani di un cessate il fuoco a Gaza la proposta italiana è che si debbano coinvolgere gli attori arabi, noi crediamo che per la ricostruzione di Gaza si possa il più possibile partire dal piano dei paesi arabi»

24 giugno 2025

Ok Senato a risoluzione di maggioranza sul Consiglio Ue

L’aula del Senato ha approvato la risoluzione proposta dal centrodestra sulle comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio europeo. Il voto è avvenuto per alzata di mano. Approvata pure la mozione proposta da Azione su cui il governo aveva espresso parere favorevole ma condizionato alle riformulazioni su alcuni passaggi, che i parlamentari di Azione hanno accettato. Bocciate di fatto (anche se non sono state messe ai voti) le quattro risoluzioni, distinte, delle opposizioni (Pd, M5s, Avs e Italia viva). La risoluzione di Azione, secondo quanto si apprende, è stata approvata anche con i voti favorevoli dei senatori Pd Pier Ferdinando Casini, Simona Malpezzi e Filippo Sensi.

24 giugno 2025

M5s non cambia testo risoluzione al Senato, «non escludere gas russo»

La mozione presentata dal Movimento 5 stelle al Senato sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo è la stessa che ieri ha creato una spaccatura alla Camera con Pd e Avs. Nel testo, infatti, i pentastellati chiedono al governo di impegnarsi “a interrompere immediatamente la fornitura di materiali d’armamento alle autorità governative ucraine” e «nell’ambito del raggiungimento di una soluzione pacifica duratura e permanente del conflitto non più rinviabile», a «intensificare gli sforzi a livello europeo per trovare una soluzione efficace alla questione del transito e approvvigionamento del gas che non escluda a priori e pro futuro una possibile collaborazione con la Russia, al fine di garantire il contenimento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale nonché la resilienza energetica dell’Unione europea». Su questi due punti del testo, alla Camera Pd e Avs hanno votato no.

24 giugno 2025

Boccia a Meloni: subalternità a Trump ci condanna a irrilevanza

 «Le vicende di questi mesi dimostrano che l’idea di costruire un ponte è fallimentare perché il nostro interlocutore deve essere l’Europa. Il trumpismo, Signora Presidente, non prevede pontieri: se ne prende gioco. Eppure lei, nonostante le evidenze, è ancora convinta che l’affinità ideologica possa favorire un’interlocuzione politica privilegiata. I fatti dimostrano che non solo lei, ma anche altri leader, da soli, non possono essere in grado di esercitare alcuna influenza su Trump perché solo l’Europa ne può avere la forza. E dispiace constatare come Lei, Signora Presidente, negli ultimi mesi non si è seduta o non è stata invitata ai tavoli più importanti. Questo è un problema per l’Italia. L’irrilevanza è un problema». Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, nel suo intervento in Aula sulle risoluzioni in vista del Consiglio Ue.

 «Tacere oggi, o allinearsi passivamente ai poteri forti di turno - ha proseguito Boccia - significa tradire il nostro ruolo, la nostra storia e il nostro futuro. Lei ha scommesso su Trump invece che sull’Europa, a cui non crede. Questa scommessa ha portato l’Italia all’irrilevanza perché l’alleanza cieca non è lealtà ma rinuncia alla sovranità. Lei scegliendo la subalternità, decidendo di tacere o applaudire, ha rinunciato al ruolo che l’Italia ha storicamente avuto. Un tempo eravamo la patria della diplomazia. Oggi rischiamo di diventare il paese che arriva sempre dopo, applaude prima e non incide mai».

24 giugno 2025

Patuanelli: un errore dividere il mondo tra buoni e cattivi

 

«Dividere il mondo tra buoni e cattivi è sbagliato, perché è vero che l’Iran è uno stato canaglia”, ma “bin Salman sta dalla parte dei buoni? Netanyahu oggi sta dalla parte dei buoni? Dov’è il confine tra buoni e cattivi? Il primo pericolo è che i cattivi si rendano conto che se si mettono insieme sono di più dei buoni». Così il capogruppo del M5s al Senato Stefano Patuanelli in Aula dopo la replica della premier Giorgia Meloni alle comunicazioni per il prossimo Consiglio europeo

Quanto alla guerra in Ucraina, «vedo una grande semplicità nell’attribuire la patente di putiniani ad alcuni componenti dell’opposizione. E ciò è basato sul presupposto che la nostra posizione sul conflitto in Ucraina ci porti a sostenere Putin. Ma fare il gioco di Putin è illudersi che quel conflitto possa concludersi con la vittoria dell’Ucraina» ha aggiunto Patuanelli, per il quale «non esiste la pace giusta, ma quella che le due parti ritengono possibile. Questo vuol dire essere filoputiniani? La pace non sarà giusta o sbagliata, sarà la pace possibile».

24 giugno 2025

Renzi a Meloni: nazionalismo è quello del suo amico Trump

 

«Vedo che la presidente, quando è in difficoltà, fa un evergreen cioè rispolvera nazionalismo contro globalizzazione» ma «la globalizzazione è quella cosa che serve alle aziende Made in Italy per essere forti nel mondo e creare posti di lavoro. Il nazionalismo è quello del suo amico Trump che mette dazi e tariffe e prende soldi da queste operazioni. Lei è per il nazionalismo, noi per la globalizzazione». Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, parlando al Senato dopo la replica della premier Giorgia Meloni alle comunicazioni per il prossimo Consiglio europeo.

24 giugno 2025

Calenda: condivido gran parte di quanto sostenuto dal governo

«Sono contento del dibattito di oggi e devo dire che condivido larga parte di quello che ha detto il governo». Il leader di Azione Carlo Calenda comincia così il suo intervento nell’Aula di Palazzo Madama dove si stanno svolgendo le dichiarazioni di voto per le 6 risoluzioni presentate dai gruppi dopo le Comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. E, riferendosi alle varie dichiarazioni in cui si è fatto riferimento ad Alcide De Gasperi, ha osservato che «De Gasperi non avrebbe mai fatto alleanze con chi scrive quello che hanno scritto quelli del M5S nella loro risoluzione» a cominciare dalle critiche alla Nato e agli alleati. Calenda ha però riconosciuto che si è in «presenza per la prima volta di un presidente Usa che non riconosce l’Europa come alleato strategico».

«Come europeo - ha dichiarato - mi sono vergognato per come Trump ha trattato i vertici dell’Unione europea. Non c’è memoria di un presidente usa che abbia trattato così Macron o il primo ministro britannico. Non sono preoccupato per il ruolo dell’Italia ma dell’Europa». E ancora: «Trump, con i suoi giganteschi conflitti di interessi, preferisce allearsi con Putin invece che con l’Europa. E Maga vuole la distruzione dell’Europa. Per questo dobbiamo arrivare ad avere una difesa indipendente», ha proseguito Calenda che ha poi assicurato che Azione voterà «a favore del riarmo anche se in Ue ci sono partiti che alla fine si esprimeranno contro» perché più vicini alla Russia che all’Europa.

24 giugno 2025

Meloni: caos è crescente ma non è generato da Trump

«Non sono d’accordo che il caos sia stato generato da Trump», «mi sembrano semplificazioni, vero è che c’è una situazione di crescente caos, ma non inizia oggi». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle repliche al Senato.

24 giugno 2025

Meloni: una difesa Ue parallela alla Nato sarebbe un errore

«Sulla difesa europea lei diceva senatore Delrio che serve una difesa europea e non dei singoli Stati solo che il sistema di difesa occidentale è basato sulla Nato e non c’è un esercito Nato ma eserciti nazionali» che collaborano e «io voglio una colonna europea della Nato, ma penso che sarebbe un errore una difesa europea parallela alla Nato, sarebbe una inutile duplicazione. Poi bisogna collaborare di più a livello europeo e su questo sono d’accordo». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in replica dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo al Senato

«Io la penso come i romani: “si vis pace para bellum”. Quando ti doti di una difesa non lo fai per attaccare, la pace è deterrenza, se si hanno dei sistemi di sicurezza e difesa solidi si possono più facilmente evitare dei conflitti, è quello che dicevo ieri citando Margaret Thatcher, i nostri valori non si difendono da soli perché sono buoni e per cause giuste ma si difendono se abbiamo una difesa adeguata». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in replica dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo al Senato, sottolineando che la difesa è «condizione essenziale per garantire e costruire la pace»

23 giugno 2025

Camera boccia risoluzioni Pd, M5s, Avs e Iv. Testo 5 stelle spacca il centrosinistra

L’Aula della Camera ha respinto le risoluzioni presentate da Pd, M5s, Avs e Iv sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. L’aula ha invece approvato parti della risoluzione di Azione, quelle su cui il governo aveva dato parere positivo. Il Pd e Avs hanno votato no ad alcuni punti della risoluzione del M5s, votata per parti separate. In particolare, quella parte del testo che faceva riferimento ad un possibile accordo con la Russia sul gas è stata quella che più ha spaccato l’opposizione, insieme a quella sul supporto all’Ucraina

23 giugno 2025

Aula Camera approva risoluzione di maggioranza su Consiglio Ue

 

L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo del 26 e 27 giugno. Il documento ha avuto 175 voti favorevoli e 109 contrari.

23 giugno 2025

Schlein: spese militari al 5% è colpo di grazia alla Sanità

 

«Siamo contrari all’obiettivo di portare al 5% la spesa militare, è irrealistico e dannoso. Lei non ha detto la verità, vorrebbe dire 87 miliardi di più all’anno, sarebbe la fine dello stato sociale italiano, il colpo di grazia alla sanità, alla scuola, alle pensioni. Sanchez ha dimostrato che si può dire di no». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer alla Camera.

23 giugno 2025

Iran, Schlein: Meloni dica chiaramente che Italia non si farà trascinare in nessuna guerra

«Pretendiamo parole di chiarezza sul futuro, dica chiaramente che l’Italia non si farà trascinare in nessuna guerra e nè consentirà l’uso di basi per fornire sostegno ad una guerra che l’Italia e tutta la comunità internazionale devono impegnarsi a fermare». Lo ha detto Elly Schlein alla Camera sull’Iran rivolgendosi alla premier Meloni.

23 giugno 2025

Schlein: Meloni non nomina i responsabili, Trump e Netanyahu

 

«Lei è riuscita a fare la relazione senza nominare i responsabili, Trump e Netanyahu. Trump ha agito senza il consenso del congresso. Non possiamo prevedere la reazione dell’Iran, anche della Russia e della Cina. Le ripercussioni possono essere imprevedibili. Per fortuna che Trump, il suo amico, promise di mettere fine ai conflitti in 48 ore». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer alla Camera.

23 giugno 2025

Lupi (Nm) a Conte: abbia rispetto per il popolo ucraino

«Caro Conte, il suo gruppo ha presentato una risoluzione chiedendo di collaborare con la Russia per il gas per non essere subalterni a Usa e Israele. Non credo che sia la visione del mondo di questo Parlamento. Ma credo che il M5s debba avere rispetto a un popolo, quello ucraino, che da tre anni subisce stragi di civili grazie all’invasione della Russia». Lo ha detto il deputato Maurizio Lupi (Noi moderati), nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer alla Camera

23 giugno 2025

Richetti: maggioranza cerchi posizioni comuni con opposizioni

«Se siamo convinti che siamo in un momento storico che non ha precedenti, mi aspetto un confronto tra il governo e il Parlamento e tra la maggioranza e la minoranza. Ma mi aspetto che la maggioranza chiami l’opposizione a costruire posizioni condivise e lo faccia prima della diretta tv e di questo dibattito parlamentare». L’ha detto Matteo Richetti, capogruppo di Azione, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della premier. E riferendosi a Giorgia Meloni e al deputato di Avs, Nicola Fratoianni, ha aggiunto: «Sia lei che Fratoianni auspicate la de-escalation in tutti i conflitti del pianeta ma non potete dirvelo e così il contributo che diamo al dibattito parlamentare è scarso». Quindi ha concluso: «Sono preoccupato che uno dei nostri grandi alleati è governato da un soggetto che sta trasformando una delle più grandi democrazie liberali in un’autocrazia al pari di Mosca. E non è un caso che Trump lascia il G7 dicendo che “è un errore non avere Putin qui con noi”. Allora, Netanyahu ha diritto di difendersi ma non lo confondiamo con il diritto al massacro. A me interessa avere l’obiettivo comune di fermare una strage che non c’entra nulla con la legittima difesa di Israele. Se siamo d’accordo su questo, traduciamolo in atti parlamentari».

23 giugno 2025

Difesa, Meloni: non escludo che l’Italia possa utilizzare Saf

Sul programma «Safe, sono ragionamenti che stiamo ancora facendo, non escludo che l’Italia possa farne utilizzo, mentre sulla National Escape Clause riteniamo che non sia necessaria, almeno per il 2026». Così Giorgia Meloni nel corso delle repliche nell’Aula della Camera in seguito alla discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier in vista del prossimo Consiglio europeo.

23 giugno 2025

Conte: Meloni garantisca che non darà supporto con le basi

 

«Dovrebbe garantire qui che l’Italia non si lascerà coinvolgere neppure indirettamente nell’escalation, che le nostre basi non daranno supporto per favorirla». Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer alla Camera. «Lei ha illuso un po’ tutti. Credo che la sua politica sia viziata da grossi limiti, deleteri per il Paese. Lei non vuole pregiudicare i rapporti con l’establishment, con chi fa affari nei comparti della difesa. Lei confonde la politica estera con l’ideologia, agisce per difendere i suoi alleati politici»

23 giugno 2025

Fratoianni (Avs): Meloni senza una posizione chiara, è complicità

«Le abbiamo segnalato l’assenza di alcune citazioni, non è un richiamo stilistico, pronunciare nomi come Trump e Netanyahu significano indicare responsabilità, esprimere un giudizio. Avrei voluto sentire dire da lei» Meloni «o da qualcuno del governo: condanniamo l’uso unilaterale della forza in violazione del diritto internazionale». Lo ha detto il segretario di Sinistra italiana e deputato di Avs Nicola Fratoianni nelle dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni della premier. «Se non ha il coraggio e non si assume la responsabilità di una posizione chiara - ha incalzato Fratoianni - si rende complice della distruzione di un sistema di regole che ha cercato di porre il mondo al riparo dal rischio di una guerra mondiale, di una strada senza ritorno». Poi, parlando di Israele: «Ci dica cosa vuol fare politicamente, riconosca lo stato Palestinese, basta con il commercio di armi, sanzioni».

23 giugno 2025

Magi: Meloni imbarazzante, mai pronunciata parola Trump

 

«Un fantasma si aggira per l’aula della camera. Stavolta non è quello del referendum, ma quello del presidente degli Stati Uniti: nelle lunghe comunicazioni appena svolte alla Camera, Giorgia Meloni non è riuscita nemmeno per sbaglio a pronunciare la parola Trump, il presidente degli Stati Uniti, che sta svolgendo il ruolo di imprevedibile burattinaio, insieme a Netanyahu, della crisi mondiale, dai dazi al medioriente passando per l’Ucraina. Davvero Meloni vuole prendere in giro gli italiani nascondendo le responsabilità del suo principale alleato, con cui il nostro governo vanta di avere una relazione privilegiata? Ma davvero Giorgia Meloni vuole celare i danni che sta facendo Trump a livello internazionale? Davvero vuol far dimenticare che il nostro governo è totalmente prono a questa amministrazione americana, tanto che il suo vice premier Salvini voleva dargli il Nobel per la pace?». Così il segretario di Più Europa Riccardo Magi, dopo le comunicazioni della premier Meloni alla Camera.

23 giugno 2025

Boschi(Iv): Meloni coinvolga opposizione, superi la fiamma magica

«Sarebbe utile coinvolgere le opposizioni, come fecero i suoi predecessori dieci anni fa, nel momento del terrorismo internazionale. Sarebbe comodo per la premier avere dei consigli da persone che vanno oltre il cerchio magico, la fiamma magica, invece no». Lo ha detto la capogruppo di Iv alla Camera, Maria Elena Boschi, nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer. «Se la premier vuole la collaborazione delle opposizioni, smetta di attaccare sul passato e affronti il presente». Meloni «ci dice che l’Italia conta grazie a lei. Sì contiamo l’aumento della pressione fiscale e degli sbarchi irregolari, dell’inflazione, delle bollette». E ancora: «Non siamo al suo fianco ma a quello dell’Italia, quando ci sono sfide difficili, se c’è la volontà di un dialogo vero e costruttivo noi ci siamo»

23 giugno 2025

Meloni: se Usa chiederenno basi ci sarà passaggio Camere

In merito all’utilizzo delle basi militari Usa, «ho già detto che l’Italia non è impegnata militarmente, non ha partecipato e non partecipa, non è stato chiesto l’uso delle basi, che comunque potranno essere usate solo con l’autorizzazione del governo». Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera durante la replica dopo le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo. «Credo sia velleitario speculare su scenari che non si sono verificati, certe decisioni non si prendono su basi ideologiche. In ogni caso posso dire che non penso accadrà, ma posso garantire che una decisione del genere dovrà fare un passaggio parlamentare, a differenza di quello che è accaduto quando al governo non c’eravamo noi» ha aggiunto.

23 giugno 2025

Meloni a opposizioni: toni campagna elettorale fuori luogo

«Non voglio rispondere alle polemiche, ad alcune falsità a toni da campagna elettorale. Credo che percepiate come me la preoccupazione dei cittadini e non vogliamo dare l’impressione che siamo più interessati ad accusarci fra di noi che» all’interesse dell’Italia, «preferisco rimandare i toni della campagna elettorale». Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni, nelle repliche alla Camera.

23 giugno 2025

Ricciardi (5S) a Meloni: non ha avuto il coraggio di citare Trump

«Gli Usa hanno bombardato l’Iran, siamo qui oggi a discutere prevalentemente di questo, e lei presidente Meloni non ha avuto il coraggio di citare mai una volta Donald Trump in tutto il suo discorso: già dice tutto di come vuole affrontare la questione». Così il capogruppo del M5s Riccardo Ricciardi in occasione della discussione generale in Aula alla Camera sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio Ue. «Oggi dice che l’Iran deve cogliere l’occasione...siamo arrivati alle bombe che creano opportunità. Lei oggi - aggiunge il deputato M5s - è riuscita a dire che dobbiamo ampliare lo sguardo sul Medio oriente dicendo che ci sono anche cose positive ma questo è in realtà invitare a distogliere lo sguardo da Gaza, dai suoi 60mila morti. Ha detto che dobbiamo essere fieri di quello che fa l’Italia mentre aveva accanto il vicepremier che ha stretto la mano del genocida Netanyahu mentre faceva un genocidio, lo ha detto mentre vendiamo armi a Israele».

E ancora: «Ha cercato di accreditare solo se stessa, ha ripulito la sua immagine piegando la tradizione democratica di questo Paese. Avete generato una situazione che ora non controllate più. State portando un continente, un Paese, in guerra, forse non ve ne rendete conto, ma a morire non ci andrete voi perché a morire ci va il popolo e non i potenti. Ma non lo farete a nome di tutti, non in nome del popolo italiano»

23 giugno 2025

Calenda: mozione M5s vergognosa, sembra scritta da Putin

«La vergognosa mozione del M5S, tra disarmo unilaterale, abbandono dell’Ucraina e ripresa della dipendenza dal gas russo, sembra scritta da Putin. Credo che a questo punto il Pd debba prendere atto che non può esserci una proposta di governo alternativa alla destra da chi ha una linea di politica estera sulla Russia identica a quella di Salvini. Poi fate voi». Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda

23 giugno 2025

Pd e M5s aderiscono al presidio di Sigonella contro la guerra

Pd e M5s aderiscono al presidio contro la guerra, sabato prossimo a Sigonella. «Di fronte all’escalation militare degli ultimi giorni e i bombardamenti dei siti strategici in Iran da parte degli Usa, aderiamo con convinzione all’appello per la pace e per ribadire il nostro no alla guerra. La Sicilia è una terra di pace e di mediazione, da sempre: le basi sul nostro territorio non vengano utilizzate per spargere odio e morte», dice il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo. «Raccogliamo l’appello lanciato dalla Rete Siciliana contro la guerra e per il disarmo e, pertanto, anche rappresentanti del M5S Sicilia saranno al presidio di Sigonella sabato prossimo», afferma il coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola. «Non possiamo assistere inerti - dice Di Paola - alla preoccupante escalation delle azioni di guerra, che rischia di seppellire definitivamente la strada della diplomazia per precipitarci in uno scenario a dir poco tragico»

23 giugno 2025

Risoluzione Avs: no al riamo e all’uso di basi in Italia

 

Il governo deve «dissociarsi fermamente e contestare in ogni sede internazionale l’attacco degli Usa all’Iran». Lo chiede la risoluzione di Avs alle comunicazioni della premier previste per questo pomeriggio alla Camera in vista del Consiglio europeo. Avs chiede poi al governo di «escludere ogni forma di partecipazione diretta o indiretta a operazioni militari contro l’Iran e a negare l’utilizzo di basi militari italiane e di infrastrutture o spazi aerei nazionali» e di «non aderire ad alcun accordo in sede Nato ed europea che determini un ulteriore aumento delle spese militari»

23 giugno 2025

Risoluzione Pd: sostegno all’Ucraina, rivedere il riarmo Ue

«Continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie» e «promuovere una radicale revisione del piano di riarmo proposto dalla presidente Von der Leyen». E’ quanto chiede la risoluzione del Pd, depositata in vista delle comunicazioni della premier. Il Pd chiede poi al governo di «affermare con chiarezza, anche in sede di Consiglio europeo, che a seguito dell’attacco di Trump all’Iran non parteciperà ad azioni militari né consentirà che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno a una guerra che la comunità internazionale deve fermare». In tema di difesa, l’Italia deve spingere per «la costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento, esprimendo la chiara volontà politica di andare avanti nel percorso di realizzazione di un’unione della difesa, anche partendo da forme di cooperazione rafforzata o integrazione differenziata tra Stati membri»

Il Pd si asterrà sulle risoluzioni che le altre opposizioni presenteranno oggi alla Camera, dove sono previste le comunicazioni della presidente del consiglio Giorgia Meloni in vista del consiglio europeo. È quanto ha riferito la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga, parlando con i giornalisti. Il Pd voterà contro la risoluzione della maggioranza.

23 giugno 2025

Risoluzioni separate per le opposizioni, M5s: stop riarmo, riaprire al gas russo dopo la pace

Ogni forza di opposizione presenterà una propria risoluzione in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni, oggi pomeriggio alla Camera, in vista del Consiglio europeo. Fra le richieste del M5s c’è il “no” al piano di Riamo europeo e all’aumento della spesa in difesa per gli accordi Nato, oltre alla condanna dell’attacco Usa all’Iran. Nella risoluzione del M5s si parla di «debole risposta della comunità internazionale, Unione europea in testa», che non ha espresso una «una chiara condanna dell’attacco statunitense alle infrastrutture nucleari iraniane». «Il Piano di riarmo europeo - è scritto ancora nella risoluzione del M5s - risuona come una vera e propria chiamata alle armi da parte della Commissione europea». Fra gli impegni che il M5s chiede al governo, ci sono quelli a «interrompere immediatamente la fornitura di materiali d’armamento alle autorità governative ucraine», a manifestare «la ferma contrarietà del Governo italiano al piano di riarmo europeo Rearm Europe» e a «scongiurare qualsiasi ipotesi di aumento della spesa in difesa e sicurezza in riferimento al raggiungimento dei nuovi target Nato»

Il M5s chiede anche di «non autorizzare l’eventuale richiesta da parte degli Stati Uniti di utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare, sia infrastrutturale sia operativo, alle forze armate degli Stati Uniti»; nonché «nell’ambito del raggiungimento di una soluzione pacifica duratura e permanente del conflitto non più rinviabile, ad intensificare gli sforzi a livello europeo per trovare una soluzione efficace alla questione del transito e approvvigionamento del gas che non escluda a priori e pro futuro una possibile collaborazione con la Russia, al fine di garantire il contenimento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale nonché la resilienza energetica dell’Unione europea, che deve essere in grado di adeguarsi ai mutevoli scenari del quadro geopolitico mondiale senza legarsi a specifiche fonti energetiche in maniera quasi monopolista».

23 giugno 2025

Al via alla Camera il dibattito sulle comunicazioni di Meloni

Al via, in Aula alla Camera, la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. Gli interventi dureranno circa un paio di ore, dopodiché seguirà la replica della premier, le dichiarazioni di voto e i voti.

23 giugno 2025

Risoluzione maggioranza: sostegno Ucraina e soluzione diplomatica a nucleare Iran

Proseguire con il sostegno all’Ucraina, «per tutto il tempo necessario» e in una «prospettiva che porti da subito al cessate il fuoco» e «sostegno al negoziato» per la soluzione diplomatica della crisi Mediorientale, anche per la questione nucleare iraniana. Sono i due impegni indicati dalla maggioranza al Governo nella risoluzione posta in serata al voto dell’Assemblea di Montecitorio, a seguito delle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul prossimo Consiglio europeo e la situazione in Medio Oriente.

In particolare, l’Esecutivo è chiamato a «proseguire nell’azione già intrapresa nel precedente Consiglio europeo, in linea con la risoluzione 6/00164 approvata dalla Camera il 19 marzo 2025».

«Quanto al conflitto israelo-palestinese si sollecitano iniziative in grado di alleviare le sofferenze dei civili e a ottenere il completo ed immediato rilascio degli ostaggi israeliani».

23 giugno 2025

Meloni, Patto Ue sia compatibile con aumento spese difesa

«Resta ferma la necessità, a livello europeo, di rendere compatibili le regole del patto di stabilità con l’incremento delle spese di difesa concordate con gli alleati. In particolare, con riferimento alle procedure di deficit eccessivo, riguardo cui è necessario conseguire una parità di trattamento ed evitare rischi di applicazioni asimmetriche». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo. Al vertice dell’Aja «ci confronteremo sulla proposta presentata dal Segretario Generale della Nato Rutte sul potenziamento della capacità difensiva dell’Alleanza e saremo chiamati ad assumere impegni all’altezza della complessità del tempo che viviamo. Impegni che dovranno essere chiari, trasparenti e soprattutto sostenibili dal punto di vista economico e finanziario, sia per questo governo sia per quelli che verranno dopo di noi».

23 giugno 2025

Nato: Meloni, rispetteremo impegni, non lasceremo Italia esposta

«Dobbiamo essere pronti a fare di più per la sicurezza e la difesa dell’Italia e dell’Europa. È una necessità strategica che non possiamo più disattendere, perché come ho già detto in quest’aula, nessuna Nazione e nessuna organizzazione di Stati può essere pienamente indipendente e sovrana se affida ad altri la propria difesa e la propria sicurezza. È il motivo per il quale ho sempre creduto che fosse una scelta giusta lavorare per costruire un solido pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica, da affiancare a quello nordamericano, in un’ottica di complementarità strategica e capace di incentivare anche la formazione di una solida base industriale europea». Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni alla Camera in vista della riunione del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno.

«Attualmente la proposta presentata prende atto della valutazione aggiornata che la Nato fa delle minacce e dei rischi per l’Europa, dei conseguenti piani di Difesa e della possibile riduzione del contributo in termini di forze e capacità da parte degli Stati Uniti. Questo si traduce in un impegno per tutti i membri dell’Alleanza ad arrivare al 3,5% del Pil in spese di difesa e al 1,5% in spese di sicurezza. Sono impegni importanti, certo, ma necessari, che, finché questo Governo sarà in carica, l’Italia rispetterà restando un membro di prim’ordine della Nato. Per il semplice motivo che l’alternativa sarebbe più costosa e decisamente peggiore. Intorno a noi vediamo moltiplicarsi caos e insicurezza, e non lasceremo l’Italia esposta, debole, incapace di difendersi o impossibilitata a difendere i suoi interessi come merita», ha concluso Meloni.

23 giugno 2025

Migranti, Meloni: riflessione su Convenzioni, non ci siano tabù

«Lo scorso 22 maggio, abbiamo firmato una lettera aperta con la quale chiediamo di aprire una riflessione di alto livello sul tema delle Convenzioni internazionali alle quali siamo legati, e sulla capacità di quelle Convenzioni, a distanza di diversi decenni da quando sono state adottate, di saper affrontare efficacemente le questioni del nostro tempo. A partire proprio dal fenomeno migratorio» lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo. «La tutela di profughi e rifugiati - continua - va ripensata per renderla più efficace e meno ipocrita, e questo può voler dire una accoglienza minore sui nostri territori ma anche maggiore sostegno nelle aree di crisi. Ovviamente senza mai mettere in discussione i diritti fondamentali che tutti condividiamo e che sono alla base della società europea» conclude la presidente.

23 giugno 2025

Meloni: al lavoro con Macron-Merz, linee comuni settore auto

«Annuncio che sto lavorando con il presidente Macron e il cancelliere Merz per definire linee comuni al settore automobilistico: penso che le nostre tre nazioni lavorando insieme possano essere uno stimolo». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo in Aula alla Camera.

23 giugno 2025

Iran, Meloni: stop ambiguità e distinguo, no ritorsioni contro Usa

«Siamo convinti che solo un’azione diplomatica coordinata possa garantire la pace nella Regione ed è la ragione per la quale avevamo sostenuto con convinzione le negoziazioni tra Usa e Iran, che abbiamo ospitato come sapete a Roma in questi mesi. Siamo pronti a fare la nostra parte anche oggi, ma è giunto il tempo di abbandonare ambiguità e distinguo. L’Iran deve evitare ritorsioni contro gli Usa e cogliere l’opportunità oggi di un accordo con Washington sul proprio programma nucleare, consapevole che è possibile portare avanti un programma civile in un modo che garantisca la totale assenza di fini militari. Gli Emirati Arabi uniti in questo senso sono un modello nella Regione». Lo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni parlando un Aula alla Camera per le comunicazione del governo in vista del Consiglio europeo.

23 giugno 2025

Meloni: Italia rispetterà impegni su spese difesa-sicurezza

La proposta aggiornata della Nato si traduce per tutti in un impegno al 3,5 per la Difesa e dell’1,5 per la Sicurezza. «Sono impegni importanti che l’Italia rispetterà. Non lasceremo l’Italia esposta debole e incapace di difendersi». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando in Aula alla Camera

«In sostanza - ha aggiunto Meloni - tenuto conto che già siamo al 2% del Pil» di spese «nella difesa, un aumento dell’1,5% in 10 anni non è distante dall’impegno preso dal governo nel 2014. Riguardo l’1,5% di spese, abbiamo ottenuto che siano gli stati membri a decidere quali siano le minacce che ritengono di dover affrontare e quale strumenti usare. Un percorso compatibile con le priorità del governo, non distrarremo risorse dalle priorità individuate dal governo per gli italiani. Senza difesa non c’è sicurezza, senza sicurezza non c’è libertà e aggiungo neanche benessere e prosperità». Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo

23 giugno 2025

Meloni: continuare sostegno a Ucraina e pressione su Mosca, pronte nuove sanzioni

Al Consiglio europeo «torneremo a discutere della guerra di invasione russa all’Ucraina: assistiamo in questo frangente a una fase estremamente delicata del conflitto con l’assenza di progressi» ha detto Meloni in aula alla Camera spiegando che «sono due le direttrici sulle quali ci stiamo muovendo: sostegno all’Ucraina e pressione sulla Russia». «L’obiettivo immediato - ha proseguito - è un cessate il fuoco che lasci il campo alla diplomazia per discutere un vero e duraturo accordo di pace che avrà un impatto anche sull’architettura di sicurezza europea.

Sull’Ucraina vediamo «passi in avanti» ma «insufficienti» perché «l’impegno» di Kiev «in favore della pace è chiaro, la federazione russa deve dimostrare di volersi seriamente impegnare al tavolo negoziale, al momento non vediamo questo impegno come dimostrano i sistematici attacchi su obiettivi civili», anche a ridosso di appuntamenti come quello della presenza di Zelensky al G7 : «tentativi di minare ogni iniziativa per fare passi avanti» ha detto ancora la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo. E’ «importante - ha aggiunto - esercitare una pressione coordinata, siamo pronti a farlo con il diciottesimo pacchetto di sanzioni che si concentra sulla flotta ombra» per il petrolio

E ancora: «Intendiamo continuare a sostenere l’Ucraina nella sua legittima autodifesa, ma anche nella prospettiva della ricostruzione, una delle più importanti scommesse sul futuro di questa nazione come una nazione libera, prospera e sovrana. Il 10 e l’11 luglio ospiteremo a Roma la conferenza per la ricostruzione e in quella sede torneremo a ribadire il nostro impegno per garantire al popolo ucraino un futuro di pace e di benessere. È una sfida ambiziosa che possiamo vincere solo se riusciamo a lavorare insieme e se riusciamo a mobilitare il settore privato, stiamo lavorando con l’Ucraina e con i partner esattamente in questa direzione, contiamo di raggiungere obiettivi concreti e immediati consapevoli come siamo che un’Ucraina libera e prospera sarebbe una grande opportunità, una grande ricchezza per l’intera Europa», ha concluso.

23 giugno 2025

Allo studio trasloco in Oman ambasciata Teheran

«E’ allo studio la possibilità di ricollocare l’ambasciata a Teheran temporaneamente in Oman». Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo

23 giugno 2025

Meloni: priorità cessate fuoco a Gaza e negoziati su Iran

In questo momento, per l’Italia «le priorità restano il cessate il fuoco a Gaza e la ripresa dei negoziati sull’Iran». L’ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo

23 giugno 2025

Meloni: nostri sforzi concentrati su fine ostilità a Gaza

«Siamo convinti che sia necessario e che si possa cogliere il momento per porre fine alle ostilità nella Striscia e perché si continui negli aiuti per una popolazione che ha patito troppo a lungo. Questo è l’obiettivo fondamentale a cui stiamo dedicando i nostri principali sforzi». L’ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo

23 giugno 2025

Meloni: solo azione diplomatica può garantire la pace

«Siamo convinti che solo una azione diplomatica possa garantire la pace nella regione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte ma è tempo di abbandonare ambiguità e distinguo» e «con questo obiettivo ho mantenuto i contatti» con gli altri partner per «un’azione coesa» per favorire i negoziati. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel suo intervento alla Camera

23 giugno 2025

Meloni: a Gaza reazione d’Israele ha forme inaccettabili

«Ribadiremo anche un altro obiettivo, il cessate il fuoco a Gaza, dove la legittima reazione di Israele a un insensato attacco sta assumendo forme drammatiche e inaccettabili». Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo

23 giugno 2025

Meloni: dialogo con opposizioni per sicurezza della nazione

«In una fase così delicata è importante il dialogo tra governo e Parlamento, tra governo e opposizione per il bene e la sicurezza della nazione e farò del mio meglio per proseguire ed ampliare questo dialogo». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni

23 giugno 2025

Meloni: nessun aereo da nostre basi, non preso parte a azioni

Voglio «confermare quanto già è stato dichiarato dai ministri Tajani e Crosetto» e cioè che «nessun aereo americano è partito da basi italiane e la nostra nazione non ha in alcun modo partecipato ad azioni militari». Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla camera in vista del prossimo Consiglio europeo

23 giugno 2025

Interventi Schlein, Conte e Fratoianni in dichiarazioni voto dopo comunicazioni Meloni

Saranno il leader di Più Europa Riccardo Magi, la capogruppo di Iv Maria Elena Boschi, il coportavoce di Avs Nicola Fratoianni, il capogruppo di Azione Matteo Richetti, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi, il presidente M5S Giuseppe Conte, il deputato di FI Andrea Orsini, quello della Lega Alberto Bagnai, la segretaria Pd Elly Schlein e il capogruppo FdI Galeazzo Bignami ad intervenire in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno prossimi.

23 giugno 2025

La telefonata Meloni-Schlein

La postura dell’Italia nello scacchiere mediorientale è stato oggetto anche di una lunga telefonata con la segretaria del Pd, Elly Schlein, che chiede al governo di non partecipare ad azioni militari né di consentire «che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno alla guerra». Istanza sposata da buona parte del centrosinistra.

23 giugno 2025

Nato e crisi Usa-Iran, Meloni oggi alla Camera

Tenere fuori l’Italia da una possibile escalation militare senza sfilacciare il solido rapporto con Donald Trump, rimanendo coerenti con l’assunto che l’Iran non possa dotarsi della bomba atomica e perorando al contempo la causa del negoziato. È molto complessa la posizione che la premier Giorgia Meloni deve assumere di fronte alla crisi internazionale innescata dall’attacco all’Iran da parte di Israele e Stati Uniti che alimenta lo spettro di una guerra globale e impone all’Italia di rimodulare la strategia. Ma sul tavolo c’è anche il vertice Nato del 24 e 25 giugno con i timori dei leader europei di netti smarcamenti di Trump dall’Alleanza Atlantica.

Un primo confronto ci sarà in Parlamento, quando la presidente è attesa alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Ue, con i partiti che stanno limando le risoluzioni sul tema dopo l’evoluzione della crisi in Medio Oriente.

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