Free from e rich in

Nasce Healtion: 100 milioni di investimenti per lo sviluppo nell’heathy food

Nel piano industriale ricavi previsti a 300 milioni al 2030 grazie a crescita interna, acquisizioni e ricerca. Export previsto in crescita dal 10 al 30%

di Emiliano Sgambato

Una delle sedi produttive e headquarter Healtion a Calenzano, alle porte di Firenze

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Nasce Healtion – da “health” (salute) e “nutrition” (alimentazione) – gruppo alimentare italiano specializzato in cibo, appunto, salutare (healthy food). Ma di davvero inedito c’è soprattutto il nome, oltre che i progetti di crescita e sviluppo contenuti nel piano industriale anticipati al Sole 24 Ore. Perché Healtion è il naturale proseguimento del percorso di espansione compiuto dopo il passaggio del controllo di Probios – storico marchio italiano del biologico nato nel 1978 e specializzato nell’offerta di prodotti vegetariani e per chi soffre di intolleranze alimentari – al fondo Agreen Capital, avvenuto nel 2023.

«Siamo sempre stati bio e lo siamo ancora, ma l’accento del nuovo piano industriale, il nostro driver principale, è ora più centrato sull’approccio salutistico alla nutrizione. Dal 2023 – racconta Andrea Rossi, presidente di Healtion e managing partner di Agreen Capital – c’è stato un cambio di passo che ci ha portato da circa 30 a 120 milioni di fatturato (+9,4% sul 2024, ndr), con una marginalità ampiamente in doppia cifra, grazie a crescita organica e per linee esterne».

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Nel 2024 è stata portata a termine l’acquisizione dei marchi Baule Volante, Fior di Loto, ViviBio, Zer%, La Finestra sul Cielo; a cui si è poi aggiunta la maggioranza dell’azienda umbra Bms (legumi, semi, cereali per la colazione e farine gluten free) e il 30% di Vegeatal, realtà attiva nella produzione di prodotti plant based alternativi a carne e formaggi. Inoltre è stata rafforzata la partecipazione ne Il Nutrimento, specializzata in sughi, conserve e salse “organic”.

«Abbiamo realizzato integrazioni di successo su molti fronti, come ad esempio su approvvigionamento e logistica, ma anche sulla rete distributiva e sui canali di vendita o sul marketing – prosegue Rossi –. A questo va aggiunta un’accelerazione sul fronte dell’innovazione che può essere messa a fattor comune». E ci saranno presto altri “membri della famiglia”: oltre che possibili opportunità sul mercato italiano, sotto osservazione c’è soprattutto l’area Dach (Germania, Austria e Svizzera) dove è allo studio la possibilità di inglobare brand che permettano di penetrare più facilmente e più velocemente i rispettivi mercati di riferimento.

Dal punto di vista dei prodotti, tra i filoni più interessanti secondo Rossi, ci sono «il “senza zucchero-con poco zucchero” e la categoria del proteico e più in generale c’è una crescita in tutto il mondo della colazione healthy, in cui noi siamo molto presenti. Non si tratta più di nicchie, ma del modo di alimentarsi che cambia. Se si pensa al free from come solo al “senza glutine” chiaro che la platea di clienti è più limitata rispetto al “senza grassi”o anche al “senza alcol”».

A livello mondiale, secondo le analisi di Market Data Forecast citate da Healtion, il mercato europeo degli alimenti salutistici vale quasi 280 miliardi di euro con stime di una crescita oltre i 420 miliardi entro il 2033, con un tasso di crescita media annua vicino al 10% (e meglio ancora fa il segmento “free from”).

Su queste basi si innesta il piano industriale del Gruppo, che al 2030 prevede «ricavi a 300 milioni di euro». Per realizzarlo sul piatto ci sono circa 100 milioni tra risorse generate internamente, capitali del club deal che fa capo ad Agreen Capital ed eventuale leva a debito. «Lo sviluppo del piano avverrà – spiega Rossi – attraverso tre leve: crescita organica con investimenti in ricerca, presidio multicanale con più di 60 nuove referenze lanciate ogni anno, che ci permettono di andare a coprire anche le nicchie più sofisticate del mercato. E altre acquisizioni, probabilmente due, una in Italia e una all’estero. Altri ricavi aggiuntivi arriveranno dalla crescita interna che in questi anni ha registrato un Cagr medio del 10 per cento. Anche l’export è previsto in forte espansione: dal 10% attuale si punta a salire al 30. Il piano sembra ambizioso ma è nel nostro Dna, abbiamo dimostrato di saper integrare le acquisizioni fatte e creato una struttura manageriale e di governance solida: l’obiettivo è di diventare uno dei principali player europei dell’healthy food».

Il Gruppo ha sede a Calenzano, alle porte di Firenze, è certificato BCorp e Uni Pdr 125 per la parità di genere, impiega circa cento dipendenti è già presente in 47 Paesi nel mondo; opera con tre sedi operative, due siti produttivi, due hub logistici e gestisce in modo integrato prodotti ambient, freschi e frozen.
Healtion inoltre promuove l’innovazione anche attraverso Healtion Ventures, il programma di corporate venture capital dedicato a sostenere start-up e progetti innovativi nel settore dell’Healthy food e del Food Tech.

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