Vino

Nasce Domus Artium Reserve: sinergie tra enologi, chef e artisti

Oltre il classico wine club: Riccardo Cotarella e Michel Rolland lavoreranno insieme e studieranno etichette su misura per i soci

di Emiliano Sgambato

Palazzo Ruspoli a Roma sarà una delle sedi dove si incontreranno i soci di Domus Artium Reserve

2' di lettura

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Due enologi d’eccellenza come Riccardo Cotarella e Michel Rolland, assieme ad Antonio Galloni, uno dei big della critica internazionale, per la selezione dei vini. Assieme a chef stellati di fama mondiale come Carlo Cracco, Thomas Keller e Yannic Alléno. A cui si aggiungeranno membri dallo “star system” ed esperti di arte e viaggi. È con questa squadra di soci d’eccezione che l’ideatore Barrett Wissman – presidente dell’agenzia di management artistico Img Artists – ha presentato in un ottimo italiano (è uno statunitense grande amante del nostro paese) il progetto “Domus Artium Reserve”.

Si tratta di un’iniziativa ambiziosa – in realtà tutta ancora da definire nei dettagli e nell’espressione concreta delle sue potenzialità, dicono gli stessi fondatori – che vuole andare ben oltre l’idea del classico wine club (è prevista comunque una membership esclusiva solo su invito) e del turismo enogastronomico, unendo il mondo del vino a quello dell’alta cucina e a quello dello spettacolo, della musica, dell’arte e dei viaggi.

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Il tutto facendo dialogare eccellenze enogastronomiche spesso invece messe in competizione, come quelle di Francia e Italia. Alcuni vini targati Domus Artium Reserve o selezionati dai suoi esperti sono già online, ma l’inedita collaborazione tra Cotarella e Rolland porterà alla realizzazione di un’etichetta su base comune francese e italiana, già battezzata “Four Hands” (Quattro Mani). Non solo, e anzi soprattutto: i due enologi metteranno a disposizione dei membri del club la loro esperienza di “top winemaker” per la creazione di nuovi vini creati ad hoc per i membri del sodalizio.

«Per me è un sogno che si realizza. In tutti i festival che ho ideato o a cui ho partecipato nel mondo – ha detto Barret Wissman – mi sono sempre chiesto come potevo rendere quell’esperienza davvero originale e coinvolgente con i migliori talenti delle arti, ma anche dell’enogastronomia, e il tutto nelle location più esclusive con il supporto di grandi nomi. E quando Riccardo e Michel hanno detto che sarebbero stati disposti a produrre vini con i nostri soci ho capito che avevamo qualcosa di unico, senza precedenti da cui iniziare. Unire i talenti e le cose belle del mondo porta sempre a buoni risultati e bisogna sempre cercare nuovo pubblico per diffondere la cultura del vino e del buon cibo».

«Pensavo di aver visto tutto nel mondo del vino – ha detto Cotarella – ma questo progetto è entusiasmante, porterà visibilità ai territori italiani e di certo ne abbiamo bisogno». Ruolo importante avranno anche gli chef che saranno coinvolti nei progetti e non certo solo con le loro ricette: «Vogliamo accrescere il ruolo della ristorazione come veicolo per raccontare le eccellenze del vino e del cibo. Chi ci viene a trovare dimostra sempre una grande curiosità in questo senso», ha detto Cracco.

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