Vino

L’enoturismo cresce, i visitatori spendono di più e cercano altre attività connesse

Aumenta il numero di cantine che offrono ospitalità anche nel weekend e attraverso pacchetti che vanno oltre la degustazione: secondo un report di Divinea, la spesa media è cresciuta del 18%

di Giorgio dell'Orefice

Giovani. Tra le novità del rapporto 2024 la significativa presenza dei giovani ben il 43,8% dei visitatori ha tra i 25 e i 34 anni

4' di lettura

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Cresce e si qualifica l’offerta enoturistica italiana. Aumenta il numero di cantine che si aprono ai visitatori, aumenta il fatturato complessivo del settore e cresce il prezzo medio delle visite. E vengono finalmente scalfiti alcuni punti deboli dell’offerta segnalati più volte in passato: si modificano e diversificano le proposte (prima ancorate in stragrande maggioranza alla sola degustazione di vini) e cresce in maniera significativa il numero di cantine disposte a ricevere i wine lovers nel weekend. È quanto emerge dal Report 2024 di Divinea realizzato su un campione di circa 300 imprese rappresentative dell’offerta enoturistica italiana.

Divinea si occupa dello sviluppo di prodotti e servizi digitali e, con il supporto di alcuni dei principali gruppi vinicoli italiani, sta accompagnando il processo di digitalizzazione del settore del vino italiano con particolare attenzione all’enoturismo e alle vendite dirette. Uno dei principi guida infatti è che la sola attività enoturistica, in particolare nel caso delle cantine di piccola e media dimensione, difficilmente può rappresentare di per sé una fonte di guadagno. I margini sono così bassi da non giustificare gli investimenti necessari per avviare la ricettività in cantina. Ma lo scenario cambia radicalmente se invece l’enoturismo viene utilizzato come leva per sviluppare le vendite dirette e recuperare così fette di marginalità.

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Ma partiamo dai due principali risultati emersi dal report Divinea 2024: il fatturato del settore è cresciuto dell’11% grazie soprattutto all’aumento dello scontrino medio della prenotazione arrivato a quota 109 euro, +18% rispetto ai 92 euro dello scorso anno. Nel complesso un terzo delle esperienze ricadono nella fascia di prezzo compresa tra 21 e 35 euro, che resta la più richiesta ma si registra al tempo stesso una crescita per la fascia premium con i ticket da 51 a 100 euro che sono ormai il 18,6% del totale. In progresso anche i voucher da oltre 100 a persona che rappresentano il 6,9% delle proposte totali.

Aumentano le esperienze che vanno al di là delle classiche degustazioni lasciando più spazio agli eventi (che sono il 3,5% del totale). Si tratta di appuntamenti legati alle esperienze all’aria aperta (soprattutto in primavera) e che si stanno rivelando una chiave anche nell’ottica di destagionalizzare la domanda. «Nel corso del 2023 – spiegano a Divinea - le aziende vitivinicole hanno proposto 6 diverse esperienze o eventi contro la media di 4,7 delle proposte enoturistiche durante il 2022».

Altro aspetto è proprio la maggiore distribuzione degli eventi nel corso dell’anno. Ormai nei due bimestri marzo-aprile e novembre-dicembre si concentra il 25% delle visite.

Altro segnale incoraggiante e in controtendenza con quanto visto negli anni precedenti è la maggiore disponibilità ad accogliere visitatori nel fine settimana. In particolar modo salgono al 78,1% le aziende visitabili di sabato, con una crescita del 30% rispetto al 60,3% dell’anno precedente mentre il 54,2% delle cantine si sono attrezzate per accogliere visitatori anche la domenica. Si tratta di un risultato ancora distante dalla richiesta dei wine lovers di passare la domenica in cantina ma comunque si tratta di un dato in forte crescita (+70%) rispetto al solo 31,8% delle strutture che rimaste aperte di domenica nel corso del 2022. Tra le novità del rapporto 2024 la significativa presenza dei giovani in controtendenza con il trend mondiale che vede invece le giovani generazioni non particolarmente attratte dal vino. E invece, secondo i dati di Divinea, le visite in cantina si stanno rivelando anche uno strumento per attrarli: ben il 43,8% dei visitatori ha tra i 25 e i 34 anni. A seguire la fascia 35-44 (23,1%) e poi quella 45-54 (con il 15,3% delle visite). Confermato il dato 2023 che vede la maggioranza delle prenotazioni (ovvero il 56%) effettuato da donne.

Riguardo alla nazionalità dei visitatori secondo i dati di Divinea due terzi dei visitatori sono italiani, il 10% sono statunitensi, il 20% sono europei (con in testa Germania 3%, e poi Olanda, Svizzera e Regno Unito). Aumenta sulle visite enoturistiche l’impatto della “regalistica”. «Cresce – spiegano a Divinea - la propensione a regalare visite, sono ormai il 15,7% delle transazioni totali (+14,2%). Ben il 29,6% delle esperienze acquistate come regalo si concentrano a dicembre (con un valore medio del ticket regalo di 90,8 euro)».

«In un momento di complessità per il settore vinicolo – ha commentato il Chief Business Officer di Divinea, Filippo Galanti - l’enoturismo e le vendite dirette emergono come canali imprescindibili. La digitalizzazione e un approccio sempre più analitico stanno consentendo alle aziende di rispondere in modo sempre più mirato e puntuale alla domanda enoturistica, ad esempio accogliendo visitatori maggiormente nel fine settimana e anche durante i mesi autunnali e invernali. Inoltre, i dati confermano quanto il CRM (customer relationship management ndr) sia uno strumento fondamentale soprattutto per le piccole e medie aziende che devono ottimizzare le risorse limitate e tempo a disposizione per accogliere visitatori e massimizzare le vendite. Questo smentisce il pregiudizio che i software di vendita siano riservati solo alle grandi realtà».

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