La Russa (Aci): «Monza: Gran Premio record, siamo un modello nel mondo»
Geronimo La Russa, presidente dell’Aci: «Superati i primati di presenze e incassi, con oltre 40 milioni. Dal 14 settembre al via nuovi lavori per migliorare il circuito»
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La straordinaria rimonta di Kimi Antonelli nel Tempio della Velocità domenica scorsa ha sublimato l’essenza della nuova Formula 1. L’apoteosi dell’epica cinematografica e sportiva in puro stile Drive to survive, la serie Netflix a cui si deve molto del rilancio del Circus presso il pubblico nordamericano e tra le fasce più giovani di appassionati. Ma insieme al successo del pilota italiano italiano della Mercedes, la tappa del mondiale all’Autodromo di Monza ha suggellato il ruolo nevralgico nel calendario del Gp d’Italia e la sua rilevanza come vetrina dell’Italia e dei suoi “brand”. È stato un debutto indimenticabile per il nuovo presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa.
Chiedilo al Sole
«Difficile immaginare una prima volta più ricca di emozioni e di soddisfazioni. Una gara che resterà nella storia. Un pilota italiano che vince dopo 60 anni dall’ultima volta di Ludovico Scarfiotti, che avevamo ricordato nella conferenza di presentazione dell’evento. I nostri tifosi, i tifosi del motorsport, che hanno inneggiato a Kimi, un ragazzo italiano dall’immenso talento oggi celebrato dalla stampa internazionale. E ancora il concerto in mondovisione di Laura Pausini e l’Inno cantato dal tenore Francesco Meli del Teatro Alla Scala con il passaggio mozzafiato delle Frecce Tricolori. Una promozione per l’Italia e il saper fare italiano dal valore immenso.»
Lei si occupa del Gp di Monza da molti anni, essendo stato presidente dell’Automobile Club Milano dal 2018 fino a febbraio 2026. Ha vissuto anche il rischio che venisse cancellato dal calendario, prima del nuovo accordo con Liberty fino al 2031. Come siete riusciti a salvaguardarne la storia centenaria?
Si è trattato di un lavoro lungo e complesso, in cui c’è stata però una visione condivisa di tutte le istituzioni politiche e sportive. Uno sforzo comune in cui l’Italia ha saputo dare il meglio di sè.
Un lavoro che non è finito.









