Kimi Antonelli: «Se conosci bene la macchina, puoi spingere subito al limite»
L’istinto per la vittoria: il ventenne bolognese della Mercedes racconta il suo stile di guida e i suoi piloti di riferimento. E intanto a Monza scrive la storia della Formula 1
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Che fosse un predestinato era chiaro da tempo. Ma forse non ci si aspettava che avrebbe bruciato così le tappe. Alla sua seconda stagione di Formula 1, Andrea Kimi Antonelli è il dominatore assoluto della classe regina del motorsport, primo in classifica con 7 vittorie, 6 pole position e diversi record battuti. L’ultimo al Gran Premio d’Italia di pochi giorni fa, quando al volante della sua Mercedes Amg-Petronas ha compiuto un’impresa che lo consacrerà per sempre e che nessuno era mai stato in grado di fare: vincere partendo dal 19° posto. Un anno esatto fa, il 3 settembre 2025, lo avevamo intervistato alla vigilia del Gran Premio d’Italia. Kimi si apprestava a concludere la sua prima stagione in Formula 1, aveva conquistato un podio con il terzo posto al Gran Premio del Canada e alla fine del campionato avrebbe concluso al settimo posto, segnando il record di punti per un debuttante: 150. Le sue parole di allora, oggi che è diventato il nuovo pilota simbolo della Formula 1, hanno un’eco speciale.
Chiedilo al Sole
Come ti definiresti come pilota? Istintivo, soprattutto quando in gara entro in quella fase in cui sono super concentrato e guido in modo quasi automatico. Per il futuro, sto cercando di lavorare un po’ su tutti gli aspetti, cercando di conoscere la macchina il più a fondo possibile per avere la miglior confidenza possibile: se ce l’hai, puoi spingere subito e trovarne il limite molto più velocemente. È giusto cercare di migliorare sempre.
Come hai reagito quando ti hanno detto che saresti stato il nuovo pilota Mercedes? Me l’avevano annunciato già durante la pausa estiva del campionato 2024. Ho dovuto trattenermi, perché dei rumors già giravano e i miei amici avevano cominciato a bombardami per sapere se fossero veri o meno. Io ho sempre negato tutto, perché non potevo proprio dire niente. Ma una volta ufficializzato, è stato un bel momento da condividere. Diciamo che ci ho messo un po’ a realizzare quello che mi era successo...
Amici che portano a Bologna, la tua città. Che rapporto hai con lei? Oggi vivo a San Marino, ma sono cresciuto a Bologna, circondato da grandi aziende di motori come Ducati, Lamborghini e Ferrari. Quando riesco ci torno per stare un po’ con la mia famiglia, i miei amici. È una città molto bella, perché è tranquilla, anche se è universitaria.
Visto che Bologna in Italia è “Basket city”, quale squadra tifi? Fortitudo o Virtus? I miei amici sono tutti per la Virtus, quindi lo sono diventato anch’io...









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