Regolamentazione monopattini elettrici in Europa: norme, sfide e impatti sul sharing
Nel 2025 scattano nuove normative in tutta Europa per rendere più sicuro e ordinato l’uso dei monopattini elettrici, tra divieti, limiti e controlli
di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore), David Krutzler (Der Standard, Austria), Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna), Maria Delaney (The Journal Investigates, Irlanda)
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Negli ultimi anni, i monopattini elettrici (e-scooter) hanno invaso le strade europee, diventando un mezzo di micromobilità sempre più utilizzato, soprattutto nei contesti urbani. Il loro successo, però, ha posto sfide significative ai legislatori, chiamati a bilanciare sicurezza, sostenibilità e innovazione. Le normative variano sensibilmente da Paese a Paese, con approcci più permissivi in alcuni Stati e regolamentazioni severe in altri, spesso modellate da fattori culturali, infrastrutturali o da episodi di cronaca.
Nel 2025, il panorama europeo è ancora frammentato, ma si intravedono tendenze comuni: limiti di velocità, età minima per la guida, obblighi assicurativi e restrizioni sulla circolazione nei marciapiedi o in aree pedonali. Alcuni Paesi iniziano anche a regolamentare in modo più stringente i servizi di sharing, con tetti al numero di veicoli e gare pubbliche per l’assegnazione delle licenze.
Il caso italiano: la stretta del 2025
In Italia, il 2025 segna un giro di vite importante sull’uso dei monopattini elettrici. Le modifiche al Codice della Strada, approvate nel 2024, sono entrate in vigore quest’anno e introducono regole molto più severe per garantire sicurezza e decoro urbano. I monopattini possono circolare solo su strade urbane con limite di velocità pari o inferiore a 50 km/h e devono obbligatoriamente essere dotati di frecce e freni su entrambe le ruote.
Viene inoltre introdotto l’obbligo di casco per i minori di 18 anni, l’assicurazione di responsabilità civile per i veicoli in sharing, e la targa identificativa, anche per i mezzi privati. È vietata la circolazione sui marciapiedi, se non per condurre a mano il mezzo, ed è previsto il sequestro del monopattino per chi lo modifica al fine di superare la velocità massima consentita, che resta fissata a 20 km/h (ridotta a 6 km/h nelle aree pedonali).
L’Italia si allinea così ad altri Paesi europei che hanno già imposto regole più rigide, cercando di arginare i fenomeni di uso improprio e gli incidenti, cresciuti in modo esponenziale soprattutto nelle grandi città. Il sistema di sharing resta attivo in molte metropoli italiane, ma con concessioni più selettive e vincoli stringenti, soprattutto in termini di parcheggio e distribuzione sul territorio.


