Rebus armamenti

Missione Ue nel Mar Rosso, l’ex capo di Stato Maggiore della Difesa Camporini: «Abbiamo scorte di armi ridotte»

Le regole d’ingaggio saranno oggetto a Bruxelles del lavoro tecnico del Politico-Military Group (Pmg) e quindi del Comitato politico e di sicurezza (Cops). L’Italia invierà certamente una fregata (potrebbero essere anche due con una rotazione)

di Andrea Carli

Mar Rosso, l'Europa prepara la missione Aspides

3' di lettura

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Per ora è un contenitore tutto da riempire. In meno di un mese, probabilmente nella prossima riunione del Consiglio Affari esteri Ue del 19 febbraio, arriverà il via libera ufficiale ma quello politico e sostanziale è stato acquisito: l’Ue è pronta per la missione Aspides, l’operazione militare che porterà le navi europee a difendere i mercantili dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso .

Tajani: «Verso nuova missione Mar Rosso entro prima metà febbraio»

La conferma giunge dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Sarà una missione difensiva - ha spiegato in un intervento a Rai news - . Io credo che la decisione possa essere presa ai primi di febbraio: l’Italia sta accelerando, e abbiamo con la Germania e la Francia deciso di spingere moltissimo. Mi auguro che entro la prima metà di febbraio possa partire l’operazione. Oggi - ha ricordato il ministro - le nostre navi militari hanno il compito non solo di scortare ma di difendere quindi sono autorizzate anche ad aprire il fuoco, abbattere missili o droni che possano attaccare». La missione, ha concluso, «non sarà assolutamente contro l’Iran ma per proteggere dagli attacchi degli Houthi».

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Il pressing di Italia, Francia e Germania

La luce verde è arrivata nel corso di un Consiglio Affari Esteri, al quale hanno partecipato ministri degli Esteri dei 27, che ha registrato il pressing di Italia, Francia e Germania a favore di questa missione. «Abbiamo concordato l’avvio della missione Ue nel Mar Rosso, ora dobbiamo lavorare per l’unanimità sul quando», ha spiegato l’alto rappresentante Josep Borrell assicurando di voler completare l’iter per l’avvio dell’operazione il prima possibile.

Le regole d’ingaggio saranno oggetto a Bruxelles del lavoro tecnico del Politico-Military Group (Pmg) e quindi del Comitato politico e di sicurezza (Cops). L’Italia invierà certamente una fregata (potrebbero essere due, con una rotazione). Intanto dall’8 febbraio la fregata italiana Martinengo sarà al comando dell’operazione Atalanta, la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea avviata nel novembre del 2008 che opera in una zona compresa tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e parte dell’Oceano Indiano, Isole Seychelles incluse. La missione è combattere la pirateria nell’area del Corno d’Africa.

Sul comando generale la discussione è aperta: non è escluso che vada all’Italia ma è anche possibile che sia francese, con la postilla che l’operazione Agenor, nel 2020, è nata proprio su iniziativa di Parigi.

La partecipazione ad Aspides non riguarderà tutti. Irlanda e Spagna non invieranno navi. Saranno parte della missione gli Stati che partecipano ad Agenor: oltre a Italia, Francia e Germania ci sono Portogallo, Grecia, Danimarca, Paesi Bassi. La missione, per l’Italia, è più che mai necessaria. Roma, il cui export verso i Paesi dell’Asia è massiccio, potrebbe perdere 5,5 miliardi per l’azione degli Houthi.

Il generale Camporini: dopo il sostegno all’Ucraina abbiamo scorte di armi ridotte

Posto che allo stato attuale è impossibile esprimere una valutazione obiettiva sulla missione, in quanto mancano alcuni tasselli sostanziali che saranno resi noti nei prossimi giorni, secondo il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore della Difesa qualche considerazione non sembra azzardata. «Alla base di una operazione c’è sempre una pianificazione, della quale allo stato attuale sappiamo poco - osserva il militare -. Se ciò nasce dall’esigenza di non divulgare informazioni sensibili sotto il profilo della sicurezza, la cosa è accettabile. Ma se questa mancanza di informazioni, come credo, dovesse scaturire dal fatto che non c’è grande chiarezza, soprattutto sul piano politico, allora il discorso è diverso». Secondo il generale, bisogna sciogliere il nodo delle regole di ingaggio: «Il ministro Tajani ha detto che saranno operazioni solo difensive. Che cosa significa? Se qualcuno mi lancia un proiettile, posso difendermi in due modi, che rientrano entrambi nella categoria di “azione difensiva”. Il primo: con uno scudo; il secondo cercando di distruggere la fonte della minaccia. C’è poi un altro aspetto da considerare - aggiunge Camporini -: la catena di rifornimento delle armi. gli Houthi non producono sistemi di arma avanzati, gli arrivano dall’Iran via mare, attraverso barchini. La missione europea potrà effettuare delle ispezioni su queste imbarcazioni». Infine, c’è un problema di munizioni. Le due fregate italiane che saranno coinvolte dovranno fare i conti con il fatto che «tutto quello che potevano dare agli ucraini glielo abbiamo dato: ora - sottolinea Camporini - le nostre scorte logistiche si sono ridotte». Infine, a chi pensa che questa operazione possa costituire un passo verso una politica di difesa veramente europea, l’ex capo di Stato Maggiore della Difesa replica: «Il fatto che la Spagna non partecipa dimostra che se non c’è una politica estera comune, difficilmente può prendere forma una difesa europea».

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