Crisi Mar Rosso, si riunisce Consiglio Affari esteri Ue: come sarà la missione europea
La missione europea a protezione dei mercantili dagli Houthi, i ribelli yemeniti finanziati dall’Iran che minacciano navi e cargo che trasportano merci verso e dall’Europa, si chiamerà “Aspis”
di Andrea Carli
4' di lettura
I punti chiave
- Le attese della vigilia
- Arriva la missione europea Aspis
- La regia di Italia, Francia e Germania
- Roma-Parigi-Berlino: agire in Mar Rosso, situazione grave
- L’idea di estendere l’area di copertura della missione Agenor
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Le tensioni nel Mar Rosso sono l’ultima urgenza geopolitica entrata in modo dirompente nell’agenda anche dell’esecutivo italiano. Il dossier è approdato a Bruxelles, sul tavolo del Consiglio Affari esteri dell’Unione europea, presieduto come di consueto dall’Alto Rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza Borrell.
Lunedì 22 gennaio i 27 sono chiamati a fare passi avanti sulla nuova missione navale in Mar Rosso . Si discuteranno le opzioni a disposizione dell’Unione europea per garantire libertà e sicurezza della navigazione in quell’area. Il vertice è in corso.
Le attese della vigilia
Secondo le indicazioni fornite alla vigilia dell’incontro dal ministro degli Affari esteri Antonio Tajani , da questa riunione del Consiglio dovrebbe emergere un’ampia volontà politica a sostegno di una missione europea. È difficile, anche se non lo si esclude del tutto, che già domani scatti il semaforo verde definitivo all’operazione in quanto, spiegano fonti diplomatiche, ci sono ancora molti aspetti operativi da decidere. Al momento il “D-Day” continua a essere fissato per il 19 febbraio, in occasione della prossima riunione del Consiglio. In ogni caso il perimetro generale - su cui hanno lavorato Roma, Parigi e Berlino - appare delineato. La proposta sarà fatta dal Seae, il servizio per l’Azione esterna dell’Unione europea.
Arriva la missione europea Aspis
La missione europea a protezione dei mercantili dagli Houthi, i ribelli yemeniti finanziati dall’Iran che minacciano navi e cargo che trasportano merci verso e dall’Europa, si chiamerà “Aspis” che in greco significa “scudo”. Sarà una missione a natura difensiva, con un mandato differente rispetto all’operazione anglo-americana Prosperity Guardian: avrà il compito di proteggere i mercantili, senza condurre attacchi in territorio yemenita.
La regia di Italia, Francia e Germania
Si delinea dunque una missione militare allargata, una delle più importanti operazioni congiunte della storia dell’Unione europea. Sono tre i Paesi che si stanno muovendo da attori protagonisti nell’organizzazione della missione: Germania, Italia e Francia. A Berlino, la coalizione al governo si è mostrata subito compatta sul lancio di una missione europea. Sulla stessa linea anche la Francia, che tra l’altro è stata promotrice della coalizione di volontari che, attraverso la missione Emasoh Agenor, pattuglia dal 2020 lo stretto di Hormuz, che separa la Penisola arabica dall’Iran.








