La crisi

Tajani: «Lunedì possibile via libera politico alla missione europea nel Mar Rosso»

Il ministro degli Esteri: «Dobbiamo aver un sistema di difesa europeo che sia competitivo con la Nato: dobbiamo porci come obiettivo finale un esercito europeo, uno strumento di peace keeping europeo che possa essere operativo in tempi molto rapidi»

di Andrea Carli

Mar Rosso, Tajani "Difendere navi mercantili"

3' di lettura

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La minaccia degli Houthi alla sicurezza nel Mar Rosso resta altissima e l’Italia, che nella presidenza del G7 darà al dossier una valenza prioritaria, a livello europeo sta lavorando con la Francia e la Germania per allargare il raggio d’azione di una missione già esistente, l’Agenor, attualmente centrata su stretto di Hormuz e Golfo Persico, al Mar Rosso.

«La riduzione del traffico marittimo che passa attraverso il Canale di Suez ci preoccupa. Stiamo lavorando perché accanto all’operazione Atalanta possa esserci una missione militare europea, per proteggere i traffici commerciali. L’ipotesi è di allargare quella attiva a Hormuz (la Agenor), a guida francese, per proteggere i traffici commerciali» ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in occasione di una conferenza stampa organizzata alla Farnesina per presentare le priorità relative ai filoni di attività del G7 di competenza del ministero. «Siamo pronti ad andare in Parlamento per illustrare le nostre azioni sul Mar Rosso», ha aggiunto.

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Tra le altre priorità del G7 a guida italiana, il ministro ha ricordato l’impegno a sostegno dell’Ucraina, per il raggiungimento di una pace giusta, le relazioni con l’Africa, nel solco della strategia tracciata dal Piano Mattei, e l’intelligenza artificiale.

La telefonata con il ministro degli Esteri francese

Tajani ha avuto anche un colloquio telefonico con il nuovo Ministro dell’Europa e degli Affari Esteri francese, Stéphane Séjourné. Anche in questo caso si è parlato della situazione nel Mar Rosso. «L’Italia - ha confermato Tajani al suo omologo francese - proporrà al prossimo Consiglio Affari Esteri, che si terrà lunedì a Bruxelles, una risposta europea che garantisca la sicurezza delle linee di navigazione nella regione. Si tratta di una priorità, anche a tutela delle esportazioni delle nostre imprese, considerando che attraverso il Canale di Suez transita il 40% del nostro interscambio commerciale marittimo».

La proposta all’Ue di Italia, Francia e Germania

Secondo le indicazioni fornite da Tajani durante la conferenza stampa alla Farnesina, ci sarebbe già una tabella di marcia per la realizzazione del progetto. «Lunedì (22 gennaio, ndr) al Consiglio Esteri si discuterà. In quell’occasione dovrebbe arrivare il via libera politico. Potrebbero partecipare anche Paesi extra-Ue. Con la Francia e la Germania stiamo formalizzando una proposta da presentare agli altri partner Ue, ma sono ottimista». Il ministro ha pertanto espresso l’auspicio che la decisione politica sia presa già lunedì, in modo che la missione «possa essere operativa il prima possibile». Quanto alle regole di ingaggio, le navi militari interverrebbero a difesa dei mercantili a cui fanno da scorta solo nel caso in cui queste imbarcazioni venissero attaccate (Tajani ha fatto l’esempio del drone, che verrebbe abbattuto nel caso tentasse di colpire un mercantile o la stessa nave militare).

La missione Emasoh

Agenor è il ramo militare della più ampia missione Emasoh (European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz), alla quale partecipano Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Portogallo.

Serve un sistema di difesa europeo

Dopo l’attacco congiunto Usa-Regno Unito contro i miliziani Houthi dello Yemen, è emersa la necessità di una risposta europea in materia di difesa. «Non si può pensare a una politica estera europea se non c’è un sistema di difesa a livello europeo», ha sottolineato Tajani. «Dobbiamo aver un sistema di difesa europeo che sia competitivo con la Nato: dobbiamo porci come obiettivo finale un esercito europeo, uno strumento di peace keeping europeo che possa essere operativo in tempi molto rapidi».


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