In arrivo nuovo pacchetto di misure

Migranti, scontro tra Meloni e Schlein sulle multe alle Ong. Pressing sul decreto sicurezza

II dl allo studio conterrà un giro di vite sulle espulsioni degli irregolari con elevato profilo criminale e soggetti violenti, norme per rafforzare la sicurezza nelle città, un inasprimento delle pene di oltraggio al pubblico ufficiale e una stretta su alcuni reati commessi delle baby gang, che potrebbero essere caratterizzati dall’aggravante di associazione a delinquere.

Migranti, sbarchi più che raddoppiati nel 2023

4' di lettura

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Potrebbe essere a stretto giro, probabilmente già lunedì 28 agosto la riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe dare il via libera a un pacchetto sicurezza con nuove norme messe a punto dal governo Meloni. Il pressing della Lega per un’approvazione in tempi stretti è alto. Il nuovo decreto conterrà una stretta anche sul fronte delle espulsioni e della verifica dell’età dei migranti presunti minori. Si tratta di un nuovo pacchetto di misure, dopo il “decreto Cutro” messo in campo in primavera.

Intanto si registra un nuovo botta a risposta tra opposizioni e maggioranza sul tema, con la segretaria del Pd Schlein che accusa il governo di aver creato il reato di solidarietà, facendo riferimento alle multe comminate alle navi delle ong e la premier Giorgia Meloni a ribadire che vengono fatte applicare le leggi.

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Le critiche dei sindaci

Il governo studia le contromisure per far fronte al malessere di governatori e sindaci dopo le nuove ondate di sbarchi. Tra gli ultimi a lanciare l’allarme è stato il governatore del Veneto Zaia: «Siamo preoccupati - ha spiegato - perché non ci sono più spazi e la situazione rischia di diventare inquietante». Parole che si sono sommate agli avvertimenti dell’Anci che nello specifico invece ha messo in evidenza l’impossibilità di garantire tutele sul sistema di accoglienza di minori stranieri non accompagnati: in duemila sono arrivati soltanto nell’ultimo week end.

Stretta sui controlli medici per stabilire l’età dei migranti sbarcati

In questo senso nel nuovo decreto legge, in arrivo il prossimo mese, potrebbe arrivare una stretta sui controlli medici effettuati per stabilire l’età (dalla radiografia del polso ad altre verifiche anatomiche) di quei migranti appena sbarcati che durante le visite si dichiarano minorenni. «Ci potrebbe essere un tagliando sulla legge Zampa», ha detto il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni riferendosi all’attuale norma in vigore che porta il nome dell’esponente dem, la quale stabilisce accertamenti ritenuti meno invasivi e secondo cui in caso di dubbio la persona debba essere considerata minore. E l’altra sottosegretaria, Wanda Ferro, ha aperto alla possibilità di replicare a Bologna quanto fatto per il centro governativo di prima accoglienza per i minori che sbarcano a Ravenna.

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Verso giro di vite sulle espulsioni

II dl sicurezza allo studio conterrà inoltre un giro di vite sulle espulsioni degli irregolari con elevato profilo criminale e soggetti violenti, norme per rafforzare la sicurezza nelle città, un inasprimento delle pene di oltraggio al pubblico ufficiale e una stretta su alcuni reati commessi delle baby gang, che potrebbero essere caratterizzati dall’aggravante di associazione a delinquere. Potrebbe arrivare una stretta a livello normativo contro i femminicidi.

Decreto flussi, apertura per 450mila stranieri

E poi c’è l’altro canale, quello del nuovo decreto flussi. «Sarà a breve pubblicato - ha chiarito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano - e per la prima volta è triennale, 450mila stranieri che verranno in modo regolare. L’indicazione di una strada regolare deve essere l’antidoto a consegnarsi ai mercanti di morte - ha aggiunto -. C’è poi la possibilità di ingresso fuori quota per l’aspirante lavoratore se ha frequentato un corso di formazione organizzato da una azienda o un network italiano».

Schlein: governo disumano crea il reato di solidarietà

Intanto l’opposizione mette nel mirino la strategia di gestione dei flussi migratori del governo Meloni. «Ricevere una multa e un fermo amministrativo per aver salvato più vite umane di quelle “autorizzate”: il decreto del governo Meloni costituisce il reato di solidarietà», ha sottolineato in una nota la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. «È quello che è accaduto a Open Arms - ha continuato - per aver soccorso alcune imbarcazioni in difficoltà durante la navigazione verso il porto di sbarco assegnato a Carrara (il più lontano possibile per crudeltà), per un precedente salvataggio. È quello che sta succedendo anche alla nave di Sea-Eye a Salerno, multa e fermo per venti giorni».

La segretaria ha rincarato la dose in un intervento alla festa dell’Unità di Reggio Emilia. «Meloni ha detto che loro fanno applicare le leggi, ma il problema è proprio la legge disumana che hanno fatto è che ha l’unico scopo di rendere difficile salvare le vite in mare - ha affermato Schlein -. Le Ong sono multate perché hanno salvato troppe persone in mare, cosa dovevano fare con le altre, lasciarle annegare? Le Ong stanno solo sopperendo alla mancanza di una missione europea, una Mare nostrum europea che il Pd sta chiedendo mentre il governo a Bruxelles è muto».

Meloni replica a Schlein, facciamo applicare le leggi

A stretto giro è giunta la risposta della premier Giorgia Meloni. «Reato di solidarietà? Facciamo applicare leggi e principi che esistono da sempre in ogni Stato: non è consentito agevolare l'immigrazione illegale e favorire, direttamente o indirettamente, la tratta di esseri umani». Così la presidente del Consiglio ha commentato il post pubblicato da Schlein. «Solidarietà è fermare i viaggi della speranza e le morti in mare - ha continuato la premier -. Perché contribuire ad arricchire chi organizza la tratta degli esseri umani non ha nulla a che fare con le parole solidarietà e umanità».

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