Immigrazione

700 arrivi al giorno, scontro tra Viminale e sindaci su gestione migranti

Contro la gestione dell’accoglienza si sono schierati alcuni amministratori locali che contestano la strategia sul territori. Il Viminale ha inviato una circolare con cui introduce il criterio della redistribuzione anche in base «all’estensione territoriale» oltre a quello della popolazione

Migranti, sbarchi più che raddoppiati nel 2023

7' di lettura

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È scontro tra Viminale e sindaci in tema migranti. Da giorni contro la gestione dell’accoglienza si sono schierati alcuni amministratori locali che contestano la strategia sul territori. L’attenzione è tutta sui minori non accompagnati: nell’ultimo week end sono sbarcati quasi in duemila (1.902). Una cifra che porta il dato complessivo dal primo gennaio a 12.188.

L’allarme del Garante

Un trend, anche da questo punto di vista, in drastico aumento come conferma l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. «A metà agosto il numero dei ragazzi soli arrivati per via mare era lo stesso che in tutto il 2021 - ha ricordato la garante Carla Garlatti -. La pressione migratoria di questa estate non deve far perdere d’occhio che si tratta di minorenni che non hanno adulti di riferimento e hanno spesso alle spalle storie e viaggi terribili. È un loro diritto essere accolti e per questa ragione i Comuni vanno posti nella condizione di farlo al meglio». In materia di assistenza, la garante ha ricordato che il governo sta attivando 15 centri Fami destinati ai minori non accompagnati. Una iniziativa legata all’impennata di arrivi delle ultime settimane: a Villa Sikania, nell’Agrigentino, il centro minori è sovraffollato tanto che il responsabile ha chiesto alla prefettura di Agrigento che l’Ufficio minori tenti di affidarne quanti più possibile ad altre comunità, in modo da rientrare nel limite di 150. A Modena, in vista dell’arrivo di almeno 50 minori, la Prefettura ha avviato con avviso pubblico un’indagine di mercato per l’affidamento del servizio di accoglienza in strutture messe a disposizione da enti gestori della provincia.

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Fonti governo, da comuni accuse false, tavolo con sindaci non previsto

Intanto le distanze tra Governo e comuni sono evidenti. Non è all’ordine del giorno, vale a dire «non è previsto». Il tavolo chiesto a gran voce dai Comuni sull’emergenza migranti - in particolare sui minori non accompagnati e sulla mancanza di posti e strutture dove accoglierli - non è tra le priorità del governo, «anche perché con i Comuni noi parliamo ogni giorno». Sono queste le parole di una fonte di primo piano del Governo. Non nascondendo il disappunto per la protesta crescente dei primi cittadini, considerata strumentale. Se i bandi vanno deserti, stando alle stesse fonti di governo «è perché, probabilmente, non è più appetibile la gestione» dei minori non accompagnati in arrivo in Italia.

E domenica fonti del ministero dell’Interno hanno replicato definendo “surreale” la polemica sollevata dai primi cittadini aggiungendo che «la mancata adozione dello stato di emergenza» da parte delle 4 Regioni a guida centrosinistra, ha ritardato alcuni interventi sul territorio».

Le critiche dell’Anci

A criticare la linea del Viminale è stata però in particolare l’Anci, per quanto riguarda i minori non accompagnati: «con questi numeri - ha detto il sindaco di Prato e responsabile immigrazione Matteo Biffoni - le amministrazioni locali non potranno garantire il rispetto delle condizioni stabilite per legge, e la responsabilità è dello Stato centrale. Non ci sono gli hub di primissima accoglienza, non ci sono le risorse per la mediazione culturale». E ancora: «È un po’ irrituale rispondere a ’fonti del Viminale’ che non mettono il proprio nome e cognome davanti a certe dichiarazioni, ma è doveroso puntualizzare la verità dei fatti. Queste fonti dovrebbero parlare con i sindaci, non con i sindaci Pd, ma tutti e in tutta Italia visto che anche dove le Regioni hanno firmato l’accordo con il ministero dell’ Interno, come Veneto e Lombardia, i sindaci denunciano una situazione fuori controllo». E ancora : «Le parole di Luca Zaia (video) («la situazione è insostenibile ed inquietante: tutta l’Africa in Italia non ci può stare. E vedo numeri inquietanti, il Veneto sta già ospitando 9mila migranti, e abbiamo previsioni che parlano di arrivi in Italia pari al doppio dell’anno scorso, quando giunsero 105mila migranti», ha detto il governatore) sono inequivocabili»
 

Gori: minori migranti, ricorso al Tar perché paghi lo Stato

«I minori migranti in carico al Comune di Bergamo sono “ormai più di 250, in costante aumento. Tutte le strutture sono sature, gli ultimi li abbiamo dovuti sistemare addirittura in Friuli Venezia Giulia». Così, a Repubblica, il sindaco Pd Giorgio Gori . «Moltissimi arrivano qui da soli - spiega - Ma la novità delle ultime settimane è che ne stanno arrivando tanti anche mandati dalla prefettura all’interno del piano di riparto nazionale perché il numero di migranti minori sui barconi si è impennato. Noi non ci siamo mai tirati indietro negli anni e continuiamo a fare l’impossibile ma non tocca a noi». Gori spiega che «la legge 242 del 2015 è chiarissima: tocca allo Stato prendersi cura della primissima accoglienza e poi della sistemazione in strutture dedicate ai minori. I Comuni possono intervenire in via temporanea e senza oneri a proprio carico in caso di arrivi eccezionali. In altre parole, il ruolo dei Comuni dovrebbe essere solo sussidiario. Invece qui lo Stato gioca a scaricabarile. Solo per quello che abbiamo speso negli ultimi cinque anni, lo Stato ci deve 5,5 milioni». Per questo è stata presentata una diffida e un ricorso al Tar: «La situazione ormai è oltre la sostenibilità. Il governo con il decreto Cutro ha abbassato da 100 a 60 euro al giorno il costo dell’accoglienza per un minore non accompagnato. Ma i servizi per i minori costano, da 100 a 120 euro al giorno. Anche dove i prefetti hanno trovato strutture disponibili per aprire nuovi centri di accoglienza riservati ai minori con questo rimborso le associazioni del Terzo settore non si presentano»

Sindaco Lampedusa a Gori: noi facciamo già troppo, altri comuni collaborino

«Lampedusa non si può fare carico pure dell’accoglienza dei minori non accompagnati. Già l’isola fa abbastanza. Noi ogni giorni accogliamo centinaia di migranti, tra cui anche molti minorenni, e li ospitiamo all’hotspot in attesa dei trasferimenti. Noi facciamo già tanto e mi spiace che ci siano sindaci che fanno le barricate». Il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino (video) , replica così, attraverso l’Adnkronos, al sindaco di Bergamo Giorgio Gori che ha annunciato una diffida e un ricorso al Tar sulle competenze dell'accoglienza dei minori non accompagnati. Che, a suo avviso, dovrebbe essere a carico dello Stato e non dei Comuni che stanno ormai sopportando oneri non più sostenibili.

A Bologna già oltre 500 minori non accompagnati

Ma i problemi sono ovunque. «Il Comune di Bologna ha, in questo momento sotto la propria responsabilità 510 minori stranieri non accompagnati, per arrivi spontanei, ma anche per invii che stanno arrivando dal governo. Noi abbiamo finito tutte le possibilità, le strutture, le comunità di accoglienza e serve che il governo metta in campo delle strutture. Purtroppo stiamo vedendo bandi deserti» ha detto l’assessore al welfare del Comune di Bologna Luca Rizzo Nervo, a proposito dell’arrivo dei migranti. La situazione, in molte città dell’Emilia-Romagna, come denunciato nei giorni scorsi anche dal presidente Stefano Bonaccini (video) , è già arrivata ai limiti». E ha aggiunto: «Ci preoccupa l’inadeguatezza della pianificazione delle risposte da parte dello stato che deve garantire la prima accoglienza»

Bonelli: su minori non accompagnati sindaci lasciati soli, interrogazione a Piantedosi

E Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra, parla di «scaricabarile del Governo che sta lasciando da soli i comuni e i sindaci italiani, senza nessun piano di accoglienza, ma solo proponendo ogni giorno una emergenza». Per questo annuncia «una interrogazione al ministro Piantedosi»

In estate 700 arrivi in media al giorno

Polemiche che infuriamo mentre il flusso degli sbarchi non si ferma: Nel weekend sono stati quasi duemila (1.902) i minori non accompagnati sbarcati in Italia, secondo dati del Viminale. Nell’anno in corso sono arrivati in 12.188, mentre i migranti in totale sono stati 105.449: più del doppio rispetto al 2022. Dal primo giugno al 18 agosto, secondo i dati diffusi dal Viminale, ci sono stati 55.318 sbarchi, con una media giornaliera che supera le 700 unità. La pressione nella macchina dell’accoglienza resta, quindi, altissima e dal territorio, con cadenza quotidiana, arrivano segnali di sofferenza e richieste di intervento da parte del Governo e del Ministero dell’Interno.

Salvini, «si lavora su nuovo decreto, non possiamo ospitare tutti ed Europa se ne frega»

«Riguardo al blocco degli sbarchi e l’aumento delle espulsioni, il ministro dell’Interno sta lavorando a un decreto sicurezza nuovo per rendere più veloci, più semplici, meno complicate le espulsioni. Perché non possiamo ospitare mezzo mondo in Italia, con un’Europa che se ne frega e si volta come sempre accade dall’altra parte» ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, durante una diretta sui social. E Il Viminale, ha annunciato per settembre interventi per rendere più rapido l’iter per il rimpatrio dei migranti irregolari e in particolare di quei soggetti tra loro problematici e pericolosi.

Viminale: redistribuzione anche in base all’estensione territoriale

Il 3 luglio scorso ha inviato una circolare con cui introduce il criterio della redistribuzione anche in base «all’estensione territoriale» oltre a quello della popolazione. Nel documento, il Ministero dell’Interno afferma che è stata «condivisa una modifica del criterio di distribuzione su base regionale, che utilizzerà oltre al consueto parametro della popolazione residente anche quello dell’estensione territoriale». Il nuovo criterio «oltre ad essere applicato per il piano previsionale straordinario, sarà utilizzato nei singoli periodici riparti resi noti ai Prefetti dei capoluoghi di regione per la successiva ripartizione infraregionale, secondo le modalità definite in seno ai rispettivi tavoli di coordinamento», si afferma nella circolare.

Lombardia al top per presenze

In base agli ultimi dati ufficiale attualmente sono 132.796 il totale degli “immigrati in accoglienza sul territorio». La regione con il maggior numero di presenza è la Lombardia con 16.814 (pari al 13% del totale), seguita dall’Emilia Romagna con 12.572 (9%), dalla Sicilia 11.758 (9%) e dal Piemonte 11.576 (9%). Il nuovo criterio potrebbe portare a trasferire un maggior numero di persone in territori con grandi estensioni ma con densità abitativa più bassa come ad esempio la Sardegna che ad oggi ospita 2.098 persone pari all’1% del totale o la Basilicata il cui presidente di Regione, Vito Bardi (video) , afferma che il suo territorio «non può reggere numeri importanti».

Accoglienza da verificare nei Cas

Altro capitolo è quello del turn over nelle strutture di accoglienza straordinari (Cas) per i quali sarà effettuata una sorta di censimento. Ad oggi ospitano 110 mila persona circa ma obiettivo del Viminale è verificare quanti siano ancora i soggetti che hanno i requisiti per ottenere assistenza. Il ministero chiede, con una circolare del 7 agosto, a prefetti, Dipartimento di pubblica sicurezza e alla Commissione nazionale per il diritto di asilo «di verificare la puntuale applicazione delle previsioni, tanto in un’ottica di corretto utilizzo delle risorse pubbliche, quanto al fine di assicurare il turn over nelle strutture di accoglienza e garantire la disponibilità di soluzioni alloggiative in favore degli aventi diritto».

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