Cisgiordania, economia verso il default: così Israele blocca le finanze dell’Anp
di Roberto Bongiorni
di Dino Pesole
4' di lettura
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La riforma del Mes, quello che un tempo si chiamava “salva-Stati” è stata approvata da tutti i paesi membri dell’Eurozona, tranne che dall’Italia. Ma cos’è il Mes, cosa prevede la riforma e perché il governo e il Parlamento tardano a ratificarlo?
Il Meccanismo europeo di stabilità è stato istituito nel 2012 attraverso un trattato intergovernativo, in seguito agli effetti prodotti dalla crisi finanziaria del 2008-2009, che causò in Europa la cosiddetta “crisi dei debiti sovrani”.
La sua funzione fondamentale è concedere, sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai paesi membri che - pur avendo un debito pubblico sostenibile – abbiano difficoltà a finanziarsi sul mercato.
La condizionalità – spiega un dettagliato dossier della Banca d’Italia - varia a seconda della natura dello strumento utilizzato: per i prestiti assume la forma di un programma di aggiustamento macroeconomico, specificato in un apposito memorandum ed è meno stringente nel caso delle linee di credito precauzionali, destinate a paesi in condizioni economiche e finanziarie fondamentalmente sane ma colpiti da shock avversi.
Il Mes è guidato da un “Consiglio dei Governatori” composto dai 19 Ministri delle finanze dell’area dell’euro che decide all’unanimità tutte le principali decisioni (incluse quelle relative alla concessione di assistenza finanziaria e all’approvazione dei protocolli d’intesa). Può operare a maggioranza qualificata (85% cento del capitale) qualora, in caso di minaccia per la stabilità finanziaria ed economica dell’area dell’euro, la Commissione europea e la Bce richiedano l’assunzione di decisioni urgenti in materia di assistenza finanziaria.